Assassin’s Creed: Origins – Recensione

Un ottimo punto di ripartenza.

Scritto il 01.11.2017
da Antonio Rodo

Dopo un periodo parecchio buio per la serie, durato circa 3 anni, i ragazzi di Ubisoft agendo nell’ombra come dei veri e propri assassini, lavorano ad un capitolo particolarmente ambizioso, che promette di risollevare le sorti della serie, rivoluzionando l’intero sistema di gioco. Con grande gioia posso finalmente dirvi che Assassin’s Creed Origins è uno dei capitoli più riusciti della saga. Al di là di qualche intoppo soprattutto per quanto riguarda la struttura delle quest secondarie, Origins Funziona alla grande, ed è pronto a stupire soprattutto i fan di lungo corso.

La nascita di un ordine..

Uno degli elementi più riusciti del prodotto è la narrazione. Stavolta vestiremo i panni del medjay Bayek, un uomo al servizio del popolo Egizio. Il protagonista, dopo un tragico evento cambia radicalmente carattere, diventa letale e spietato, e dà lì in avanti ha inizio una lunga storia di vendetta, ricca di bersagli da assassinare. Al nostro fianco c’è nostra moglie Aya, che sin dalle prime battute si rivela uno dei personaggi migliori della serie, superando persino Bayek.

Vi dicevo che si tratta ancora una volta di una storia di vendetta, dico ancora, perché la serie oramai ci ha abituato a storie simili, ma se pensate che la trama del medjay Bayek sia il solito banale racconto di vendetta, dovete ricredervi. Infatti grazie ai due protagonisti, assolutamente ben caratterizzati, la Main quest spicca letteralmente il volo, impressionando continuamente il giocatore.

La protagonista indiscussa di questo capitolo è L’antico Egitto di fine 40 A.C, realizzato con la solita cura nella ricostruzione storica di ambienti e strutture. Non mancano neanche personaggi storici del calibro di Cleopatra e Giulio Cesare, infilati nel racconto in modo impeccabile.

Quella di Assassin’s Creed Origins, come ci suggerisce il titolo è una storia di origini, vivremo infatti la nascita di due gruppi, che negli anni avvenire conosceremo come templari e assassini.

Stavolta a differenza di Unity e Syndacate, sono presenti delle sezioni fuori dall’animus. Ci tengo a precisare che esse rappresentano la parte più debole della produzione, se vi aspettavate una trama come i primissimi capitoli, che vedevano come protagonista Desmond Miles rimarrete molto delusi. Comunque una volta fuori dall’animus vestirete i panni di Layla, una ragazza incaricata dall’Abstergo di rivivere i ricordi di Bayek. Apprezziamo lo sforzo compito dagli sviluppatori nel volerci offrire un prodotto completo, ma come detto pur rappresentando un passo in avanti se paragonato agli scorsi due capitoli, il presente andrebbe completamente rivisto.

I ragazzi di Ubisoft hanno fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda la scrittura delle quest, rivaleggiando persino con The Witcher 3, Infatti stavolta ci ritroveremo a completare delle vere e proprie storie secondarie, che tra l’altro si intrecciano alla perfezione con la trama pricipale, fornendo dunque al giocatore un quadro più completo. Anche nella sceneggiatura i passi in avanti sono significativi, soprattutto nei dialoghi tra Bayek e Aya. La coppia funziona molto bene e il loro amore è raccontato con una credibilità che lascia a bocca aperta.

 

Agiamo nell’ombra per servire la luce, siamo assassini!

Gli sviluppatori oltre a raccontarci una storia coinvolgente e ben scritta, si sono concentrati anche sul gameplay, elemento che richiedeva indubbiamente uno sforzo maggiore. Mettiamo subito le cose in chiaro, Assassin’s Creed è cambiato, prima di approcciarvi a questo titolo, eliminate qualsiasi ricordo del vecchio sistema di combattimento.

