Assassin’s Creed Odyssey – Recensione

Scritto il 12.10.2018
da Antonio Rodo
Assassin's Creed Odyssey - Recensione

Una lunga ed affascinante Odissea

Assassin’s Creed è cambiato! C’è voluto un anno sabbatico e un capitolo che ne riscrivesse completamente la formula. Lo scorso anno, Ubisoft imboccò una strada già percorsa da altri colossi del genere: quella dei GDR. Sviluppato completamente da Ubisoft Québec, gli stessi che misero alla luce il capitolo londinese (Syndicate), Assassin’s Creed Odyssey è il primo vero GDR della serie.

Il capitolo ambientato in Egitto, Origins, fu un inizio. Il là che diede nuova linfa alla serie, in un momento di vera crisi. Tuttavia, di GDR ce ne sono tanti e per crearne uno veramente bello, servono anni, risorse e talento.  Tra gli esponenti del genere, quello che più ha attirato l’attenzione degli sviluppatori è The Witcher 3: Wild Hunt, ritenuto da molti uno dei colossi di questa generazione. Saranno riusciti nella difficilissima impresa di raccontare un mondo di gioco enorme in grado di mutare con le nostre scelte?

Assassin's Creed Odyssey - Art

This is my Odyssey

Che scegliate di impersonare Kassandra o Alexios, poco importa. Indipendentemente dalla vostra scelta, vestirete i panni di un guerriero spartano, alla ricerca della sua famiglia. Quando il titolo venne annunciato allo scorso E3, Ubisoft ci presentò la possibilità di scegliere il proprio avo. L’idea che mi feci inizialmente era ben diversa dalla realtà. Credevo, infatti, che una volta selezionato il personaggio, l’altro sparisse dalla storia; non è così. Entrambi fanno parte della trama. La nostra scelta cambierà semplicemente il ruolo dei due spartani all’interno del racconto.

Kassandra e Alexios sono fratelli. Il loro passato non è dei migliori. Sono nati a Sparta, in un periodo piuttosto complicato, che vede gli spartani e glia Ateniesi, combattere per la conquista della Grecia. La guerra tra le due fazioni non è l’unico problema che affligge il mondo di Odyssey: l’estrema fede per gli Dei, le corruzioni politiche e un’antica e spietata setta completano il quadro. La fiducia per gli Dei è talmente elevata da spingere un cittadino innocente a compiere delle atrocità, solamente perché è stato chiamato in causa. Gli oracoli, delle streghe in grado di comunicare con queste possenti divinità, diffondono false profezia al popolo greco; una di queste colpisce proprio la famiglia del protagonista. Il padre, Nicolao, fu incaricato di gettare il proprio figlio dal monte Taigeto, la montagna più alta nella catena montuosa omonima, situata nella penisola del Peloponneso nel Sud della Grecia e che al tempo svettava sopra Sparta. Il pargolo riuscì a cavarsela grazie alla lancia di Leonida, un potentissimo manufatto che dona al protagonista delle abilità straordinarie.

La storia inizia nel 480 A.C nel bel mezzo della battaglia delle Termopili, meglio conosciuta come: “la battaglia dei 300”. In questa prima fase, vestiremo i panni di Leonida, il re spartano che guidò i suoi 300 combattenti in uno scontro all’ultimo sangue contro i persiani. L’incipit, oltre ad essere efficace, emozionante e brutale, rappresentando uno dei momenti migliori dell’intera saga, ci introduce la lancia di Leonida e ci mostra le sue incredibili possibilità in combattimento.

La narrazione fa un balzo temporale, catapultandoci nel 431 A.C, agli albori della guerra del Peloponneso. Da qui in avanti la trama ci accompagnerà per oltre quaranta ore di gioco e si dividerà in tre parti: la ricerca dei propri cari, la scoperta di Atlantide (questa parte collega Odyssey alla mitologia della saga e rappresenta, oltre alla storia ambientata ai giorni nostri, l’unico collegamento con la serie) e l’eliminazione della setta di Cosmos.

