Cambiamento del concept e dello sviluppo dei videogiochi

Scritto il 26.07.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca

Vediamo come col tempo le cose siano cambiate

Nella giornata di ieri abbiamo analizzato se abbia davvero senso creare enigmi complessi, oggi. Ora, invece, ci concentriamo sul cambiamento del concept e dello sviluppo dei videogiochi. Già nell’articolo, Videogiochi – Passione Senza Tempo. avevamo avuto modo di accennare qualcosa in merito. Adesso, andiamo ad approfondire proprio questo discorso. Il panorama videoludico è cambiato! Di conseguenza, anche gli obiettivi da raggiungere in fase di sviluppo e le richieste dei publisher. Questo ha portato quindi al sacrificio di molti generi pressoché scomparsi o che arrancano nella scena indie (per fortuna, se no davvero non esisterebbero più).

Con l’avvento della massificazione del medium, il videogioco ha cominciato a seguire delle tendenze, ma soprattutto una struttura di base che attualmente potrebbe essere quella open world. Per ogni produzione, infatti, si tende a realizzare mappe enormi e completamente da esplorare al di là che si tratti di un RPG, un action o un gioco di guida. Un altro elemento che viene perseguito, come già fatto presente a più riprese, è il realismo ad ogni costo. Ovviamente, accompagnato dall’impostazione cinematografica che permea sempre più opere videoludiche, basti guardare principalmente le esclusive di punta di casa Sony.

Attenzione, però. Tutto questo non è mica un male assoluto. Il problema non è tanto che esistano videogiochi di questo tipo, che tra l’altro abbracciano molto spesso anche più generi (o sottogeneri), tanto da rendere difficile una catalogazione precisa. Il problema è come ruoti quasi tutto intorno alle tendenze descritte poc’anzi, portando i team di sviluppo a realizzare titoli con concept sempre similari, privi di una reale varietà. Intendiamoci, un God of War è totalmente diverso da un The Last of Us, quindi offrono una varietà nel mercato. Strutturalmente, però, l’impostazione è grossomodo la medesima, basandosi su elementi simili.

Jet Set Radio Concept

Mancanza di concept totalmente inediti

I generi sono grossomodo sempre gli stessi, anche se va comunque detto che molti sono ormai spariti o in totale “estinzione”. Basti pensare agli SHMUPS, un genere che anni or sono faceva faville e che ora è sempre meno presente nell’offerta ludica odierna. Stesso dicasi per i beat’em up oppure i platform 3D o i run and gun e tanti altri. Tuttavia, con l’evoluzione del medium era inevitabile che ciò accadesse, anche se fortunatamente, grazie agli sviluppatori indipendenti, molti generi continuano ancora oggi ad esistere. L’analisi, però, non tiene conto del mercato indie, poiché vuol basarsi principalmente sulle major. L’elemento mancante non è dunque la varietà di generi, seppur non sia più quella di una volta, bensì la creazione di concept totalmente inediti (con le dovute eccezioni del caso). Difficilmente i team di sviluppo rischiano e osano proponendo meccaniche di gameplay e approcci al videogioco diversi da quelli che conosciamo.

Tempo addietro, i game designer davano molto più sfogo alla creazione di concept totalmente fuori dagli schemi, diversi dall’offerta generale dell’industria. Allo stato attuale, l’unica azienda che può permettersi il lusso di provare ancora la strada della sperimentazione è Nintendo. Potremmo già soltanto prendere in esame Labo per capire come la grande N navighi controcorrente rispetto alle sue due grandi rivali. Non mancano anche autori che comunque rispettano le loro visioni (contorte o meno che siano), come ad esempio Fumito UedaHideo Kojima oppure Suda51. Tant’è vero che sono sicuramente tra coloro che sviluppano i cosiddetti videogiochi d’autore, proprio perché riescono sempre a dare una visione tutta loro del gaming, talvolta anche atipica. Chiaro non siano gli unici.