In Origins avrete a che fare con un Combat System completamente riscritto, molto più vicino a The Witcher 3. Come sempre gli approcci al combattimento sono due: lo stealth e il melee.

Lo stealth, rispetto al passato è un approccio parecchio complicato pur avendo parecchi strumenti a disposizione, come per esempio i pugnali soporiferi o l’arco. Gli sviluppatori hanno fatto il possibile per limitare l’uso dei gadget, infatti persino l’uccisione istantanea alle spalle, tal volte non eliminerà il bersaglio, questo perché Origins è un gioco con delle meccaniche RPG, e quindi ogni nemico possiede un proprio livello, esso se sarà superiore al vostro vi causerà grossi guai, e come vi dicevo pocanzi, nemmeno con la lama celata alle spalle o persino con un colpo alla testa riuscirete a far fuori istantaneamente un nemico. A facilitarci le cose ci pensa l’aquila Senu, che è possibile controllare premendo la croce direzionale verso l’alto. Un po’ accadeva con il gufo di Far Cry Primal, Senu ci permette di studiare e osservare l’ambiente prima di un attacco, tra l’altro se sbloccate un’abilità in particolare, potrete persino distrarre in volo i nemici ed eliminarli indisturbati con Bayek. Infine man mano che sincronizzate i vari punti di osservazione, aumenterete il campo visivo dell’aquila.

La parte melee invece stavolta ci regala grosse soddisfazioni, scordatevi i combattimenti a turni dei primi capitoli o il free-flow system di Syndicate, stavolta vi sarà richiesta una maggiore attenzione, dovrete osservare le routine d’attacco del nemico.

Avrete a disposizione un sistema di lock, non molto preciso negli ambienti al chiuso ma comunque in grado di svolgere il suo compito. Nella mano sinistra è possibile equipaggiare uno scudo mentre impugniamo un’arma nella mano destra o potremo impugnare due armi contemporaneamente e sferrare degli attacchi rapidissimi. Colpendo i nemici accumuleremo punti adrenalina in una barra apposita, che una volta riempita ci permetterà di eseguire una “super” che varierà a seconda del tipo di arma in dotazione.

Sostanzialmente il sistema di combattimento si divide in: attacchi rapidi e pesanti. I primi sono molto utili contro gli avversari privi di scudo e senza corazza, mentre invece gli attacchi pesanti servono per rompere la guardia dei nemici. Vi è anche la possibilità di combattere in acqua e cavallo, in modo ovviamente molto limitato. Infine sono anche presenti delle sezioni a bordo di una nave, in pieno stile Black Flag, trattandosi dello stesso Creative Director c’era da aspettarselo.

Anche in Assassin’s Creed Origins è presente l’albero delle abilità, questa volta però si tratta di un elemento fondamentale, quindi vi consiglio di distribuire con cura i vari punti abilità. Le abilità presenti sono in grado di ampliare le possibilità offerte nel gameplay, per esempio potete sbloccare il contrattacco per lo scudo, la possibilità di meditare per far avanzare il tempo o infine un attacco dall’alto con l’arma.

 

Problemi

Uno dei problemi più grossi è la sua struttura da gioco di ruolo, mi spiego meglio. Ogni quest, sia primaria che secondaria ha un livello suggerito, non vi consiglio di affrontare le missioni quando siete due o tre livelli sotto quello suggerito, perché gli incarichi saranno quasi impossibili da portare a termine. Ma dunque qual è il problema? Il problema è che le missioni della trama principale saranno sempre almeno tre livelli sopra il vostro, ciò tende a spezzare molto il ritmo, vi ritroverete a completare moltissime quest secondarie per livellare e finalmente affrontare le primarie.

Un altro problema è l’intelligenza artificiale dei nemici, notevolmente migliorata nella gestione delle allerte ma ancora parecchio deficitaria nelle routine d’attacco, si limitano ad agire nella loro zona circoscritta, dunque hanno un aggro molto limitato. Infine l’ultimo problema riguarda la struttura delle quest secondarie, nel senso che si ripetono un po’ troppo tra di loro, nel novanta percento dei casi dovete investigare nel punto A e far fuori tutti nel punto B.

