Viaggio nell’odissea di Kingdom Hearts – Parte 2

Scritto il 08.11.2018
da Patrizio Coccia
Viaggio nell'odissea di Kingdom Hearts

Dalle origini al mito di Kingdom Hearts

Eccoci qui dunque alla seconda parte di questa rubrica molto speciale. Giorno dopo giorno, l’uscita di Kingdom Hearts III si avvicina e il dubbio amletico per la maggior parte degli appassionati è sempre lo stesso: la capirò mai la trama? Noi di Topgamer.it abbiamo pensato proprio a voi fan che, a causa della pubblicazione tentacolare sparsa tra le varie console, non sono riusciti a seguire la narrazione per intero. Nello scorso appuntamento, dedicato alla storia del brand di Kingdom Hearts, ci eravamo soffermati a parlare del primo capitolo, non tanto per quanto concerne la cronologia degli avvenimenti, ma era un doveroso omaggio a quello che si è rivelato un vero e proprio apripista per la serie.

Non vorrei dilungarmi troppo nell’introduzione visto che ne avremo di cose di cui parlare; vi basti sapere che questa volta cercherò di essere il più preciso possibile, in quanto andremo ad affrontare un capitolo molto importante, ovvero Kingdom Hearts: Chain of Memories, rilasciato originariamente nel 2004 per Game Boy Advance e disponibile nella collection Kingdom Hearts HD 1.5 Remix nella sua versione riadattata, Re:Chain Memories. Il titolo è sostanzialmente uno dei due collegamenti tra il primo e il secondo capitolo della saga, un punto d’incontro tanto forte quanto fondamentale ai fini della storia generale. Mettetevi comodi e fate un bel respiro, ci saranno nomi e vicende da memorizzare, spiegarvelo non sarà una passeggiata ma cercherò di farla meno caotica possibile.

Avviso: seguono spoiler su Kingdom Hearts.

Kingdom Hearts Screenshot 1

Dare e avere

Come detto in apertura, Kingodm Hearts: Chain of Memories è uno dei collegamenti più importanti di tutta la saga. Partiamo da dove ci eravamo lasciati: terminato Kingdom Hearts abbiamo lasciato Sora, Pippo e Paperino alla ricerca di Topolino e Riku, ormai rimasti bloccati nel mondo dell’oscurità dopo aver chiuso la porta di Kingdom Hearts. Durante il viaggio, uno strano tizio incappucciato si manifesta davanti ai nostri eroi, indirizzando il gruppo a un luogo chiamato Il Castello dell’Oblio. La figura tende a precisare al protagonista che in questo posto troverà le risposte che sta cercando. Appena entrati nella location, Sora avvertirà subito la presenza di Riku e Topolino e, come ben sappiamo, il ragazzo ha un certo feeling per queste sensazioni. In men che non si dica, il losco individuo si ripresenterà al cospetto del trio, al quale spiegherà che prima di trovare le risposte ai loro dubbi, dovranno perdere qualcosa a di molto più caro. Da questo momento in poi tenete ben in mente una cosa: il gioco si divide in due prospettive, ovvero quella di Sora e quella di Riku, ma sul destino di quest’ultimo ci torneremo più avanti.

Proseguiamo con la storia di Sora che, dopo essersi fatto strada lungo i primi piani dell’edificio, si ritroverà davanti nuovamente l’uomo incappucciato, ma questa volta non sarà solo. Ad accompagnarlo c’è Axel, che fa subito presente come nel cuore del protagonista ci siano memorie dimenticate che solo il castello potrà risvegliare. Andando avanti e continuando a salire, Pippo ha un’illuminazione: si ricorda per certo di essere stato già in precedenza in un castello con o suoi due amici (naturalmente era La Fortezza Oscura del primo Kingdom Hearts). I tre, nonostante non ricordino il nome di quel luogo, hanno ben in mente come Sora fosse diventato un Heartless per salvare Kairi. Qui cominciano a capire le parole dette appena entrati nel castello, ovvero quelle relative al perdere qualcosa di importante. Il riferimento dunque era ai ricordi che stanno svanendo dalla mente del gruppo mano a mano che avanzano. Nonostante questo, però, il trio non sembra preoccupato, visto che si ricordano molto bene che sono lì per ritrovare Riku e Re Topolino. Sora, per dimostrare che non si scorderà mai dei suoi amici fa forza sul portafortuna che Kairi gli ha regalato alla Città di Mezzo, come per dire che per lui dimenticare tutto è impossibile.

