Code Vein – Il nostro provato del Network Testing

Ecco quali sono le nostre impressioni su Code Vein

Scritto il 18.06.2019
da Gennaro Schiavelli
code vein network

Redivivi

Chiariamoci, con il sottotitolo non facciamo riferimento a Code Vein, ma a noi. Noi, che dopo questo E3 2019 siamo ancora qua, forti del lavoro appena svolto e che c’ha fatto perdere più di qualche ora di sonno.

Se non fosse stato per questo evento, o ancor prima per l’alpha demo di NiOh 2, avremmo sicuramente proposto subito questo nostro provato, ma tant’è. Il passato è passato, ma la nostra voglia di rimettere le mani su Code Vein resta; oggi come ieri. Volete sapere perché? Bene, non vi resta che continuare a leggere.

Code Vein screenshot

Un dolce risveglio

Il titolo (per chi ancora non lo sapesse) rientra di diritto in quella categoria di giochi chiamati soulslike (BloodBorne o Dark Souls vi dicono nulla?). Negli anni stiamo assistendo a molti progetti che tentano questa strada, a volte trovando fortuna, altre volte no. Il progetto di Bandai Namco sviluppato da Shift ha però sin da subito catturato l’attenzione di pubblico e critica. Vuoi per il suo stile grafico, vuoi per alcune trovate ludiche che potrebbero risultare vincenti. Ma andiamo con ordine.

Il gioco è ambientato in un mondo post-apocalittico, devastato da una misteriosa calamità che ha ridotto tutto a un cumulo di macerie. Alcuni esseri umani sono riusciti a sopravvivere, ma sono stati trasformati in creature simili a vampiri, rinominate Redivivi. Questi vengono ridotti in schiavitù e spediti nel sottosuolo per cercare materiali preziosi. Un sottosuolo popolato da orride creature chiamate Perduti che hanno inalato i fumi della corruzione. Ed ecco perché nelle spedizioni dovremo portare sempre con noi delle maschere antigas.

Come nel più classico dei soulslike, comunque, partiremo dall’editor per la creazione del nostro personaggio. Qui notiamo subito un’elevata varietà di scelte possibili che vanno dal viso del nostro alter ego fino al suo vestiario. Si possono cambiare corporatura, capelli, occhi e così via. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma, ma ad ogni modo ampie varianti di combinazioni possibili date in pasto al giocatore. Una volta scelto lo stile che dovrà avere il nostro protagonista si viene teletrasportati in un’area che fungerà da tutorial.

In seguito, come se tutto ciò fosse finora stato un sogno, verremo risvegliati da una dolce e prosperosa fanciulla che, come noi, ha perduto la memoria. Nemmeno il tempo di posarle gli occhi addosso, però, che subito verremo catturati e fatti schiavi da un gruppo di Redivivi Militari. Verremo quindi costretti a partecipare ad una prima spedizione nel Sottosuolo, alla ricerca di materiali preziosi.

code vein network

Il gameplay sanguigno di Code Vein

L’approccio al combattimento è quello classico degli action RPG targati FromSoftware. Vi è un sistema di lock-on che serve ad agganciare i nemici e bisogna prestare attenzione ai loro pattern d’attacco, studiarli e all’occorrenza schivare o attaccare. Infine è presente (nell’HUD a schermo), la solita barra della vitalità accompagnata da quella della stamina. Il combat system è però strettamente legato all’uso dei Codici Sanguigni, ovvero le classi con cui preferire uno stile di combattimento piuttosto che un altro. Si potrà quindi attaccare con rapidità brandendo rapidi fendenti, dalla distanza, utilizzando magie, fucili e molto, molto altro. I Codici si sbloccheranno con il progredire della trama e saranno attivabili in qualsiasi momento tramite un menù di pausa in tempo reale.

Ogni volta che manderemo al tappeto un nemico, avremo la possibilità di raccogliere della Foschia. Questa, altro non è che l’esperienza necessaria ad aumentare il livello del personaggio, nonché il proprio Codice. Potremo potenziarci, come spesso accade, attraverso il solito punto di ristoro (in questo caso la radice di un albero), dove è inoltre possibile riposare e attivare il respawn dei nemici. Ad ogni Codice Sanguigno, dunque, corrispondono alcuni tipi di armi. Se ad esempio deciderete di aumentare il Codice Ranger potrete utilizzare sì armi dalla distanza, ma non sarete in grado di utilizzare un martello o un’ascia. Valutate attentamente, quindi, anche se c’è la possibilità di aumentarne diversi contemporaneamente non ponendosi particolari limiti.

Personaggio

Animelike

Lo stile della produzione adottato da Shift si confà a quello degli anime giapponesi. Lo studio non è nuovo a questo tipo di soluzione per quanto concerne l’aspetto grafico. Basta pensare ai primi due God Eater per PSP per notare anche delle similitudini piuttosto accentuate tra le due opere. Creature mutanti e scenari post apocalittici sembrano quindi essere all’ordine del giorno nell’immaginario della software house.

I personaggi sembrerebbero già ora ben caratterizzati anche se alcuni di questi scadono nei classici cliché tipici del genere. Il protagonista, a prescindere dall’aspetto che gli daremo, sarà muto e non conferirà la benché minima parola. Come questo possa inficiare sulla trama però non ci è dato saperlo. Non ora.

Artisticamente è comunque un titolo accattivante e per larghi tratti gli scenari ci sono apparsi ispirati, invogliandoci a proseguire in quella che si presenta come la più classica struttura da metroidvania. Tecnicamente invece c’è ancora del lavoro da fare, specie per alcune texture piuttosto sottotono ed alcuni cali di framerate in cui siamo incappati. Testando oltretutto il gioco su Xbox One X ci è sembrato un problema non da poco, e ci auguriamo che quantomeno la fluidità venga sistemata in tempo per il lancio.

code vein

Le nostre impressioni su Code Vein

Code Vein ha dalla sua del potenziale, questo è innegabile. Chiaramente ad oggi ci troviamo in un mercato per certi versi saturo di tali produzioni, eppure… Eppure c’è chi ne vuole ancora e che in Code Vein potrebbe trovare una valida alternativa ai titoli più blasonati. I Codici Sanguigni sono una bella trovata e potrebbero garantire quella profondità ludica che ognuno di noi cerca in un videogioco.

Sarebbero però da rivedere alcune cose. In primis il feedback dei colpi che non ci è parso brillare particolarmente. Spesso, ci è sembrato di colpire a vuoto un nemico, non restituendoci quella piena soddisfazione quando vengono messi a segno gli attacchi. La difficoltà, almeno in questo Network Testing, ci è parsa mal calibrata; un’altalena tra facilità disarmante e difficoltà particolarmente eccessiva (specie se circondati da nemici).

Anche sul versante tecnico ci sono alcune cose da rivedere con un framerate a tratti ballerino e texture non proprio esaltanti. Quantomeno vorremo che su console premium quanto appena detto non si verificasse affatto. Lo stile degli scenari e la struttura degli stessi ci sono invece sembrati ottimi e potrebbero rappresentare il vero fiore all’occhiello di Code Vein.

Insomma, di carne al fuoco sembra essercene tanta e di tempo per migliorare sensibilmente qualcosa, pure. Noi, non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare che Bandai Namco possa a breve proporre, una valida alternativa ai Dark Souls.

Code Vein arriverà infatti sugli scaffali dei negozi e sugli store digitali di tutto il mondo il 27 settembre 2019 su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi