Carrellata di indie dalla Gamescom 2019

Alla Gamescom io e Gennaro abbiamo potuto vedere in azione svariati titoli indie. Ecco le nostre impressioni

Scritto il 05.09.2019
da Ismaele Mosca e Gennaro Schiavelli
Carrellata di indie alla Gamescom 2019

Durante la nostra escursione alla Gamescom, tra i vari giochi Tripla A che abbiamo avuto modo di vedere e provare, io ed il buon Gennaro ci siamo dilettati anche nel panorama indie, potendo ammirare molte produzioni interessanti degli studi indipendenti. Non potendo parlare in maniera approfondita di ognuno, poiché comunque tanti, abbiamo deciso di raggrupparli in un unico articolo, con la speranza di parlarne poi in sede di recensione a tempo debito. Questo sarà perciò un pezzo scritto a quattro mani da entrambi dove vi illustreremo, titolo dopo titolo, quanto visto o provato con mano. Non ci resta che augurarvi buona lettura.

Cris Tales

Cris Tales indie

Cris Tales è una nuova IP indie sviluppata da Dreams Uncorporated e SYCK e di cui abbiamo avuto una breve dimostrazione durante la Gamescom. Invitati presso lo stand di Modus Games, ci siamo quindi messi comodi e abbiamo assistito a questa presentazione durata all’incirca una ventina di minuti, che differiva in alcune cose dalla demo precedentemente pubblicata sugli store digitali. Protagonista di questa avventura è la bellissima Crisbell, alle prese con un viaggio attraverso un mondo fantastico e ricco di dettagli, pieno tra l’altro di sorprese e insidie e che vi porterà a conoscere diverse facce amiche e non. L’importanza di adottare ogni volta una strategia starà alla base di pressoché tutte le azioni che potrete compiere nel gioco. Ad esempio, le battaglie (a turni), saranno basate su alcuni meccanismi magici pensati proprio per alterare la cronologia degli eventi. Lo schermo, durante tutta la durata dell’avventura (che si attesterà sulle venti ore circa), sarà infatti suddiviso in tre porzioni: alla vostra sinistra prenderà vita il passato, al centro il presente e a destra il futuro. Il tempo rivestirà quindi un ruolo importante, fondamentale, quasi come se fosse lui il vero protagonista di questa storia tutta da raccontare. A farle da sfondo, un immaginario che prende ispirazione dalla cultura architettonica e spirituale colombiana, animato divinamente e contornato da musiche che vantano la collaborazione di compositori che hanno partecipato alla realizzazione delle colonna sonora di Metal Gear Solid 2. Un RPG a turni (come accennavamo), che trae ispirazione da J-RPG del passato come Chrono Trigger e Final Fantasy VI, ma che strizza l’occhio anche a titoli più attuali come Persona 5 e Bravely Default. A più riprese ci è stato fatto notare come le azioni che eseguiremo, infatti, avranno delle conseguenze sia sul passato che sul futuro, un concetto applicabile anche durante gli scontri. Utilizzando ad esempio una magia di tipo fuoco su un avversario, ustionandolo, seguita dall’apposita skills che ci permette di balzare direttamente nel futuro, noteremo come questo nemico non sia più presente (poiché già sconfitto). Un concetto molto semplice, ma che funziona alla grande (anche in senso inverso), apportando una ventata d’aria fresca ad una formula (quella dei J-RPG a turni) che nel tempo ha fatto fatica a svecchiarsi. Un titolo indie che sprizza bellezza da tutti i pori, che avrà finali multipli e che rischia di essere uno dei migliori giochi in arrivo durante il corso del prossimo anno.

Cris Tales screenshot

El Hijo

El Hijo - Indie

Grazie ad un appuntamento con l’ideatrice e designer del progetto targato Honig Studios, abbiamo avuto modo di provare con mano il poetico e accattivante El Hijo, un’opera che si rifà un po’ al game design di Fumito Ueda e ad altri autori simili, ponendo l’accento più sull’interazione, sulle atmosfere, su cosa l’occhio guarda piuttosto che su esperienze più arcade o comunque basate su riflessi e velocità di esecuzione. Ciò non vuol dire che El Hijo sia sprovvisto di meccaniche ludiche di spessore, poiché il gioco basa buona parte del suo gameplay sullo stealth e sulla fuga, ma anche su sezioni di puro puzzle solving. L’autrice ci spiegava come il titolo si suddivida in tre ambientazioni differenti che vantano a loro volta tipologie diverse di interazione ed esecuzione. Se in una eravamo intenti a nasconderci, in un’altra magari abbiamo anche una fionda per distruggere oggetti e distrarre i nemici. Tutto è costruito per essere comunque una sorta di puzzle; anche capire quale sia la strada migliore da intraprendere per non farsi beccare dai brutti ceffi di turno per certi versi lo è. I rompicapi puri si sono rivelati inoltre ben realizzati e di buon livello. El Hijo è insomma un prodotto indie molto interessante, ma soprattutto intriso da una direzione artistica assai poetica che dona all’opera una piacevole atmosfera. Non da meno le musiche, anch’esse di grande impatto, andando a ricreare così un notevole comparto audiovisivo coadiuvato ad un gameplay lento e ragionato, ma conturbante. Senza troppe pretese, El Hijo sa come lasciare il segno e non vediamo seriamente l’ora di giocarlo in versione completa prevista in questi mesi.

El Hijo screenshot

Ary and the Secret of Season

Ary indie

In quel marasma di titoli indie che hanno invaso la Gamescom 2019 di Colonia, e che abbiamo avuto modo di vedere, ecco sbucare un gioco che strizza l’occhio alla serie Zelda. Stiamo parlando di Ary and The Secret of Season, titolo dal forte impatto artistico che fa del puzzle solving e degli elementi platform il proprio cavallo di battaglia. Ci è stata mostrata infatti una sezione che fondeva bene questi due elementi in prossimità di un tempio. Il nostro scopo era infatti quello di ottenere un artefatto in grado di controllare l’inverno e di conseguenza, quindi, agenti atmosferici come il ghiaccio. Gli sviluppatori di Modus Games si sono concentrati molto su questo aspetto ed appunto, la protagonista (sì, è donna), potrà prendere il controllo delle stagioni (autunno, inverno e primavera) per riportare il mondo circostante all’antico splendore di un tempo. Ecco quindi che elementi come specchi d’acqua e cascate potevano essere ghiacciati per permettervi di camminarvi sopra o per creare, di volta in volta, piattaforme verticali con cui raggiungere altezze altrimenti irraggiungibili. Ciò avviene grazie alla possibilità di creare una sorta di bolla gigante in cui tutto potrà subire modifiche rilevanti a seconda dell’elemento usato, indebolendo anche i nemici che si troveranno al loro interno, ad esempio. La demo si è conclusa con una boss fight particolarmente ispirata, fatta di inseguimenti, fasi platform e di puzzle solving, con la speranza di cercare il più rapidamente possibile il punto debole del nemico e metterlo così KO. La presentazione è stata contornata da una veste grafica non indifferente per un titolo indie, e che richiama a più riprese quella di Zelda: Breath of the Wild (grazie al suo cel-shading), dotata oltretutto di animazioni piuttosto curate che ne mettevano in risalto la bontà. Siamo quindi usciti soddisfatti da quanto appena visto e consapevoli del fatto che a marzo 2020 (data di lancio del gioco), una nuova avventura ci attende a braccia aperte. Ne varrà la pena?

Ary and the Secret of Seasons - Ecco il gameplay trailer

Mutazione

Mutazione

Sebbene il titolo di questo indie sia in italiano, sappiate che il gioco comunque non è sviluppato nella nostra patria (ma a quanto pare piaceva come suonava questa parola in lingua nostrana). Mutazione, realizzato da Die Gute Fabrik, è sicuramente un’esperienza indie molto particolare che per certi versi è anche difficile da spiegare con una prova e una presentazione durate in tutto circa mezz’ora. Ci proveremo ugualmente. A parlarcene vi era la storyteller che ci ha spiegato che si tratta di una produzione molto vicina ad una soap opera. Il nostro compito consiste nell’aiutare il nonno malato e vivremo un racconto tra pettegolezzi ed elementi soprannaturali. Mutazione si pone come avventura narrativa basata soprattutto sull’esplorazione e l’interazione con gli abitanti e il mondo di gioco, intriso da uno stile artistico piuttosto accattivante e una poetica fine. Nel nostro viaggio interagiremo con l’ambiente potendo piantare fiori, funghi, piante e molto altro, utili probabilmente per debellare la mutazione o per ottenere altri oggetti da sfruttare in situazioni specifiche di gioco (che non abbiamo visto). Il gameplay è decisamente calmo, lento e ragionato, e pertanto molto narrativo. Tutto si basa quindi sulla ricerca e scoperta di luoghi magici e pittoreschi che possano darci modo di trovare la cura per il nonnino. Sicuramente un’opera particolare e non adatta a tutti. Se cercate azione, frenesia e combattimenti, di certo Mutazione non fa per voi. Se invece volete vivere un’avventura dalle tinte poetiche, basata sull’esplorazione, sulla narrativa e volendo su alcuni elementi gestionali, allora potrebbe fare al caso vostro. Il titolo indie di Die Gute Fabrik dovrebbe anche arrivare in lingua italiana, il che è sicuramente d’aiuto vista la natura dell’opera.

Mutazione screenshot

Trine 4: The Nightmare Prince

Trine 4 indie

Presso gli stand Modus Games ci è stato dato modo di prendere confidenza anche con il nuovo capitolo di Trine. Abbiamo dapprima assistito ad una presentazione a porte chiuse direttamente giocata dagli autori che ci ha permesso di buttare uno sguardo su una sezione avanzata in cui erano presenti tutti e tre gli eroi. Una fase che culminava con una boss battle a dir poco ispirata e che metteva nuovamente in risalto tutta la maestria di un level design fatto ad opera d’arte. La complementarità dei tre protagonisti (cavaliere, mago e arciere), spinge infatti il giocatore ad aguzzare vista e ingegno (proprio come avveniva nei capitoli passati) e, sebbene le novità apportate alle meccaniche ludiche non fossero poi così tante, lo stesso non si può dire per quanto concerne le fasi platform e puzzle solving. Gli sviluppatori sono stati davvero in grado di tirar fuori dal cilindro enigmi magari non proprio difficilissimi, ma comunque capaci di toccare le giuste corde di chi gioca, andandone a stimolare la curiosità insita in ognuno. Poco trial and error, dunque, a favore di quella fluidità tipica dei giochi moderni che ben si adatta ad una serie come Trine. La sua deliziosa grafica, infatti, unita a quella morbida palette di colori, fa si che tutto scorra in modo piacevole (anche visivamente), andando a creare una soluzione di continuità tra un’area e l’altra davvero notevole, proprio come se una fiaba stesse prendendo vita. La stessa build da noi provata su Nintendo Switch, rappresentava una versione pressoché completa del gioco ed è stato rassicurante constatare come anche su quest’ultima, ancora una volta, il titolo appaia fluido e privo di qualsivoglia incertezza (almeno in modalità handland). Trine 4 migliora quindi tutti gli aspetti visti nei precedenti episodi (inserendo qualche meccanica minore) garantendo ai videogiocatori di tutto il mondo una decina di ore circa necessarie al completamento dell’avventura. Quanto visto ci fa perciò ben sperare e sapere che, oltre ad una versione digitale ne siano previste ben due retail (una stand alone, e una che ne raccoglie tutti i capitoli) non può che renderci ancora più entusiasti. Manca comunque poco alla release ufficiale, dato che il titolo arriverà sugli scaffali dei negozi e negli store digitali l’ormai prossimo 8 ottobre 2019.

