Alita: Angelo della battaglia – Recensione

Ecco il nostro verdetto sull'ultimo film di James Cameron e Robert Rodriguez basato sul manga di Yukito Kishiro

Scritto il 08.02.2019
da Gennaro Schiavelli
Alita: Angelo della battaglia - Recensione

Le origini del manga

Alita: Angelo della Battaglia è un manga del 1990 scritto e illustrato da Yukito Kishiro. Conosciuto in Giappone con il nome di Gunnm, ovvero Gun’s Dream, è arrivato, invece, in America con il nome di Battle Angel Alita. Una modifica ritenuta necessaria per estetica e difficoltà di pronuncia e ripresa successivamente anche nell’edizione italiana, cambiandone il nome della protagonista da Gally ad Alita.

Le vicende narrate al suo interno vedono il cyborg con fattezze da giovane ragazza, alle prese con il suo passato, in un futuro distopico. Rinvenuta nella Città Discarica ai piedi dell’altra città (sospesa tra le nubi e dal nome Salem), dal cyberdottore Daisuke Ido che la rimetterà in sesto, dovrà affrontare mille difficoltà. Tra accenni al passato, fughe d’amore, digressioni filosofiche, partite di Motorball e combattimenti vari, la vedremo affrontare un lungo e tortuoso processo di maturazione mentale, psicologico e fisico.

Alita l'angelo della battaglia - primo piano

Fedeltà rivisitata…

Precedentemente alla visione del film, ci è stato mostrato uno speciale di circa venti minuti in cui regista, produttori e attori prendevano la parola, rispondendo ad alcune domande. La prima, rivolta ovviamente a James Cameron è stata:

“Quando hai realmente pensato di girare un film su Alita?

“Ben vent’anni fa, quando Guillermo Del Toro mi fece conoscere il manga. Avevo in mente di produrre questo, e Avatar, ma alla fine l’ha spuntata l’ultimo, seppur di poco” – ha precisato Cameron.

Insomma, capite bene che il percorso di questo film è partito da lontano, molto lontano, e il fatto di essere impegnato con altri progetti ha spinto James ad affidare, sceneggiatura e regia, alle sapienti mani del suo amico fidato, Robert Rodriguez. Il produttore di lungometraggi quali Sin City, Machete, Grindhouse e molti altri quindi si è ritrovato alle prese con qualcosa di completamente differente rispetto a quanto fatto in passato.

Fortunatamente, dopo aver visto Angelo della Battaglia, possiamo affermare che quella fiducia nell’assegnargli la sceneggiatura, è stata ben riposta. Ovviamente, era impensabile che in circa due ore si potesse racchiudere tutto il materiale ad oggi conosciuto e, infatti, ci ritroveremo di fronte a quello che si può definire il primo arco narrativo visto nel fumetto. Saranno presenti, però, alcune piccole differenze rispetto all’opera originale, che i fan non faranno fatica a riconoscere, e che andranno a ritoccare qua e là la trama.

Il risultato è tutto sommato buono e il film ha un ritmo piuttosto avvincente, divertendo lo spettatore e non annoiandolo mai. Tra analisi introspettive, combattimenti, flashback e quant’altro insomma, si lascerà seguire senza particolari patemi, risultando chiaro e comprensibile sin da subito. Essendo però un adattamento proveniente da un’altro media e, giocoforza, dovendo aspirare ad un intrattenimento ben diverso, si va perdendo quella profondità narrativa di cui il manga dispone.

Alita: L'angelo della battaglia - Alita

… e dai contenuti differenti

Il rapporto tra uomo e macchina che il film cerca di affrontare, come anche il senso stesso dell’essere umano, è presente, sì, ma non propriamente approfondito. Tutte le varie tematiche all’interno del suo mondo vengono, purtroppo, soltanto accennate, finendo per concentrarsi sulla rapida maturazione della protagonista. Il processo di crescita intrapreso da quest’ultima, come dichiarato dallo stesso Cameron, viene infatti sviluppato nell’arco di pochi giorni, compresa la storia d’amore con il fuorilegge Yugo (Hugo).

Il sentimento d’amore, il rapporto tra Alita e il suo padre biologico, Ido, così come il suo passato, quindi, saranno il vero fulcro dell’intera produzione. Era comunque lecito aspettarsi una simile derivazione nelle tematiche, essendo questo il primo di una serie (si spera) di film dedicati al brand. Insomma, essersi concentrati sulla crescita della nostra eroina ed aver tralasciato quelle tematiche più profonde è comprensibile, d’altronde l’opera originale non è nata in un giorno ed anzi, vive oggi la sua terza incarnazione con Alita: Mars Chronicles.

