Usciva Oggi – Yoshi’s Story: Il titolo fiabesco di Nintendo

Scritto il 21.12.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca
Yoshi's Story - Usciva Oggi

Il coraggioso sequel di Yoshi’s Island

In molti tra voi ricorderanno il capolavoro immenso dei platform 2D, Yoshi’s Island, uscito per Super Famicom. Si tratta di un titolo ormai leggendario, emblema ed esponente del genere, segnante per la sua generazione di appartenenza, ossia quella 16 bit. Opera che ha introdotto novità importanti nel panorama platform, tanto che alcune idee di Super Mario 64 prendendo vita proprio da Yoshi’s Island. Eppure, oggi non siamo qui per parlavi del magnifico primo capitolo dedicato ai simpatici e buffi dinosauri partoriti da Nintendo, bensì del suo successore. Quel Yoshi’s Story tanto, ma tanto sottovalutato. Un prodotto che indubbiamente non regge il confronto con il capolavoro uscito antecedentemente, ma che a modo suo offre una formula di gioco coraggiosa e davvero unica. Yoshi’s Story, usciva oggi, nel 1997, su Nintendo 64; ben ventuno anni fa. E oggi, più di allora, merita una chance. Merita di essere riscoperto.

Arrivato sul mercato in un momento cruciale, che vedeva ormai l’approdo quasi totale al 3D, Takashi Tezuka decide che la dimensione di Yoshi debba rimanere ancorata al 2D. Non esistono infatti capitoli dedicati al dinosauro verde in tre dimensioni (se escludiamo Super Mario 64 DS, in cui è solo un personaggio giocante). Si trattava, per l’epoca, di una scelta dimostrante coraggio, in quanto tutti i brand erano ormai pronti a tuffarsi nella nuova dimensione dei videogame. Yoshi, no.

Ciononostante, l’ammirevole audacia non risiede tanto nella scelta del 2D (e in alcuni casi 2.5D), quanto nella formula di gioco totalmente diversa da quella vista nel capolavoro uscito qualche anno prima. E mentre tutti si aspettavano un titolo che ricalcasse quanto di buono fatto con Yoshi’s Island, espanso all’ennesima potenza, la grande N non si esime dal proporre una bella doccia gelida per tutti i videogiocatori. Proprio come successo qualche anno dopo con The Wind Waker, anche in quest’occasione, Nintendo dà prova di coraggio e follia. L’impatto iniziale con Yoshi’s Story è spiazzante, lasciando scioccati e delusi per quello che ci si ritrova a giocare. Allora perché è un titolo da riscoprire?

Yoshi's Story - Yoshi & Poochy

… Perché è un platform tanto folle quanto geniale

Yoshi’s Story è un platform 2D atipico, bizzarro e apparentemente fin troppo semplice. Lo scopo non è tagliare il traguardo, raccogliendo o meno dei collezionabili, come nella maggior parte dei titoli di questo genere. Semplicemente, per portare a compimento un livello è necessario raccogliere trenta (30) frutti. Fatto questo, lo scenario viene completato e si prosegue.

Qui arrivano le prime due note apparentemente dolenti della produzione: completato un livello, non si prosegue al successivo, ma si va avanti direttamente di una pagina (ogni mondo equivale ad una pagina). Quest’ultima presenta altri stage da scegliere, ma ne basta uno per andare al mondo successivo, per un totale di sei pagine. Già vi vedo a tirar fuori pensieri del tipo “ma come, basta fare quindi sei livelli per finire il gioco?“. La risposta, d’altronde, è sì. Quindi, avete colto nel segno. Se già questo primo elemento di gameplay può scoraggiare i più, sappiate che trovare i trenta frutti, nella maggior parte dei casi, non è un’impresa difficilissima, poiché li si trova sparsi un po’ ovunque, tant’è vero che è possibile raccoglierne trenta ben prima di aver visto per intero un livello (non sempre sarà così facile, però).

Questo è ciò che traspare da una prima, poco attenta, analisi del gioco. Ammetto di averlo recuperato giusto qualche giorno fa su Wii U eShop e aveva spiazzato anche me (pronto a convincermi che fossero vere le dicerie sull’opera). Eppure, volevo capirci qualcosa in più in merito, in quanto non era possibile che Nintendo, sempre attenta ai dettagli, avesse realizzato un platform così (almeno all’apparenza) banale.

Yoshi's Story screenshot

Formula arcade di spessore

Ebbene sì, la natura di Yoshi’s Story è puramente quella di un arcade, fatto di punteggi e moltiplicatori degli stessi, nonché di rigiocabilità. Intriso comunque di segreti, per vedere l’opera nella sua completa e notevole interezza. Proprio quando il giocatore è ormai conscio di cosa si trova davvero dinanzi a sé che il prodotto Nintendo esplode totalmente in un tripudio di idee e dettagli sapientemente congegnati.

Andare avanti per i livelli mangiando i primi frutti che capitano a tiro è la via più facile e poco stimolante per un titolo di questo tipo. Un po’ come giocare i primi Metal Gear Solid e lamentarsi della longevità e del poco divertimento da essi scaturito, poiché approcciati a mo’ di action game e non da stealth quali sono. Inoltre, se volete vedere tutti e ventiquattro (24) livelli, non basterà rigiocarlo più volte per superare i mancanti. Molti di essi bisogna infatti sbloccarli ed è necessario trovare i tre grandi cuori, ben nascosti tra le varie insidie degli scenari.

Il gameplay è di una profondità pazzesca. Per totalizzare punteggi alti bisogna fare attenzione a come ci si nutre. Prima di iniziare la run, vi sarà una sorta di giochino che fa selezionare il frutto fortunato. Pertanto, se mangiato, dona più punti. Senza contare che più frutti dello stesso tipo vengono ingeriti consecutivamente, più incrementa il moltiplicatore della combo e potreste addirittura decidere di mangiare un’unica tipologia di frutto per tutto il livello. Tuttavia, per far schizzare alle stelle gli score è necessario anche trovare per l’appunto i tre cuori grossi (ci sono anche piccoli, ma sono associabili alla stella dei Super Mario Bros.), prendere tutte le monete e stare attenti ai nemici ingoiati, in quanto è più utile ingurgitare quelli del medesimo colore dello Yoshi selezionato.

Insomma, è possibile davvero inventarsele tutte prima di giungere alla conclusione di uno scenario. La formula arcade di Yoshi’s Story è evidente anche per le sole sei vite a disposizione, equivalenti al numero di Yoshi che è possibile scegliere prima di iniziare un livello. In caso di dipartita, il simpatico dinosauro viene catturato e portato nel castello di Baby Bowser. Persi tutti gli Yoshi è game over e bisogna ricominciare tutto da capo. Nascosti nei vari livelli vi sono anche degli Shy Guy amichevoli (da noi battezzati in seguito come Tipo Timido) color bianco. Tornano utili per recuperare i dinosauri perduti, in modo da rimanere più a lungo in partita.

Yoshi's Story screenshot 2

Level design da capogiro

Yoshi’s Story vanta quindi un level design davvero efficace. La varietà degli scenari è notevole e ne troviamo di diverse tipologie: da quelli più votati alle abilità, a quelli decisamente labirintici ad altri in cui bisogna superare pure qualche piccolo rompicapo. Molti stage sapranno mettere davvero in difficoltà (alla faccia di chi dice che sia un gioco banale); vuoi per fasi platforming intrise di ostacoli, vuoi per labirinti in cui diventa difficile scovare tutta la frutta necessaria. Insomma, la sfida comunque non manca; tuttavia, la difficoltà è unica per livello. Non vi è una reale progressione, quindi è probabile incappare casualmente in scenari facili o più ostici.

La diversità non risiede solo nella concezione dei livelli, ma anche nella loro realizzazione tecnica. Condividendo dal predecessore il concept artistico di far sembrare ogni livello realizzato da un bambino, Yoshi’s Story si differenzia per la moltitudine di tecniche stilistiche utilizzate. Non solo colori a pastello, ma anche cartapesta, legno, plastica, stoffa e materiale costruttivo variopinto. Visivamente, il prequel risulta sicuramente più cool, considerando anche l’originalità e l’impatto che scaturì ai tempi. Eppure, la trasposizione per il Nintendone è altrettanto notevole ed ingegnosa, e in alcune idee l’estetica risulta davvero eccezionale.

Ad arricchire un piatto già di per sé succulento ci pensa la colonna sonora realizzata da Kazumi Totaka (colui che ha anche dato la voce a Yoshi in tutte le trasposizioni videoludiche del simpatico dinosauro)), la quale per nulla invidia il lavoro svolto da Koji Kondo per Yoshi’s Island, sebbene esso sia glorioso e strabiliante. Musicalmente, infatti, Yoshi’s Story propone un eterogeneità di generi pazzesca, composta da brani notevoli e con chicche quali diverse variazioni. Non vengono inoltre tralasciate melodie dolci e totalmente disarmanti che riescono a farci tornare pure un po’ bambini.

Yoshi's Story - Level Selection

Vi racconto una storia

Quando le giornate di sole sono fin troppo tranquille, qualcosa accade sempre. Infatti, sull’isola dei simpatici dinosauri Nintendo, battezzata appunto come Yoshi’s Island (già dai tempi di Super Mario World), Baby Bowser e Kamek decidono di derubare la tribù della loro fonte di felicità: il Super Happy Tree. Per non farsi ostacolare dagli amichevoli rettili, lanciano anche un incantesimo che li immobilizza. Questo non colpisce, però, delle uova. Una volta schiuse, da esse nascono degli Baby Yoshi che, appena cresciuti, decidono di partire per fermare Baby Bowser e recuperare il sacro albero.

La progressione, come dicevamo, è a mo’ di fiaba. Sia l’intro che l’avventura vengono rappresentate come un libro interattivo il cui contenuto si forma tridimensionalmente al di fuori delle pagine. Ognuna equivale ad un mondo, composto da quattro livelli selezionabili a scelta. Da sbloccarne altri nelle pagine successive tramite tre grandi cuori nascosti negli scenari, come ribadito in precedenza. Le boss battle ricadono nella terza e sesta pagina, e variano a seconda del livello scelto.

Oltre al racconto, Yoshi’s Story ci delizia pure con una Trial Mode, in cui è possibile giocare tutti i livelli dell’opera, ma soltanto se superati e sbloccati nell’avventura principale. Un modo, questo, per dedicarsi solo al perfect score e, perché no, sfidarsi con i propri amici a chi stabilisce il record migliore. Inoltre, una volta disponibili tutti i livelli, se proprio volete un’avventura più longeva, giocateveli tutti e ventiquattro, in ordine, da qui.

Un titolo che richiama all’apparenza un pubblico più fanciullesco, ma che sa regalare un’esperienza piacevole e divertente, intrisa di sfida, per tutti. Pesantemente bistrattato all’epoca, in maniera ingiusta, Yoshi’s Story è un’opera brillante e che merita di essere ricordata negli anni a venire.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi