Usciva Oggi – Metroid Prime: L’Approdo di Samus al 3D

Scritto il 17.11.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca
Usciva Oggi - Metroid Prime

Nascita dell’FPA (First Person Action-Adventure)

Era il lontano 2002. Un talentuoso team di sviluppo texano cercava la sua opportunità di ribalta per approdare nel mondo dei videogiochi. Nintendo, reduce del mancato successo della sua console 64 bit (che per poco non la fece finire sul lastrico), sentiva il necessario bisogno di riportare in auge un brand che, soprattutto su Super Famicom, fece faville. Il progetto era ambizioso, ma ci vollero ben otto lunghi anni prima che divenisse realtà. I fan attendevano con ansia l’arrivo di un nuovo capitolo di Metroid. Lo bramavano proprio per Nintendo 64. Tuttavia, le cose non andarono nel verso giusto; il barlume di speranza di vedere il nuovo titolo delle avventure di Samus Aran, pian piano si affievolì. Poi, però, annuncio sorprendente: Metroid 3D esiste. Sarà sviluppato negli Stati Uniti e, soprattutto, avrà la visuale in prima persona.

Questa notizia, sconvolse la stragrande maggioranza dei fan. Un po’ come accaduto con la rivelazione di The Wind Waker in cel shading. Dopo un teaser che vedeva Link adulto e Ganondorf spada contro spada insieme ad un comparto stilistico più maturo, ritrovarsi poi il protagonista bambino in quel mondo colorato e cartoonesco, beh… inutile dire che deluse un po’ tutti. Il grande Shigeru Miyamoto, però, ci aveva visto giusto con Zelda. The Wind Waker rimane infatti uno dei capitoli più belli e magici dell’intera saga. Ebbe la medesima intuizione anche per Metroid. Sembra infatti che la scelta di porre la visuale del gioco agli occhi di Samus sia proprio sua, dopo aver fatto visita al quartier generale di Retro Studios, il team texano che si occuperà del nuovo Metroid.

Nasce così Metroid Prime ed usciva oggi nel 2002, in esclusiva per Nintendo GameCube; una delle migliori console mai create dalla grande N e che vanta un reparto titoli davvero straordinario.

Metroid Prime Screenshot 1

Prima persona, scelta azzeccata

Il pubblico chiacchiera troppo. Si lamenta di continuo. Conduce crociate sterili. Poi, però, spesso si ricrede. Una volta avviato il gioco e superato l’impatto iniziale un po’ straziante per tutti coloro che venivano dalle avventure bidimensionali e superati i pregiudizi ci si immerge totalmente nei meandri di Tallon IV. La scelta di rendere Metroid Prime un prodotto con visuale in prima persona risulta avvincente. Grazie ad essa, il giocatore riesce ad essere ancora più coinvolto nelle fasi esplorative e di ricerca che il gioco mette a disposizione. Riesce a far sentire sulla propria pelle il brivido della tensione e dell’adrenalina pura di avviarsi in un pianeta sconosciuto, ignari di cosa possa accaderci. Ed è questa la vera potenza di Metroid Prime, il quale parte col botto, ti lascia senza respiro, ti ammalia con ogni piccolo dettaglio, in ogni sua strabiliante situazione di gioco e ricalca un’atmosfera più unica che rara con brani musicali incredibilmente coinvolgenti e da pelle d’oca. Il buon Kenji Yamamoto è riuscito a rendere la colonna sonora parte integrante dell’intera esperienza.

Metroid Prime, pur prendendo la visuale tipica degli FPS, non lo è manco per un po’. Certo, non mancano le sezioni sparatutto e boss mostruosi che vogliono la nostra testa. Tuttavia, mantiene inalterato il feeling della serie ed anzi, lo rende ancora più interattivo, proprio perché i nostri occhi saranno quelli dell’eroina, Samus. Sfruttando l’implementazione della visuale in prima persona, Retro Studios pensò bene di introdurre dei particolari visori che arricchissero ancor di più l’interazione e il senso di esplorazione di Metroid Prime. Tra questi ritroviamo ad esempio il visore termico e a raggi X. Come se non bastasse, inserirono anche la possibilità di scansionare grossomodo tutto quello che capitasse sotto tiro, per ricavare indizi sulla civiltà perduta dei Chozo e scoprire retroscena vari, nonché le cronache dei Pirati Spaziali, nemici giurati di Samus, poiché la resero orfana dei suoi genitori, venendo così allevata e cresciuta proprio dai Chozo. La sua tuta energia, infatti, è una loro maestosa creazione.

Il titolo nato dalle menti di Nintendo e Retro Studios, prodotto da Shigeru Miyamoto, si rivelò a conti fatti una vera e propria rivoluzione. Mantenendo fedeltà alla natura tipica metroidvania, Metroid Prime crea un vero e proprio genere: First Person Action-Adventure (FPA). La trovata più geniale rimane comunque la transizione da prima a terza persona durante i passaggi in morfosfera. Il primo capitolo di Retro Studios si rivela a conti fatti straordinario e quasi epocale nelle prime ore. Poi, però, inevitabilmente scorgono alcuni difetti come un backtracking fin troppo eccessivo e ridondante alla lunga, un respawn dei nemici esagerato, un collegamento tra le varie aree di gioco piuttosto dispersivo ed alcune sezioni di gioco poco avvincenti; senza contare varie scelte di programmazione abbastanza infelici e certe fasi in morfosfera non del tutto accattivanti (tra l’altro, anche molto poche). Metroid Prime rimane senz’altro un ottimo gioco, uno dei più segnanti dell’industria videoludica. Eppure, si intravede più che palesemente che esso fosse ancora un embrione del potenziale immenso di cui disponeva.

Metroid Prime Screenshot 2

Aspettando Metroid Prime 4

Quando arriva qualche anno dopo sugli scaffali Metroid Prime 2: Dark Echoes, ecco che il talento di Retro Studios esplode, servendo su un piatto d’argento (oscuro) il loro incredibile estro creativo, nonché un capolavoro senza tempo. Un capolavoro fatto di sezioni stratosferiche, di idee brillanti, di un map design pazzesco, di mondi paralleli e caratterizzato da un grado di epicità disarmante, che lascia senza parole.

Dopo un po’, arriva anche Metroid Prime 3: Corruption, titolo di lancio di Nintendo Wii, il quale non si rivela all’altezza del predecessore, ma grazie a fasi shooting più avvincenti e al peculiare sistema di controllo fatto di sensori di movimento, rimane comunque un altro incredibile titolo della saga. Pur senza il Wii Motion Plus (ancora assente sul mercato), Retro Studios riuscì nell’ardua impresa di rendere l’accoppiata Wii Remote e Nunchuck davvero indispensabile ed originale, tanto che su Wii arrivò anche Metroid Prime Trilogy, contenente, insieme al terzo, i primi due episodi con il nuovo sistema di controllo. Anche se, ricordiamo, Metroid Prime e Metroid Prime 2: Dark Echoes, videro luce separatamente su Nintendo Wii, in Giappone.

Ora, a distanza di dieci anni da Metroid Prime 3: Corruption, si attende con ansia quel Metroid Prime 4 che tanto ci ha fatto sognare all’E3 2017, con un solo misero logo (fatto pure male, tra l’altro). Un logo che ha riacceso gli animi dei fan che davano ormai per spacciato il brand di Metroid, anche perché Retro Studios anni fa si era spezzata in due e la divisione che si occupava della serie Prime ha fondato Armature Studio, autori, insieme a Comcept di Keiji Inafune, dello splendido e fin troppo sottovalutato, ReCore. Tuttavia, Metroid Prime 4 sembra sia in buone mani; quelle di Bandai Namco. Nutro comunque qualche piccola perplessità. Non mancherà, però, la supervisione di Nintendo; elemento da non sottovalutare assolutamente. E in fondo, sono più che sicuro che la grande N non ci deluda e faccia in modo che venga confezionato un prodotto che, come nel 2002, segnerà l’industria videoludica, ancora una volta.

Metroid Prime Tallon IV

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