Due anni di Nintendo Switch – Speciale

Scritto il 09.03.2019
da Simone Granata
Due anni di Nintendo Switch - Speciale

Ripercorriamo insieme il percorso di una delle console Nintendo più vendute di sempre

Come vola il tempo quando ci si diverte, vero? Sembrerà strano, ma sono già passati due anni dal fatidico giorno durante il quale la grande N, massacrata a lungo dai soliti ululati che preannunciavano “Nintendo is doomed”, rientrò in carreggiata prepotentemente.

Devo ammettere che personalmente non avrei mai scommesso sul successo di Nintendo Switch: durante il video di reveal, un enorme punto interrogativo apparve sulla mia fronte: poco più potente di Wii U? 32GB di hard disk interno nel 2017? Mezza home console e mezza portatile? Ma che problemi hanno? Queste domande iniziarono a battere come un martello nella mia testa e la paura di ritrovarmi tra le mani un altro Wii U (o meglio, un’altra generazione in stile Wii U) era tanta.

Nintendo Switch e le mini console

Poi uscì la console e le cose iniziarono a cambiare: i primi dati di vendita furono stratosferici; si parlava di miglior lancio di sempre. Sui social campeggiava ancora il faccione di “Nintendo Switch Karen” (la ragazza del video reveal diventata meme) e The Legend of Zelda: Breath of the Wild si apprestava a cambiare per sempre il mondo degli open world. ARMS non è andato così bene per svariate ragioni; altri titoli di lancio non sono decollati del tutto, ma si parla di incidenti di percorso con i quali ogni console deve fare i conti. Ora siamo qui, a due anni di distanza e sull’orlo di un nuovo precipizio generazionale. Stanno arrivando le nuove console targate Sony e Microsoft, macchine di certo potentissime che verranno annunciate con tutta probabilità quest’anno e Nintendo che fa? Tira fuori il visore VR di CARTONE??

Già, perché Nintendo è sempre e comunque questo. Sin da quando, attraverso gli occhi dell’io bambino, ho messo le mani per la prima volta sul joypad NES ed ho scoperto un mondo nuovo. La grande N non smette mai di muoversi su binari tutti suoi e con Switch ha capito che competere con Sony e Microsoft a livello hardware è completamente inutile.

I giochi ormai hanno raggiunto livelli grafici che rasentano il fotorealismo; la VR immerge il giocatore in mondi interattivi. Bisogna trovare altre strade e Switch ne ha trovata una, seppur con un grande rischio. Diciamocela tutta: Nintendo ha rischiato grosso con questa console e se avesse fallito forse staremmo osservando l’arrivo della nuova generazione con occhi diversi. Qui non si parla di mera console war. Ci sono sempre i soliti beoti che tentano di buttar tutto in caciara, tirando fuori la bandiera della loro fazione. Qui si parla di amore per la qualità, che è (dovrebbe essere) l’unico faro davvero buono da seguire quando si parla di intrattenimento.

Nintendo Switch - Visore Labo VR

In fin dei conti, qual è il punto forte di Nintendo Switch? Non certamente (o comunque non solo) il concept pubblicitario del “dove, quando e con chi vuoi”. Puoi anche portarla con te una console, ma se i giochi che ci girano non sono all’altezza della tua attenzione, davvero considereresti di acquistarla?

Nintendo non ha ripetuto gli errori del passato, questa volta: Switch vanta un enorme supporto di terze parti fin dalla sua genesi ed abbiamo visto arrivare porting di titoli mai presenti su console della grande N. Ci manca giusto Persona 5, ma… non diciamo altro per ora.

Qual è stata quindi la caratteristica che più di tutte ha determinato il successo di una console ibrida dalla scarsa potenza di calcolo in un mondo ormai governato dalla regola dei 1080p/4K/60fps?/PCMasterRace? Se dovessi personalmente scegliere una singola caratteristica, saprei bene cosa scegliere e direi: versatilità.

A detta degli sviluppatori che si sono occupati di porting, infatti, sembra che creare su Nintendo Switch sia assai semplice e che l’architettura hardware della console sia malleabile al punto da consentire la conversione di giochi difficilmente immaginabili. È successo con Wolfenstein II: The New Colossus e succederà di nuovo, con tutta probabilità, perlomeno a giudicare dalle voci recenti che parlano di Devil May Cry 5 in arrivo, ed altro ancora. Versatilità nella creazione di giochi, ma anche nell’utilizzo: multiplayer locale sempre disponibile grazie all’unicità dei Joy-Con. La possibilità di portarsi fuori casa titoli normalmente relegati alla TV del nostro salotto. Connettività tra console semplificata.Nintendo Switch - Splatoon 2 bundle

Non è tutto rose e fiori, purtroppo: alcune conversioni non sono del tutto soddisfacenti e sul fronte dei servizi online (per la prima volta a pagamento, seppur dal costo irrisorio) Nintendo arranca offrendo qualcosa di decisamente migliorabile.

Inezie? Forse, ma (soprattutto il secondo argomento) è difficile affrontare un mercato feroce e competitivo come quello moderno se non si affilano le “armi” giuste. Il futuro è indubbiamente indirizzato verso la connessione e le features multiplayer: Nintendo potrebbe faticare a gestire questa competizione, pur con molte frecce al suo arco come lo splendido brand, Splatoon.

Nintendo Switch unisce tutto e tutti. Unisce giocatori e sviluppatori, chi cerca una console “secondaria” da affiancare alla sua ammiraglia e chi preferisce il gaming su PC. Unisce chi è fedele a Nintendo da anni e che finalmente può dire di nuovo “siamo tornati in vetta”. Ma soprattutto unisce chi (come me) spera di veder sempre la grande N, con la sua straordinaria originalità, vestire i panni di uno dei personaggi principali nel complesso “open world” del mercato videoludico moderno.

Switch - Open World - Videogiochi troppo "vuoti"? Annoiano?

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