Usciva Oggi – Crash Bash: Il party game di casa Sony

Scritto il 06.11.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca
Usciva Oggi - Crash Bash

Il rivale di Mario Party

Correva l’anno 1998 quando Mario Party approdò sugli scaffali dei negozi per l’allora non fortunatissimo Nintendo 64, che continuava a perdere terreno contro la neonata PlayStation di Sony. Tralasciando tutti gli eventi storici di come l’accordo tra i due colossi giapponesi per creare la periferica SNES CD saltò e come la grande N si diede anche un po’ la zappa sui piedi da sola, riproponendo le cartucce (per contrastare comunque la pirateria, ma ad un caro prezzo), il marsupiale creato dagli allora giovani ragazzi di Naughty Dog ebbe ben due titoli ad esso dedicati che si ispiravano non poco alle avventure parallele del baffuto idraulico. Il primo è Crash Team Racing, ispirato totalmente dal divertentissimo Super Mario Kart e Mario Kart 64. Il secondo è Crash Bash, che prende appunto l’idea di base di Mario Party, stravolgendola totalmente. Proprio Crash Bash, usciva oggi nell’ormai lontano 2000 per PS1. Ben diciotto anni fa.

A differenza dei primi tre Crash Bandicoot e Crash Team Racing, Crash Bash è il primo capitolo della serie del peramele a non essere realizzato da Naughty Dog. Infatti, da quel momento in poi, il brand passa un po’ tra le mani di vari sviluppatori e distributori. Crash Bash è stato realizzato da Eurocom Entertainment Software e distribuito da Sony Computer Entertainment e Universal Interactive Studios. Dopodiché, l’IP vede nuovi capitoli sulle console della generazione successiva e Crash Bandicoot: The Wrath of Cortex viene sviluppato da Traveller’s Tales (autori tra l’altro pure di Mickey Mania); lo stesso vale per Crash Twinsanity che però è prodotto e distribuito non più da Universal, ma da Vivendi Games che porta il brand alla sua morte con il pessimo Crash of the Titans. Almeno finché non è passato in mano ad Activision che, però, prima di farlo risorgere con lo splendido remake della trilogia classica realizzato da Vicarious Visions, ovvero Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, insieme a Sierra Entertainment aveva dato vita a quell’abominio che porta il nome di Crash: Mind Over Mutant. La speranza è che dopo questo magnifico lavoro di restyling, possa uscire in futuro un vero e proprio nuovo capitolo del carismatico marsupiale che sia all’altezza della trilogia storica. Un po’ quello che speriamo anche per Spyro (di cui abbiamo parlato nello scorso appuntamento della rubrica).

Ad ogni modo, siam qui per parlare di Crash Bash. Chiudendo quindi questa parentesi storica digressiva, fatta di incerte speranze, andiamo a vedere il party game realizzato da Eurocom sulla falsariga di Mario Party.

Crash Bash - Character Select

Tra trofei e minigiochi

I due fratelli stregoni, Aku Aku e Uka Uka, organizzano un incredibile torneo per concludere definitivamente la lotta tra bene e male e decretare, una volta per tutte, un vincitore. Aku Aku, però, dispone solamente di Crash e Coco, pertanto chiede in “prestito” al fratello due dei suoi concorrenti tra i vari Cortex, Nitrus Brio e compagni. Questi accetta e dunque Tiny Tiger e Dingodile passano momentaneamente dalla parte dei buoni.

Il gioco, un po’ come Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back, si sviluppa in più piani e varie stanze di balzo che, questa volta, non equivalgono a livelli ma ad arene e in esse si sviluppano gli svariati minigiochi del titolo. In Crash Bash l’obiettivo non è raccogliere i cristalli (comunque presenti nell’avventura), ma i trofei. Una volta ottenute tutte le coppe di un piano è possibile accedere al boss di turno; sconfitto quest’ultimo si accede al piano successivo. Ogni piano presenta la stessa tipologia di minigiochi (in arene e condizioni ovviamente diverse) più uno aggiuntivo, sempre inedito, finché non si arriva all’ultimo piano extra che presenta quattro minigiochi totalmente nuovi e nessun boss.

