Hollow Knight: Silksong – Il provato dall’Open Day Nintendo

Scritto il 13.07.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca
Hollow Knight: Silksong - Provato Open Day Nintendo

Un sequel con tutte le carte in regola per far meglio del suo predecessore

Uno dei primi titoli che ho avuto modo di provare all’Open Day di Nintendo è stato Hollow Knight: Silksong (giocato dopo New Super Lucky’s Tale). Il prequel è stato uno degli indie più belli degli ultimi anni e Team Cherry sembra voglia continuare su quest’ottima strada. Nel nuovo capitolo impersoneremo Hornet, una vecchia conoscenza per tutti coloro che hanno avuto modo di giocare il primo episodio. Sebbene la struttura sembrerebbe tutto sommato immutata, tante sono le piccole rifiniture e i diversi aspetti che rendono quest’esperienza altrettanto solida e per certi versi pure più interessante.

Innanzitutto, Hornet ha una dinamicità di gran lunga maggiore e il feeling pad alla mano è subito evidente. Tutti gli spostamenti vengono eseguiti con maggior rapidità ed è possibile eseguire anche degli attacchi obliqui verso il basso, molto veloci. Nella demo potevamo scegliere tra due segmenti, uno più semplice volto a farci padroneggiare le meccaniche ed un altro decisamente più difficile, per i veterani della serie. Veterano o meno, da buon amante delle sfide non potevo non scegliere la sezione ostica e purtroppo ho avuto modo di giocare solo quella.

Isma e Hollow Knight: Silkson

Ritorno alla struttura metroidvania

Com’era lecito aspettarsi, Hollow Knight: Silksong mantiene la struttura da metroidvania, la stessa che ha fatto sì che il primo capitolo fosse tanto apprezzato, complice un lavorone coi fiocchi da parte di Team Cherry. Per quel poco che abbiamo visto non possiamo anticipare nulla sulla qualità del level design e se mantenga o meno la medesima che abbiamo potuto apprezzare nel prequel. Quello che possiamo dire è che dalle prime impressioni sembrerebbe proprio di sì, tuttavia per dare un parere concreto dobbiamo aspettare di mettere le mani sulla versione completa, ricordandovi che siamo ancora tutti in trepidante attesa di una data di rilascio ufficiale.

L’esplorazione con Hornet, grazie alle sue abilità, assume una forma completamente nuova con un feedback diverso. Non solo perché a differenza del protagonista presente nel primo risulti essere più veloce, ma anche e soprattutto perché si arrampica; questa caratteristica apre numerosissimi scenari di gameplay. Chiaro che nel segmento provato all’Open Day avevamo a disposizione pochissime abilità di tutte quelle che sicuramente saranno poi presenti nel gioco finale (ovviamente da ottenere con la tipica progressione da metroidvania). Però le poche che abbiamo avuto modo di vedere in azione ci hanno comunque fatto una buonissima impressione e tra un’arrampicata e l’altra abbiamo esplorato un’area decisamente ispirata, caratterizzata da un’ambientazione di tipo fiammeggiante; non per altro in alcuni passaggi conditi da puro platforming abbiamo superato diversi punti con suolo infuocato.

La nostra prova non è durata moltissimo, ma siamo perlomeno riusciti ad arrivare alla conclusione della demo, trovando la chiave nascosta per aprire l’area in cui era presente uno dei boss del gioco. Essendo la sezione scelta quella più difficile di sicuro non si trattava del primo boss che affronteremo in Hollow Knight: Silksong, specie considerando il fatto che fosse molto ostico. Sono comunque riuscito a sconfiggerlo dopo svariati tentativi e la soddisfazione è stata tantissima. Questo nemico ci ha permesso di sfruttare tutte le peculiarità del titolo e di vedere quanto fossero efficaci le piccole rifiniture. Hornet, ad esempio, una volta caricata l’apposita barra può recuperare alcuni slot di energia vitale con la pressione del tasto A (non più dovendolo tener premuto), proprio come nel predecessore. In questo nuovo episodio, però, il processo è molto più rapido e istantaneo e, soprattutto, si può eseguire anche in movimento; persino in salto. Ciò non semplifica il gioco, chiariamoci, ma rende indubbiamente meno macchinosa l’esecuzione di questa feature.

Dalla demo abbiamo potuto pure apprendere che la nostra protagonista può lanciare degli aculei a mo’ di freccette; questo conferma la presenza di almeno un’arma secondaria, ma non sappiamo se ci siano altre abilità oltre a questa. Nel caso, potrebbe essere ancor più approfondito il combat system che, pur con le sue rifiniture, rimane grossomodo in linea col prequel, basandosi molto sul ragionamento, i riflessi e la velocità. Combattere alla cieca è infatti un gravissimo errore che non va assolutamente commesso se si gioca a Hollow Knight, che sia Silksong o il primo capitolo.

Hollow Knight Silksong - Screenshot

Tiriamo le somme su Hollow Knight: Silksong

Hollow Knight: Silksong ci ha davvero colpiti. Il titolo sembra mantenere intatte tutte le caratteristiche che hanno reso il primo uno dei titoli indipendenti più belli degli ultimi anni, tant’è che lo avevamo anche menzionato nella nostra Top 10 videogiochi indie usciti nel 2018. Questo sequel non sembra voler tradire la bontà del predecessore, ma è ancora troppo presto per poterci sbilanciare. Da quel minimo che abbiamo visto possiamo infatti sostenere poco e nulla sulla qualità del level design e di come la struttura metroidavania e il backtracking siano gestiti in questa nuova avventura. Al contempo possiamo però dormire sonni tranquilli sulla giocabilità e sul combat system che già solo nelle battute iniziali ci hanno restituito una certa soddisfazione.

Il primo Hollow Knight ha fatto breccia nei cuori di molti videogiocatori proprio grazie ad un level design di gran spessore e ad atmosfere incredibili e suggestive. Se il secondo riuscirà anche solo a mantenere intatte quelle che sono le lodi della produzione targata Team Cherry con le giuste rifiniture e novità del caso, allora ci ritroveremo senz’altro dinanzi ad un ulteriore grande titolo. Le premesse sono più che buone e abbiamo intravisto in questo sequel cotanta beltà e mirabolanti qualità. Solo il tempo potrà poi dirci quale capitolo sia il migliore, anche se, detto con tutta franchezza, non è che sia poi così tanto fondamentale. L’importante è che Silksong faccia il suo dovere indipendentemente da ciò e consacri una volta per tutte il talento e le capacità di questo grandioso team di sviluppo.

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