La 24 ore del Nürburgring: gentlemen, start your engines

Manca un solo giorno alla massacrante 24 ore del Nürburgring. Il team Prodrive è pronto a scendere in pista!

Scritto il 23.04.2021
da Davide Solbiati
Apertura

E così, ci siamo. Ancora una volta un mese di duro “lavoro” sta per arrivare alla sua concretizzazione, al momento clou. Manca un solo giorno al semaforo verde della 24 ore del Nürburgring.

Alla fine il team Prodrive si schiererà al via con ben quattro equipaggi. GT3 Pro, GT3 Amateur, GT3 Amateur Rookie, 911 Fun. Buona parte della nostra scuderia sarà impegnata durante questo lungo weekend, guidando per diverse ore, supportando i compagni e, ovviamente, seguendo l’evolversi della competizione.

Purtroppo è molto difficile che qualcuno dei nostri team si ritrovi a correre nello stesso split, visto l’elevatissimo numero di equipaggi che prenderanno parte all’evento, ma questo è normale.

Alla base del weekend di gara (si parte alle 15:45 del sabato e si finisce alle 15 della domenica) c’è un’attenta pianificazione dei turni al volante. Tramite una nostra tabella Excel, perfezionata nel corso degli anni dal nostro guru Ivo Andreini, siamo in grado di pianificare i tempi di percorrenza di ogni singolo stint, con orari di partenza e di arrivo, cosa che permette per esempio di sapere a che ore puntare la sveglia per il turno delle 3 di notte.

La cosa curiosa è che questa tabella riporta in automatico anche i costi ipotetici per la versione “reale” della gara: se corressimo sul serio, spenderemmo almeno 60.000 € in gomme e benzina, senza neppure considerare l’usura delle vetture e potenziali incidenti!

Naturalmente il programma, per quanto preciso, può essere completamente stravolto a causa dei contrattempi di gara, per cui è fondamentale che tutti i piloti siano sempre pronti ad adattarsi alle esigenze del team, durante la corsa.

Già, ma come si opera, durante la corsa? Per chi parte è semplice, accede, attende la luce verde e via, ma chi arriva dopo? Il tutto avviene esattamente come nella realtà: alla fine del proprio stint (che, nel nostro caso, sono solitamente composti da due pieni di benzina, senza cambio gomme intermedio per evitare di perdere troppo tempo) il pilota rientra ai box, ferma la vettura e “scende” dall’auto, lasciandone libero il sedile. Il suo compagno, dalla propria postazione, può a quel punto selezionare il pulsante per sedersi al proprio posto, per poi ripartire una volta che i meccanici hanno fatto il loro lavoro.

Il tutto avviene sotto lo sguardo attento dello “spotter”, altra figura ricalcata sulla realtà delle corse, vale a dire un altro membro del team che controlla lo svolgimento della gara, informando i piloti delle tempistiche dei cambi, delle strategie generali di corsa e di quello che avviene attorno a loro durante la gara – dell’arrivo di una vettura più veloce particolarmente “arrembante”, per esempio, o della presenza qualche curva più avanti di un doppiato con auto rovinata, quindi potenzialmente instabile. Lo spotter è in buona sostanza “il migliore amico del pilota”, e ha il compito di sollevarlo il più possibile dagli aspetti non collegati direttamente alla guida della vettura.

Tutte le comunicazioni avvengono tramite Discord, dove abbiamo canali dedicati per ogni singolo equipaggio e canali “di gruppo”, dove ci si confronta e si discute di strategie varie (dobbiamo recuperare: proviamo tre stint senza cambiare gomme? Dobbiamo gestire, guidiamo safe e cambiamo gomme a ogni stint?).

Solitamente corriamo sempre con uno spotter, ma ci sono dei momenti in cui il pilota rimane solo: di solito accade verso le due o le tre di notte, quando i compagni di squadra vanno a riposare e allora ti ritrovi a correre in solitaria. In mezzo alle tenebre del Ring, in una casa silenziosa, mentre la città intera dorme attorno a te. Sensazioni che bisogna provare, per poterle comprendere, credetemi! Come bisogna guidare al tramonto, o al sorgere del sole, quando piano piano torni a distinguere i contorni delle cose, per capire quanta bellezza possa nascondersi in un mondo digitale.

Venendo alla parte più “pratica” e meno “emotiva” della corsa, ogni partecipante si organizza a modo suo, ma la buona norma prevede un’attenta ispezione della propria attrezzatura, per ridurre al minimo il rischio di potenziali problemi durante la guida, e ovviamente un’adeguata organizzazione del weekend – andare al luna park coi tre figli e gli amici giusto due ore prima di sedersi al volante è solitamente una pessima idea. Come pure accendere in contemporanea lavatrice+microonde+condizionatore, o lasciare che qualcuno parta a scaricare 200 GB di software.

Spesso si usano scarpe per uso automobilistico e anche guanti, solitamente da meccanico, perché più leggeri. E ovviamente una tenuta “da ginnastica”, pantaloncini e maglietta, perché una volta seduti fra la tensione, il volante e tutto il contorno ci si ritrova a fare davvero fatica – come dicevo nell’articolo precedente, la doccia finale è d’obbligo. Personalmente, fra uno stint e l’altro, esco spesso a fare una corsetta leggera, perché stare seduti per 6/8 ore su 24 a premere a fondo i pedali e affrontare le curve del Nürburgring tende ad affaticare parecchio il fisico, ma ognuno adatta le sue soluzioni.

Bisogna insomma adottare tutte le precauzioni che consentano di mantenere un’efficienza fisica e una capacità di concentrazione elevate per un periodo di tempo di 24 ore, durante le quali il riposo è giocoforza sacrificato, perché la tensione rimane sempre alle stelle, anche mentre non stai guidando.

Questo è quanto, non rimane molto da aggiungere.

Noi Prodrive, come per tutte le endurance, ci siamo preparati a fondo. Domenica scorsa abbiamo affrontato gare da 4 e 6 ore (concluse con una disconnessione per me, sigh), e io chiuderò la preparazione con oltre 20 ore di simulatore nelle ultime tre settimane, ben conscio del fatto che queste restano comunque del tutto insufficienti per poter dire di conoscere a fondo Nürburgring e tutte le sue insidie. Sì, nonostante io abbia già fatto altre 24 ore al Ring, e ci giri tantissimo anche per semplice piacere di guida: è davvero impossibile arrivare a dire “OK, ci sono, questo tracciato non ha più segreti per me”.

Siamo così arrivati al giorno prima della gara, una giornata sempre strana: se hai dato tutto nella preparazione, sei quasi in pace con te stesso e non vedi l’ora che l’evento abbia inizio. La mattinata del sabato trascorre quasi in trance, e poi si entra nell’atmosfera della gara, che non ti molla più fino alla domenica pomeriggio, quando finalmente vedi la vettura sgasare e sgommare dopo il traguardo.

Perché al traguardo ci si arriva (quasi) sempre, in un modo o nell’altro. Primi (come a Le Mans lo scorso anno), secondi (come a Nürburgring l’anno scorso) o in qualunque altra posizione, fino all’ultima. Col volante storto, col cofano squassato, con il motore che balbetta: finché le ruote girano, noi giriamo con loro.

Domani forniremo una serie di link per seguire l’evento: venite a girare anche voi!

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