Fallout 76 B.E.T.A – Lo abbiamo Provato per quattro ore

Scritto il 24.10.2018
da Antonio Rodo
Fallout 76 B.E.T.A – Lo abbiamo Provato per quattro ore

La saga di Fallout si dà agli MMO

Fallout 76 è un titolo molto diverso dal suo predecessore; abbandona l’esperienza tradizionale della serie trasformandosi in un MMO. Grazie ad una beta (proposta ad orari folli), abbiamo avuto l’occasione di provare il gioco su Xbox One X, ci siamo immersi per circa 4 ore nella West Virginia nuclearizzata ideata da Bethesda. Ecco le nostre impressioni.

Fallout 76 beta

“La guerra non cambia mai”

“La guerra non cambia mai”, come da tradizione si apre così anche questa nuova avventura di Fallout. Gli Stati Uniti stanno festeggiando il reclamation day, all’interno del vault 76, un’area riservata agli uomini più valorosi dell’America, che hanno avuto la possibilità di salvarsi dalla bomba che ha nuclearizzato il paese.

La narrazione in Fallout 76 è il primo elemento che non convince: a causa della struttura MMO, gli sviluppatori hanno sacrificato la componente narrativa. Non aspettatevi una trama raccontata in modo classico; persino gli NPC sono pochi e quasi tutti sono dei mercanti, quindi anche le romance, le scelte morali e i dialoghi a scelta multipla sono solo un ricordo. Il titolo vi dà solamente un semplice ed insulso motivo per mandarvi fuori dal vault (ricostruire l’America), dove vi troverete ad affrontare diverse fetch quest, banali missioni di recuperò. Infatti, nonostante le attività siano divise in primarie, secondarie, varie ed eventi, si assomigliano un po’ troppo tra di loro. Dalla quest principale ci saremmo aspettati degli incarichi più interessanti e soprattutto che portasse avanti la narrazione del gioco, non è così. Il racconto avanza sotto forma di lore ambientale, attraverso i terminali è infatti possibile leggere tanti documenti, che hanno il compito di raccontare all’utente il mondo di gioco. Una scelta molto discutibile, che farà sicuramente infuriare lo zoccolo duro della community.

Insomma, lo avete capito: chi si aspettava un’esperienza classica rimarrà deluso. Fallout 76 è un titolo multiplayer da giocare in compagnia.

Fallout 76 scenario

West Virginia

L’ambientazione in Fallout è sempre stata protagonista indiscussa della produzione. Stavolta Bethesda ha scelto la West Virginia, una location che offre colori molto accessi ma una scarsa varietà ambientale. La scala dell’open world non è eccezionale; nelle 4 ore passate in compagnia della produzione ho avuto la sensazione di aver visto quasi tutto. La Boston post-apocalittica del quarto capitolo è di gran lunga superiore, non solo per vastità, ma soprattutto per la varietà scenica.

La mappa è divisa in sei diverse aree della Virginia Occidentale: dalle foreste dell’Appalachia alle distese cremisi della Torbiera dei mirtilli, ogni area comporta qualche tipo di rischio e ricompensa. Vi sono infatti delle zone completamente nuclearizzate, che necessitano di un equipaggiamento particolare per poterle visitare in tutta tranquillità.

Il mondo di gioco offre incarichi di diversa natura: come accennavo poc’anzi le missioni sono suddivise in diverse categorie, ma purtroppo si ripetono tra di loro. Tra le attività secondarie spiccano però gli eventi, missioni a tempo che richiedono la cooperazione tra i giocatori, per farvi capire bene la loro struttura vi farò un esempio: in Destiny mentre si è in esplorazione libera, capita spesso e volentieri di ritrovarsi nel bel mezzo di un evento che nella maggior parte dei casi richiede di abbattere un avversario colossale o di resistere a orde di nemici. In Fallout 76 funziona tutto allo stesso modo,  ma c’è un problema: capita di scontrarsi contro avversari molto potenti, con un livello di gran lunga superiore al nostro. Ciò accade perché il mondo di gioco non presenta una suddivisione chiara delle aree, non vi sono limiti, ne muri invisibili, nel momento in cui uscirete dal vault sarete liberi di andare dove volete, ed il rischio di incappare in avversari molto tenaci è elevato.

Un’altra pecca riguarda la quasi assenza degli interni, a differenza di Fallout 4 le abitazioni visitabili sono davvero poche. Raramente mi sono ritrovato ad esplorare un’ambiente chiuso. Il passaggio dall’interno all’esterno e poi afflitto da caricamenti tutt’altro che corti.

Fallout 76 Pip Boy

Gameplay

Pad alla mano l’anima ludica di Fallout si fa sentire tutta, sia in positivo che in negativo. Le sparatorie sono ancora grossolane e poco curate, molto lontane dalla promessa di Todd Howard, che durante la campagna pubblicitaria del quarto capitolo promise ai fan delle fasi shooting molto vicine a Destiny. Ritorna anche lo S.P.A.V. un sistema di puntamento assistito introdotto nel terzo capitolo, come supporto durante le fasi di combattimento in tempo reale. Entrando in modalità S.P.A.V. il tempo stavolta non rallenterà (a differenza di Fallout 4), verrà semplicemente attivato l’auto aim. Premendo il grilletto verranno consumati punti PA (la stamina), quindi occhio a non esagerare.

Le componenti più affinate e riuscite della produzione sono quelle spiccatamente GDR. L’esperienza di gioco si basa molto sul crafting ed il grinding. In Fallout 76 gli sviluppatori hanno inserito un sistema di creazione piuttosto intuitivo, ma allo stesso tempo molto sfaccettato. Vi è infatti una profondità incredibile: potrete cucinare diversi pasti, creare armi e armature e molto altro. Ma prima di mettervi ai fornelli dovrete trovare delle ricette o leggere libri di cucina, stessa cosa per quanto riguarda la creazione di oggetti, occorreranno materiali e quant’altro.

Dal Pip-Boy avrete modo di consultare tutte le attività assegnate, l’inventario e le statistiche del vostro personaggio. Il sistema di crescita stavolta è basato su delle carte che contengono perk per ciascuna specializzazione (forza, intelletto, carisma…), una scelta che ci sentiamo di appoggiare in quanto molto carina e ben dosata. Essendo un titolo pensato per l’online alcune build hanno poco senso: per esempio data l’assenza degli NPC (fatta eccezione per i mercanti) distribuire i punti abilità in “carisma” perde significato, poiché non vi è alcuna forma di interazione che prevede dialoghi a scelta multipla (a meno che non siano previsti in seguito – NdR Isma92).

Stavolta la componente survival riveste un ruolo fondamentale: a schermo sono costantemente presenti gli indicatori della fame e della sete del nostro avatar virtuale. Quindi è di vitale importanza avere nel proprio inventario dell’acqua e del cibo non radioattivo, altrimenti l’efficacia del nostro alter ego verrà ridotta.

Il mondo di Fallout 76 è costantemente connesso, verrete subito catapultati all’interno di una partita inondata di giocatori. Una delle cose che ci ha più infastidito durante la prova è il fatto che se un giocatore sta utilizzando il banco da lavoro o sta scambiando oggetti con un mercante, non si potrà interagire fino a quando non avrà terminato. Sono momenti come questi che fanno rimpiangere al giocatore l’esperienza intima e tranquilla di un single player. Certo vi è la possibilità di invitare gli amici o i giocatori già presenti in sessione, ma l’assenza di partite private è una mancanza importante (che speriamo venga risolta).

Comparto tecnico

Abbiamo testato Fallout 76 su Xbox One X, collegata ad un monitor 4K. Sul fronte della risoluzione il lavoro svolto è ottimo, ma per quanto riguarda le prestazioni, la situazione è catastrofica: il titolo viaggia costantemente su un massimo di 20fps e spesso si assiste a rallentamenti molto pensanti, come stuttering improvvisi o cali vistosi. Non mancano animazioni legnose, texture in bassa definizione e pop-up. Vi ricordiamo che il gioco uscirà il 14 novembre; sinceramente dubitiamo che nel giro di qualche giorno tutti i problemi verranno risolti. Forse Bethesda dovrebbe iniziare a valutare l’idea di un possibile rinvio.

Il titolo è completamente tradotto in Italiano, non essendoci moltissimi dialoghi né tantomeno grandi prove d’attore ha poco senso discutere la qualità del doppiaggio, ma è un bene che ci sia.

L’accompagnamento musicale si affaccia timidamente, ma quando lo fa, la qualità delle tracce risulta più che soddisfacente.

Fallout 76

Commento

Fallout 76 è un capitolo di transizione. Un tentativo da parte di Bethesda, che dimostra un’apertura verso i titoli multiplayer. Fatta eccezione per The Elder Scrolls Online la Software House ha sempre creato esperienze per singolo giocatore, e speriamo vivamente che ritorni su quella strada. Essendo un titolo molto grosso è lecito aspettarsi dei bug o qualche calo prestazionale, ma a meno di un mese dal lancio ufficiale trovarsi per le mani un titolo in questo stato è preoccupante: alle volte i cali di frame rate sono talmente elevati da rendere frustranti alcuni momenti, in certi casi diventa persino impossibile prendere bene la mira.

Oggi i giocatori vengono utilizzati come beta-tester, questo non è un segreto per nessuno. Il controllo qualità delle Software House sta calando drasticamente nel corso degli anni, basti pensare ad Assassin’s Creed Unity, arrivato al lancio, afflitto da gravissimi problemi tecnici. Speriamo vivamente che Bethesda torni sui propri passi e rimandi di qualche mese il gioco. Dato in pasto alla massa, Fallout 76 rischia di essere seriamente inondato di critiche.

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