Nei Meandri di Steam – Damnation

Il nostro viaggio negli oscuri e misteriosi meandri di Steam comincia con Damnation, un action tps a metà tra lo steampunk e il western

Scritto il 08.01.2019
da Giacomo Todeschini
damnation cover

Diamo il via alla prima nuova rubrica del 2019

La vita del PC gamer, negli ultimi anni, è in continua ascesa. Sono fortunatamente lontani i tempi in cui i titoli uscivano a distanza di diversi mesi dalle controparti console ed altro non erano che banali trasposizioni senza adattamento alcuno. Certo, ancora oggi sopravvive qualche mosca bianca di troppo, ma la situazione è decisamente migliorata rispetto a qualche anno fa. A far vedere di buon occhio la landa del pc-gaming non solo ai videogiocatori, ma anche agli sviluppatori, che fino a poco tempo fa la vedevano solamente come la patria della pirateria più sfrenata, è stato Steam.

La piattaforma di Valve si è rivelata infatti come una vera e propria rivoluzione, che ha stravolto il modo di giocare su PC: da tanti giochi, ognuno con il proprio installer, ad una piattaforma unica; una vera e propria libreria digitale. L’avvento di Steam ha quindi magistralmente standardizzato una landa selvaggia, facendoci passare dall’anarchia più totale ad un più piacevole ordine. Certo, anche Steam ha parecchi difettucci, ma è innegabile come sia un’idea talmente grandiosa da essere copiata ed imitata da praticamente ogni competitor (con risultati spesso scadenti).

Steam

Con la venuta del prodotto di Valve sono comparse anche tante altre proposte, quali Humble Bundle o Indie Gala. Realtà del web che vendono dei pacchetti, con diversi giochi al proprio interno, ad un prezzo spesso stracciato. Grazie a questi bundle, i fruitori di Steam si sono quindi presto ritrovati con una libreria straripante, anche di titoli a loro sconosciuti. Questa nuova rubrica vuol essere dunque un viaggio nell’ignoto, nel mare magnum dei database di Steam, alla ricerca di qualche perla nascosta. Essa sarà a cadenza mensile e ogni seconda settimana del mese vi parleremo di qualche gioco presente sul catalogo della piattaforma Valve.

Un po’ come Riscoperti Con Game Pass, inaugurata qualche mese fa (qui l’ultimo appuntamento con Thomas Was Alone). Da questo, il nome: Nei Meandri di Steam. Un’odissea che spazierà tra titoli praticamente sconosciuti ad altri di cui magari abbiamo già sentito parlare, anche solo di sfuggita, ma che poi sono presto finiti nel dimenticatoio. Il prodotto di oggi fa sicuramente parte della seconda tipologia. Ammainate quindi le vele, oh avventurieri! Quest’oggi si approda su Damnation!

Un’occasione mancata

Damnation, dispiace veramente dirlo, è uno dei più grandi sprechi di materiale su cui abbiamo mai messo le mani. L’opera di Blue Omega e Codemasters aveva praticamente tutto per essere un best seller: uno stile accattivante ed unico, un setting pregevole, un gameplay sulla carta vincente. Peccato, però, che tutto ciò sia stato buttato alle ortiche, o quasi. Ma andiamo con ordine.

Damnation è un TPS dalle forti tinte action che prende a piene mani sia da Gears of War che da Uncharted, con risultati purtroppo ampiamente rivedibili. Ambientato in un America quasi post-apocalittica, ci troveremo a guidare una rivoluzione contro un ricco imprenditore senza scrupoli. Tra folli sieri, un setting a metà tra il western e lo steampunk ed un level design veramente ispirato ci troveremo quindi a combattere tra profonde miniere e lugubri fabbriche, sconfinati deserti e lussureggianti città. Un lungo divagare che, tra prevedibili plot twist e un doppiaggio molto alla buona, ci porterà a vedere i titoli di coda scorrere davanti ai nostri occhi in una decina di ore scarse. Il perfetto lasso di tempo per non annoiare il videogiocatore e, al contempo, per non essere etichettato come troppo breve.

damnation - nei meandri di Steam
Il potenziale a Damnation di sicuro non mancava

Tanti, troppi problemi in Damnation

L’aspetto peggiore di Damnation è sicuramente quello di lasciare un amaro retrogusto, una costante sensazione di incompleto, come se il prodotto fosse stato fatto uscire in fretta e furia. Se da una parte abbiamo, come già precedentemente accennato, dei pregi non da poco, quali uno stile artistico non indifferente e un level design da urlo, dall’altro lato vediamo tutto questo ben di Dio andare in fumo, tra problemi e dimenticanze varie. Il lato shooting è uno dei peggiori di quegli anni( il 2009 – ndr.) ed è ampiamente rivedibile sotto tutti gli aspetti.

Non vi sono coperture, le armi disponibili si contano praticamente sulle dita di una mano e non vi è nessuno feedback dei colpi. I nemici non reagiscono infatti in nessun modo ai proiettili, almeno fino a quello mortale, non dando quindi quella soddisfazione data dall’aver colpito il bersaglio. Se a questo aspetto uniamo poi un’intelligenza artificiale imbarazzante, con antagonisti più e più volte incastrati nello scenario e quindi inermi alle nostre offensive, è quindi chiaro come il quadro finale non sia assolutamente dei più rosei. Chiosa conclusiva sui boss: tre in totale; a parte quello finale, deludono anch’essi per la banalità e ripetitività degli scontri.

damnation screenshot - nei meandri di Steam
Preso! O forse no. Damnation non dà nessun feedback ai vari colpi

L’esplorazione non è invece così malvagia; soprassedendo ad alcuni dettagli, è pienamente godibile sul piano ludico. Grazie all’innegabile bellezza di certi scorci, sarà infatti un piacere dondolarsi tra un palazzo ed un altro e scalare degli imponenti totem indiani. Certo, ci troveremo diverse volte ad imprecare a causa di movimenti inspiegabili del nostro personaggio, ma non possiamo certo lamentarci più di tanto. Ovvio poi che volendo ad esempio confrontare Damnation con il primo Uncharted, uscito due anni prima, il titolo di Codemasters ne esca sconfitto su tutti i fronti, denotando come sarebbe stata certamente auspicabile una maggiore raffinazione del tutto.

Un level design sopra la media

Dove invece Damnation riesce pienamente ad esprimere il proprio potenziale è nell’aspetto artistico e nel level design. L’immaginario dipinto da Blue Omega, tra lo steampunk e il western, è infatti accattivante, pregevole e di grande impatto, oltre ad essere sicuramente stato per molti il quid che ha fatto suscitare interesse verso il titolo. Il level design riesce poi nell’impresa di rivitalizzare il tutto, portando Damnation su livelli quantomeno sufficienti.

Le varie zone sono infatti tutte impostate in verticale, con una miriade di strade e percorsi diversi. Anche i tanto banali scontri a fuoco ne beneficiano e assumono un’ulteriore profondità, grazie alla possibilità di aggirare i nemici posizionandocisi alle loro spalle. La bontà del level design, unita alla grande suggestività delle ambientazioni, riesce quindi a salvare in extremis sul piano ludico Damnation e a dargli una ragione di essere.

Ad onor del vero, nell’opera di Codemasters vi è poi un ulteriore aspetto, ossia le sezioni in sella ad una moto. Sono però talmente piatte, vuote e desolanti che non vale veramente la pena perdere del tempo a parlarne. Talmente inutili da risultare imbarazzanti. Anche sul lato prettamente tecnico Damnation non è un granché, nonostante su PC riesca a divenire piacevole grazie alle risoluzioni più alte.

Nei Meandri di Steam -Damnation
Ah, cosa sarebbe potuto essere questo gioco…

Nella nostra prima tappa Nei Meandri di Steam ci siamo quindi imbattuti in un titolo che non può essere sicuramente descritto come una perla nascosta. Damnation ci ha infatti lasciato l’amaro in bocca, facendoci rimpiangere quello che poteva essere ma non è poi effettivamente stato. Non siamo però di fronte ad un completo disastro, grazie ad alcuni aspetti di pregio. Tuttavia, era decisamente lecito aspettarsi qualcosa di più. Noi non demordiamo mica e, dopo questa piccola delusione, siamo pronti a rituffarci nuovamente nelle terre inesplorate di Steam, alla ricerca di un vero tesoro nascosto.

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