Daymare 1998 – Ecco il nostro provato

Scritto il 20.07.2019
da Antonio Facchini

Daymare 1998, il titolo in sviluppo dal team italiano Invader Studios

Daymare 1998, ricordiamo, è ancora in fase di perfezionamento. Quello che però è emerso da questa preview lascia presagire un titolo che coinvolge totalmente per le sue atmosfere in puro stile survival horror, fedele a quelle opere tipiche del passato che hanno fatto storia (vedasi Resident Evil). Il titolo è quindi ancora in fase di sviluppo, ma è possibile appurare fin da subito che si tratti di un lavoro ben curato, dettagliato e che alza l’asticella qualitativa dei prodotti Made in Italy. Il comparto grafico e quello audio sono gli aspetti più riusciti di un lavoro arduo per sfruttare al meglio  l’Unreal Engine. Ancora c’è da lavorare, soprattutto per quanto riguarda il sistema di puntamento, ancora leggermente “legnoso” e da perfezionare. Stiamo comunque parlando di un gioco che fa di tutto per essere considerato di diritto l’equivalente alla serie cult di Capcom, Resident Evil.

Premessa

Siamo di fronte ad uno dei titoli più importanti sviluppato da un team italiano. Daymare 1998, rappresenta infatti l’espressione massima dei videogiochi nostrani. Gli Invader Studios sono al centro di un’importante progetto, non solo per la bontà del titolo in sé, ma soprattutto per quello che rappresenta nel contesto videoludico. Sì, perché Daymare 1998 raffigura e riunisce intere generazioni; dai videogiocatori più “navigati” ai gamer più giovani.

Daymare 1998 è inevitabilmente considerato una costola di uno dei giochi che ha appassionato intere generazioni e che forse, proprio da quell’opera stile horror, è scoppiato l’amore per questo tipo di videogiochi. Come non pensare alla serie storica Resident Evil? Infatti, i ragazzi di Invader Studios, sono “nati” proprio durante lo sviluppo autonomo del mitico Resident Evil 2 sotto forma di remake e dopo aver ricevuto i giusti complimenti da Capcom, furono “costretti” a progettare un nuovo titolo, per appunto Daymare 1998, poiché la stessa Capcom stava già sviluppando il remake di Resident Evil 2, uscito all’inizio di quest’anno (qui la nostra recensione).

Da considerare il fatto che in Daymare 1998, il “1998” è presente proprio come omaggio all’anno dell’uscita del titolo originale di Capcom, appunto Resident Evil 2 uscito nel 1998.

Daymare 1998 – Gameplay, dinamiche, grafica e… tanto altro

Cominciamo subito col dirvi che quella che abbiamo provato è una preview di due capitoli e che nella versione finale potremo usufruire di tre personaggi distinti. L’inizio dà subito suggestione, infatti ricopriremo i panni di un agente speciale, Liev,  facente parte dell’unità H.A.D.E.S. (Hexacore Advanced Division for Extraction and Search), facente capo alla Hexacore Biogenetics, società governativa segreta che, secondo noi, avrà l’incarico di svelare angoli oscuri durante il gioco nella sua versione finale.

Il tutto succede perché su di un’isola lungo la costa occidentale americana, scoppia un’epidemia attraverso un virus aereo che ha contaminato il personale del laboratorio segreto su questa isola.

A quel punto il nostro obiettivo consisterà nel recuperare prove da laboratorio di questo virus e anche quello di non lasciare, purtroppo, superstiti dinanzi al nostro passaggio. Liev, infatti, già dalle battute iniziali dovrà prendere la critica “decisione” di “giustiziare” un superstite addetto alla sicurezza del laboratorio.

Il virus in questione è denominato Pullux mentre un’altra versione del gas chiamata Castor è la forma di gas che sta infettando l’intero laboratorio.

L’impatto visivo di Daymare 1998 è davvero stupefacente. I ragazzi di Invader Studios si sono applicati in una meticolosa ricostruzione sia degli ambienti che del personaggio in questione. Liev, il primo di cui prenderemo il controllo, rasenta la perfezione in termini di dettagli; dalla speciale uniforma che indossa, alle armi in dotazione, nonché i movimenti con un equilibrio più che sufficiente e una grafica che non lascia nulla al caso. L’Unreal Engine è stato sfruttato  al pieno delle sue possibilità, infatti, con impostazioni al massimo su PC; la versione provata rimane fluida e senza intoppi, mantenendo un alto livello di qualità tecnica.

Daymare 1998 - Liev

Come un buon survival horror che si rispetti, l’ambientazione contribuisce totalmente a quelle classiche atmosfere mozzafiato. L’ansia sarà la primaria “compagna” per tutta la durate del gioco (lo crediamo, visti i primi due capitoli del nostro provato). Sembrerebbe proprio che la sensazione tipica da “adesso succede qualcosa” ci accompagni per tutta la durata dell’avventura. Il tocco tetro e scuro dell’ambientazione circostante vi permetterà di immergervi in una situazione non facile e immedesimarvici è un passo fondamentale; Daymare 1998 non ve lo farà mancare.

Anche in questo caso, i dettagli dell’ambiente come scrivanie, sedie, oggetti sparsi lungo il nostro percorso, sono ben realizzati. Luci e ombre sono gestite magistralmente, soprattutto durante le fasi in game, avremo a disposizione una torcia per illuminare la direzione e le ombre sugli oggetti e le sfumature dei colori  sono ben curate. Poca interattività con l’ambiente. Il “mondo” è abbastanza statico e anche una sedia bloccherà il vostro percorso, ma è un fattore non fondamentale nella dinamica di Daymare 1998.

Quello che personalmente ha attirato la nostra attenzione in senso positivo è sicuramente la gestione del”interfaccia. Il personaggio primario che abbiamo provato, Liev, ha in dotazione un “electronic device” sull’avambraccio, dove, da lì, è possibile controllare tutte le informazioni di cui avrete bisogno durante tutto il percorso del gioco: salute, mappa, munizioni, i vari files per approfondire il “mondo” di Daymare 1998, compresi i sieri per ripristinare la salute.

Finalmente tornano i puzzle, momenti di odio e frustrazione, ma che hanno caratterizzato un’intera generazione di videogiocatori. Chi di voi ha giocato a capolavori come appunto Resident Evil (la serie almeno fino al 4) o Tomb Raider per PS1, ricorderà quanto gli enigmi siano parte fondamentale per il proseguo dell’avventura. Già dal primo capitolo di questa versione di prova ci troveremo a risolvere piccoli enigmi e puzzle per sbloccare porte o ripristinare la corrente per dare elettricità al laboratorio impestato. Abbastanza semplici, ma siamo sicuri che la difficoltà possa incrementare nelle battute avanzate del titolo.

Quello che forse possiamo notare, ma di cui sicuramente ci saranno miglioramenti in questo senso, sono le meccaniche un po’ farraginose,  specialmente nel sistema di puntamento, oltre ad una non cura particolarmente maniacale di alcuni infetti. Come detto, abbiamo comunque messo mano ad un versione di prova. Ricordiamo che il titolo non è ancora completamente rifinito al 100%.

Conclusioni

Daymare 1998 promette un ottimo gameplay, una trama avvincente, ansia e horror come se piovessero e una grafica veramente accattivante. Un succoso plus per uno studio nostrano che pur non disponendo di investimenti e risorse di un classico tripla A, l’attenzione e la cura, nonché la passione del team Invader Studios, stanno dando i propri frutti.

Perché qui ragazzi stiamo parlando di un gran titolo, senza se e senza ma….

Daymare 1998 LogoInvader Studios

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