Rubrica: Indie Games – Giugno 2019

Scritto il 09.07.2019
da Claudio Cugliandro

Benvenuti su Indie Games, la rubrica di TopGamer che vi accompagnerà alla scoperta dei più interessanti, particolari o meritevoli videogiochi indie del mese. Ovviamente, la rubrica avrà una funzione retrospettiva, ossia sarà una raccolta di critiche e commenti nel mese successivo, per darci il tempo di maturare un giudizio e, soprattutto, di giocare tutto quel che c’è da giocare. Iniziamo con un mese generalmente povero, perché tutti fuggono dal periodo E3, troppo incentrato su ciò che verrà da non farci pensare a ciò che già c’è. Eppure, nonostante tutto, il mercato indie non si arresta, e anche questo mese ci ha regalato numerosi spunti interessanti e originali!

Under What?

Dan Gartman ci regala un’avventura breve ma incredibilmente intensa, capace di regalare emozioni e sorprese con stile e profondità tematica. Intessendo tra loro poche, ma precise interazioni e scelte multiple di dialogo, l’autore costruisce un’esperienza originale e fluida, una sorta di fumetto interattivo brevissimo, ma molto concreto: si pone l’obiettivo di raccontare una storia specifica, chiara, e lo fa in modo eccellente. Sonoro e disegni sono strepitosi, e il montaggio delle varie sequenze trasmesse tramite le vignette digitali dell’esperienza è sostanzialmente perfetto nel restituire al contempo il movimento tipico del medium, e la semistaticità poetica del fumetto. Un piccolo gioiello inaspettato, come sempre più spesso ci capita di trovare su Itch.io. Inoltre, l’opera di Gartman è gratuita, ma consigliamo vivamente una donazione, per dare supporto ad artisti simili.

Kids Indie Game

Kids

Michael Frei e Mario von Rickebach, tornato al lavoro dopo lo splendido Plug & Play, con un altro capolavoro sinestetico: Kids. In questa brevissima ed efficace esperienza interattiva, controlleremo e coinvolgeremo numerose masse di bambini, in gruppi infiniti o in singoli individui, muovendoci tra le situazioni più disparate; dall’assurdo al realistico, dai dialoghi di gruppo alle fughe irrazionali verso l’ignoto. Un viaggio metaforico e stilisticamente eccelso, in cui lasciarsi trascinare dalla curiosità delle interazioni e dall’interpretabilità del messaggio, mentre ci facciamo cullare dallo straordinario sonoro dell’indie in questione e dalla sua brillante direzione artistica.

Home

In questo piccolo esperimento interattivo, Lore Nine Studio ci chiede di interagire in libertà con gli oggetti e le persone che desideriamo, in varie stanze con temi diversi (la strada, un ufficio, etc.). In funzione delle nostre scelte, diremo qualcosa sul concetto di “casa” che vorremo raccontare al gioco: se interagiremo con molte persone, ad esempio, diremo che per noi la nostra dimora è un rifugio in cui dialogare con tante diverse personalità, mentre tirare dritto fino alla fine ci renderà particolarmente schivi e autonomi. Il sonoro mediocre e un dettaglio tecnico complessivo insufficiente sono giustificabili dalla gratuità del progetto, mentre il pregio più grande risiede sicuramente nella sua originalità e nel messaggio finale: ognuno di noi ha una sua personale visione del concetto di “casa”, sia che la si viva in modo collettivo che personale, e lungi al darne un giudizio morale. Home si fa carico di mettere in luce queste particolarità.

198X - Indie Game Rubrica

198X

la prima parte di questa dolce e nostalgica dichiarazione d’amore verso gli Anni ’80 ha finalmente fatto il suo approdo su Steam, mantenendo intatte le promesse e sorprendendo in quanto a qualità della messa in scena. Il racconto forse è eccessivamente edulcorato e nostalgico; forse troppo impegnato a sottolineare gli elementi positivi della cultura identitaria geek e nerd dell’epoca, ma al contempo restituisce una grande sensazione di trasporto e appartenenza rispetto agli obiettivi prefissati: l’idea di ripercorrere la più classica delle storie di crescita e adolescenziali tramite sei generi diversi (quattro dei quali verranno pubblicati successivamente) è originale ed efficace. Al momento, oltre al picchiaduro a scorrimento presente nell’introduzione dell’opera, è disponibile solo il primo capitolo, uno shoot ‘em up non particolarmente punitivo, ma perfetto nell’evocare epoche e momenti tipici della storia videoludica passata. Sia l’introduzione che l’unico capitolo disponibile brillano per scelte estetiche e storiche, anche se ovviamente non rappresentano un particolare valore ludico, dato che la loro funzione consiste nel rappresentare sinteticamente un genere, e non di riproporre esattamente le sensazioni tipiche dell’epoca. Infatti, sebbene la struttura sia simile a quella delle sale giochi e degli arcade degli Anni ’80, alla comparsa della scritta “continua?” potremo semplicemente premere un tasto per proseguire, rendendo quindi la classica sensazione da “rischia tutto” con l’ultimo gettone totalmente assente. Nonostante questo, come detto prima, l’obiettivo di 198X è quello di ricostruire un’idea dell’epoca, anche edulcorata e nostalgica, ben oltre la riproposizione storiografica e manichea di quelle esperienze.

