Timothy and the Tower of Mu – Provata la demo

Timothy and the Tower of Mu è la nuova avventura del nostro temerario ragazzo volto a salvare il suo amato nonno. Un castello ricco di nemici, segreti ed oscure camere sarà la via per la salvezza.

Scritto il 20.12.2018
da Carlo "Mad_Sound" Apuzzo
timothy

Il lavoro di Kibou Entertainment, dopo l’ottimo successo riscosso con Blood Opera Crescendo alla Milan Games Week 2018, continua impetuoso nel panorama videoludico circoscritto al settore indie e ci mostra tutte le potenzialità di Timothy and the Tower of Mu. Un platform action game che, attraverso una vera e propria serie basata sul ragazzo coraggioso e sprezzante del pericolo, darà del filo da torcere alle creature più mostruose che si possano celare nel fantasioso mondo in cui vive, in sella ad una vecchia ed indomabile “old school“.

timothy and the tower of mu screenshot

Motore che vince, non si cambia

Il lavoro di Simone Granata e del suo team è un vero e proprio guanto di sfida verso il genere ed i mille scorci grazie ai quali un videogioco può accedere alle nostre case. Non è solo un progetto ed un sogno che diventano realtà, bensì la dimostrazione di come anche con pochi, ma potenti mezzi, sebbene questi siano snobbati dai più, si possa trarre dal buco il più valoroso e meritevole ingegno artistico.

RPG Maker, ancora una volta, dimostra il volto che si cela dietro la maschera di un software timido, ma potente, mostrando i denti grazie allo sforzo e la passione del suo padrone.

Timothy and the Tower of Mu ne è la prova concreta. Racchiude bravura e capacità dell’inventiva. Action adventure e fasi puzzle (seppur poche rispetto al predecessore, Timothy and the Misterious Forest, del quale vi parlerò successivamente) che si mischiano in maniera omogenea a mistero e oscurità, elementi RPG e sano hardcore,per quanto riguarda la difficoltà.

timothy and the tower of mu, ambientazione

Fionda, coraggio e avventura

Ma chi è in realtà Timothy? È un ragazzo qualunque che, spinto dalla necessità di salvaguardare l’incolumità del nonno, è costretto ad affrontare numerosi pericoli nei più lugubri castelli e scenari che qualsiasi narrativa di tutto rispetto esiga. Là, in quelle camere malefiche da dove in tanti non hanno fatto più ritorno, si racchiude il siero della salvezza del nostro famigliare e la nostra più dolorosa prova di coraggio.

Se uso il termine doloroso non è per soli motivi giornalistici o per il semplice piacere di raccontare qualcosa di affascinante. Kibou Entertainment ci ha dimostrato già in passato che il pane da viver bisogna guadagnarselo e che la fama di grande giocatore si conquista sul campo.

Fedelissimo a vecchi capolavori di un’epoca trascorsa, ma intramontabile nel tempo, Timothy and the Tower of Mu riaffiorerà nella vostra memoria – se siete dei maledetti over 30 e più – titoli del calibro di Castlevania, Kid Icarus e Faxanadu, dai quali esplicitamente trae spunto, mescolati all’ironia dello sviluppatore e della sua “mente malata” (come amo chiamare un certo genio spiccato), dalla quale si evidenzierà la maniacale cura dei dettagli e del non lasciare nulla per caso. Gli indizi saranno celati dietro ad ogni angolo.

La riproduzione si basa su una vicinissima grafica in stile Game Boy che sicuramente in tanti avranno modo di riconoscere, sia per la scelta dei colori che per l’inconfondibile suono in game.

La corposa demo, oggetto della prova, ha saputo tener fede alle mie aspettative, mettendo più volte in crisi il mio innato senso di avventura e di sfida, spingendomi sulle ginocchia più e più volte per la crescente difficoltà che ho trovato lungo il percorso. Ma, vi assicuro, per ogni tentativo andato a vuoto nasceva in me, sempre più forte, il richiamo della competizione, tipico dei giochi degli anni ’80 a salire.

Quella stessa competizione, che dopo una serie interminabile di sospiri e maledizioni invocate verso gli sviluppatori, permette di gridare a gran voce “sì, ce l’ho fatta“. Frase oggi appartenente, nella maggior parte dei casi, ad un vecchio e caro ricordo delle mie più longeve sessioni videoludiche.

timothy and the tower of mu, il castello

Pegi 30+

Non possono non mettermi sulla difensiva quando parlo di Timothy and the Tower of Mu: l’attuale panorama del mercato videoludico ha saputo coccolare il videogiocatore col passare degli anni, tralasciando alcuni aspetti caratteristici dei giochi per lasciare spazio ad una sempre più imponente scelta grafica che, in parte, posso condividere.

Il baricentro, di conseguenza, si è mosso verso delle scelte hardware, dimenticando in parte il piacevole senso di sfida e di frustrazione che si provava in determinati contesti.

Timothy e le sue vicende non lasceranno spazio a dettagli grafici imponenti, e nemmeno a giocatori sporadici e privi di spina dorsale. Se siete davvero intenzionati ad affrontare un percorso tortuoso a della mutevole abilità di sopravvivenza, allora il gioco entrerà presto negli annali più gloriosi della vostra carriera.

Di riflesso, se amate muovervi in spazi open world dalla discutibile difficoltà e che tengono fede alla più recente tecnologia, allora odierete sicuramente questo gioco, al punto tale dimenticare in fretta il percorso di maturità che hanno attraversato i videogiochi.

La demo, aperta a tutti, è chiaramente da rivedere in alcuni particolari che sono indubbiamente da sistemare. Trattandosi però di un assaggio, sicuramente resterete ammaliati dal suo gusto retro. Amaro al primo sorso, ma piacevole sempre più ad ogni bevuta. Un vecchio e corposo whisky che potrebbe non essere dolce a tutti i palati, ma del quale bisogna stare attenti a non ubriacarsi.

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