Days Gone – La prova alla Milan Games Week 2018

Scritto il 11.10.2018
da Carlo "Mad_Sound" Apuzzo
Days Gone

Non solo orde

Mi ispirava. Parecchio. E probabilmente un po’ a tutti noi; chi più e chi meno. Days Gone si è finalmente mostrato alla Milan Games Week 2018 e le mie impressioni sulla nuova esclusiva Sony sono davvero interessanti.

Zombie… ma con cervello.

Inutile dire che alla Fiera di quest’anno l’attesa per Days Gone è stata davvero sentita e sudata: rispetto ad altri stand presenti nella struttura, il titolo basato sull’ennesima tragedia umana ha coltivato una mole impressionante di adesioni tanto da sentirmi in colpa nel sorpassare gli altri tra le fila, ovviamente solo per motivi di stampa.

Immerso in un mondo oramai sul baratro non solo della sopravvivenza, ma anche di quello che può definirsi ancora qualcosa di umanamente logico, Days Gone mischia eccellentemente meccaniche stealth, action e story line promettendo ai fan e alla critica in generale un prodotto di elevata qualità.

Per chi, come me, era convinto di trovare l’ennesimo capitolo sulla vita  e la morte  degli zombie, resterà piacevolmente sorpreso nello scoprire che questo genere ha subito una ventata di freschezza con questa esclusiva. Non solo aggressività e lotta per la vita: in Days Gone il nemico ragiona, ti studia, ti circonda. E potrebbe non volerti morto subito, ma cucinarti a dovere per gustare poi la tua lenta agonia.

A ridosso di uno scenario apocalittico, sbracciare tra la vita e la morte sarà davvero impresa ardua: nella demo che ho provato ho avuto modo di apprendere che chi è morto è forse meno pericoloso di chi ancora vivo, e che il genere umano, davanti al precipizio della sua specie, potrebbe tirare fuori il peggio di sé e dei propri orrori.

Days Gone, uno zombie visto da vicino

Campagna e sopravvivenza

Breve ma intensa quanto basta, la campagna ha avuto modo di mettere in risalto i punti principali del gioco, lasciando al giocatore lo spazio necessario per agire secondo scelte e strategie ben definite che ciascuno di noi può valutare soltanto al momento. Ma non solo.

Per rendere più movimentato il titolo, che ben si difende sotto ogni aspetto, per i più amanti delle invasioni dei morti viventi, gli sviluppatori hanno inserito anche una modalità sopravvivenza” che mette in luce più dinamismo, più violenza e tanti, tanti zombie.

In questa frenetica modalità, il giocatore può solo resistere ad una immensa ondata di nemici e lo deve fare pensando velocemente e sfruttando nel migliore dei modi l’ambiente circostante. risorse limitate e forte senso di adattamento sono presenti durante tutta la sessione e sfuggire a chi vi vuole morto non sarà davvero facile.

In un circoscritto quanto pieno spazio videoludico dove il genere horror, sotto la voce di zombie, può risultare un’arma a doppio taglio, Days Gone riesce a risalire dalla profonda marea, nella quale potrebbe sprofondare l’ennesimo titolo a tema, e restarne facilmente a galla. Open world, nemici senzienti e storia tutta da scoprire saranno gli elementi chiave di questa esclusiva Sony in arrivo per l’anno prossimo. Questo è sicuro.

Days Gone

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