Dopotutto, è necessario attecchire le esigenze del grande pubblico, poiché è grazie ad esso che i videogiochi incassano cifre da record

Siccome i costi di sviluppo aumentano sempre più ed essendo in un periodo storico dove anche un solo errore può rivelarsi fatale e motivo di linciaggio, ecco spiegato perché non ci sia più la varietà di un tempo. I publisher non possono proprio permettersi di rischiare, perché la minima negligenza potrebbe far perdere milioni di dollari e portare al fallimento. In una generazione dove si è sotto la più totale pressione del pubblico, a causa di internet e dei social, la libertà creativa, purtroppo, non può venir espressa nella sua forma più pura. Se lo possono permettere gli sviluppatori indipendenti, proprio perché piccoli, motivo per il quale nella scena indie è molto più facile trovare i più disparati concept di gameplay. Per una major il rischio potrebbe non valere la candela. Non tutti sono l’autore ormai con una nomea che può permettersi di fare un po’ quello che gli pare.

Per tal motivo vengono perseguiti all’incirca i soliti approcci, inserendo più tipologie di generi nello stesso gioco; sostanzialmente mantenendo di base una struttura similare. Di conseguenza, è difficile ritrovarsi oggi davanti ad un titolo come Jet Set Radio o Billy Hatcher and the Giant Eggtanto per citarne due. Gli esempi potrebbero essere moltissimi altri, soprattutto titoli ancor più old. Quindi, le peculiarità e le idee di un certo tipo è molto più difficile riscontrarle, oggi.

Se non fosse per Nintendo, ci ritroveremmo davvero ad avere due console con grossomodo gli stessi titoli, salvando la buona pace di pochi. Questo non solo perché la grande N ha riscritto le regole dei platform e degli action adventure con i rispettivi Super Mario Odyssey e The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Semplicemente perché è l’unica major che ancora sviluppa e concepisce i videogiochi con uno stile ed una visione tipica dei vecchi tempi.

Sea of Thieves Concept

Semplificazione dei concept del videogioco

Per quanto i videogiochi siano diventati molto complessi, vi è una semplificazione generale per renderli veramente adatti a tutti. Se in passato il bloccarsi per un enigma o perdersi non sapendo cosa fare erano fattori dietro l’angolo, oggi c’è sempre un segnalino che dice dove andare. Tutto sommato inevitabile negli open world, poiché in mappe abnormi il rischio di perdersi totalmente è altissimo. Certamente si potrebbe comunque giungere a dei compromessi, ma di sicuro non è nelle intenzioni dei publisher. Tuttavia, la semplificazione non appartiene solo al macro-genere degli open world, ma la ritroviamo un po’ ovunque. Titoli che spesso ti accompagnano per la manina sino ai titoli di coda o che comunque risultano teleguidati in maniera assurda (il primo che mi viene in mente è sempre The Legend of Zelda: Skyward Sword).

Questi elementi possono indurre il videogiocatore a pensare ad un qualcosa tipo “tutto bello, però lasciatemi giocare”; per il pubblico casual e quindi per il videogiocatore occasionale, va bene così. Anche se un brand come quello di Dark Souls potrebbe far pensare non sia vero che oggi si sviluppino videogiochi più semplici. Dark Souls è un’eccezione che conferma la regola, nonché un titolo che ha fatto del suo concept una sorta di moda proprio per quel tipo di pubblico che apprezza approcci simili e che viene dalla vecchia scuola. Un casual gamer, però, che gioca giusto per passatempo, alle prime difficoltà passerà sicuramente ad altro.

Tendenzialmente si cerca di creare opere videoludiche che possano essere adatte a tutti; strutturalmente simili per attirare l’utenza ormai abituata a determinati canoni ed approcci ludici, radicati ormai anche nei videogiocatori di vecchia data. Di conseguenza, è difficile ritrovarsi nuovamente davanti a qualcosa di veramente impegnativo (tralasciando il livello di difficoltà) e che possa essere concettualmente peculiare o fresco. Insolito. Anche se un titolo come Sea of Thieves di Rare fa comunque ben sperare; seppur sia a causa di come siamo stati abituati finora che non è stato compreso appieno. Eppure, un titolo del genere sarebbe stato manna dal cielo in passato, ma abbiamo visto come sia stato accolto dal pubblico, oggi…

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi