Astral Chain – L’anteprima dall’open day di Nintendo

In occasione dell’Open Day di Nintendo tenutosi a Milano, ci è stata mostrata una lunga demo di Astral Chain, il nuovo action-game sviluppato dai ragazzi di Platinum Games. Ecco quali sono le nostre considerazioni a riguardo.

Scritto il 08.07.2019
da Gennaro Schiavelli
Astral Chain - Platinum smentisce la trilogia, errore nella traduzione

Durante l’Open Day di Nintendo ha fatto bella mostra di sé la nuova IP targata Platinum Games che risponde al nome di Astral Chain. Non ci è stata data purtroppo la possibilità di provarlo (e a fine articolo vi spiegheremo il perché), ma ci è stata comunque mostrata quella che dovrebbe essere la parte iniziale del titolo.

Mettetevi comodi, quindi; vi illustreremo di seguito quanto abbiamo appena visto e le nostre considerazioni in merito.

Astral Chain

Detective astrale

Ci troviamo nel futuro, in una città chiamata Ark. L’umanità è sull’orlo dell’estinzione e buona parte di essa è già scomparsa. Un corpo di polizia segreto dal nome Neuron agisce con lo scopo di combattere le Chimere, creature in grado di viaggiare tra il nostro mondo e il piano astrale da cui provengono. Noi avremo la possibilità di impersonare due fratelli (fratello e sorella per la precisione), reclute, nonché figli, della persona a capo di questa unità, chiamato Max. La demo mostrataci si apriva con uno dei due protagonisti intento ad investigare sul crollo di un ponte e ad esplorare la zona circostante (qualcosa di inedito per certi versi, se consideriamo quali sono gli sviluppatori dietro al progetto).

Questa possibilità gli veniva data dalle capacità dei Neuron di addomesticare le Chimere, trasformandole in quelle che vengono chiamate Legioni, creature imprigionate di fatto dentro a delle armature e che rispondo solo ai nostri comandi, grazie ad un apposito dispositivo attaccato al nostro polso. Le Legioni così come le Chimere, sono fatte della stessa sostanza che le rende invisibili all’occhio umano e sono anche in grado di rimuovere quella stessa materia astrale che attanaglia il mondo circostante.

Grazie ad esse ci è stato inoltre mostrata la possibilità di origliare le conversazioni di altri poliziotti e civili (stile Murdered per intenderci) e ottenere così informazioni per procedere con l’indagine. Svelato il quadro e venuti a conoscenza di come il suddetto ponte sia collassato (ovvero con un portale apertosi sopra di esso), è stato fatto perciò rapporto a Max. Dopo una breve sessione di dialoghi a risposta multipla è stato assegnato anche un voto che (come ci è stato detto) andrà poi ad influenzare alcune caratteristiche.

Astral Chain

Il combat system di Astral Chain

Dopo questa fase investigativa/esplorativa veniamo quindi al combat system di Astral Chain, vero cuore pulsante dell’intera produzione. Nel proseguire la nostra visione abbiamo assistito a molteplici combattimenti, veramente spettacolari, che ci hanno poi portato allo scontro con il Boss di turno. La nostra Legione, evocabile in qualsivoglia momento, è connessa a noi con una catena e ci permette (se usata correttamente) di imprigionare temporaneamente i nemici, permettendoci così di eseguire combo su combo. Il nostro agente sarà dotato di attacchi corpo a corpo ma anche dalla distanza (il manganello mostrato nella demo si è trasformato infatti in tempo reale in una specie di pistola laser), cosa che rende gli scontri frenetici ma allo stesso tempo, se vogliamo, ragionati.

Ad ogni nemico ucciso, così come in alcuni anfratti e oggetti presenti nello scenario, sarà presente quella materia a cui accennavamo poc’anzi e che una volta raccolta, faciliterà il nostro recupero di stamina. Più metteremo la nostra Legione “sotto stress”, più la stamina della stessa scenderà repentinamente. Un approccio, se vogliamo, persino più tattico di quello che ci si potrebbe aspettare da un titolo Platinum Games. Sarà infine utilizzabile anche un sistema di intelligenza chiamato IRIS che ci permetterà di analizzare l’ambiente circostante e scovare quelli che sono i punti deboli dei nemici. Se usato, però, quest’ultimo comprometterà la nostra valutazione finale una volta portata a termine la missione (restando in linea con le altre produzioni del team, dunque).

Astral Chain screenshot

Un rapido switch di Switch

Ucciso quindi il Boss di fine stage e messe in mostra alcune delle potenzialità del combat system (che come riferitoci si evolverà in altre situazioni), è stato fatto un rapido switch di Switch. Siamo quindi stati catapultati in una nuova sessione, con un protagonista dall’aspetto differente (sarà infatti possibile cambiarne l’aspetto, il sesso etc.) e proiettati nuovamente nella cittadina di Ark. A più riprese, io e il buon Ismaele, ci siamo chiesti se Astral Chain fosse un vero e proprio open world o se fosse qualcosa di più vicino a quanto visto in Nier: Automata. Non abbiamo però trovato risposta alla nostra domanda, almeno per il momento. Quello che sappiamo (e che abbiamo visto) ha però tutti quelli che sono i connotati di un titolo appartenente a questo genere, magari in maniera ridotta, vista la presenza piuttosto numerosa di side quest.

Ad esempio: girando per la città si potranno curare i cittadini afflitti dalla materia astrale; raccogliere rifiuti da utilizzare come diversivo per distrarre o attirare i nemici (o semplicemente da gettare nell’immondizia); attraversare le strisce pedonali, dando così il buon esempio, e immaginiamo molto altro ancora che per ovvie ragioni non ci è stato mostrato. Un respiro più ampio che spinge l’intera produzione verso nuove vette, non limitandosi ad essere un mero action game, bensì un qualcosa di più. Sicuramente un titolo più grande ed ambizioso considerato anche il pieno supporto di Nintendo e la cura ai dettagli che da sempre contraddistingue i titoli della casa di Kyoto.

Anteprima Nintendo Open Day

Piano Astrale

Come ultima cosa ci è stata fatta vedere una sessione leggermente più avanzata del gioco dove il nostro protagonista ha avuto accesso al piano astrale da cui provengono le Chimere. Qui abbiamo subito notato un cambio netto di ambientazione, dal design più minimal e cyberpunk. Volendola vedere da un punto di vista differente, sembrava come un inferno cybernetico, dove figure d’ombra di una popolazione corrotta, vagavano senza meta tra gemiti e lamenti. L’azione di gioco in questo frangente si spostava verso alcune sezioni più vicine al platforming e al puzzle-solving, cambiando nuovamente le carte in tavola e lasciandoci, ancora una volta, esterrefatti.

All’accanirsi dei nemici in questo nuovo scenario ci è stato mostrato come esistano diverse tipologie di Legioni (cinque per la precisione) e di come ognuna di queste possegga abilità uniche capaci di combinare attacchi dalla distanza ad attacchi corpo a copro (come accennato ad inizio articolo). Queste saranno intercambiabili rapidamente tramite la pressione di un apposito tasto (avete presente gli stili di Dante in Devil May Cry?), mentre le tecniche saranno divise in passive e attive e per sbloccarle bisognerà accedere all’apposito albero delle abilità. Siamo così giunti al Boss finale di questo stage ed abbiamo potuto saggiare con la vista, tutta la bontà del combat system, per un’ultima volta prima dei saluti.

Città

Cosa ci resta di Astral Chain?

Semplicemente, stupore. Capiamo solo ora, dopo aver visto la mole impressionante di contenuti presenti nel titolo di Platinum Games, che averci fatto provare una demo non avrebbe avuto alcun senso. Non gli avrebbe reso giustizia e, forse, non avremmo capito appieno nemmeno tutta la lore che gli sviluppatori puntano a raccontare. Avercelo mostrato, e di pari passo spiegato, ha fatto si che ne apprezzassimo meglio il risultato finora raggiunto, lasciandoci addosso un’irrefrenabile voglia di giocare la sua versione completa quanto prima.

Sicuramente, Astral Chain è stato il gioco migliore visto in occasione dell’Open Day di Nintendo, poiché rappresenta anche una nuova IP. Il poter scegliere uno dei due protagonisti e cambiarne l’aspetto; investigare; combattere Chimere con le nostre Legioni; prendere parte a side quest, fasi platform e di puzzle solving; viaggiare tra due mondi e molto altro ancora, ha suscitato il nostro interesse, dall’inizio alla fine. Se a ciò ci aggiungiamo un comparto tecnico di tutto rispetto che durante la prova ha mostrato tutti i suoi muscoli (senza perdere nemmeno un singolo frame), e un comparto artistico dannatamente ispirato, non possiamo far altro che tenere a bada il nostro entusiasmo. D’altronde, manca davvero poco al 30 agosto.

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