The Legend of Zelda: Link’s Awakening – Abbiamo provato il remake All’Open Day Nintendo

Scritto il 05.07.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca
Zelda Link's Awakening Remake provato all'Open Day Nintendo

Il ritorno di uno splendido sogno

Siamo stati invitati da Nintendo all’Open Day di Milano per provare in anteprima alcuni dei giochi che già abbiamo avuto modo di vedere durante il corso dell’ultima edizione dell’Electronic Entertainment Expo di Los Angeles. Il mio gioco-mafia non poteva non essere il remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening in esclusiva per l’ibrido Nintendo Switch. Il capolavoro uscito nel 1993 su Game Boy, prima, e Game Boy Color, dopo (nella versione DX) torna sotto una nuova luce e sembra essere più promettente che mai. Non solo un restyling grafico e stilistico, ma anche un rimodernamento generale che ci ha convinti appieno. Giusto qualche lievissimo problema ci ha lasciato delle perplessità, ma immaginiamo che il tutto venga corretto nella versione finale. Bando alle ciance, andiamo con ordine.

Zelda Link's Awakening all'Open Day Nintendo

Un comparto tecnico peculiarissimo

Al trailer di annuncio di Zelda Link’s Awakening in molti sono stati spiazzati dallo stile adottato per questo remake. Dopo il filmato stile anime che mostra l’opening del gioco, Nintendo ci aveva sbattuto in faccia alcuni spezzoni di gameplay e molti non avevano apprezzato l’art direction. Ammetto che anch’io inizialmente non rimasi del tutto soddisfatto, ma più che altro perché dovevo ancora assimilare e comprendere quanto visto per dire la mia. Avevo bisogno di fare mente locale. Dopo le prime impressioni abbastanza fredde, rivedendo più volte il trailer ne rimasi letteralmente folgorato, ritrovando azzeccatissima la nuova strada intrapresa da Nintendo. Ad oggi, avendolo toccato con mano, confermo quanto appena espresso: il remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening è pura gioia visiva e vederlo in movimento è tutt’altra storia. A parte per alcune sfocature poco convincenti e qualche leggerissimo calo di frame rate (solo nell’overworld), il titolo ci è parso più che solido. I colori sono spettacolo puro e riescono ad enfatizzare l’atmosfera del titolo. Stesso dicasi per il restyling dei nemici che risultano riadattati in maniera sapiente e con accorgimenti di tutto rispetto.

Lo stile “giocattoloso” ben si sposa con la natura tipica dell’opera che lascia la vena poetica di mistero tra sogno e realtà e conferma ancora una volta come Nintendo sappia reinventarsi, soprattutto con il brand di Zelda per il quale hanno sperimentato davvero di tutto e di più. Siamo sicuri che i lievi difetti che abbiamo visto vengano corretti alla release, raggiungendo la qualità vista nel primo dungeon. Nella prima memorabile struttura, Zelda Link’s Awakening Remake ha dato il meglio di sé, mostrandosi fluidissimo e senza quelle leggere sfocature che sembrano infliggere il prodotto nel mondo esterno. Nella nostra prova purtroppo non siamo riusciti a testare la novità legata alla realizzazione dei dungeon con le tessere, ma quindici minuti sono effettivamente pochi e abbiamo fatto quel che si poteva. L’impatto è meraviglioso e prima di giudicare (lecito) vi invitiamo vivamente a vederlo con i vostri occhi. Graficamente ha qualche piccolo problema che abbiamo menzionato, ma vanta comunque piacevolissime animazioni e classe da vendere. Il lavoro svolto per rimodernare e reinterpretare un po’ Koholint è intriso di cura e lo si nota dai tanti piccoli dettagli: dalla visuale diversa rispetto alla versione Game Boy (senza suddivisione a schermate presente solo nei dungeon), dalle animazioni ai colori e, soprattutto, dal comparto artistico che rende alla perfezione le tematiche del gioco, catturando ed ammaliando il fruitore con la sua eleganza.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening

Le piccole novità di Link’s Awakening Remake

A parte il rimodernamento grafico rivelatosi una bomba, seppur con le lievi sbavature di questa demo, il remake di Link’s Awakening propone tante piccole novità che vanno sicuramente a migliorare un’esperienza di gioco comunque consolidata e ancora oggi di spessore, nonostante gli anni trascorsi inesorabilmente. Il capolavoro Nintendo su Game Boy con i suoi unici due tasti riusciva a permettere praticamente di tutto. Ovviamente, potendo contare su un maggior numero di pulsanti, spada e scudo tornano ad essere legati ai rispettivi tasti (B ed R) così che con Y e X il giocatore possa utilizzare ben due item. Nel’originale veniva invece tutto assegnato ad A e B, compresi la lama e lo scudo. Di sicuro nulla di trascendentale, ma una piccolezza che renderà più immediati gli scontri e la risoluzione dei vari puzzle. I combattimenti risultano infatti più dinamici grazie ad un controllo migliore del buon Link che si sposta adesso in otto direzioni e non quattro come nell’originale, ma possiamo affermare lo stesso dei nemici di cui sono stati rivisitati i pattern e le movenze, oltre che l’estetica.

Dando poi un’occhiata alla mappa abbiamo notato che in questo rifacimento è possibile inserire delle puntine per segnare (e di conseguenza ricordare) eventuali punti di interesse così da non renderci troppo dispersiva l’esperienza grazie alla possibilità di ritornare subito in luoghi precedentemente esplorati, quando necessario. Anche i dialoghi chiave vengono salvati in una voce apposita del menu in maniera tale che in caso di dimenticanze il giocatore possa rimembrare nozioni importanti. Pur con le cuffie, causa frastuono non siamo riusciti ad ascoltare al meglio i riarrangiamenti musicali dell’opera, ma possiamo dirvi che da quel poco che si è potuto sentire e per quel che già si conosce attraverso YouTube, il risultato è notevole e ci fa piacere poterlo dire in quanto la colonna sonora di Link’s Awakening è una delle più belle della serie, nonostante la risicata potenza hardware del Game Boy. Riproposta in questa nuova veste più orchestrale non può che far piacere.

Infine, abbiamo avuto modo di provare il gioco in italiano (e non tutti lo erano all’evento) e l’adattamento ci è sembrato positivo, nel complesso, sebbene non ci siamo potuti soffermare su ogni piccolo aspetto poiché avendo a disposizione solo quindici minuti, buona parte dei dialoghi l’abbiamo volutamente skippata. Forse abbastanza scontato dirlo, ma per la prima volta Link’s Awakening arriva nella nostra lingua.

Zelda Link's Awakening Remake - Primo Dungeon

Tirando le somme

Il remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening promette veramente tantissimo. Le piccole sbavature ci sono, ma sinceramente non ci preoccupano più di tanto in quanto siam sicuri che non solo si tratti di una demo non troppo recente, ma anche che la grande N rifinirà il tutto nel migliore dei modi, proprio come abbiamo potuto ammirare nel dungeon, dove il titolo dà il meglio di sé tecnicamente parlando ed è bellissimo da vedere.

Il Link’s Awakening originale è un capolavoro assoluto. Uno di quei titoli da giocare per forza, specie se ci si ritiene fan Nintendo o di Zelda nello specifico. Questa è la ghiotta occasione che tutti stavamo aspettando per poterlo rigiocare sotto una nuova luce o viverlo finalmente per la prima volta. Speriamo che la versione finale si dimostri all’altezza delle nostre aspettative, ma soprattutto del nome che porta. Link’s Awakening è un’opera poetica e immersiva come poche e merita il miglior remake che si possa desiderare. Non ci resta che attendere il 20 settembre per rivivere questo immenso e incredibile sogno nella poesia di una delle leggende più belle mai raccontate nella mitica saga di Zelda.

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