Alla scoperta di iRacing – 24 ore nell’Inferno Verde

Un tracciato mitico, un team italiano, tre equipaggi in gara. Il Team Prodrive vi accompagna nell’avventura della 24h del Nürburgring

Scritto il 06.04.2021
da Davide Solbiati
Apertura

Siamo a due giri dalla fine, sto lottando per il quarto posto. Con un po’ di fortuna, potrei persino pensare al gradino più basso del podio. Davanti a me vedo la Porsche 911 GT3 Cup di Dale Earnhardt Jr., due volte vincitore della 500 Miglia di Daytona. Spinge al massimo, poi all’improvviso si scompone: Zandvoort è una pista scivolosa, il mare è vicino e umidità e sabbia rendono il tracciato insidioso. Earnhardt prova a riprenderla, ma la Cup è diversa delle auto che guida di solito e lo tradisce, facendolo girare. Lo passo e mi involo verso la bandiera a scacchi. Il podio, purtroppo, resterà fuori dalla mia portata.

L’essermi messo alle spalle uno dei piloti più famosi della storia della formula NASCAR, però, è una bella soddisfazione. Certo non era nel suo ambiente naturale, e si vedeva: quando mi trovo a incrociare Barrichello (senior e junior), Norris, Alonso, Kubica o Verstappen non li vedo neppure col binocolo. Però, era pur sempre una leggenda dell’automobilismo mondiale.

Si potrebbe pensare che io mi stia inventando tutto: non mi sono mai neppure seduto su un go-kart, e adesso mi ritrovo a condividere la pista con alcuni dei piloti più veloci del mondo? Un sogno, per un appassionato. Ma anche una realtà con un nome ben preciso: iRacing, piattaforma per competizioni principalmente online che, grazie all’ottimo livello della simulazione, all’elevata competitività delle gare proposte e alla vasta gamma di vetture e tracciati a disposizione, ha saputo attirare numerosi piloti professionisti, che ci corrono per divertimento, per vincere, per studiare nuovi tracciati, per testare le proprie configurazioni.

Anche a causa del lockdown, tantissimi nomi di spicco hanno iniziato a frequentare l’ambiente degli eSports motoristici. I più appassionati sono i già citati Verstappen e Norris, che spesso si lanciano anche in streaming personali, ma si possono davvero trovare tantissimi nomi, più o meno noti, in tutte le categorie automobilistiche. Spostandosi nel mondo NASCAR e Indy, ci sono praticamente gli schieramenti ufficiali al completo.

D’altronde iRacing è una creatura a stelle e strisce, nata nel 2004 dalle ceneri di Papyrus Design (Grand Prix Legends e la serie NASCAR). Col passare degli anni questo servizio, che funziona con il modello dell’abbonamento, ha saputo crescere fino a diventare attualmente il più importante nell’ambito della community delle gare automobilistiche online. Almeno senza considerare i titoli appoggiati da forti sponsorizzazioni e licenze, come F1 di Codemasters.

Ci sono anche altri titoli che operano nello stesso settore: il valido e italianissimo Assetto Corsa Competizione, con diverse licenze ufficiali al proprio arco, oppure Raceroom, o ancora rFactor 2. Insomma, la scelta non manca di certo.

E la competizione è davvero serrata. Diversi piloti reali hanno affermato che il livello negli eSports è più elevato che nella realtà. Sembra incredibile, eppure basta riflettere per capire che è logico: i simulatori rimuovono la principale barriera che blocca l’accesso a questo tipo di sport, vale a dire quella finanziaria. Inoltre, in iRacing puoi girare quanto vuoi, provando fino a quando non hai davvero raggiunto il tuo limite, e anche questo permette ai più talentuosi di esprimersi al massimo.

Fino a fare il salto dal virtuale al reale: anche da iRacing, infatti, diversi piloti simulati sono riusciti a sedersi al volante di una vera auto da corsa (di nuovo, soprattutto in NASCAR), un po’ sulla falsariga di quanto accade con il famoso (e ormai defunto) programma GT Academy di Sony.