Naturalmente, non mancano personaggi storici del calibro di: Socrate, Pericle, Aristofane, Erodoto, Tucidide e Leonida. Tutti assolutamente ben caratterizzati e perfettamente inseriti nel contesto.

“Il racconto procede infatti da dove si era interrotto: Layla, dopo aver tradito definitivamente l’Abstergo, si unisce agli Assassini”

Ritorna anche la cornice narrativa ambientata ai giorni nostri, che riprende le vicende di Layla Hassan, personaggio già protagonista in Origins. Il racconto procede infatti da dove si era interrotto: Layla, dopo aver tradito definitivamente l’Abstergo, si unisce agli Assassini. In un rifugio (oltre ad essere ricchissimo di easter egg da scoprire, ci permetterà di apprendere alcune informazioni su Layla e compagni, attraverso un computer pregno di materiale da leggere) situato a Londra, ripercorre le gesta di Kassandra o Alexios, nella speranza di imbattersi in Atlantide e di capire come funziona la lancia di Leonida. Ci dispiace dirlo, ma anche questa volta la sceneggiatura nel presente è insufficiente. Oltre ad essere quasi inesistente, nelle circa quaranta ore necessarie per completare il gioco si vedrà tre o quattro volte. Privo di momenti veramente interessanti, risultando un contentino per gli appassionati, che sicuramente non lo gradiranno affatto. Insomma, siamo ben lontani dalle vicende di Desmond Miles.

assassin's creed odyssey - Statua

La novità assoluta di Assassin’s Creed: Odyssey è rappresentata dalle scelte. Questa introduzione, oltre a dare un altro carattere al prodotto, trasforma definitivamente la serie in un GDR. Trattandosi di un primo tentativo, c’è da dire che il risultato non è affatto male, anche se non mancano alcuni problemi; uno su tutti la sceneggiatura, non sempre in grado di offrire dialoghi interessanti. A volte vi capiterà di assistere ad alcune inesattezze: durante i dialoghi, alcuni personaggi talvolta non si ricorderanno di alcuni eventi o di determinate scelte compiute. Ma sono delle piccolezze, considerando che nel corso del mio playthrough mi è capitato solamente due volte. Le scelte modificheranno l’andamento della narrazione. Sono infatti previsti ben nove finali differenti e diverse conclusioni per alcune side quest. Un’aggiunta promossa, in definitiva, anche se c’è ancora spazio per i miglioramenti.

Ritornando al racconto, c’è da lamentare una scarsa originalità del plot. Gli sviluppatori hanno chiaramente preso spunto da The Witcher 3: Wild Hunt, che vede Geralt di Rivia (il protagonista) alla ricerca della figliastra Ciri. Avremmo gradito una trama più originale, che evitasse di ispirarsi ad altre produzioni. Anche il ritmo non è eccezionale; la storia è eccessivamente lunga e si prende fin troppo tempo, anche solo per narrare un piccolo evento. Il rischio è quello di arrivare stanchi alla parte finale, in assoluto la più riuscita dell’intreccio. Se a questo aggiungiamo una progressione del personaggio lenta e obbligata in alcuni frangenti, capite bene che il ritmo è mal gestito. Il mio consiglio è di affrontarlo con molta calma: esplorate, potenziatevi e non rifiutate le missioni secondarie, altrimenti rischiate di doverle affrontare tutte in una volta, a causa del livello richiesto dalla main quest.

Paragonando la trama di Odyssey con quella di Origins, ne esce letteralmente sconfitto. Le avventure di Aya e Bayek, oltre ad essere più vicine alla mitologia della saga, hanno un impatto migliore. Il finale poi, fu un momento eccezionale! Giocava con il citazionismo, stuzzicando tutti i fan della serie.

“Kassandra è un personaggio eccellente, una spartana carismatica come poche, di gran lunga superiore a Bayek, il protagonista dello scorso capitolo”

Da lodare invece il lavoro svolto sulla protagonista. Kassandra (vi consiglio di approcciare l’avventura nei suoi panni, in quanto è stata dichiarata da Ubisoft come “il personaggio canonico”) è un personaggio eccellente. Una spartana carismatica come poche, di gran lunga superiore a Bayek, il protagonista dello scorso capitolo.

Assassin's Creed Odyssey combattimento

This is Sparta!

L’errore più grande è paragonare il combat system di Odyssey con quello di Origins. Sia chiaro, l’ossatura del gameplay è quella, ma in quanto a ritmo e dinamica del combattimento ne prende le distanze. L’assenza dello scudo e l’aggiunta delle abilità conferite dalla lancia di Leonida, hanno aumentato molto il ritmo. Tuttavia, non mancano lunghi combattimenti contro avversari molto tenaci. Per apprezzare appieno il combattimento, occorrerà giocare un paio d’ore. Inizialmente, tutto appare fin troppo semplice; gli unici attacchi saranno: veloce (RB/R1) e pesante (RT/R2). Una volta sbloccate le abilitàguerriero”, a questi verranno aggiunti altri due attacchi, che si eseguono tenendo premuti i tasti dell’attacco veloce o di quello pesante. C’è anche un tasto assegnato al contrattacco, stavolta molto più facile da eseguire. Vi basterà tenere premuti i tasti LB-RB/L1-R1. Alcuni attacchi non potranno essere parati; in quel caso occorre sfruttare la schivata e la rotolata.

Nel momento in cui si sbloccheranno le abilità speciali, i combattimenti diventeranno più vari, grazie ad attacchi come i fendenti e il calcio spartano. Non mancano abilità più “difensive”, come la possibilità di avvelenare temporaneamente l’arma o di privare il nemico dello scudo. A queste se ne aggiungono anche un paio dedicate al personaggio, come la possibilità di subire più danni o di essere più efficaci in battaglia.

Presso i fabbri è possibile vendere il proprio equipaggiamento in cambio di denaro, acquistare nuove armi e armature ed infine sfruttare l’inedita funzione “incidi”. Essa vi permette di inserire dei perk all’arma, come per esempio: danno critico aumentato o avvelenamento rapido.

Il capitolo precedente era afflitto da un grosso problema legato al feedback dei colpi, frutto di una mancata rifinitura del sistema di combattimento. In Odyssey le cose sono leggermente migliorate: le armi veloci, come le spade e le daghe sono ancora afflitti dal problema. Ma le armi più pesanti, come le asce, ma in particolare le lance, godono di una rifinitura maggiore e di un moveset più curato.

Anche lo stealth ha subito diverse migliorie. In Origins se tentavate di assassinare alle spalle un nemico e questo aveva un livello superiore al vostro, non era possibile eliminarlo all’istante. Stessa identica cosa per un tiro con l’arco dritto in testa. Tutto ciò era parecchio snervante, perché lo stealth era castrato dal livello. Sarete felici di sapere che in Odyssey le cose sono cambiate molto, adesso è possibile uccidere silenziosamente anche i nemici di livello più alto, ma questo dipende dalla vostra build.

“L’albero delle abilità è infatti diviso in tre rami: cacciatore, guerriero e assassino”

L’albero delle abilità è infatti diviso in tre rami: cacciatore, guerriero e assassino. Ognuno di questi rami rappresenta un percorso che aumenta la vostra efficacia nei rispettivi campi. Altra aggiunta: le armature. Ciascun pezzo di equipaggiamento ha diverse caratteristiche, come danno assassino, guerriero e cacciatore. Se il vostro intento è quello di agire indisturbati, dovrete scegliere tutti i pezzi di equipaggiamento contenenti danno assassino. In questo modo, un colpo alle spalle vi garantirà sempre una instant kill. L’attacco base, però, non sempre sarà sufficiente per uccidere un nemico. Vi sono infatti i capitani e i polemarchi, degli avversari ben più tenaci e ostili. Ubisoft stavolta è stata molto attenta ed ha inserito due attacchi critici. Per assassinare silenziosamente questi avversari, è consigliabile sfruttare il colpo critico e l’assassinio a distanza. Il primo è una variante dell’attacco base, ed infligge semplicemente più danni; il secondo, invece, è un attacco eseguibile dalla distanza, utile anche per effettuare doppie o triple uccisioni, siccome una volta che ne avrete fatto secco uno, potete fiondarvi su un altro (un po’ come succede in Far Cry).

Prima di buttarvi nella mischia, è bene effettuare una ricognizione della zona con l’aquila Icaro, che svolge le stesse funzioni di Senu (l’aquila di Bayek in Origins). Sarà possibile marchiare i nemici, individuare tesori ed infine disturbare un malcapitato, azione molto utile quando si vuole agire indisturbati.

Purtroppo l’IA nemica è ancora piuttosto deficitaria e in un open world vastissimo, come quello di Odyssey, il problema diventa ancora più grave, poiché è molto semplice “fregare” l’IA in un ambiente vasto. Ne risentono anche le fasi furtive, a causa delle routine dei nemici, decisamente troppo semplici da prevenire.

“Purtroppo l’IA nemica è ancora piuttosto deficitaria e in un open world vastissimo, come quello di Odyssey, il problema diventa ancora più grave”

Il problema più grosso rimane però legato al bilanciamento delle abilita di Leonida. Esse hanno un countdown piuttosto basso, permettendovi di utilizzarle spesso e volentieri. In questo modo i combattimenti, oltre a diventare più semplici, diventano monotoni, poiché permettono di utilizzare più e più volte queste abilità.

L’antica Grecia è ricca di zone marine. Per spostarvi da un’isola all’altra dovrete utilizzare l’Adrestia, la nave del protagonista. Ritornano per l’occasione le battaglie navali. Esse rappresentano una parte piuttosto importante della produzione: bisognerà potenziare la nave per aumentare la sua efficacia in battaglia e reclutare membri per la ciurma. Non essendoci cannoni e mortai, vi è la possibilità di scagliare frecce, giavellotti e di eseguire uno speronamento. Quando la nave nemica avrà la barra degli HP completamente esaurita, sarà possibile eseguire un abbordaggio, che vi consentirà di aumentare il bottino ottenuto e di riparare il vascello. Prestate molta attenzione anche al sistema di taglie e reputazione: rubare ed assassinare nemici e civili, vi renderà un bersaglio facile, sia sulla terraferma che in mare. In queste occasioni è meglio liberarsi dei mercenari inviati o pagare la taglia con le dracme (la valuta del titolo).

Assassin's Creed Odyssey

Esplorazione e Missioni secondarie

L’open world messo in piedi da Ubisoft Québec è impressionante. Lo studio Canadese, con Assassin’s Creed: Syndicate aveva già dimostrato di saperci fare: Londra era viva, colorata e ricca di attività secondarie, come la conquista dei territori. Gli sviluppatori, approfittando della guerra del Peloponneso, hanno deciso di reintrodurre la conquista delle zone. Saremo noi giocatori a decidere a quale fazione assegnare l’area. Prima, però, dovremmo indebolire il territorio. Ci sono vari modi per farlo: potremmo rubare il tesoro della nazione, uccidere i polemarchi, liberare i forti è così via. Una volta indebolita la fazione che occupa il territorio, si sbloccherà la “battaglia di conquista“, una battaglia campale, che vede cento ateniesi scontrarsi contro altrettanti spartani. Durante questi scontri è importante essere rapidi, perché sopravvive la fazione con più uomini sul campo.

Le missioni secondarie replicano il buon lavoro svolto con Origins. Non si limitano dunque ad assegnarci dei “compitini”. Ogni attività complementare è una quest, accompagnata da un breve racconto, in modo piuttosto simile a quanto succede in The Witcher 3: Wild Hunt. Durante le missioni è possibile imbattersi nelle “romance“. Purtroppo, fatta eccezione per qualche raro momento, questa introduzione risulta marginale. Non aspettatevi scene molto passionali o rapporti stratificati. Tuttavia, rimane interessante la possibilità di arruolare dei membri per la ciurma.

Ritornano in Odyssey gli accampamenti nemici. Liberarli, fornirà esperienza e denaro; un ottimo modo per farmare quando tra una missione e l’altra vi sarà chiesto di accumulare esperienza e dracme. Ci sono poi i classici punti di osservazione, stavolta davvero indispensabili per spostarsi con facilità tra le isole, poiché vi sbloccano i viaggi rapidi.

“La modalità esplorazione, non ha degli indicatori a schermo, quindi l’obiettivo va trovato basandosi sulle indicazioni verbali dei personaggi. Un’aggiunta sicuramente molto carina, in grado di far immergere ancora di più il giocatore”.

In Assassin’s Creed: Odyssey, Ubisoft ha inserito una nuova modalità di esplorazione, che si aggiunge alla già presente e classica funzione con gli idicatori a schermo. La nuova aggiunta, chiamata “esplorazione“, non ha degli indicatori a schermo, quindi l’obiettivo va trovato basandosi sulle indicazioni verbali dei personaggi. Un’aggiunta sicuramente molto carina, in grado di far immergere ancora di più il giocatore.

La vera conquista di questo capitolo è l’ambientazione. Ubisoft stavolta si è superata. La ricostruzione storica è eccezionale: esplorare la città di Atene, imbarcarsi alla ricerca di tesori, scoprire isole nascoste o recarsi nelle città di Sparta, regala più di un’emozione. A sorprendere è la varietà e la vastità: non solo potremmo dirigerci dove vogliamo, ma è possibile esplorare anche i fondali, ed imbattersi in templi sommersi e dimenticati dall’uomo.

Odyssey

Comparto tecnico

Abbiamo testato il gioco su Xbox One X. Nel corso della nostra lunghissima prova, non ci sono mai stati problemi di stuttering, cali di frame rate o crash improvvisi. Il prodotto è molto stabile e garantisce un impatto grafico impressionante. L’orizzonte visivo è infatti spaventoso; una volta arrivati in cima ad una statua o ad un monumento piuttosto alto, è possibile apprezzare tutto l’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori. Certo, non mancano texture in bassa definizione e qualche caricamento un po’ lungo, ma quando ci si rende conto di quanto sia grande la mappa, i piccoli nei di Assassin’s Creed Odyssey passano in secondo piano.

In questa attuale generazione è impossibile pretendere di più, quando le dimensioni e l’interazione con l’ambiente sono di questa portata. Giocato su uno schermo 4K il titolo fa un’ottima figura. La risoluzione su Xbox One X è talmente elevata da sembrare quasi nativa. C’è anche la possibilità di attivare l’HDR, per ottenere il massimo dal gioco in termini visivi.

Splendido il lavoro svolto sulla colonna sonora, di assoluto impatto. Peccato che il doppiaggio in italiano (va scaricato dallo store, il peso è di circa 2GB) non sia sempre di buona fattura. Alcuni personaggi e qualche battuta dei comprimari appiattiscono un po’ il lavoro svolto sulla caratterizzazione degli stessi. Anche quello inglese ha qualche lacuna, ma almeno risolve i problemi relativi al missaggio e alla sincronizzazione del labiale.

Video Recensione

Valutazione di TopGamer
Assassin's Creed Odyssey segna un definitivo punto di rottura con il passato. La saga, con questo capitolo abbraccia il genere dei GDR e lo fa con un gioco monumentale. La ricostruzione storica è impressionante ed esplorare il mondo di gioco è divertente e soddisfacente. Purtroppo il plot è poco originale e si allontana un po' troppo dalla mitologia della saga. Buona invece l'introduzione delle scelte multiple, che garantisce anche una buona rigiocabilità del titolo. Permangono alcuni problemi legati all'IA e al feedback dei colpi, ma complessivamente è un prodotto consigliato. Che l'Odissea abbia inizio!
PRO
  • Il mondo di gioco è incredibile
  • Kassandra è un'ottima protagonista
  • Meccaniche GDR affinate
  • Personalizzazione
  • Scelte multiple
CONTRO
  • Trama poco originale
  • Il feedback dei colpi non convince
  • Bilanciamento
  • IA nemica
  • "Il presente" è da rivedere
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
Vota tu
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Loading...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi