Kingdom Hearts III – Pregi & Difetti

Scritto il 15.02.2019
da Gennaro Schiavelli

Il secondo appuntamento del nostro nuovo format

Tra le nuove rubriche e tipologie di articolo, con l’arrivo del 2019, abbiamo deciso di ideare questo inedito format che ha avuto inizio il mese scorso, partendo con l”analizzare Pregi & Difetti, della remastered di Onimusha: Warlords HD.

Si tratta di una sorta di espansione dei classici pro e contro che trovate solitamente all’interno di una recensione, ma con la differenza di essere un po’ più articolati. Questo permette all’utente di avere una panoramica veloce ed immediata di ciò che più o meno possa aspettarsi dal prodotto preso in esame. Oggi vi parleremo dell’ultimo titolo targato Square Enix che risponde al nome di Kingdom Hearts III, l’ultima parte di una serie iniziata ben diciassette anni fa e che abbiamo recensito per l’occasione.

Fatte le dovute premesse e chiaro l’obiettivo di questo nuovo format, diamo il via alle danze.

Kingdom Hearts III

Pregi

  • Tecnicamente, nonostante sia stato cambiato in corso d’opera il motore grafico, passando dal Luminous Engine (motore proprietario di Square Enix), all’ Unreal Engine, si avvicina in modo impressionante ad un qualsiasi film d’animazione Disney/Pixar. Un piacere per gli occhi.
  • I mondi presenti all’interno del gioco sono ora molto più grandi rispetto al passato. Vi è inoltre un’elevata verticalità in ognuno di essi che li rende esplorabili da cima a fondo, donando al giocatore una maggiore libertà di esplorazione.
  • Il combat system è stato rifinito maggiormente, restituendo un senso di spettacolarità che poche serie attualmente sul mercato possono vantare. Fare a brandelli i nemici vi divertirà sicuramente dall’inizio alla fine.
  • Nonostante non brilli certo per sceneggiatura, apprezziamo il modo chiaro e graduale scelto da Nomura per raccontarci questo capitolo finale.
  • Colonna sonora strepitosa grazie agli arrangiamenti della nota compositrice, Yoko Shimomura. L’opening: Face My Fears, cantata dall’ormai apprezzatissima Utada Hikaru con la collaborazione di Skrillex, insieme all’ending: Don’t Think Twice, poi, chiudono il cerchio.
  • Tante attività secondarie a cui dedicarsi, come da tradizione, ovviamente. Questo, porta la longevità del titolo, che si attesta sulle trenta ore qualora voleste dedicarvi unicamente alla storia, ad aumentare quasi del doppio.
  • La fine di un viaggio iniziato diciassette anni fa e giunto finalmente a conclusione, saprà emozionarvi come fatto dai precedenti capitoli e chiuderà quasi tutti gli intrecci narrativi lasciati in sospeso.

Difetti

  • Nonostante Kingdom Hearts III resti tecnicamente impressionante e per larga parte dell’avventura impeccabile, vi sono difetti quali: una certa spigolosità dei modelli poligonali durante le inquadrature in primo piano; qualche leggero calo di frame rate nelle azioni più concitate; l’assenza dell’HDR e qualche piccolo problema di refresh legato alle texture.
  • La telecamera, nonostante gli enormi passi avanti compiuti in tal senso, non riesce sempre a seguire l’azione di gioco come dovrebbe, anche alla guida della Gummiship. Capita, infatti, di dover farci i conti piuttosto spesso, seppur meno frequentemente che in passato.
  • La facilità con cui si finisce il gioco è quasi disarmante. Anche a difficoltà più alta, infatti, raramente vedrete comparire la scritta game over. Le varie modifiche apportate allo spettacolare gameplay lo hanno reso un titolo giocabile anche dai giocatori meno avvezzi. Forse troppo.
  • Ok, i mondi sono più grandi rispetto ai precedenti episodi ma qualcuno in più, anche in una veste più piccola, ci sarebbe piaciuto vederlo. Inoltre, alcuni di questi non raggiungo l’emotività pervenuta invece da quelli ispirati ai grandi classici Disney del passato. Permane, perciò, un senso di incompletezza.
  • Bisogna aver giocato i precedenti per comprendere completamente Kingdom Hearts III o quantomeno avere un’idea di quello che è successo in diciassette anni di storia.
  • Come tutte le storie ha una fine e dispiace quindi, che il tanto tempo impiegato per concludere questo arco narrativo, non abbia elevato quest’ultimo episodio, a capolavoro più assoluto. A difetti che si porta dietro da sempre, infatti, se ne sono aggiunti alcuni di cui se ne sarebbe fatto volentieri a meno.
Kingdom Hearts III - fine di un viaggio

Conclusioni

Kingdom Hearts III, quindi, atteso dai fan di tutto il mondo per troppo tempo, si rivela essere un ottimo titolo. Il degno capitolo conclusivo di una saga che ci ha accompagnato per diciassette anni e che chiude una storia magica, capace di unire due mondi così lontani, eppure mai così vicini. Peccato che alcuni difetti della serie, non siano stati limati alla perfezione portandone con sé addirittura dei nuovi. L’eccessiva semplicità con cui poter terminare l’avventura, anche a modalità più elevate, non è una cosa di poco conto. Ci sarebbe piaciuto vedere anche qualche mondo Disney in più . Speriamo comunque che possa essere rilasciato un aggiornamento futuro con cui sopperire a tali mancanze e limare queste sbavature, poiché il gioco merita sicuramente.

Arrivederci a presto, con il prossimo appuntamento di Pregi & Difetti.

Kingdom Hearts III

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