Microsoft come sfrutterà gli studi acquisiti?

Scritto il 14.07.2018
da Antonio Rodo
Xbox logo

Che Microsoft ultimamente stia cercando di rimediare agli errori fatti in passato non è un segreto per nessuno. La casa di Redmond, prima con l’arrivo della retrocompatibilità e poi con l’annuncio dell’acquisizione di ben quattro studi di sviluppo del calibro di Ninja Theory (autori del tanto discusso Hellblade Senua’s Sacrifice), si è guadagnata l’appoggio di molti utenti. Sia chiaro, al momento in quanto a studi di sviluppo first party, Sony è inarrivabile: NaughtyDog, QuanticDream, Santa Monica e Kojima production, sono solamente alcuni degli esempi migliori, in grado di sfornare titoli eccezionali.

Tra gli utenti più maliziosi e faziosi c’era chi pensava che Microsoft stesse decidendo di abbandonare la sezione gaming, in quanto è a tutti gli effetti quella che gli genera meno introiti, ma le ultime mosse da parte di Phil Spencer, hanno dato una dimostrazione forte del fatto che Microsoft non vuole assolutamente abbandonarla, anzi, è pronta ad investire ingente somme di denaro.

Tanti errori a cui rimediare.

L’errore più grande è sicuramente il modo in cui è stata presentata Xbox One, la console presentava delle caratteristiche, che stranirono non poco il pubblico: connessione permanente e impossibilità di utilizzare l’usato, richieste talmente folli che diedero vita a decine di parodie, persino anche da parte della rivale Sony.

L’arrivo di Phil Spencer fu una manna dal cielo, il suo lavoro iniziò abbassando di ben 100 euro il prezzo della console, che ricordiamo arrivò sul mercato a 499 euro, a causa del Kinect, una periferica sicuramente interessante, ma che non meritava di rivestire un ruolo così imponente.

Successivamente l’integrazione di Windows10 nella dashboard della console, l’arrivo della retrocompatibilità e di servizi come Xbox Game Pass, fecero definitivamente uscire Microsoft da un enorme buco nero che loro stessi avevano creato.

Dovreste saperlo bene, il successo di una console dipende soprattutto dalle esclusive che possiede: Sony rinunciando ad una infrastruttura online forte e a servizi come il Game Pass, si è giocata la carta vincente, quella delle esclusive, merito di una cerchia di studi first party di notevole spessore.

In molti sostengono che Microsoft, in questa generazione stia rincorrendo la vincente Sony, secondo me, non è affatto così, entrambe hanno intrapreso due strade differenti: Sony come già detto rinunciando a ciò che offre Xbox, punta il tutto sulla lineup di esclusive, mentre invece, Microsoft conscia del fatto di non poter rimediare al divario di giochi “Only on”, sta puntando sulla potenza bruta, (grazie a Xbox one X che è il 40% più potente di PS4 Pro), un’infrastruttura online di tutto rispetto, play anywhere (che consente di giocare titoli in esclusiva anche su PC, con la possibilità di iniziare una partita da console e finirla su computer) e infine offre ai propri utenti servizi come Xbox Game Pass, EA Access (presente anche su PC) e la retrocompatibilità (di recente estesa anche alla prima Xbox).

NextGen

L’acquisizione dei quattro studi di sviluppo: Ninja Theory, UndeadLabs, Playground Games e Compulsion Games, quasi sicuramente si farà sentire poco in questa generazione, che andrà sicuramente avanti con brand già noti e consolidati, come Halo, Gears of War e Forza. Ma l’inizio della prossima promette di essere davvero interessante: immaginate se al lancio della nuova Xbox (al momento nota come Scarlett) oltre ai brand già citati uscissero anche delle nuove IP sviluppate da questi studi da poco acquisiti, anche se non dovessero dimostrarsi dei giochi eccellenti, sarebbe comunque un notevole passo in avanti per Microsoft.

Analizzando bene i team acquisiti, c’è da dire che non tutti fanno gridare al miracolo, e tra l’altro per quanto riguarda Undead Labs e Playground Games, più che di una vera è propria sorpresa si tratta di una conferma: i due team, grazie a State of Decay e la serie Forza Horizon erano già molto legati al colosso di Redmond, quindi nulla di nuovo sotto il sole, ma se decidessero di sviluppare nuove IP, col pieno supporto monetario da parte di Microsoft, qualche bella sorpresa potrebbe venir fuori. Per quanto riguarda invece Ninja Theory e Compulsion Games, nel primo caso parliamo di una Software House che, con un budget ridotto è riuscita a creare un titolo tecnicamente eccezionale (il recente aggiornamento per One X ne è la prova) e coraggioso da un punto di vista narrativo, grazie ai temi affrontati, quindi inutile dire che ci aspettiamo davvero tanto. Il secondo caso invece, Compulsion Games autori di We Happy Few è un’acquisizione difficile da giudicare al momento, sicuramente analizzando il curriculum dello studio si evince una grande capacità stilistica, che è sicuramente riuscita a trovare un suo spazio nel panorama INDIE.

In aggiunta alle acquisizioni, Microsoft ha anche annunciato la creazione di un nuovo studio chiamato The Initiative, aperto a Santa Monica. A capo di questo studio è stato posto Darren Gallagher, che si è unito a Microsoft lo scorso aprile, dopo aver lavorato 2 anni come senior vice president di Activision e circa 10 anni presso Crystal Dynamics, quindi sicuramente una persona esperta nel campo dei giochi single player.

 

L’abbandono della serie Fable, la cancellazione di Scalebound, gli innumerevoli rinvii di Crackdown 3 e la mancata acquisizione di studi come Remedy (che con Alan Wake e Quantum Break, regalarono agli utenti Xbox delle notevoli produzioni Action principalmente incentrate sulla narrazione, titoli che faticano ad arrivare sulla console), per Microsoft sono e devono rimanere dei brutti ricordi, tristi avvenimenti che hanno macchiato un nome che di belle esperienze ne ha regalate molte. Il notevole investimento sui servizi, un’infrastruttura online solida, la volontà di offrire agli utenti un tipo di esperienza che la controparte non offre e infine l’acquisizione dei nuovi studi di sviluppo, ci permettono di intravedere un futuro assai roseo, con la speranza che con la prossima generazione lo “scontro” tra i due colossi sia più equilibrato.

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