The Outer Worlds – Obsidian rivela che non sarà immenso

Scritto il 11.02.2019
da Gennaro Schiavelli
Steam DB

Obsidian ci invita a non esagerare con l’hype, per The Outer Worlds

Nelle scorse ore vi avevamo riportato la notizia riguardante l’uscita anche su mercato retail della nuova IP targata Obsidian.

Da un’intervista pubblicata da Game Informer al publisher, sono emerse invece alcune considerazioni da parte dei co-director Leonard Boyarsky e Tim Cain.

Boyarsky e Cain difatti, hanno invitato con sincerità a gestire un po’ l’attesa e le aspettative, dichiarando:

“Spero che la gente non stia esagerando con l’hype, la cosa bella di Fallout e Arcanum era che non c’era praticamente alcuna aspettativa. Nessuno sapeva bene che eravamo al lavoro e cosa stavamo facendo. Sono abbastanza sicuro che coloro a cui piacciono i nostri giochi rimarranno soddisfatti, ma resto preoccupato per alcuni aspetti dell’hype”.

“Ci sono alcune aspettative che difficilmente riusciremmo a soddisfare anche con un budget da cento milioni di dollari”. – ammette Boyarsky,

Anche Cain è dello stesso avviso:

“Molti hanno visto il trailer e hanno tratto delle conclusioni, magari pensano che si tratti più di un sandbox, qualcosa che consenta di andare ovunque su qualsiasi pianeta e invece non è proprio così. Naturalmente, sono emerse speculazioni di ogni tipo sulla durata, con centinaia di ore di gameplay e anche in questo caso è un no”.

Si è insomma deciso di puntare più sulla quantità dei contenuti, piuttosto che sull’estensione della mappa di gioco. Per certi versi, dichiarano i due, sarà simile a quella di Knights of the Old Republic II. Si è anche preferito aggiungere alcune caratteristiche che possano garantire una notevole rigiocabilità.

In questo modo, oltre ad offrire contenuti che possono essere fruiti in maniera diversa a seconda degli stili di gioco:

“Abbiamo deciso di concentrarci sulla reattività e la rigiocabilità, perché con le nostre dimensioni e il nostro budget avevamo bisogno di un gioco più contenuto e controllabile piuttosto che un gigantesco sandbox a mondo aperto dove poter andare ovunque e fare qualsiasi cosa” – ha concluso Boyarsky.

Condividete questa scelta? Pensate che sia meglio una mappa più piccola ma colma di contenuti? Ditecelo nei commenti.

 

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