Trine 4 screenshot

Blasphemous

Blasphemous

All’area privata di Team 17 abbiamo avuto modo di provare Yooka-Laylee and the Impossible Lair (qui il nostro provato) e Blasphemous dello studio indipendente The Game Kitchen. Durante la nostra prova abbiamo avuto anche modo di parlare con lo sviluppatore che ci spiegava quanto il titolo abbia un’influenza metroidvania e in parte souls-like e di come sia stato tutto realizzato pixel per pixel in maniera meticolosa e dettagliata. Infatti Blasphemous dal punto di vista tecnico, stilistico e delle animazioni è un vero e proprio gioiellino. Una gioia per gli occhi, ma soprattutto piacevole da giocare, pur non lasciando da parte una buona dose di sfida. Dallo sviluppatore apprendiamo anche che l’indie in questione è stato portato avanti grazie ad una campagna kickstarter. Esso avrà pure una forte componente narrativa e presto ne saprete di più in sede di recensione. Possiamo insomma dirvi che si tratta di un prodotto interessante, proprio perché mixa bene le sue due componenti di ispirazione, proponendo tanta esplorazione, un solido level design e combattimenti di spessore con abilità via via sempre migliori, potenziamento dopo potenziamento. Una piccola chicca.

Blasphemous

What The Golf?

What The Golf? Indie

Lo ammetto, nei primi istanti di gioco pensavo fosse uno di quei giochini poco interessanti basati sul golf. Eppure il nome era per certi versi straniante e poneva in me dei dilemmi. Tralasciando che questa è stata una presentazione extra a cui ho assistito poiché non era nemmeno in programma, devo dire che è forse quella che mi ha lasciato più sorpreso. Non mi aspettavo minimamente di ritrovarmi dinanzi ad un gioco così dannatamente divertente, ma soprattutto ben fatto. Lo sviluppatore che ci ha fatto provare il titolo era poi simpaticissimo, proprio come la sua opera e questo riconferma ancora una volta che le apparenze ingannano, che ogni cosa necessita di approfondimento e che la grafica non è tutto. Non ci si può mai basare soltanto sulle prime impressioni. What The Golf?, realizzato da Triband, è un prodotto alternativo al golf nel quale è necessario mandare in buca (o meglio sulla bandierina) non solo la pallina, ma tutto ciò che capita a seconda del livello da affrontare, e le situazioni di gameplay sono veramente una marea, tutte originali e spassosissime. Ritroviamo inoltre tante sfide extra che vanno ad arricchire un indie già di per sé validissimo, offrendo in questo modo maggiore longevità nonché prove in più per i giocatori perfezionisti e completisti. Non mancano infine svariate citazioni, una addirittura ad Arkanoid (o Breakout, poiché alla fine son due giochi simili anche se Arkanoid, uscito dopo, è superiore). What The Golf? è un prodotto indie arcade oriented e riesce a sorprendere con tutte le sue trovate (e ne abbiamo viste tantissime, ed era solamente il primo mondo), ma soprattutto sa divertire in un modo del tutto genuino, con semplicità. Odio ripetermi, ma è stata una bellissima sorpresa e sono felice di aver potuto assistere al gioco nonostante non fosse nei programmi, non avendo un appuntamento. Quindi menomale che alla domanda “vuoi assistere anche a questa presentazione?” abbia risposto “sì, dai”.

What The Golf? Screenshot

E con questo si conclude la nostra escursione indie, ma non è ancora finita. In ballo ci sono ancora un bel po’ di titoli di cui parlare. La Gamescom, dopotutto, è stata ricca di appuntamenti. Ergo, restate sintonizzati con Topgamer per conoscere tutte le prossime novità e seguiteci anche sui nostri canali social e video.

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