2Dark – Recensione

Qual è il bello di sviluppare indie-game? Poterti permettere follie che un normale publisher non ti acconsentirebbe mai. Questo è 2Dark, un titolo folle, senza alcun contegno. La vicenda del titolo ha inizio il 13 giugno 1969, l’agente Smith è in campeggio con la moglie, Helen, e i suoi due figli Sandra e Martin, rispettivamente […]

Scritto il 13.03.2017
da Francesco Generali

Qual è il bello di sviluppare indie-game? Poterti permettere
follie che un normale publisher non ti acconsentirebbe mai. Questo è 2Dark, un
titolo folle, senza alcun contegno.

La vicenda del titolo ha inizio il 13 giugno 1969, l’agente
Smith è in campeggio con la moglie, Helen, e i suoi due figli Sandra e Martin,
rispettivamente di 8 e 10 anni. Mentre Smith è impegnato a montare la tenda uno
sconosciuto uccide brutalmente sua moglie e rapisce i suoi figli. Sette anni
dopo, le sparizioni di bambini continuano, ma stavolta abbiamo una pista da
seguire, che ci condurrà al Circo di un certo Petronelli…

Il gioco è ambientato nella decadente cittadina di
Gloomywood, che guardacaso è il nome della neo-nata software-house che ha
creato il titolo. Il team è stato capitanato dal celebre Frédérick Ryanal,
principalmente conosciuto come creatore “Alone in The Dark” (primo
survival-horror 3D della storia), che, come ho scritto a inizio recensione, non
si è dato freni, per fortuna degli amanti del macabro.

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Nel 2017 nel pieno della frenesia e della grafica
spaccamascella, un titolo 2.5D stealth ovviamente non punta a fare un immenso
numero di vendite, ma gli amanti del genere ne usciranno pienamente soddisfatti
perché il livello di sfida è buono, soprattutto se cercherete di completare
tutti gli obiettivi di ogni scenario; molto complicati da realizzare durante la
prima run. Ma perché complicati da realizzare? Purtroppo non sarà solo
questione di ingegno e pazienza ma spesso vi troverete a fare dei trial and error che spezzano molto l’atmosfera
di gioco, ma velocizzeranno non di poco la risoluzione dello scenario (per non
dire che in alcuni momenti sono fondamentali). Il titolo è nato per essere giocato stealth, altrimenti morire sarà estremamente semplice, a meno di non
sfruttare qualche incertezza dell’IA, tuttavia scegliendo di giocare in questo
modo il titolo perde completamente di significato quindi lo sconsiglio vivamente.

Lo scopo principale di ogni scenario sarà salvare i bambini
rapiti e rinchiusi nei luoghi dove vi troverete in quel momento, costretti
altrimenti a un destino disumano
(preparatevi al peggio che possiate
immaginare, come ho detto, non ci sono freni); difatti il desiderio di salvare
i bambini sarà fortissimo, e personalmente non sono mai voluto uscire dallo
scenario senza prima averli salvati tutti (non è obbligatorio riuscire a
salvarli tutti per poter passare allo scenario successivo). Il secondo scopo è raccogliere
gli indizi per proseguire le indagini. Oltre a questo, per completare al 100%
uno scenario dovrete raccogliere tutte le caramelle (che possono essere usate
per farvi seguire dai bambini, attivare interruttori ecc…ecc…) ed evitare di
uccidere qualsiasi “innocente”.

Due sono le principali noti dolenti del gameplay di questo
titolo, che potrebbero creare frustrazione nel giocatore. La prima è il
salvataggio; intendiamoci, l’idea di salvare i progressi combinando due oggetti
di gioco (pacchetto di sigarette e accendino, per far fumare il protagonista) è
carina, il problema è che se disgraziatamente salverete in un puntaccio (perché
magari ci sarà a breve un evento negativo che non conoscete) a quel punto
sarete praticamente costretti a rincominciare il livello, intendiamoci è un
caso raro, ma sarebbe stato molto più comodo poter creare una serie di
salvataggi. Il secondo difetto è l’IA dei bambini: quando vi seguiranno in
gruppo, vi dovrete abituare a vedere uno dei bambini continuare a camminare
addosso ad un oggetto ambientale (un palo, una panchina etc..) costringendovi a
dover tornare indietro, prenderlo in braccio e portarlo avanti; ogni tanto
pecca anche l’IA nemica, creando scene irreali, ma nel complesso il
comportamento dei nemici è buono.

Graficamente il titolo è un buon 2.5D voxel, i colori e le
ambientazioni cupe sono un perfetto scenario per gli eventi del gioco ma
soprattutto sono vari tra loro, evitando di creare il senso di già visto.
I
personaggi sono stati creati con il “Gloomy Voxel Editor”, un editor molto
carino di proprietà della stessa software-house.

Risultati immagini per voxel 2dark

In conclusione, 2Dark presenta un ottimo comparto narrativo,
che vi coinvolgerà fin da subito, giungendo infine a una conclusione realizzata
ottimamente (preferisco non accennarvi nulla, per non rovinarvi l’esperienza); il
tutto unito a un buon tasso di sfida. Gli errori ogni tanto compiuti dall’IA
sono una piccola macchia in un quadro tutto sommato splendido.

Consigliato a tutti coloro che cercano un gioco maturo e con
un gameplay diverso dal solito.

Valutazione di TopGamer
Ryanal ha ancora delle cartucce da sparare, e lo dimostra con questo ottimo indie. Un prodotto per chi cerca un prodotto horror alternativo.
PRO
  • Atmosfera
  • Risvolti interessanti
CONTRO
  • Qualche incertezza dell'IA
7/10
VOTAZIONE
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3,00/5
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