7 Wonders – recensione del gioco digitale

Con un prezzo che si aggira intorno ai 5 euro, disponibile per il download sia sull’App Store di Apple, sia su quello Android, arriva su mobile (speriamo prestissimo anche su Steam), la trasposizione di uno dei boardgame più conosciuti, apprezzati e premiati della storia: 7 Wonders. Probabilmente alcuni di voi penseranno che su varie piattaformi […]

Scritto il 03.02.2018
da Simone S. Marcocchi

Con un prezzo che si aggira intorno ai 5 euro, disponibile per il download sia sull’App Store di Apple, sia su quello Android, arriva su mobile (speriamo prestissimo anche su Steam), la trasposizione di uno dei boardgame più conosciuti, apprezzati e premiati della storia: 7 Wonders. Probabilmente alcuni di voi penseranno che su varie piattaformi digitali esistono già titoli che presentano lo stesso nome, ma in realtà sono ben differenti, come potrete notare con una veloce digitazione sul motore di ricerca/oracolo che è Google, e quanto, a parte il nome, non ci siano altre relazioni.

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UNA LOTTA DI GUERRIERI, INGEGNERI E ARCHITETTI

Come per Civilization di Sid Meier, non vince sempre e solo la civiltà che ha l’esercito più imponente ed in grado di invadere le civiltà altrui, si possono scegliere vie più “cerebrali” per portare a casa la vittoria. Una partita per un giocatore esperto dura circa una decina di minuti e ogni match è intervallato da tre diverse ere. All’inizio si scelgono in modo randomico una delle meraviglie a disposizione e di ciascuna una delle due facce. Ogni lato palesa dei bonus e degli obiettivi per il raggiungimento della meraviglia stessa. Il giocatore non è costretto in nessun modo a seguirne lo sviluppo, ma è in parte consigliato, in alcuni casi, per ottenere varie tipologie di bonus da sfruttare nel corso della partita e ottenere il numero di punti più alto. Ad ogni turno i giocatori si passano le carte di una singola era, identificate con un numero da uno a tre, e di queste terranno una carte per sé e passeranno le altre agli altri giocatori fino a quando non ne rimarrà una sola.

Le carte possono rappresentare ad esempio l’esercito, il cui numero complessivo di elementi di unità combatterà contro gli avversari alla fine di ogni era, permettendo l’acquisizione di punti vittoria, ma anche carte con “elementi” utili a loro volta per giocarne altre o raccimolare denaro ecc. Il regolamento di 7 Wonders lascia al giocatore una grande libertà espressiva di fare come si vuole, entro alcuni canoni, ma è naturale che, oltre ad una buona dose di fortuna, purtroppo molto importante in questo gioco, si debba operare con una certa attenzione, ponderando per bene le scelte.

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LE SETTE MERAVIGLIE DIGITALI
Una volta caricata l’app, il menù vi offre immediatamente la possibilità di immergervi in un tutorial ben descritto ed esaustivo, che emula una partita in cui vengono illustrate le regole di base per poter iniziare a giocare. Il fatto però che non ci sia nulla di testuale e ordinato, come un piccolo manuale, scelta operata da altri titoli, fa si che si perdano alcune delle potenziali strategie, proprio per il fatto che non vengono considerate alcune delle strade che altrimenti si potrebbero percorrere per giungere alla vittoria. A conti fatti esistono tre livelli di giocatori di 7 Wonders: quello base è quello che sta imparando l’utilità delle carte e cerca di far “quadrare i conti” con la propria “meraviglia”; quello intermedio conosce tutte le “ere” e conosce le potenziali carte che gli potrebbero essere passate e ha già di base una strategia per puntare alla vittoria; l’utente avanzato è quello che aggiunge, rispetto al livello precedente, la fondamentale osservazione delle mosse avversarie, proprio perché spesso si vince impedendo agli avversari di completare i propri obiettivi, quindi risulta vitale tenere un’ampia veduta del piano di gioco.

Il boardgame che trovate nei negozi ha avuto varie espansioni – di cui non entreremo nei dettagli in questa recensione, ma ne parleremo prossimamente in un altro articolo -, ma pongo l’attenzione su due di esse, che sono futuri DLC già in cantiere, che prendono il nome di “Leaders” e “Cities”. Ognuna delle due pone l’accento su un numero aggiuntivo di carte per ciascuna era, ma rimescola anche in parte le strategie già acquisite dalla versione base, regalando nuovi bilanciamenti in grado di far oscillare gli equilibri delle partite.

La possibilità di giocare all’interno di una partita online è un ottimo sistema per avere una sfida “umana” rapida, immediata e dotata di buon netcode per il matchmaking. La parte più complessa è sicuramente quella dell’intelligenza artificiale, ma anche e soprattutto l’interfaccia. Su un display di piccole dimensioni (ad esempio su smartphone) e anche ovviamente su quello più grande di di un tablet, entrambi questi aspetti sono stati particolarmente curati. L’IA rappresenta una sfida tostissima, lasciando al giocatore pochissimo spazio d’errore, puntando sempre alla vittoria con le scelte migliori. Il piano di gioco, allo stesso tempo si presenta in modo molto leggibile ed ottimizzato, per poter godere di tutte le proprie giocate e monitorare con una rapida lettura quelle avversarie, che devono essere messe in chiaro.

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