A Way Out – Recensione

Una sorpresa inaspettata

Scritto il 26.03.2018
da Antonio Rodo

A Way Out è uno dei titoli più attesi di questo mese. L’avventura di Josef Fares, inaugura questa primavera videoludica, che si preannuncia una delle migliori di sempre, con titoli del calibro di God of War e Ni no Kuni II: Revenant Kingdom.

A Way Out, pur presentandosi come una produzione a budget minore, è un’avventura in grado di lasciare il segno, e di divertire come poche altre esperienze cooperative riescono a fare. Ovviamente i difetti non mancano, e anzi, in questo caso, purtroppo, impediscono al titolo di raggiungere l’eccellenza.

Una via d’uscita.

Gli sviluppatori sono stati molto chiari fin dall’annuncio: “A Way Out è un’esperienza narrativa in coop”.

Leo Caruso e Vincent Moretti, sono i protagonisti della vicenda. I due si conosceranno all’interno del penitenziario, dove entrambi sono prigionieri, il motivo del loro arresto, inizialmente non è chiaro al giocatore, ma man mano che si procede con l’avventura, si verrà a conoscenza di molti retroscena dei due protagonisti. È davvero difficile raccontarvi la trama di questo titolo, il rischio di rovinarvi la sorpresa è molto alto. Il titolo riesce a tenere sempre alta l’attenzione del giocatore, grazie ad un numero spropositato di situazioni proposte, tutte tra l’altro molto diverse l’uno dall’altra. Infatti vi è una cura maniacale nella costruzione di ogni singola scena. Ma la vera conquista del titolo, oltre ad un background narrativo interessante dei due protagonisti ed infine un intreccio narrativo inaspettatamente molto complesso ed articolato e l’aspetto cooperativo ad averci impressionato di più, la maggior parte delle scene sono una sorta di puzzle ambientale da risolvere cooperando col compagno.

Immaginate A Way Out come un titolo targato Quantic Dreams, con una spruzzatina di gameplay in più e modalità coop. Non vi nascondo che prima di toccare con mano il gioco, i dubbi erano veramente tanti. Solitamente produzioni di questo tipo sono single-player, perché il secondo giocatore risulterebbe un ostacolo ai fini della narrazione, e dunque lo sviluppatore si ritroverebbe molto limitato, perché deve fare in modo di non separare i due protagonisti.

Josef Fares creative director del gioco ha avuto un’idea brillante. Grazie anche alla sua carriera di regista cinematografico, il buon Fares in A Way Out dà vita a giochi registici incredibilmente riusciti. Lo schermo è costantemente diviso in più parti (solitamente due), per permettere ad entrambi i giocatori di vedere e sapere in qualsiasi momento ciò che sta facendo il compagno, questa soluzione ideata dagli sviluppatori, oltre a raggiare il problema legato alla cooperazione in un titolo fortemente narrativo, porta una ventata di aria fresca al medium, nello specifico al genere delle avventure grafiche.

Ovviamente senza una narrazione di spessore, tutto crollerebbe come un castello di carte. La trama di A Way Out, certamente non brilla di originalità, ma ormai questo tristemente è un fatto quasi già risaputo, sono veramente pochi i titoli che presentano una trama originale, quindi tutte le nostre speranze risiedevano nella narrazione, che procede molto lentamente senza però riuscire a colpire nel segno, ma a sorpresa, giunti verso la fine dell’avventurala la narrativa esplode, con alcune rivelazioni e dei colpi di scena per nulla telefonati. Quindi ci sentiamo di promuovere a pieni voti l’aspetto narrativo del titolo.

Le avventure grafiche, negli ultimi anni, ci hanno abituato a scelte da compiere e QTE, A Way Out non fa eccezione, e ci presenta anch’esso dei bivi narrativi. Leo e Vincent sono due personaggi molto diversi tra di loro, Vincent è molto più riflessivo e predilige un approccio più ragionato, Leo invece, al contrario, incarna alla perfezione le sembianze del tipico criminale dalla testa calda. Durante alcune sequenze quindi, il giocatore sarà chiamato a scegliere se seguire un approccio più ragionato e riflessivo, o uno molto più irrazionale e caotico. Importante sottolineare che tali scelte andranno a modificare solamente la singola scena, e non il finale del gioco.

Ma com’è pad alla mano?

A Way Out è un titolo dal gameplay “leggero”, poco stratificato ed articolato, ma non è un gameplay terrificante, fortunatamente sono poche le scene dove il titolo si avvicina maggiormente ad un classico videogioco, dico fortunatamente, proprio perché durante queste fasi saltano fuori moltissimi problemi, a partire dalla IA nemica, animazioni dei personaggi, cover system e shooting. Problemi sulla quale è difficile chiudere un occhio. Ma state tranquilli, tutto ciò affligge solamente qualche fase di gioco, soprattutto quella finale, il resto dell’avventura rimane ben ritmata e molto coinvolgente.

Il fulcro del gioco è proprio la cooperazione tra i giocatori, il titolo infatti, non può essere affrontato in single–player, necessita obbligatoriamente di un secondo giocatore. Ma non disperate gli sviluppatori agevolano tutti i giocatori grazie al “Friend Pass”, che consente ad un utente che non possiede A Way Out, di scaricare gratuitamente dallo store la versione free, ma potrà giocare solamente se invitato da un giocatore che invece ha acquistato il gioco, vi è anche la possibilità di giocare in locale, semplicemente utilizzando un secondo controller.

Durante l’avventura incontreremo vari mini giochi come: le freccette o il basket. Essi hanno il compito di alleggerire i toni della vicenda, creando una sfida tra i due giocatori, veramente ben pensati, e divertenti da fare.

Comparto Tecnico

A Way Out si presenta come un progetto a budget minore. Non aspettatevi texture in alta definizione, o modelli incredibilmente dettagliati, siamo ben lontani dai titoli NaughtyDog. Però il gioco ha uno stile grafico meraviglioso, colorato ed esaltante, in grado di farci chiudere un occhio su alcune magagne tecniche.

Lo stesso discorso purtroppo, vale anche per le animazioni, decisamente poco curate e legnose, perlomeno durante le fasi di gameplay, durante le cutscene, invece, appaiono molto più convincenti e realistiche.

Ottima la colonna, in grado di sottolineare i momenti più concitati ed emozionanti del gioco. La recitazione dei personaggi è buona, perlomeno quella dei due protagonisti. Da segnalare l’assenza del doppiaggio in italiano.

Chiudiamo infine parlando della longevità. A Way Out è un titolo di media durata, che si aggira intorno alle sette ore di gioco, a parer nostro, il titolo non è eccessivamente breve, semplicemente si conclude nel momento in cui non ha più nulla da raccontarci, evitando di allungare forzatamente la durata, tra l’altro se consideriamo che il gioco viene venduto al prezzo di 29,99 euro non c’è nessun motivo per lamentarsi.

Valutazione di TopGamer
A Way Out è una delle esperienze cooperative migliori che mi sia capitato di giocare negli ultimi anni: Ben narrato e accompagnato da un ritmo di gioco sempre elevato, riesce ad unire cooperazione e narrazione, in un modo del tutto inedito nel medium. Da non perdere.
PRO
  • Situazioni proposte
  • Ritmo di gioco
  • Un ottimo coop
  • Narrativamente appagante
CONTRO
  • Tecnicamente arretrato
  • Animazioni in game
  • Fasi shooting e stealth
  • IA nemica
8/10
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