Informazione videoludica: ieri e oggi, cos’è cambiato?

Scritto il 16.02.2019
da Alessandro Gregori

Ciao a tutti compari, bentornati tra le mie grinfie. 

Siccome è un po’ che non vi scrivo (sì, perché io scrivo a voi e per voi) vi volevo informare che la notizia del vincitore di Sanremo è arrivata persino in Australia. 

Lo scandalo del Mohmood, le foto di Alien Vs Predator, la rivolta dei giornalisti e anche le canzonette (che alla fine dovrebbero essere il fulcro dello show) mi hanno fatto compagnia in queste caldissime giornate d’estate. Non mi sono perso praticamente nulla; Facebook, YouTube, Instagram… ho avuto solo l’imbarazzo della scelta. Ad ogni modo, ora il festival è finito ed ecco una breve lista della cose che ho capito di Sanremo.

  1. il televoto è una puttanata colossale
  2. i cantanti hanno tutti nomi strani
  3. il tema della droga non passa mai di moda
  4. se vinci Sanremo non conta comunque una cippa
  5. l’informazione è cambiata parecchio

Ecco, quest’ultimo sarà lo spunto per questo mio articolo che, con un sussulto, ci farà ballare, ma poi, di punto e in bianco, ci scapperà l’insulto (questa frase, apparentemente senza senso, va letta come se fosse il testo di una canzone per essere capita e apprezzata).

Boiate a parte, oggi vi voglio dire la mia umilissima opinione su com’è cambiata l’informazione videoludica, facendo un confronto tra due epoche. Il tempo delle riviste cartacee versus il tempo dell’informazione digitale. Le demo inserite su disco contro quelle scaricabili. I social network contro il passaparola (non il vecchio programma di Gerry Scotti). 

Insomma, nel giro di una ventina di anni non sono solo i videogame ad avere fatto passi da gigante, ma anche il modo in cui ne parliamo si è evoluto.

Per i più giovincelli, vorrei spendere due paroline sul come funzionava prima in qualche semplice passaggio.

Internet era alle primissime armi, quindi se volevi informarti dovevi comprare le riviste. A me ne piaceva una in particolare perché aveva le copertine disegnate a stile cartoon/anime. Si chiamava PSM.

informazione videoludica: ieri e oggi - PSM
indimenticabile numero #1 di PSM

PSM mi piaceva cosi tanto che arrivai al punto di collezionarne il più possibile. Usciva una volta al mese e per sentirmi in pace con me stesso leggevo dalla prima all’ultima pagina. Persino i crediti e ringraziamenti speciali (Ora invece faccio fatica a leggere il contenuto di una news…).

Era divisa in categorie: anteprime, recensioni, speciali, news e c’era persino la sezione trucchi e per passare da una all’altra dovevi sfogliarle con le dita.

Io la compravo di solito appena usciva, la leggevo in uno/due giorni e poi per i restanti 28 giorni mi attaccavo all’autobus (per non essere volgare). Questa è la prima grande, grandissima differenza tra l’ informazione di ieri e quella di oggi. La quantità.

Oggi si viene costantemente bombardati da news, post su Facebook, video e chi più ne ha più ne metta, che non si lascia fisicamente il tempo di poter assimilare quello che si è letto o visto che già ci viene proposto qualcosa di nuovo. Non a caso, non si ha più nemmeno il tempo/voglia di leggere per intero recensioni o articoli (come questo) e il più delle volte ci si limita ad adocchiare il titolo di una news senza poi leggerne il contenuto. 

Se i miei calcoli sono corretti, infatti, in questo punto dell’articolo potrei scrivere: “scemo chi legge” e passarla liscia.

Il vecchio modo, forse, sarò anche di parte vista l’età, ma mi piaceva assai di più. L’attesa per l’uscita di un nuovo PSM era emozionante, cresceva la voglia di placare quella sete di conoscenza che aveva avuto ben 28 giorni di tempo per farmi sentire completamente disidratato. Il non sapere era il segreto di quei tempi. Perché allora bastava sapere anche solamente un dettaglio in più degli amici, aver visto un’immagine nuova del Metal Gear Solid di turno, aver letto per primo i codici dei trucchi di GTA per sentirsi un supereroe.

Ora è fin troppo tutto davanti a nostri occhi, Facebook ormai è una piattaforma non più focalizzata sul socializzare, ma sull’informarsi.  Tanto che i siti specializzati ormai non possono farne a meno e la maggior parte delle visualizzazioni passano attraverso il famoso libro delle facce.

Un altra cosa che ricordo con chiarezza era il disco delle demo inserito nella rivista. Quello faceva gola a tutti e non tutte le riviste lo avevano. Il disco di solito conteneva una decina di titoli in prova e spesso veniva letteralmente consumato da tanto che lo si utilizzava. Ora, invece, c’è lo store online; le demo sono praticamente un’esclusiva del digitale e sono alla portata un po’ di tutti. Ovviamente, il vantaggio è quello di non dovere alzare il culone dal divano, ma ancora una volta si perde un po’ in “emozione”. Le demo infatti non venivano annunciate, tu ti presentavi dal giornalaio di fiducia e pregavi.

informazione videoludica: ieri e oggi - PlayStation Magazine
Playstation Magazine e la demo su disco

Un’altra grandissima differenza è che all’epoca informare non era una roba per tutti, anzi… erano in pochi eletti e fortunati a poterlo fare. Ricordo ancora il giorno in cui scrissi una lettera (sí con la penna e su un foglio di carta) e la spedii alla redazione di PSM con la speranza di farmi assumere. Ci voleva impegno, dovevi andare in posta, comprare il francobollo, allegare tutti i dati e spedire. Ora basta un messaggio su Facebook Messanger tipo “ho saputo che cercate, sono disponibile”. Nell’epoca dell’informazione digitale ormai praticamente chiunque può scrivere e divulgare notizie e da che mondo e mondo si sa che quantità e qualità non vanno mai d’accordo. Questo penso sia il più grande dei cambiamenti, il più importante anche da un certo punto di vista: a mio parere, con l’aumentare della quantità si è inevitabilmente persa la qualità.

L’informazione di oggi deve in qualche modo essere sintetica, rapida, clamorosa, enfatizzata e talvolta falsa per poter attirare su di sé l’attenzione del lettore. Lettore che ormai ha i minuti, anzi i secondi contati, perché deve finire Resident Evil 2, il remake prima che esca Anthem, deve recuperare Red Dead Redemption 2, giocarlo online con gli amici, ma poi esce Apex Legends e quindi deve correre a scaricarlo e nel mentre che sfoglia lo store scopre la versione lite di Pro Evolution Soccer e l’ultimo update di Fortnite. Insomma, un bel casino. 

Ovviamente, l’informazione di oggi porta con sé anche qualche vantaggio: il 99% dei contenuti è gratuito, disponibile immediatamente e accessibile ovunque. Si ha inoltre una varietà di scelta enorme: video recensioni, video-tutorial, video anteprime, forum online, gruppi su Facebook, Twitch, Discord… insomma, potrei stare qui ore ad elencare tutte le opzioni. Inoltre, permette agli utenti di interagire tra di loro ed esprimere in tempo reale opinioni e stati d’animo.

Nonostante sia un fan dei vecchi tempi, non posso certo sputare nel piatto in cui mangio in quanto anche io sono uno di quelli del “ho saputo che cercate, sono disponibile” e senza il cambiamento a quest’ora non avrei certo la possibilità di scrivere questo articolo. Inoltre, se siete arrivati a leggere fino a qui sarebbe già un successone (“scemo chi legge” a parte), in quanto la vostra giornata sarà sicuramente stata già bombardata di altri articoli, news, e chi più ne ha più ne metta. Non mi resta infatti che provare a fare il simpatico per convincervi a leggere una parola in più e arrivare alla fine del racconto dove con grande orgoglio e passione vi dico: “scemo chi ha letto”.

Scherzi a parte ragazzi, grazie di cuore e viva l’informazione, qualunque essa sia che in un modo o nell’altro ci unisce e riempe le giornate.

Alla prossima.

… Azz, come dite? Icardi non è più il capitano dell’Inter, tranquilli lo sapevo già… di questo ne parleremo forse la prossima volta.

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