GameRome: i giochi provati all’evento – Parte 1

Durante la GameRome abbiamo avuto modo di provare alcuni indie interessanti. Andiamo a scoprirli insieme

Scritto il 26.11.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca
GameRome

La GameRome è stata non solo l’occasione per intervistare il buon Hidetaka “Swery65” Suehiro (trovate tutto QUI), ma anche un modo per vedere in azione alcuni progetti in sviluppo da studi di tutto il mondo. Tra questi spiccano pure produzioni made in Italy e nelle righe che seguono faremo luce su quelle che abbiamo avuto modo di provare. Ergo, mettetevi comodi, prendete la vostra bevanda preferita (magari la Monster Energy del caro Sam Porter Bridges) e immergetevi in questa breve lettura.

VR Ping Pong Pro

GameRome

Il primo gioco provato durante la GameRome è stato VR Ping Pong Pro, rilasciato proprio di recente su Steam. Come suggerisce il nome, si tratta di una simulazione di ping pong in realtà virtuale, seguito del capitolo uscito nel 2016. Bisogna ammettere che il prodotto è molto valido e riesce a trasmettere in maniera assai fedele l’esperienza di questo sport. Casco alla testa ci siamo davvero divertiti; l’unica piccola pecca riguarda la sensibilità: è parecchio difficile dosare la forza; anche un colpo all’apparenza debole viene riprodotto con abbastanza potenza.

Al netto di questo neo, VR Ping Pong sa il fatto suo e può rivelarsi un ottimo acquisto per tutti coloro muniti di visore, specie se desiderosi di scalare una classifica online. Abbiamo inoltre giocato con la campionessa italiana, Chiara Colantoni, prendendole di santa ragione, ovviamente. Il titolo arriverà in versione senza supporto VR nel 2020 su console, e le animazioni dei vari colpi eseguibili con la racchetta sono state catturate proprio seguendo le movenze di Chiara.

Marble Garden

GameRome

Il gioco che più di tutti ha catturato la nostra attenzione durante la GameRome è stato Marble Garden del neo-team italiano, Omnisir Studio, alle prese con questo loro primo progetto in proprio. L’impatto è stato subito notevole e pur se afflitta da alcune lievi sbavature e cose ancora da aggiungere e/o sistemare, la build che abbiamo provato è stata di ottimo livello. Il mondo su cui abbiamo mosso i nostri passi era piacevole da esplorare, nonché una gioia per gli occhi grazie ai suoi minuziosi dettagli e allo stile; non da meno il combat system, molto efficace già solo nelle meccaniche base, seppur ci siano delle movenze nella corsa ancora da perfezionare. I simpaticissimi ragazzi di Omnisir hanno messo tanto amore in questo progetto che ripesca sì da produzioni come Zelda e Dark Souls, unendo sapientemente le due filosofie ludiche di Nintendo e FromSoftware, ma al contempo offre comunque una sua forte personalità, da ritrovarsi soprattutto nel comparto narrativo. Bisogna solo vedere a prodotto ultimato se il tutto verrà enfatizzato nel migliore dei modi (noi ce lo auguriamo).

Marble Garden vede come protagonisti un fratello e una sorella: il ragazzo verrà colpito da una maledizione che gli impedirà di muovere le gambe; per far fronte al maleficio dovrà affidarsi ad una bestia che non solo gli permetterà di spostarsi, ma tornerà anche utile in battaglia. L’estetica è di buon livello e trae il suo stile dal fantasy medievale. Il titolo è previsto per la fine del 2020, inizialmente per PC, ma gli sviluppatori puntano in particolar modo su Switch, la console ibrida di Nintendo. Siamo più che sicuri che con tutti i miglioramenti del caso e le aggiunte già in programma, illustrateci durante la prova, Marble Garden possa veramente brillare di mirabile luce. Tenetelo d’occhio; noi vi faremo sapere di più a tempo debito.

Zero Damage

GameRome

Può esistere un’alternativa agli shoot’em up in cui il fulcro del gioco non sia sparare? O meglio, dove non si può sparare. La risposta è sì. Zero Damage, sviluppato dagli studenti tedeschi di Impakt dell’istituto Cologne Game Lab, dimostra che ciò è possibile e il gameplay può essere altrettanto divertente e adrenalinico. Dopo la partita a VR Ping Pong Pro ci siamo imbattuti alla postazione del gioco in questione; incuriositi dal progetto, non restava che provarlo. Zero Damage è un titolo incentrato sulla cooperativa e consiste nel salvare delle persone in difficoltà mentre i nemici cercheranno di crivellarvi di piombo (o meglio raggi laser, colpi energetici e quant’altro).

Da qui l’adrenalina tipica arcade del genere SHMUP che ci porta ad avere prontezza di riflessi e abilità, ma anziché distruggere qualsiasi cosa si muova sullo schermo il nostro obiettivo consiste in una missione di salvataggio. Ogni navetta ha caratteristiche specifiche e può contenere un numero variabile di superstiti. Noi abbiamo giocato insieme ad uno degli sviluppatori che ci spiegava nel mentre anche le meccaniche di gameplay, ma il titolo (se ho ben capito – NdR) è giocabile pure in single player, sebbene non offra lo stesso tipo di esperienza garantita dalla co-op. Di sicuro un altro titolo interessante, scoperto durante la GameRome.

Project Starship X

L’esuberante progetto italiano di Panda Indie Studio rientra tra quelli che più ci hanno colpito durante l’evento. Project Starship X, abbreviato in PSX (ma non è la PS1), è uno sparatutto a scorrimento verticale. Una lettera d’amore al genere che ci riconduce alle origini arcade con però alcuni tocchi di classe e peculiarità non indifferenti. Come da tradizione, bisognerà farsi strada in stage via via più difficili con avversarsi sempre più spietati, distruggendo le armate nemiche e schivando le loro offensive. A rendere brillante Project Starship X ci pensano la direzione artistica mixata ad una sottile ironia ed un gameplay incentrato sull’utilizzo del dash. Lo scatto non sarà solo un elemento di schivata, va anche utilizzato per sconfiggere i nemici e come colpo di grazia ai boss di turno. Tutto il game design del gioco ruota intorno a questa abilità.

Si tratta dello strumento in più che fa davvero la differenza nell’ecosistema del titolo, rendendolo assai caratteristico ed avvincente. Sparse per i livelli ritroviamo persino delle monete, utili per potenziamenti vari da acquistare presso una sorta di mercante che può essere anche affrontato come boss (al momento il più forte dell’intero gioco). Noi ci abbiamo provato, ma le abbiamo prese di santa ragione. Ci riproveremo sicuramente a tempo debito, quando avremo tra le mani la versione completa di Project Starship X che al momento ci ha lasciati più che soddisfatti, specie considerando si tratti di un lavoro di una singola persona, eccezion per le galvanizzanti musiche, realizzate da un compositore giapponese.

Continua…

Eccoci giunti al termine, ma solo per ora. Nella seconda parte andremo ad analizzare altri progetti (italiani e non). La GameRome è stata un ottimo momento per far luce su produzioni minori, ma non prive di amore, passione e dedizione per questo medium. Progetti che meritano senz’altro un po’ di riscontro e nel nostro piccolo noi proviamo a dare supporto, al di là dei colori della bandiera.

All’evento c’era pure Giacomo Masi con il suo Dry Drowning che arriverà in Giappone, ma non entreremo nei dettagli dell’opera perché tutto quello che c’è da sapere lo potete trovare nella recensione di Gennaro Schiavelli. A quest’indirizzo potete invece dare uno sguardo a tutti i progetti presenti alla GameRome.

Restate sintonizzati sulle pagine di Topgamer.it. A breve, la seconda parte.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi