Yakuza 6 – Prime impressioni

Scritto il 16.04.2018
da Fabio Corsini

 

Da pochi giorni l’atteso sesto capitolo della serie Yakuza, che si sta avvicinando sempre di più alla pubblicazione in Occidente, è nelle nostre mani. Per addolcire l’attesa del ritorno su PS4 (oramai manca solo un giorno) delle nuove avventure di Kazuma Kiryu, che per l’occasione torna a essere unico e solo protagonista, vi proponiamo le nostre prime impressioni a caldo sulla storica IP di SEGA.

Kamurocho è sempre più viva

La serie Yakuza, potrebbe essere definita come un action-adventure in terza persona, inserita in un mondo aperto  e con un combat system basato sulle arti marziali e sulla possibilità di interagire con oggetti ed elementi dell’ambiente, elementi che in questo capitolo, grazie al rinnovato motore di gioco, Dragon Engine, saranno completamente distruttibili.


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Il legame con il vero Giappone

Il gioco è  ambientato in un fittizio quartiere a luci rosse di Tokyo, Kamurocho, che però è basato sul reale Kabukichō. In questo capitolo (come in altri della serie) potremo visitare anche altre ambientazioni, spaziando in altre zone del Sol Levante ammirando una splendida rappresentazione del Giappone. Le prime ore sono ambientate prevalentemente nel quartiere succitato, con un breve intermezzo nell’orfanotrofio di Kazuma a Okinawa, e sono servite a mostrare come Yakuza sia capace di raccontarci l’essenza del paese nipponico come solo pochi altri videogiochi, come per esempio Shenmue, riescono a fare.

Idealmente, Yakuza è proprio una sorta di erede spirituale dell’ appena citato Shenmue, soprattutto nel voler mostrare ogni aspetto della vita del Giappone, tramite il suo open world potremo visitare i più disparati ristoranti dal fast food fino al quello più raffinato o magari farci una partitina a uno degli arcade Sega presenti nel gioco.


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La “Mafia” Next Gen

Dal punto di vista tecnico il primo impatto è ottimo(a parte un marcato aliasiang…) Aiuta, chiaramente, il già citato motore Dragon Engine, che in certi momenti sfiora il fotorealismo e che colpisce per l’espressività dei volti e la qualità dei minimi dettagli, davvero a ottimi livelli.

Una nota dolente della serie (a parte il primo capitolo) è la mancata localizzazione, purtroppo non presente nemmeno in questo episodio. C’è da dire che l’inglese usato non è comunque troppo complesso, ma nel gioco si parla tanto e non conoscere un minimo la lingua d’Albione pregiudicherebbe gran parte dell’esperienza.


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I fan di Yakuza possono comunque gioire: il Drago di Dojima è tornato. Per chi invece non si fosse ancora avvicinato alla saga, questo è un ottimo momento: oltre all’arrivo di questo capitolo su PS4 il 17 di Aprile, la presenza di Yakuza 0 e Yakuza Kiwami sulla console Sony può essere un ottimo incentivo per iniziare a conoscere le avventure di Kazuma Kiryu.

Ora non vi resta che aspettare la nostra recensione che arriverà a breve sulle sfavillanti pagine di Topgamer!

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