Oltre ai trofei ci sono le gemme, le cui sfide consistono nel completare gli stage in poco tempo oppure nell’avere un handicap rispetto agli avversari. Il cristallo, invece, è proprio una variante extra della medesima arena, diversa pure esteticamente e in alcune meccaniche di gioco. Le sfide dei cristalli sono indubbiamente quelle più difficili, in quanto bisogna superare delle condizioni speciali per ottenerli. Molte di queste fanno veramente sudare le cosiddette sette camicie. Ad un certo punto dell’avventura, verranno sbloccate anche le reliquie. Oro (50%) e platino (100%). Per ottenerle bisogna vincere il match contro i campioni dell’arena, ma non solo. Dovrete anche farlo con vittorie consecutive. Due in caso della reliquia d’oro e ben tre per quella di platino. Quindi non solo vengono affrontati avversari decisamente più forti di quelli standard, ma è necessario anche batterli consecutivamente.

La modalità avventura è inoltre giocabile in cooperativa per due giocatori. Questo permette di sbloccare, in caso di coppia formata da personaggi opposti (bene e male) una sfida finale per decretare il vincitore assoluto. Così facendo si può completare il gioco al 201% anziché il 200%. Ed ovviamente, se giocando in single player le sfide sono tutti contro tutti, in due i match sono a squadre.

Sono presenti anche altre modalità, pensate soprattutto per giocare in multiplayer fino ad un massimo di 4 giocatori, a squadre o tutti contro tutti. Buona parte dei minigiochi sono già disponibili sin dall’inizio. Altri, invece, sbloccabili progredendo nell’avventura (eh, ai tempi non si compravano mica gli stage ed i personaggi sullo store…). Parlando proprio di questi ultimi, bisogna dire che tutto sommato risultano per la maggior parte divertenti. Giocato in compagnia di amici, Crash Bash si tramuta in un vero e proprio spasso. Inoltre, va fatto presente che sebbene l’idea di base strizzi l’occhio a Mario Party, è comunque strutturato in maniera completamente differente. Non per altro è presente un’avventura, cosa che credo un po’ tutti vorremmo vedere anche in un Mario Kart. Infatti, i rivali storici di quest’ultimo (almeno per l’epoca), ossia Diddy Kong Racing e Crash Team Racing, proponevano l’adventure mode per arricchire l’offerta in single player. Vien da chiedersi, quindi: come mai Nintendo, dopo più di vent’anni dall’uscita di Super Mario Kart, non abbia ancora implementato un’offerta del genere? Ha provato a fare qualcosa di simile (ma lontanamente paragonabile) con la modalità missioni di Mario Kart DS. Dunque, anche Crash Bash, a differenza della saga Mario Party, tuttora attuale, propone un’esperienza diversa ed anche i minigiochi, seppur tali, sono strutturati differentemente da quelli del brand Nintendo. Di natura molto più arcade ed hardcore che non puramente party, pur abbracciando il genere in questione.

Sostenere quindi che Crash Bash sia la brutta copia di Mario Party, è una vera e propria eresia. Dimostrazione che anche “copiando” si possano avere idee originali; pensate se date in mano a coloro che sono stati la fonte di ispirazione altrui. Se le modalità avventura di Diddy Kong Racing e Crash Team Racing erano così belle, immaginate quanto possa esserlo una fantomatica adventure mode di Mario Kart. Lo stesso vale appunto per Mario Party. Se Crash Bash, pur non eccellendo, risulta comunque molto divertente e piacevolissimo da giocare, provate ad immaginare cosa potrebbe tirar fuori dal cilindro Nintendo col suo Mario Party, se qualche volta decidesse di osare un po’ di più anche per questo tipo di prodotti e non solo con le sue saghe principali (dove il lavoro è quasi sempre eccelso).

Crash Bash - Screenshot Pogo

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