Darksiders: Genesis – La nostra anteprima dalla Gamescom

L’anteprima di Darksiders: Genesis mostrataci durante la Gamescom ha messo in luce tutte le differenze con gli episodi precedenti e una personalità accattivante.

Scritto il 02.09.2019
da Gennaro Schiavelli

L’emozionante serie prima di Darksiders: Genesis

Darksiders è stata, sin dal suo primo sbarco su console di passata generazione, una serie capace di entrare nel cuore di milioni di videogiocatori. Purtroppo, le difficoltà economiche che nel tempo hanno afflitto Vigil Games portando alla sua chiusura, ne hanno in parte rallentato il cammino. Fortunatamente, grazie a Gunfire Games (composto oltretutto da ex-sviluppatori Vigil) e al supporto di THQ Nordic, la serie ha ripreso vita grazie ad un ottimo terzo capitolo (la prima recensione del sottoscritto per Topgamer… quanti ricordi), arrivando oggi a presentarci questo spin-off dedicato all’ultimo dei cavalieri dell’apocalisse non ancora utilizzato, ovvero Strife.

Il titolo, questa volta sviluppato però dai ragazzi di Airship Syndacate (Battle Chasers), ci è stato mostrato a porte chiuse durante un invito stampa presso la Gamescom di Colonia. Quali sono state dunque le nostre impressioni in merito e soprattutto, sarà riuscito il gioco a ricalcare lo spirito originale dei Darksiders?

Andiamo a scoprirlo insieme.

darksiders genesis Strife

Darksiders: Genesis is different…

La prerogativa che risiede alla base di questa serie va ancora una volta ricercata nella parola ‘cambiamento’. Non vi è un solo capitolo che sia simile a quello precedente, non concettualmente almeno. Va bene il gameplay tipico degli hack ‘n slash che resta quasi del tutto invariato (anche se nel terzo vi è stata un’evoluzione dello stesso), ma se andiamo ad analizzare ogni episodio singolarmente noteremo come a questi vi siano state costruite attorno dinamiche differenti (aggiungeremmo, forse, figlie anche delle mode del momento).

Se nel primo episodio lo stampo tipico del gioco era quindi fortemente action (strizzando l’occhio a God of War e Dante’s Inferno), nel secondo era un qualcosa di più vicino a quanto offerto da serie come Zelda (andando a porre l’accento più sull’esplorazione e sulla risoluzione di enigmi piuttosto che altro). Se nel terzo episodio, invece, vi era un chiaro riferimento a giochi in stile metroidvania e soulslike, in Darskiders: Genesis avremo nuovamente qualcosa di completamente inedito e che s’ispira alle dinamiche tipiche viste in Diablo, proponendo quindi una visuale isometrica (o a volo di uccello se preferite).

Questo, ha permesso agli sviluppatori di introdurre una modalità multiplayer che rappresenta quindi l’ennesima novità per la serie e che ci è stata mostra per una buona mezz’ora, circa. Le nostre impressioni sono state del tutto positive poiché, approcciare ad un immaginario come quello di Darksiders in compagnia di un amico, potrebbe spingerla verso una nuova direzione, magari elevandola a nuove vette mai toccate prima. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono state queste meccaniche introdotte di cui vi abbiamo appena parlato.

darksiders diablo like

… ma non è Diablo

Seppur l’interfaccia e la struttura richiamino istantaneamente alla mente il titolo di Activision Blizzard, vi sono delle sostanziali differenze non da poco. Innanzitutto il gioco è pensato appositamente per offrire un’esperienza in cooperativa prendendo il controllo di Strife e Guerra (entrambi dotati di due stili di lotta differenti) e, proprio grazie a questa prerogativa, si è scelto di adottare la modalità split screen. A differenza quindi di Diablo, ogni giocatore potrà liberamente esplorare lo scenario a piacimento preferendo andare in una direzione piuttosto che in un’altra (senza giocoforza dover limitare il proprio raggio d’azione).

Sarà comunque possibile rigenerarsi (premendo l’apposito tasto), nei pressi del proprio compagno, in modo da non perdersi di vista. Un aspetto comunque importante poiché a differenza di quanto emerso, per proseguire nel gioco sarà comunque fondamentale cooperare per farsi strada nei vari dungeon. Ovviamente l’esplorazione è confinata al contesto e non si potrà proseguire nella storia se non con l’ausilio del compagno (a meno che l’avventura non venga giocata in modalità single player).

Se uno dei due dovesse malauguratamente perdere i sensi sarà possibile, entro un lasso di tempo, rianimarlo. Qualora non doveste riuscirvi, si verrà rigenerati al checkpoint più vicino ma solo fino ad un massimo di tre volte, dopodiché sarà game over. Gli stessi sviluppatori sono stati messi a dura prova dall’IA nemica, la quale si è rivelata essere piuttosto reattiva e aggressiva già in queste fasi. Il feeling dei comandi è lo stesso dei primi due (aggiunto tramite apposita patch anche nel terzo capitolo), ma l’albero delle abilità sarà un qualcosa di inedito rispetto al passato.

Si potrà infatti scegliere e cambiare lo stile delle abilità utilizzabili in base al contesto che ci troveremo di fronte. Un pizzico di strategia in più rispetto al passato che dona al gameplay una profondità non indifferente e che evolve quei concetti da action-rpg già visti nei precedenti episodi. Un gameplay che a tratti è paragonabile anche a quello di un qualsiasi shoot’em up, grazie alle pistole utilizzabili da Strife e non solo. Infine, come da tradizione, ritornano le trasformazioni demoniache dei protagonisti, che garantiranno una distruzione pressoché istantanea dei nemici, attivabili solo dopo aver riempito l’apposita barra. Aggiungeteci infine che la campagna principale durerà quanto quella dei “vecchi” Darksiders, ed il divertimento non potrà che essere garantito.

Le nostre impressioni su Darksiders: Genesis

Quanto visto durante questa presentazione presso gli stand di THQ Nordic ci fa quindi ben sperare sulla realizzazione di questo spin-off. La trovata di una modalità multiplayer è una ventata d’aria fresca non indifferente che potrebbe offrire spunti interessanti e aprire nuove vedute, anche su quelli che saranno gli eventuali capitoli successivi. I giocatori solitari (come il sottoscritto) non devono però disperare poiché in Darksiders; Genesis non sono stati dimenticati; tutt’altro. Il titolo (a detta degli sviluppatori) risulterà pienamente godibile anche in solitaria garantendo, a tutti gli effetti, un’avventura in linea con la serie.

Certo, bisognerà capire se quanto appena detto si rivelerà a conti fatti veritiero, visto che sono tutt’altre le basi su cui il titolo poggia. Chiaramente poi bisognerà anche constatare se quest’ennesimo cambio di rotta possa in qualche modo far breccia nel cuore dei fan e conquistarli, o se genererà malcontento (cosa già avvertita in molti, spulciando i vari forum). Noi, dal canto nostro, non possiamo che essere fiduciosi poiché il materiale mostratoci ha da subito messo in evidenza un’indubbia qualità e una riproduzione fedele di quello che è il mondo di Darksiders. L’unica cosa che non sappiamo ancora con certezza è la data di lancio che ancora oggi resta avvolta da un fine 2019.

Ad ogni modo, impugnate le pistole e sellate i vostri cavalli (sì, torneranno). Qualcosa ci dice che qui ci scapperà un gran gioco e chissà, forse pure il migliore della serie.

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