Alita: L'angelo della battaglia - film

Tecnologia avanzata

Nella mente di James Cameron da oltre vent’anni, i veri paletti che ne hanno impedito un release anticipata erano rappresentati dalla tecnologia. Così come per Avatar, il produttore ha aspettato che la tecnologia facesse il suo corso per poter vedere la sua idea prendere forma. Dietro alla cinepresa troviamo così Rodriguez che ci ha da sempre abituato ad un taglio piuttosto autoriale nei propri film, qui evidentemente guidato dalla sapienza e maestria del regista di Terminator, Alien, Avatar, Titanic…

Il film è un tripudio grafico che sorprende e lascia a bocca aperta dall’inizio alla fine. Portare su schermo il mondo moderno e mutevole disegnato dalla matita di Kishiro, non era certo cosa semplice. Ma chi meglio di Cameron poteva catturarne e trasferirne l’essenza stessa su grande schermo? Infine, l’idea di riproporre le fattezze caricaturali della protagonista all’interno della pellicola, risulta sicuramente un’idea vincente. Quando ci si abitua ai grandi occhioni della bellissima Alita, interpretata dall’altrettanto bellissima Rosa Salazar, perciò, non potrete far altro che innamorarvene.

Le fattezze dei cyborg renderizzati in maniera certosina, così come le movenze della protagonista durante le scene d’azione, sono di una qualità impressionante. Non c’è mai stato un momento in cui una qualsiasi scena di combattimento o inerente al Motorball, potesse risultare confusionaria (Michael Bay prendi nota). Il Panzer Kunst, lo stile di lotta usato da Alita, appare studiato, fluido e ricercato sin nei più piccoli particolari e vederlo in movimento è una vera e propria gioia per gli occhi. Il film, quindi, mischia in modo sapiente live-action e CGI per un risultato che ha dell’incredibile e che non vi stancherete mai di ammirare, grazie alla precisa fedeltà e alla sua spiazzante bellezza.

Girato per l’occasione in 3D nativo e sfruttando tecnologie quali simulcam, motion capture e fusion camera system; insomma, resterete a bocca aperta.

Alita: L'angelo della battaglia - cyborg

Un cast di attori eccellente

Chiudiamo la recensione con un appunto sul cast scelto dai produttori. Che dire? Rosa Salazar, occhi o non occhi grandi, incarna alla perfezione quello che è il suo personaggio. Se, come noi, avete letto approfonditamente il manga, sapete di cosa stiamo parlando. La sua crescita è repentina e la bellissima Salazar, riesce, nell’arco di tutta la pellicola, a passare dall’incredulità/ingenuità delle battute iniziali, alla feroce determinazione di quelle finali. Senza mai forzare la mano e risultando sempre credibile e ben connessa al suo ruolo. Magistrale!

Tutti gli altri attori coinvolti come Cristopher Waltz (Ido); Ed Skrein (Zapan); Jennifer Connelly (Chiren); Mahershala Ali (Vector); Keean Jhonson (Hugo/Yugo) e così via, sono perfetti nei loro rispettivi ruoli. Forse ci sarebbe piaciuto vedere qualche scena in più che interessasse Chiren e Vector, ma a conti fatti, tenendo conto di quelle che sono le tempistiche da rispettare in una pellicola, crediamo possa andar bene anche così.

Fatta questa approfondita analisi, non possiamo che consigliarvi la visione di questo live-action basato sul manga di Yukito Kishiro, sperando che possa essere un successo al botteghino. Da ciò, molto probabilmente, potrebbero dipendere gli eventuali seguiti, quindi non ci resta che incrociare le dita, poiché le premesse sono più che buone.

Se siete invece amanti dei fumetti che si leggono in senso contrario (i manga), e non l’avete già fatto, vi consigliamo di recuperare tutta l’opera originale. Fidatevi, non ve ne pentirete.

Valutazione di TopGamer
La trasposizione di un manga come Alita su grande schermo riesce dove molti hanno fallito. Mischiando un po' le carte in tavola per quanto concerne la trama e approfondendo tematiche diverse rispetto all'opera originale, il film risulta ottimo e scorrevole. Caratterizzato da un buon ritmo e composto da scene d'azione di pregiata qualità, sarà inoltre un vero spettacolo per gli occhi. Speriamo quindi possa avere il successo che merita in modo da spingere la 20th Century Fox a realizzarne gli eventuali seguiti. Segnatevi la data: 14 febbraio, al cinema!
PRO
  • Rosa Salazar è Alita, punto
  • Si respira la stessa atmosfera del manga
  • Scorrevole e mai noioso
  • Tecnicamente una gioia per gli occhi
CONTRO
  • Alcune tematiche vengono solo sfiorate e mai realmente approfondite
  • Un paio di situazioni potevano essere gestite meglio
  • Avrà mai un seguito?
8/10
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