Resident Evil 2 – Un caso più unico che raro

Scritto il 31.01.2019
da Antonio Facchini
Resident Evil 2 - Un caso più unico che raro

Quel giorno, ma vent’anni fa

Ricordo ancora il periodo di Resident Evil 2, nel 1998; avevo 19 anni. Andavo in giro con amici durante un normalissimo sabato pomeriggio, organizzando la serata in qualche discoteca e pensando a come rimorchiare ragazze (quasi sempre piani inutili, puntualmente senza successo… ma a volte andava bene).

Quel pomeriggio fu diverso, perché mentre ero a spasso con la truppa, incappai in un negozio che vendeva gli ormai (quasi) scomparsi CD musicali. La cosa che mi destò stupore, però, è che nella vetrina di questo “famoso e storico” negozio di Novara, splendeva come nelle migliori apparizioni Mariane, la cover di Resident Evil 2, esposta lì, che mi guardava, fissandomi, come il cantico delle sirene del viaggiatore Ulisse.

Prima di raccontare le dinamiche di come andarono le cose, bisogna spiegare alla nuova generazione, alcuni punti diversi dei meccanismi della società di vent’anni fa rispetto a oggi.

Nel 1998 esisteva ancora la Lira come moneta; considerando che a quei tempi non lavoravo ancora, se non con piccoli lavoretti durante i periodi di studio, non avevo molta disponibilità economica e mi affidavo completamente alla “paghetta settimanale” ( una manovra finanziaria a miei occhi) che arrivava verso il venerdì o sabato per affrontare il week end con gli amici. Tenete presente, e per chi si ricorda, un buon sabato sera condito da aperitivo, preparazione pre-discoteca, ingresso discoteca e drink (la benzina non la conto, spesso la macchina era di papà o nel mio caso di mio nonno) la spesa totale ammontava tra le 50.000 Lire e 100.000 mila Lire e non tutti i sabati.

Ho forzatamente fatto questa premessa, perché il gioco in questione, Resident Evil 2, era venduto alla bellezza di 110.000 Lire (cifra più, cifra meno). Potete ben capire che in pratica si trattasse dello stesso prezzo di un divertimento assicurato tra amici in discoteca.

Resident Evil 2 Cover 1998

Bene, torniamo a quel pomeriggio di un sabato nel 1998

Davanti alla vetrina, mirando la mitica cover, fui preso da una totale e drammatica sensazione di impossibilità delle mie forze psico motorie. Ma in un lato oscuro del mio cervello pensavo: cosa faccio ora? Mi brucio la mia paghetta? (quindi niente cena, amici, divertimento, ragazze, ballare ecc. ecc.).

Oppure, compro Resident Evil 2 e vaffan..lo a tutti quanti? (già pensavo alla presa per il culo epocale dei miei amici perché rinunciavo ad uscire con loro per giocare ad un videogioco).

Dopo diversi minuti, mi girai verso quella banda con gli ormoni a palla e pronti per la serata e dissi: “Ragazzi… Stasera non ci sono!”

Entrai senza esitare nel negozio e comprai la mia copia di Resident Evil 2.

Le prime sensazioni

Le mie orecchie erano ancora piene d’insulti (buoni) da parte dei miei amici a causa della mia scelta drastica e clamorosa. Mi sedetti sul letto di camera mia, inserii il CD del personaggio di Leon Kennedy e a quel punto tutto scomparve intorno a me.

Un sussulto dopo l’altro, un’ansia che trafiggeva le viscere, i momenti senza speranza dove l’unica tua arma era fare slalom tra gli zombie che cercavano di mangiarti… Hype, emozioni, adrenalina, ansia, paura ma tanto, tantissimo, divertimento.

2019

Esistono tantissimi remake, di grandi e piccoli capolavori che, in questi anni, hanno avuto la possibilità di fare un balzo nel futuro direttamente sulle macchine del tempo targate Sony, Microsoft e Nintendo, ma mai come Resident Evil 2. Il prodotto targato Capcom ha costruito un’immagine forte e indubbiamente incontrastata con i videogiochi che furono. Un titolo che per dinamiche, hype, mix di emozioni a non finire che saldano le mani sul joypad dall’inizio alla fine, ha segnato le giovani generazioni di videogiocatori in quei tempi.

Come per incanto o miracolo quelle stesse sensazioni erano ancora nascoste in tutti noi. Un sonno lungo 20 anni che al proprio risveglio niente è cambiato.

Il remake di Resident Evil 2 (qui la nostra recensione) rappresenta un caso più unico che raro, perché ha riscritto pagine importanti per la storia videoludica, ha introdotto una dinamica assolutamente intuitiva per una produzione di quel tempo. Perché la sensazione di ansia e paura permangono e perché tecnicamente il gioco aveva una qualità eccellente già all’epoca.

Resident Evil 2 si mostra 20 anni dopo ad una nuova generazione, che muta ed è mutata in questi lunghi anni, ma a quanto pare…. i capolavori non muoiono mai…

Resident Evil 2 articolo nostalgia

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