Road to Guangdong

Atteso da molti fan di Jalopy come il sequel dell’opera dello studio bielorusso di Minskworks, è a oggi recensito negativamente su Steam. In realtà, il lavoro di Just Add Oil Games offre una prospettiva diversa sul genere del “viaggio in macchina”, che vede proprio in Jalopy (insieme a Wheels of Aurelia) uno dei suoi nomi più illustri. Epurato di ogni genere di meccanica survival o tecnica, Road to Guangdong si mostra più come un’avventura interattiva incentrata solo sulla narrazione e, paradossalmente, prende più dall’opera di We Are Muesli (Aurelia) di quanto non faccia con il teorico fratello maggiore (dato il publisher condiviso) bielorusso. La scrittura, seppure altalenante ed eccessivamente diluita in certi frangenti, forse per ritardare il più possibile il ritorno generalmente solitario in macchina, mostra comunque dei buoni momenti di costruzione del personaggio e del suo contesto sociale e culturale. Un’esperienza complessivamente claudicante per ritmi e lievi cadute di stile nella scrittura e nel racconto, ma comunque meritevole di un giro tra le sue strade e percorsi, anche solo per la dolcezza dell’ambientazione e per la leggerezza della progressione narrativa.

Astrologaster

Originale, intrigante, splendido alla vista e all’udito, e spassosamente comico e umoristico: dagli autori di Tengami arriva Astrologaster che con una serie di meccaniche investigative molto particolari, e sfruttando una vicenda storica poco nota ma particolarmente efficace, riesce a combinare numerosi elementi tra loro, rendendoli sempre divertenti e leggeri. Un dottore senza alcuna licenza per praticare si affida alla lettura delle stelle per esprimere le sue valutazioni mediche: ciò genererà delle conseguenze sul breve, medio e lungo periodo per la sua carriera e per i suoi pazienti che spaziano dal più povero dei popolani al più borioso dei clerici, in un trionfo di comicissimi intrighi, sorprendenti colpi di scena e persino alcuni momenti di inaspettata profondità. Il gameplay, che si basa sulla scelta del tipo di oroscopo che vorremo vaticinare, ci mette nei panni non del protagonista, ma delle stelle stesse, osservano da lontano la vicenda narrata. Una nota obbligatoria per lo straordinario doppiaggio e per la magnifica direzione artistica: musicalmente eccezionale, visivamente peculiare ed efficace nel riproporre l’epoca storica della Londra elisabettiana, i cori che ci aiutano a inquadrare preventivamente i nostri clienti sono incredibilmente ben fatti, divertenti e spassosi.

Missed Messages

Da qualche anno oramai Angela He ci delizia con le sue esperienze interattive, caratterizzate da una direzione artistica molto personale, tipica del suo stile. Missed Messages è una sorta di visual novel molto peculiare, con quattro finali legati alle scelte che faremo durante il corso degli eventi, e che connette con sensibilità depressione, accettazione di sé ed emarginazione, anche se forse con una pizzico di banalità e patetismo, dettati da tempi forse troppo corti per poter rendere partecipe del dolore o della gioia i giocatori. Nonostante tutto, data la gratuità dell’esperienza, vale la pena fare un salto in questo piccolo mondo creato dall’autrice indipendente, per valore complessivo dell’opera e per il coraggio nell’affrontare questi temi.

Mobler

Prendete un design leggero e adolescenziale, mescolatelo con un pizzico del gameplay di Catherine e Tetris e aggiungete la modalità endless del tipico gioco per dispositivi mobili: eccovi, in sintesi, Mobler. Indie creato e ideato all’interno della Breda University of Applied Sciences, questo particolare platform 3D è disponibile gratuitamente su Steam. Più un progetto finalizzato al mostrare le capacità degli studenti e l’originalità del concept piuttosto che un gioco completo in ogni aspetto. I controlli non sono eccezionali, soprattutto considerando la natura platform e arcade del titolo, ma questa particolare commistione di elementi di Tetris e la sua complessiva direzione artistica (sia nell’aspetto puramente visivo che sonoro) lo rendono un intrattenimento leggero e originale.

Menzioni speciale: “Zed”, su Steam; “A worker’s Guide to Espionage”, su Itch.io.

E con questo, dalla rubrica Indie Games ‘è tutto. Ci si aggiorna durante il prossimo mese. E a voi quali Indie son piaciuti di più nel corso di giugno? Come sempre, ditecelo nei commenti

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