Invece di andare a scuola, gioca a Fortnite con l’appoggio del padre che dichiara di averlo “allevato per questo motivo”

Scritto il 11.07.2019
da Giovanni Arestia

Il comportamento è stato criticato anche dagli stessi videogiocatori.

Jordan Herzog è un giovane ragazzo come tanti altri, ma con una piccola particolarità che lo differenzia da alcuni suoi coetanei: non va a scuola per poter giocare a Fortnite. Il ragazzo, infatti, è conosciuto con il nome di Crimz e, grazie all’aiuto del padre David Herzog, ha deciso di abbandonare il liceo per concentrarsi totalmente sulla fiorente carriera nel panorama degli eSports specializzandosi nel gioco di Epic Games.

Questa particolare storia è stata raccontata al Boston Globe ed è immediatamente divenuta virale sia per la giovane età del protagonista che per il sostegno inaspettato da parte del padre, il quale tra l’altro è stato messo in discussione da non poche persone. Più che altro perché qui non rientrano tanto i pregiudizi riguardo ai videogiochi, ma una visione etica e legale sul fatto che il ragazzino abbia totalmente abbandonato la scuola.

La faccenda si fa più seria quando si tiene in considerazione che Crimz passa dalle 8 alle 10 ore sui videogiochi lasciando pochissime ore a quella che viene considerata una scuola online. Il padre infatti si è talmente dedicato alla passione del figlio che è arrivato a spendere quasi 30mila dollari nella postazione da gaming del ragazzo, rimandando vacanze che avrebbero potuto interferire con l’allenamento del figlio. Poi, come vanto, ha deciso di acquistare una Maserati con il nickname del figlio come targa personalizzata.

Il padre ha poi dichiarato che lui lo ha allevato per questo motivo e che lui conosce bene il settore perché per anni ha venduto e rivenduto merchandise e prodotto legati ai videogiochi. David ha anche affermato con orgoglio di essere stato uno dei primi ad aver notato il successo degli eSport a tal punto che decise di far videogiocare il figlio già all’età di 3 anni. Ad appena 7 anni il figlio era già un esperto di Halo e a 12 ha iniziato a guadagnare soldi in alcuni tornei locali.

Come accennato prima, il comportamento del padre è stato criticato da molti, ma secondo lui si tratta solo di semplice pregiudizio legato ai videogiochi. Dal suo punto di vista la ricerca di una carriera nel mondo dello spettacolo o dello sport non sarebbe stata accolta con le stesse critiche. La difesa, però, risulta ancora più assurda:

“È terribile che io lasci giocare mio figlio per 10 ore al giorno? È terribile che voi li facciate giocare a football. Dovrebbe leggere piuttosto che giocare? Mio figlio impara più giocando ai videogiochi di quanto le persone apprendano leggendo”.

Non possiamo sindacare sul modo di educare un figlio, possiamo solo dire che al momento Jordan ha ottenuto quasi 60mila dollari giocando ai videogiochi e si è qualificato alla Fortnite World Cup. Il talento è inoppugnabile, ma molti, anche videogiocatori, non hanno decisamente apprezzato l’atteggiamento e le decisioni del padre.

Fonte: Boston Globe

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