Il “caso Fallout 76” – Sentimento di amore e odio

Scritto il 27.11.2018
da Antonio Facchini
Amore Kratos e figlio God of war

I videogiocatori amano e odiano i videogiochi, ma alla fine l ‘amore vince sempre

Il “popolo” dei videogiocatori è meraviglioso. Proprio come con un fratello o una sorella, oppure con figli o genitori, anche se commettono alcuni “peccati”, riusciamo ad avere quasi un senso di odio nel riguardarli, ma così, allo stesso tempo, sappiamo che l’amore che nutriamo nei loro riguardi è viscerale, nonché autentico. Nessuno può scalfire il sentimento di base.

Per noi gamers funziona esattamente allo stesso modo: l’amore o il piacere di quella determinata persona o, in questo caso, di un videogioco è intrinseco in ognuno di noi e questo sentimento ce lo portiamo fino alla fine.

Fatto sta che “l’effetto nostalgia” riservato alle console delle passate generazioni è un sentimento intriso da emozioni forti, difficilmente rimovibili, nonostante qualche pecca del caso.

Non voglio trattare o parlare di Fallout 76, cosa che abbiamo già fatto, tra l’altro, con la nostra recensione e per il quale il giudizio non è stato molto positivo. Il verdetto di quasi tutte le testate specializzate è tutto fuorché roseo, per non parlare dell’accoglienza degli utenti.

Se un gioco o, più precisamente, una saga riesce a colpire i nostri “cuori” o toccare le giuste corde delle nostre emozioni, quelle resteranno per sempre. Non importa se nel proseguo dei vari capitoli il titolo avrà dei problemi a livello narrativo, grafico, tecnico. Non importa se le aspettative non saranno soddisfatte appieno. Il malcontento resterà in taluni casi ovvio, per poche ore mentre giochiamo; poi tutto scompare. Come il figliol prodigo o la pecorella smarrita ritorna all’ovile anche se è “peccatrice” di non aver soddisfatto le nostre attese o che abbia “tradito” la nostra emozione del prodotto di riferimento.

Nel recente passato ci sono stati casi di videogiochi che non hanno per nulla dimostrato quello che la natura dell’opera fosse in realtà. Non come avremmo dovuto aspettarcela. Forse anche a causa della stampa poco ligia al proprio dovere, disinformando in parte.

Amore per i videogiochi

Vi ricordate No Man’s Sky?

Chi vi scrive, considera No Man’s Sky il più grande bluff della storia videoludica recente. Attenzione, non parlo del post-aggiornamento, NEXT, ma della prima versione uscita nel 2016. Le premesse di un titolo “spaziale” dove si potevano effettuare determinate cose, non sono state per nulla rispettate; dopo che i videogiocatori di tutto il mondo avevano affidato anima e cuore, ma soprattutto tanto hype, per il prodotto in questione. Nonostante lo svuotamento rapido dei server dopo qualche mese, il team di sviluppo, a seguito di duro e inteso lavoro, è riuscito a trasformare il progetto iniziale in un gioco quasi completamente diverso. Un’evoluzione dello sviluppo in diretta, nelle mani del giocatori.

Possiamo elencare tanti altri casi di saghe che il “popolo” videogiocatore ama alla follia. Per esempio Mass Effect 3 e poi, successivamente, Mass Effect: Andromeda, ultimi due capitoli non molto riusciti, di una saga amatissima. Nonostante ciò, se oggi scrivessimo che un ipotetico ed eventuale Mass Effect 4 fosse in lavorazione, l’amore viscerale per il brand tornerebbe nuovamente in superficie, cancellando in un istante tutto quello che di male c’è stato in precedenza.

Come non citare per l’appunto Fallout 76, un “semi-esperimento” che per ora non ha dato frutti sperati. Ma quanti videogiocatori amano la saga Fallout? Milioni. Anche in questo caso, nella speranza che le cose si sistemino quanto prima, ipotizzando l’annuncio di un Fallout 5 in lavorazione, con un colpo di spugna, cancelleremmo il passato negativo, pronti a buttarci interamente in una nuova avventura.

Insomma il “popolo” dei videogiocatori è straordinario; paziente, nervoso, misericordioso, ostinato, razionale e, allo stesso tempo, istintivo.

Proprio come nella vita. E chi dice che una persona che gioca ai videogame ha radicate in sé soltanto emozioni di violenza, non solo si sbaglia (chiaramente), ma non riesce a capire il valore dei sentimenti, nell’amare e odiare allo stesso tempo. Un bene prezioso, non alla portata di tutti.

Per usare una metafora, per noi gamers i videogiochi rispecchiano molto le vicende di God of War; Kratos e Atreus; padre e figlio.

Noi siamo un po’ come Kratos, amiamo il nostro figlio, lo perdoniamo quando fa qualche sciocchezza, ci arrabbiamo quando si ostina a non capire, ma alla fine… fa parte di noi… e, nonostante tutto, gli vogliamo bene.

potrebbe interessarti anche

fallout 76 amore per il brand

Articoli Simili

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi