Asterix & Obelix XXL 3: The Crystal Menhir – Recensione

Asterix & Obelix sbarcano su console di nuova generazione con un capitolo tutto nuovo. Scopriamolo nella nostra recensione.

Scritto il 16.01.2020
da Gennaro Schiavelli
Asterix

Asterix & Obelix è un fumetto nato dalla mente di René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni), pubblicato per la prima volta nell’ormai lontano 1959 sulla rivista francese Pilote. Difficile quindi che qualcuno non riconosca lo strambo duo che nel tempo, oltre a diverse trasposizioni videoludiche, ha visto prendere vita anche sul grande schermo grazie a film d’ animazione e pellicole con attori in carne ed ossa (come ad esempio il nostro Roberto Begnigni nel film: Asterix Obelix contro Cesare).

Un’opera che narra la storia di un piccolo villaggio sito in Armorica (antico nome della Bretagna), nel 50 A.C. al tempo di Giulio Cesare, e dove Asterix e il suo amico Obelix insieme a tutti gli altri abitanti del villaggio, si ostinano a resistere all’invasione romana. Un’invasione respinta a più riprese dagli stessi grazie all’uso di una pozione magica creata dal druido Paronamix, capace di rendere invincibili se bevuta, eccezion fatta per Obelix. La fidata spalla del protagonista, infatti, cadendo dentro il calderone (in tenerà età) contenente il liquido della pozione, ha acquisito quella forza sovrumana in modo permanente. Su queste basi e su un background oramai più che consolidato dal tempo prende dunque vita questa nuova trasposizione videoludica. Sarà in grado di rendere onore e merito agli orgogliosi e temerari Gallesi? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.

Panoramix, indicaci la via

Chiariamo sin da subito che la trama non ha nulla a che vedere con quella vista nei fumetti o nel cartone animato, ma differisce completamente da quanto ammirato sinora in questi ultimi (seppur posi le basi su una formula consolidata come accennato poc’anzi). Non ci è parsa nemmeno una trama epica o indimenticabile capace magari di proporre spunti o guizzi interessanti, ad onor del vero, quanto piuttosto il solito pretesto per far sì che il gioco prenda forma.

Vi sono spunti narrativi e momenti divertenti che non farete fatica a riconoscere, perfettamente in linea con l’umorismo di questa serie, ma perlopiù resta quella sensazione di occasione sprecata, quantomeno da questo punto di vista. Il druido Panoramix scopre infatti che una sua cara amica (sacerdotessa) di vecchia data è stata rapita dai romani allo scopo di ottenere un antico artefatto che ha le sembianze di un Menhir di cristallo, capace di donare poteri inimmaginabili. Liberarla dalle grinfie dei romani sarà dunque compito di Asterix, Obelix e del loro fidato amico a quattro zampe, Fidelix: partiranno per un lungo viaggio intercontinentale suddiviso in sei capitoli, visitando luoghi come ad esempio Roma e l’isola di Creta.

Il gameplay di Asterix & Obelix XXL 3

Ciascuno dei sei capitoli (corrispondenti a sei ambientazioni differenti) sarà liberamente esplorabile, anche grazie alla visuale a volo d’uccello adottata per l’occasione. L’impostazione tipica dell’opera ad un primo sguardo potrebbe apparire simile a quella di GDR in stile Diablo o ad un hack’n slash come l’ultimo Darksiders: Genesis (qui la nostra recensione), ma a conti fatti altro non è che un classico picchiaduro a scorrimento e non vanta certo la profondità ludica di questi ultimi; il perché è presto detto. Complice una difficoltà che non fa mai davvero nulla per mettervi addosso quel minimo di tensione (che tanto servirebbe a rendere gli scontri più appaganti), il tutto si ridurrà a premere ripetutamente gli appositi pulsanti degli attacchi leggeri e pesanti senza curarsi troppo di come e quando farlo. Purtroppo, e con le dovute differenze, XXL 3 si avvicina veramente molto alla formula tipica dei musou giapponesi, portandosi dietro quella ripetitività di fondo da cui gli stessi sono afflitti (eccezion fatta per alcuni rari casi).

Seppur provi a differenziarsi grazie all’introduzione di alcune tecniche attivabili tramite i tasti dorsali e vi sia la possibilità di switchare i due protagonisti in qualsivoglia momento, tutto questo insieme di cose non dona al giocatore (a nostro modo di vedere), il giusto feedback e quella voglia di proseguire l’avventura incondizionatamente. C’è da dire, però, che se affrontata in compagnia di un amico, quest’ultima assume un peso e un sapore diverso, riuscendo a divertire molto più che se approcciata in singolo. Per buona parte del gioco, infatti, la vostra priorità sarà quella di recuperare tre pietre da inserire nel Menhir di Cristallo (quella grossa pietra che Obelix porta con estrema naturalezza sulle proprie spalle), ciascuna delle quali doterà la stessa di un potere magico diverso. Il manufatto potrà quindi diventare di ghiaccio, fuoco o addirittura magnetico. Questo aprirà sì nuovi approcci al combattimento, ma perlopiù tornerà utile per la risoluzione di alcuni enigmi ambientali come l’accensione di alcuni bracieri, l’attivazione di interruttori e così via. Collaborare sarà dunque fondamentale ed è proprio in casi come questi che giocare il titolo in compagnia di un amico darà a tutta la componente ludica una bella marcia in più.

All’interno di ciascuna ambientazione vi saranno anche degli accampamenti romani che potrete (e dovrete se vi sentite veri Galli) distruggere. Una volta fatto riceverete un punteggio che corrisponderà ad un determinato quantitativo di elmi romani e che vi serviranno come valuta di scambio per potenziarvi presso il mercante Grandimais. Potrete acquistare nuove tecniche ed oggetti volti ad aiutarvi nella vostra intrepida avventura, che poi così intrepida purtroppo non è.

Grafica e sonoro, son oro

Come dicevamo nel paragrafo precedente, Asterix & Obelix XXL 3 vanta una visuale a volo d’uccello che mette in risalto tutta la peculiarità e la differenza che c’è tra uno scenario e l’altro. Si passa dalle foreste lussureggianti della Gallia alle fredde terre ghiacciate di Thule con molta naturalezza, anche grazie all’imbarcazione dello stesso mercante che vi consentirà di navigare da un posto all’altro. La palette di colori utilizzata per ciascuna delle sei regioni è ben sfruttata e richiama sempre quanto visto nel cartone animato e nelle tavole da disegno, seppur tecnicamente il titolo non brilli, limitandosi a fare il minimo indispensabile.

Giocato su PlayStation 4 Pro (grazie al codice review) si notano infatti diverse incertezze tecniche ed anche alcuni lievi cali di frame nelle fasi più concitate o in prossimità di fonti di luce. Le texture non sono sempre nitide e presentano alcune sbavature, specie negli elementi che la visuale mette in primo piano durante le inquadrature. Buona invece la modellazione dei personaggi principali, un po’ meno le loro animazioni: spesso ci sono sembrati pattinare piuttosto che camminare o correre, così come il feedback dei loro schiaffi e dei loro pugni non risulta essere sempre preciso e puntuale. I nemici hanno poi tutti le stesse fattezze, limitandosi a differenziarsi solo per via del loro “grado”. Per carità, anche nei fumetti era più o meno così, ma apportare qualche altra piccola variante nella fisionomia dei soldati romani non avrebbe di certo guastato.

Buono il sonoro che quantomeno prova a riproporre qualche traccia già ascoltata in passato (seppur in un paio di occasioni ci è sembrato non avere mordente o mal implementata nel contesto), al pari però di quei momenti morti dediti all’esplorazione, dove la musica scompare per un po’ lasciando spazio ad un silenzio di fondo francamente evitabile. Buono pure il doppiaggio in italiano, il quale tenta di emulare le voci già ascoltate nel cartone riuscendoci per larga parte, ma scivolando a volte in un’interpretazione poco naturale ed enfatizzante.

Asterix & Obelix

Considerazioni finali su Asterix & Obelix XXL 3

Se siete arrivati a leggere sin qui, un motivo ci sarà, no? Forse, come noi, siete estimatori del mitico fumetto franco-belga, o forse eravate solo curiosi di sapere le nostre considerazioni a riguardo. Ebbene, diciamocelo apertamente: Asterix & Obelix XXL 3 non è propriamente ciò che ci aspettavamo dalla coppia gallese per eccellenza e per certi versi rappresenta anche un passo indietro rispetto al suo predecessore. Ciò che ci ha spinto a continuare l’avventura però è il divertimento di cui il titolo si avvale se approcciato in modalità multiplayer. Complice anche una disarmante facilità di fondo, infatti, siamo riusciti a giocarlo anche con chi non è proprio avvezzo ai videogiochi, mostrando così il fianco a momenti di pura ilarità.

Peccato per tutte quelle piccole ingenuità che forse, con un po’ di tempo in più a disposizione o con un budget leggermente maggiore, avrebbero potuto essere quantomeno limate. Chi vi scrive, d’altronde, è colui che non dimenticherà mai le giornate passate in sala giochi, a suon di gettoni, davanti al cabinato di Asterix (titolo del 1992 sviluppato da Konami) e che ancora oggi resta la miglior trasposizione videoludica basata sul fumetto di Asterix & Obelix. A malincuore si è dimostrato un prodotto sufficiente o poco più, ma speriamo possa vantare un eventuale seguito all’altezza del nome di questa fantastica serie.

Valutazione di TopGamer
Asterix & Obelix XXL 3: The Crystal Menhir si è rivelato un titolo pieno di buone intenzioni, ma incapace di riuscire ad applicarle. Ad una veste grafica gradevole e ad un doppiaggio tutto sommato buono, unisce una componente ludica che diverte se giocata in multiplayer, ma che annoia se affrontata in singolo, complice anche la facilità disarmante del titolo. Un prodotto che nell'intento di munirsi di una propria identità e profondità, si è perso in tante piccolezze. Adatto ai più piccoli e a chi non è avvezzo ai videogame, certo, ma non quello che ci saremmo aspettati dal ritorno del fantastico duo gallese.
PRO
  • Divertente se giocato in multiplayer...
  • Graficamente fedele alla serie...
  • Buon doppiaggio italiano...
CONTRO
  • ... ripetitivo e noioso in single player
  • ... seppur presenti diverse sbavature tecniche
  • ... non sempre enfatizzato a dovere
6.5/10
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