Insomma, gli eSports automobilistici sono forse quelli che più si avvicinano alla loro controparte reale, anche dal punto di vista dello spettatore: telecronache, classifiche in tempo reale, duelli avvincenti… più volte mi è capitato di vedere persone convinte di stare assistendo a una gara reale, e non a un evento virtuale!

Ora però è il momento di tornare nel mondo di iRacing, per andare a scoprire con maggiore dettaglio com’è strutturata la piattaforma.

Una volta sottoscritto un abbonamento per il periodo scelto, il nuovo pilota ha a disposizione una serie di piste e vetture “base”: tutti gli altri tracciati e gli altri bolidi sono alla stregua di “contenuti aggiuntivi” e sono da acquistarsi separatamente. iRacing offre un ecosistema completo, basato su diversi campionati e su diverse tipologie di patenti, con gare online che si ripetono a intervalli di due ore, nell’ambito di stagioni che durano ognuna dodici settimane. Alle gare regolari più affollate partecipano centinaia di persone, suddivise in split da 26 partecipanti in base al livello di abilità dei piloti (iRating)

A seconda dei risultati ottenuti in pista, il pilota vede cambiare i due parametri alla base di tutto: il Safety Rating, che misura la pulizia nella guida e definisce la patente assegnata (Rookie, D, C, B, A e Pro/WC, l’ultima a invito), e l’iRating, che definisce il livello di abilità e va a stabilire in quale split ci si ritrova a correre durante le varie gare, come pure in quale Divisione del proprio campionato si gareggia (da 1 a 10). Quest’ultimo fatto è molto importante, perché garantisce di trovare quasi sempre avversari di livello equiparabile al proprio.

A fine stagione, una volta eseguiti gli scarti dei punteggi (valgono i migliori 8 su 12), si stilano le classifiche, si assegnano i trofei e… si ricomincia! Dopo una settimana di “pausa” (la mitica tredicesima settimana, dove vale tutto – o quasi) si riparte da zero, magari cambiando auto, patente o Divisione, in base a com’è andata la stagione appena conclusa.

Questa in sostanza è l’esperienza alla base di iRacing. C’è molto altro (dai campionati privati, numerosi e ben strutturati, alle gare contro i piloti gestiti dalla IA, incredibilmente capaci), ma trattare più a fondo l’argomento esula dallo scopo di questo articolo.

Perché adesso è il momento di iniziare a parlare di uno degli eventi speciali più spettacolari del calendario annuale di iRacing, vale a dire la 24 Ore del Nürburgring (ADAC 24h Rennen Nürburgring), endurance durissima e affascinante che si corre sul mitico “Inferno Verde“, fra le alture e le foreste dell’Eifel, in Germania.

Questo storico tracciato, con oltre 25 km di saliscendi e di curve da memorizzare, offre alcuni dei passaggi più famosi del mondo dell’automobilismo, come la Flugplatz o il leggendario Caracciola-Karussell, dalla superficie inclinata in cemento. L’evento annuale organizzato da iRacing, che quest’anno si svolgerà fra il 24 e il 25 aprile, vede affrontarsi centinaia di squadre – e quindi migliaia di piloti – che per ventiquattro lunghe ore lottano contro avversari e tracciato, nella speranza di portare al traguardo la propria vettura. Dall’alba al tramonto, dal sole di mezzogiorno all’oscurità del cuore della notte, senza un minuto di tregua.

Un’esperienza davvero unica, quasi mistica se vissuta indossando un visore per realtà virtuale, come faccio io. Un’esperienza che andremo a descrivere e a “vivere insieme” per il prossimo mese, con una serie di articoli che spiegherà come ci si prepara alla sfida, come si mette a punto la vettura, come si definiscono le strategie e come, infine, ci si nutre di adrenalina e caffeina per ventiquattro lunghe ore, da vivere in simbiosi con i propri compagni di squadra.

Compagni di squadra che andremo a conoscere nel prossimo articolo, dove presenterò equipaggi e vetture della scuderia di cui faccio parte, il Team Prodrive.

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