 

Longevità e Varietà

L’Egitto di Origins è ricchissimo di cose da fare e da scoprire, oltre alle quest secondarie sono presenti anche delle tombe, che però purtroppo sono molto semplici da portare a termine, avrei gradito degli enigmi ambientali da affrontare prima di arrivare al sarcofago, invece il tutto risulta molto semplice, sono più difficili da trovare che da completare.

Tra le attività secondarie più rilevanti ci sono le arene, che vi permettono di affrontare dei boss unici e di far pratica col nuovo sistema di combattimento. Inoltre all’interno dell’arena è possibile sfruttare l’ambiente per avere la meglio sui nemici, veramente un peccato che ciò non accade anche al di fuori dell’arena, avrebbe dato al combat system ancora più varietà.

La longevità si attesta su ottimi livelli, solo per portare a termine la main quest vi saranno richieste almeno venticinque ore di gioco, anche perché come detto, bisognerà avanzare di livello e potenziare il personaggio per progredire nella storia.

Un altro elemento importante è la progressione del nostro personaggio, oltre a salire di livello, dobbiamo preoccuparci anche di migliorare il nostro armamento, tramite un banalissimo sistema di crafting avremmo modo di migliorare la corazza o gli avambracci, per fare più danni ai nostri nemici e per incassare più colpi. Infine dal fabbro potete acquistare munizioni e armi o potenziare le vostre vecchie armi per adattarle al livello attuale di Bayek.

 

Grafica e sonoro

Il gioco tecnicamente ha un impatto notevole, l’ambientazione e molto curata e la realizzazione di costumi e armi e di pregevolissima fattura. Purtroppo però non mancano texture in bassa risoluzione e cali di frame rate. Durante le sequenze filmate, il gioco talvolta raggiunge anche i 20 FPS. Il titolo su PS4 PRO varia dai 1350p ai 1584p senza checkerboarding, mentre su PlayStation 4 il gioco viene renderizzato quasi sempre a 1080p e su Xbox One si passa invece dai 792p ai 900p.

L’accompagnamento sonoro di Assassin’s Creed Origins ci ha lasciati letteralmente a bocca aperta, le musiche riescono persino a creare patos durante le scene, e accompagnano molto bene le sezioni di combattimento ed esplorazione. Infine il doppiaggio italiano, non incluso sul disco di gioco, ma scaricabile dallo store, si attesta su ottimi livelli, menzione d’onore per Aya e Bayek.

 

Assassin’s Creed Origins è il rilancio di una delle serie più amate e discusse del mondo dei videogiochi. I ragazzi di Ubisoft dopo aver attraversato un lungo periodo piuttosto buio, sono riuscite a rimettere in carreggiata il brand degli assassini, riscrivendo gran parte della formula ludica del prodotto. Origins è un titolo che ad un primo impatto può non piacere, proprio perché si distacca molto dai suoi predecessori, ma man mano che si avanza, il gioco saprà farsi riconoscere, e vi stupirà dimostrandovi che pur avendo cambiato parecchie cose, il brand non è stato assolutamente snaturato. Un titolo assolutamente consigliato, ai fan della serie, ma anche a chi è semplicemente alla ricerca di un mondo bello e ricco di cose da fare.

Valutazione di TopGamer
Assassin's Creed Origins getta le basi per il futuro della serie, che si prospetta essere parecchio roseo. Un mondo immenso, affascinante e coinvolgente e ciò che vi attende, un punto di ripartenza assolutamente riuscito
PRO
  • Ricostruzione di ambienti e costumi
  • Doppiaggio italiano e sonoro
  • Combat system valido...
  • Trama principale
CONTRO
  • ...ma necessitava di qualche rifinitura extra
  • Intelligenza artificiale
  • Quest secondarie obbligatorie per proseguire
9/10
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