Neanche a farlo apposta Sora pian piano che sale nel Castello si dimentica di Kairi, o meglio, la comincia a sostituire con una ragazza che non hai mai visto prima e, soprattutto, della promessa fittizia di proteggerla sempre. Al termine di questa sequenza facciamo la conoscenza di un’altra donna, chiamata Larxene e di un uomo, Vexen. La prima vuole combattere contro Sora solo per testare la sua forza; il secondo, invece, sta lavorando ad un esperimento che ancora non ci è dato conoscere. Pochi istanti dopo, però, veniamo a sapere che tutte queste persone lavorano insieme e fanno parte di un’organizzazione composta da tredici membri, ovvero l’Organizzazione XIII. Questo gruppo vuole ancora una volta mettere alla prova Sora, mentre da quanto emerge sembra proprio che Larxene e il losco figuro incappucciato di inizio gioco vogliono tradire la squadra. Axel, tuttavia, si mette in mezzo; sa che qualcuno vuole tradire il gruppo, ma non sa ancora chi. Quindi, possiamo semplificare il tutto dicendo che Axel è stato mandati al Castello dell’Oblio dai piani alti dell’Organizzazione XIII, così che possa distruggere questi ribelli.

In tutto questo, Sora continua a salire piano dopo piano, fino ad incontrare Larxene. Neanche a dirlo i due cominciano subito a combattere fino a quando il ragazzo non viene colpito e scaraventato lontano. In quel momento il portafortuna fatto di Kairi vola via e Sora, per un attimo, si ricorda di averlo. L’oggetto tuttavia ha cambiato forma e il nostro eroe lo associa automaticamente all’altra ragazza, ovvero Naminé. Il combattimento giunge alla fine e, sempre grazie a Larxene, scopriamo che questa fanciulla è tenuta in ostaggio proprio dell’Organizzazione XIII. Proseguendo nell’avventura, Sora si imbatte in Riku che, invece di essere contento di questa bella rimpatriata, rinfaccia all’amico di come si stesse dedicando unicamente alla ricerca della fanciulla. Riku scappa via verso i piani alti del castello e, prima ancora di iniziare l’inseguimento, davanti al giovane eroe si presenta Vexen che porta il trio nella città di Crepuscopoli. Questa location sarà sicuramente familiare ai fan, ma Sora, fino a quel momento, non sa neanche dove si trovi. Tuttavia gli sembra molto familiare come location e davanti ad una villa, Vexen gli comincia a spiegare come la città che aveva intorno era stata generata dai ricordi che aveva Sora nell’altra parte del suo cuore. Vexen non finisce di parlare che viene brutalmente attaccato e distrutto da Axel, che poi fa tornare tutti nel castello.

Più avanti a questa sequenza facciamo finalmente la conoscenza dell’uomo incappucciato, ovvero Marluxia, una sorta di generale dell’Organizzazione XIII e anche uno dei membri più potenti. Si scopre che Marluxia stesso abbia ordinato ad Axel di uccidere Vexel poiché presunto traditore, anche se in pratica non stava facendo ancora nulla di male. Sebbene successivamente non sarà più un problema, ad Axel sarà tutto chiaro come i veri traditori siano di fatto Marluxia e Larxene. Contemporaneamente a questo, Sora nel frattempo ha raggiunto Riku: i due finalmente si scontrano, con la naturale vittoria del primo. Dopodiché si viene a scoprire che quello non era in realtà Riku, bensì semplicemente un pupazzo, ovvero quell’esperimento di cui Vexen non aveva parlato. A riempirlo di ricordi per aizzarlo contro Sora era stata proprio Naminé. Ma chi è questa ragazza? Semplicemente si tratta di una sorta di “strega”, in grado di modificare, cancellare o aggiungere ricordi nella mente delle persone. Nonostante questo, Sora è convinto che la promessa fatta alla prigioniera sia autentica, decidendo dunque di liberarla.

Dopo aver sconfitto Larxene arriva il turno di Marluxia, anch’esso distrutto al termine di un epico combattimento. Il finale della storia di Sora vede una Naminé pentita che decide di mettere in una specie di incubatrice tutto il trio. Così facendo recupereranno i loro ricordi ma si dimenticheranno di quanto successo nel Castello dell’Oblio, dimenticandosi anche della stessa fanciulla.

Kingdom Hearts Screenshot 2

L’altro lato della medaglia

Adesso comincia la storia di Riku. Sebbene sia sensibilmente più corta è anch’essa molto importante ed avviene parallelamente a quella di Sora. Il ragazzo si sveglia guidato dalla voce di Ansem in un posto mistico dopo un lungo sonno, ormai si è separato da Topolino e vaga da solo nel nulla. Ansem afferma che Riku dovrà affrontare un viaggio per conoscere se stesso e lo catapulta nei sotterranei del Castello dell’Oblio, facendo il percorso inverso a quello di Sora. Se quest’ultimo doveva salire, Riku sarà costretto a scendere. Appena entrati, davanti al giovane si presenta Ansem in carne ed ossa che, al termine di una scambio abbastanza acceso, lascia nel cuore di Riku dell’oscurità che è convinto gli servirà in futuro. Più avanti farete la conoscenza di altri membri dell’organizzazione che presiedono i piani bassi del castello, oltre al già citato Vexen, abbiamo anche Lexaeus e Zexion: quest’ultimo, grazie alla capacità di percepire le auree oscure riesce a captare la presenza di Riku nel castello. In quel momento Vexen capisce che il piano di Marluxia è tradire l’Organizzazione XIII mediante Sora, la contromossa dunque è quella di usare Riku per impedire la distruzione della banda.

Proseguendo, Riku si scontra con Vexen; quest’ultimo riesce a rubare tutti i dati utili per creare la copia che poi si scontrerà con Sora. Dopo poco, però, a Lexaeus e Zexion gli viene il colpo di genio, ovvero quello di usare il vero Riku per fermare Sora. Neanche a dirlo, Laxaeus si scontra contro il ragazzo con l’intento di farlo cedere all’oscurità. Dopo una lunga lotta, il nostro eroe viene sconfitto, decidendo dunque di arrendersi a questa tentazione. Diventa tremendamente potente e distrugge Laxaeus con un colpo solo. Tuttavia, il cuore di Riku adesso è forte abbastanza da poter controllare questo incredibile potere, senza perdere la ragione. Adesso anche il protagonista di questa storia può scovare le auree oscure e, in men che non si dica, trova Zexion e lo trapassa. Poco dopo, Topolino riesce finalmente a riunirsi a Riku, formando una sorta di alleanza che farà molto comodo in futuro. Successivamente, davanti ai due si presenta un certo Diz, una figura mascherata che risulterà essere fondamentale nei prossimi capitoli, ma su questo ci torneremo in futuro. L’uomo afferma di aver controllato le azioni del ragazzo fin dal primo momento in cui è entrato nel castello, indicandogli così la giusta via per trovare Naminé. Incontrata la fanciulla, Riku viene a conoscenza della decisione di Sora di addormentarsi per recuperare i ricordi perduti, e viene informato dalla giovane strega che anche lui, nella stessa modalità del suo amico, può sconfiggere finalmente l’oscurità dentro di sé. Ciononostante, Riku, come suo solito fare, decide di non intraprendere la strada facile, ma di affrontare faccia a faccia Ansem e farla finita per sempre.

Prima di proseguire, Diz tornerà di nuovo allo scoperto, fornendo a Riku e Topolino le stesse uniformi dell’Organizzazione XIII, così da non far percepire le loro auree ai nemici. Da lì a breve, il nostro protagonista si scontrerà definitivamente con Ansem, il quale verrà apparentemente sconfitto per sempre. Dopo la battaglia, il nuovo e improbabile duo esce finalmente dal castello e poco prima di un bivio torna a farsi vivo nuovamente Diz. Quest’ultimo cercherà di convincere il giovane a intraprendere una delle due strade, o luce o oscurità. Riku però come al solito ragione con la sua testa e deciderà di prendere la via che denominerà “Via dell’Alba“.

Così si conclude Kingdom Hearts: Chain of Memories, uno dei capitoli più complessi da descrivere a causa dei tanti elementi che Nomura ha deciso di portare all’interno di questo episodio. Il titolo è sicuramente uno degli episodi della saga che (forse secondo solo a Birth By Sleep), riesce a fondere sensazioni contrastanti, amore e odio, oscurità e luce. Il dualismo che Kingdom Hearts si porta dietro fin dalla sua prima apparizione viene messo in risalto, soprattutto nella storia di Riku in cui quest’ultimo è chiamato a sconfiggere, ancora una volta, i sui demoni interni, che dopo aver rovinato il passato rischiano anche di minare il suo futuro. Probabilmente, Kingdom Hearts: Chain of Memories rappresenta la maturazione che il giovane raggiunge; quel salto di qualità definitivo che Sora deve ancora affrontare. Come al solito, però, il vero protagonista è ancora spinto dalla purezza del suo cuore, dal voler aiutare a tutti i costi le persone in difficoltà, senza però rendersi conti né dei rischi né di quello che gira intorno a lui.

Si conclude qui anche questa seconda parte. Restate con noi per non perdervi il terzo appuntamento nell’odissea del Regno dei Cuori.

 

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