Nobuo Uematsu intervistato da John Kaminari

Storie, racconti e aneddoti sulla lunghissima carriera di un leggendario artista contemporaneo.

Scritto il 28.04.2021
da John Kaminari
Apertura

In pochi casi nella storia dei videogiochi mi è capitato di innamorarmi di un gioco semplicemente per le sue musiche. Rientrano in questo caso, senza ombra di dubbio, le musiche di Final Fantasy composte, fine al decimo capitolo della serie, dal quel baffuto genio del pianoforte che risponde al nome di Nobuo Uematsu.

Proprio in queste settimane è uscito il gioco di ruolo per iOS Fantasian, creato da sua maestà Hironobu Sakaguchi, il papà di Final Fantasy. Il gioco in questione è già un grande successo, grazie alla struttura “vecchia scuola” che ricorda i migliori classici del genere, ma anche alle nuove idee che lo rendono un titolo adatto anche ai palati più giovani. Per Fantasian, Sakaguchi-san ha chiamato di nuovo il suo amico Nobuo Uematsu a comporre gli oltre sessanta brani che accompagnano il gioco.

Ho avuto l’onore e il piacere di intervistare in esclusiva per Topgamer uno dei migliori compositori per videogiochi attualmente esistenti al mondo. In questa lunga intervista Nobuo Uematsu racconta le sue origini, ricordando come ha fatto a diventare un’icona del mondo videoludico, per poi parlare dei progetti attuali e dei segreti per comporre brani indimenticabili. Buona lettura!

Uematsu: Mini-live organizzato un paio di settimane fa per i membri del fan club.

John Kaminari: Hai una carriera lunghissima alle spalle, puoi raccontare i tuoi inizi?

Nobuo Uematsu: Quando ero uno studente delle medie ho iniziato a toccare il pianoforte che avevamo in casa, poi ho iniziato a suonare in una band e a comporre musica.

John Kaminari: Pensavi di diventare un compositore sin da bambino?

Nobuo Uematsu: Da quando ero uno studente delle medie avevo senza dubbio il sogno di diventare un compositore, ma in realtà avrei accettato qualsiasi lavoro, bastava che fosse nel settore della musica. Ammiro ancora moltissimo chi lavora in un negozio di dischi.

John Kaminari: Come sei entrato a far parte della vecchia Square Soft e come hai iniziato a lavorare come compositore di Final Fantasy?

Nobuo Uematsu: Quando avevo 25 anni, ogni sera venivano nel mio appartamento amici che avevano un sogno nel cassetto, e bevevamo insieme il sakè. Tutti giovani che avevano delle ambizioni: diventare musicisti, pittori, fotografi, scrittori e “invader” (risata).

Un giorno si aggiunse al gruppo una ragazza di nome Yukinoura che lavorava ai progetti nella vecchia Square Soft. Da quel giorno, grazie a questo incontro, ho iniziato a frequentare Square Soft. Per quanto riguarda il lavoro di Final Fantasy, allora ero l’unico compositore di Square Soft, ecco perché ho composto le sue musiche.

Uematsu: Uno scatto dal mini-live dedicato ai membri del fan club. Ultimamente eseguo canzoni scritte per i videogiochi con un accompagnamento di piano e chitarra. In questa foto stiamo suonando “Suteki da ne”.

John Kaminari: Agli inizi il tuo lavoro è stato subito accettato o hai dovuto lavorare sodo per raggiungere il tuo stile apprezzato da tutti?

Nobuo Uematsu: All’inizio ero felicissimo di comporre musica ogni giorno e di ricevere uno stipendio. Componevo musica dalla mattina alla sera. A quei tempi non avevo l’ambizione che il mio lavoro venisse riconosciuto dagli altri. Per questo motivo non ho affatto cercato di creare il mio stile intenzionalmente. Continuando a comporre per lungo tempo a un certo punto penso di aver raggiunto in modo naturale il mio stile.

John Kaminari: Le tue musiche hanno convinto tanta gente ad avvicinarsi a un gioco di ruolo anche solo per ascoltare i tuoi brani. Che ruolo e importanza hanno le musiche all’interno di un gioco di ruolo e di un videogioco in generale?

Nobuo Uematsu: Penso che le musiche all’interno di un videogioco siano come l’ossigeno. Se giochi a un gioco spegnendo la musica, è come se non riuscissi a respirare.

John Kaminari: Con quali parole descriveresti le tue musiche?

Nobuo Uematsu: “Morbide”, “Sorridenti”, “Dolci”, “Effemminate” e, ogni tanto, “Incavolate”. Compongo musica con la stessa intenzione di scrivere una lettera a un amico che non incontro da molto tempo.

Uematsu: Posso suonare il piano anche con i piedi. Dovrebbe essere una foto da un concerto che feci negli Stati Uniti.

John Kaminari: Quando hai lasciato Square Enix per fondare la tua Dog Ear Records, quali erano le tue ambizioni?

Nobuo Uematsu: Per me che non ho studiato ufficialmente musica in una scuola, la Square Soft è stata come un’accademia nella quale per oltre vent’anni ho avuto modo di affinare la mia tecnica nel settore musicale. Quando ho lasciato l’azienda, volevo sfidare me stesso per capire cosa ero in grado di fare dopo essermi “diplomato” nella “scuola di musica” chiamata Square Soft.

John Kaminari: Dopo aver lasciato Square Enix sei rimasto molto legato a Hironobu Sakaguchi. Lost Odissey, Last Story, Blue Dragon… Hai condiviso molti progetti con lui. Cos’è per te lavorare per Sakaguchi-san?

Nobuo Uematsu: È da molto tempo che ho a che fare con lui, quindi è una persona che “non posso ingannare”. Anzi, forse sarebbe più esatto dire che è una persona che “non voglio ingannare”. Ad ogni modo, fa sempre risvegliare in me i sentimenti più puri.

John Kaminari: Hai composto musiche solo per videogiochi o anche per anime e film? Penso che i tuoi brani si adatterebbero molto a un film fantasy…

Nobuo Uematsu: Ho composto le sigle iniziali di numerosi anime. Ah, ho fatto anche la musica per dei film porno.

John Kaminari: In che modo si riescono a comporre dei brani che rimangono impressi nella mente?

Nobuo Uematsu: Se sapessi la regola, comporre musica sarebbe molto più semplice!

Uematsu: Adoro la pasta! So fare la pasta e la pizza molto bene!

John Kaminari: Fantasian è l’ultimo gioco di ruolo uscito proprio in questi giorni, con le musiche che portano la tua firma. Hai composto una sessantina di brani se non sbaglio. È stata una sfida difficile? Se sì, perché?

Nobuo Uematsu: Più che per il numero di musiche, è stata una sfida difficile perché dovevo metterci tutto me stesso. Al contrario, si potrebbe dire che è stata una sfida divertente che valeva la pena di affrontare. In confronto ai tempi in cui lavoravo per Square Soft, adesso come adesso sia la forza mentale che la forza fisica sono diminuite, quindi è stato complicato mantenere la tensione sempre alta.

John Kaminari: Abbiamo trovato in Fantasian alcuni pezzi che ricalcano le sonorità di brani che hai composto in passato, mentre altri erano molto originali e diversi dal solito. Cosa mi potresti dire in proposito?

Nobuo Uematsu: Non si tratta più di comporre musiche così tanto per farle. Creare qualcosa di nuovo e della musica di genere diverso rispetto al passato mi è molto utile per mantenere alta la tensione.

John Kaminari: Le tecnologie nel settore musicale hanno fatto passi da gigante in questi ultimi anni. Per un compositore che è cresciuto con i chip sonori del Famicom, cosa è cambiato rispetto al passato? Quali sono le differenze maggiori tra il passato e il presente, nella composizione musicale?

Nobuo Uematsu: In realtà si tratta semplicemente di scegliere, in base al periodo e alle tecnologie offerte dal momento, se comporre con tre suoni elettronici o registrare la musica con un’orchestra in uno studio. Per quanto riguarda il significato stesso di “composizione musicale” non c’è molta differenza tra le due cose. Forse per me è più divertente comporre musica con tre suoni elettronici. Gli esseri umani danno il meglio quando devono sottostare a limitazioni maggiori.

John Kaminari: Ti capita di non avere ispirazione? In tal caso, cosa fai?

Nobuo Uematsu: Bevo del sakè e dormo. Se esistono altri metodi, fatemeli sapere! (risata)

Uematsu: Mentre componevo le musiche per Fantasian, ho piazzato l’attrezzatura nel bel mezzo della mia stanza, quindi non potevo più giocare.

John Kaminari: Stimi compositori italiani come Ennio Morricone e Giorgio Moroder? In qualche modo ti hanno ispirato? Parlaci più in generale delle tue fonti d’ispirazione.

Nobuo Uematsu: Ovviamente conosco molto bene Ennio Morricone. Quando realizzammo il CD con le musiche arrangiate di Final Fantasy 6, avevo avuto l’idea di far arrangiare i brani a Ennio Morricone. Purtroppo non si concretizzò. Per quanto riguarda i musicisti del cinema, mi piace moltissimo anche Nino Rota. Giorgio Moroder è famoso per la colonna sonora di film e per la disco music, ma io conoscevo bene il suo nome già nel 1972. Il suo brano “Son of my father” ha riscosso un discreto successo anche in Giappone. Se dobbiamo parlare invece di fonti di ispirazione, beh, mi ci vorrebbero almeno quindici anni per parlarne…

John Kaminari: Abbiamo ritrovato la tua firma in Final Fantasy VII Remake. Ci saranno in futuro altre collaborazioni con Square Enix?

Nobuo Uematsu: Se si tratta di un lavoro che ha un significato per me, in quel caso una collaborazione è possibile.

John Kaminari: I sogni di un compositore non dovrebbero mai esaurirsi. Quali sono i tuoi sogni per il futuro? Ci puoi dare qualche indizio sui tuoi progetti futuri?

Nobuo Uematsu: In questi giorni ho iniziato a comporre il seguito dell’album “10 Short Stories”, che ho creato più di dieci anni fa. Inoltre ho fatto un live di musica e lettura, esclusivo per i membri del mio fan club, chiamato “Buriko no Monogatari”, con i brani di Fantasian. Continuo a fare live di canzoni che ho scritto, con una piccola band composta da pianoforte, chitarra e cantante. Sto pensando di aprire questi eventi anche a chi è al di fuori del fan club.

John Kaminari: C’è una musica di un videogioco che ami in particolare? Un brano che magari fischietti sotto la doccia…

Nobuo Uematsu: Senz’altro Super Mario. Se diventasse l’inno nazionale giapponese, il Giappone diverrebbe un paese più divertente (risata).

John Kaminari: C’è un compositore che ti senti di consigliare, che diventerà molto importante negli anni a venire?

Nobuo Uematsu: Scusatemi ma sono poco ferrato in questo, non conosco i compositori di videogiochi del momento. Non è un compositore, ma in questo periodo vado pazzo per una software house cecoslovacca chiamata Amanita Design. Quello che creano è davvero straordinario. I giapponesi fanno sempre i soliti GdR, non trovate? Se le opere di Amanita Design venissero riconosciute da più persone, le possibilità offerte dal videogioco penso che aumenterebbero. Se avessi avuto vent’anni, avrei spedito senza dubbio un demo tape ad Amanita Design.

John Kaminari: In che modo il Covid ha influenzato il tuo lavoro di compositore?

Nobuo Uematsu: Il lavoro di composizione è stare davanti al computer tutto il giorno rintanato in casa, quindi posso dire che il Covid non mi ha influenzato per nulla.

John Kaminari: Sei mai stato nel nostro paese? Cosa ti piace dell’Italia? La carbonara? (risata)

Nobuo Uematsu: In Italia ci sono stato più volte. Adoro la sua storia, i suoi splendidi scorci urbani, il suo cibo e i suoi deliziosi vini! Mi piace moltissimo anche il rock italiano. Quando ero uno studente delle medie, ascoltai per la prima volta il brano “River of life” di Premiata Forneria Marconi e mi stupì moltissimo. Pensai: “Al mondo esiste una musica rock così bella!”. Tuttavia, più di ogni altra cosa, dell’Italia mi piace la Vespa, che ho guidato per 35 anni! L’anno scorso l’ho data via e me ne sono pentito. Non avrei dovuto abbandonarla… Ora il modello della Vespa con il cambio manuale non viene più fabbricato, è diventata tutta automatica. Questo è l’errore più grande che ha fatto la Piaggio nella sua lunga storia!

John Kaminari: Infine, ti chiediamo di salutare i nostri lettori italiani con un messaggio.

Nobuo Uematsu: Innanzitutto vi ringrazio moltissimo per il supporto. Vi consiglio assolutamente di provare Fantasian. I gusti in materia di videogiochi sono diversi da persona a persona, quindi non vi dirò cose stupide del tipo “È assolutamente divertente quindi giocateci!”, ma è un gioco che Sakaguchi-san e io abbiamo creato impiegando il massimo delle forze, con alle spalle una carriera di numerosi anni nel settore. Sarei felice anche solo se vi arrivasse dritto al cuore lo spirito di due vecchietti quali siamo noi! Ah, e poi dite alla Piaggio: “Rifate la Vespa con il cambio manuale che la compro subito!”.

GRAZIE MILLE UEMATSU-SAN!

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