Blacksad: Under The Skin – Recensione

Blacksad: Under The Skin è il videogioco basato sull'omonima serie a fumetti partorito dalla mente di Juan Diaz Canalez e Juanjo Guarnido. Vi sentite pronti a calarvi nei panni del detective privato John e svelare i numerosi misteri presenti in questa nuova avventura?

Scritto il 14.11.2019
da Gennaro Schiavelli

“Mi sentivo avvolto in un’atmosfera viziata dall’odio, dalla vendetta e dalla corruzione… Ormai ero condannato a quel mondo: una giungla dove il grande divora il piccolo e dove gli uomini si comportano come animali. Mi ero avviato su una strada che correva lungo il lato oscuro della vita… E la percorro ancora”

Per alcuni forse questa frase non vorrà dire nulla, per altri invece non potrà far altro che riportare alla mente lo splendido Blacksad, fumetto partorito dalla mente di Juan Diaz Canalez e Juanjo Guarnido (autore dei testi il primo e disegnatore il secondo), che hanno visto la loro opera venire pubblicata dall’editore francese Dargaud nell’ormai lontano 2000. Suddivisa inizialmente in cinque albi e poi ristampata in una riedizione in versione integrale, Blacksad racconta la storia del detective privato John Blacksad in un’atmosfera dai tratti tipicamente noir.

Le vicende sono ambientate negli Stati Uniti a ridosso degli anni ’50, e tutti i personaggi vengono raffigurati con le sembianze di animali antropomorfi, ricercando – attraverso il disegno degli stessi – quella che è la loro personalità. Le vignette richiamano spesso quell’atmosfera cupa e misteriosa vista già in alcune note pellicole e, nonostante le sembianze animalesche dei protagonisti, lo scenario dipinto dagli autori risulta sempre credibile, sorretto ancor di più da tematiche attuali come omicidi, droga e prostituzione. Non un fumetto per tutti, quindi, bensì qualcosa di più maturo che, grazie all’accrescersi della sua popolarità ha finalmente visto nascere (con colpevole ritardo) una sua naturale trasposizione videoludica. Dopo alcuni rinvii che ne hanno ritardato l’arrivo sul mercato, MicroidsPendulo Studio e i ragazzi di YS Interactive ci riportano quindi nel mondo complesso e problematico del detective John. Come ne verrà fuori questa volta l’enorme gattone nero? Sarà stata un’avventura graffiante in linea con le precedenti? Non vi resta che scoprirlo nella nostra recensione.

Blacksad: Under The Skin

A different story

Chiariamo subito il primo dubbio che potrebbe sorgere leggendo quanto scritto poc’anzi: sì, Blacksad: Under The Skin può essere fruito anche dai neofiti e non solo dai fan. La storia è completamente slegata dalle vicende principali che vengono affrontate nel fumetto. Tuttavia, per comprendere al meglio alcuni rimandi e citazioni, così come la provenienza di alcuni personaggi chiave con cui il nostro detective interagirà, potrebbe essere necessario documentarsi arricchendo difatti quello che è il proprio background. I personaggi noti e già visti in passato sono tanti, e tutti hanno uno scopo ben preciso: aiutare o depistare il nostro caro detective John.

Ad ogni modo, come dicevamo, le vicende narrate nell’opera sono completamente inedite e vantano un racconto che si attesta intorno ad una media di circa dieci ore (il giusto, ci verrebbe da dire), necessarie per completare una storia che parte lenta e che decolla verso le sue battute finali. Sonia Dunn (la nostra nuova cliente con le sembianze da lince) è appena rimasta orfana del padre, proprietario di una palestra ed ex pugile con la passione per il saxofono, si è tolto la vita (o così sembra), lasciando in eredità alla figlia una scia di debiti e problemi da affrontare. Quali saranno state le motivazioni che lo hanno spinto ad un tale gesto? Ma soprattutto, si è trattato davvero di un gesto disperato che lo ha spinto al suicidio? Chiaramente starà a voi scoprirlo e noi non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa.

Blacksad il gioco

John, ti vedo un po’ rigido

Per chi non lo avesse ancora compreso, Blacksad: Under The Skin è un gioco che presenta le stesse meccaniche viste in alcuni titoli targati TellTale e Dontnod. Quelli comunemente chiamati avventure dinamiche, un genere derivato palesemente dalle più classiche avventure grafiche (o punta e clicca che dir si voglia). Avremo quindi la presenza di QTE (quick time event), domande a risposta multipla, esplorazione ed interazione ambientale. Nulla di nuovo sotto il sole, chiaramente, piuttosto una base ludica che ben si sposa con le fasi investigative ed esplorative del titolo e che riprende molto da vicino quanto ammirato già nel fumetto.

Purtroppo non tutto funziona come dovrebbe, complice una struttura che a più riprese ci ha dato come l’impressione di essere stata soltanto abbozzata e mai realmente rifinita (nonostante il tempo extra concesso a Pendulo Studio e ai ragazzi di YS Interactive). La sensazione è che pur vantando una sceneggiatura a tratti piuttosto interessante, si pone lenta al videogiocatore amalgamando in malo modo tutte quelle che sono le proprie meccaniche. Troppi i tempi morti e le battute d’arresto in cui anche il solo semplice camminare (non si può correre) per i vari scenari può portare alla frustrazione; vi capiterà infatti di restare incastrati in alcune parti dello scenario, anche dopo che avrete preso dimestichezza con un sistema di controllo francamente datato e rivedibile (vi ricordate il primo Devil May Cry, Resident Evil o Parasite Eve?).

Anche i QTE, seppur in misura ridotta a quanto inizialmente preventivato, non sono sempre ben contestualizzati e riflettono alcune incertezze del motore grafico – su cui torneremo in seguitoin modo piuttosto marcato. Le domande a risposta multipla con conseguenti scelte morali che vanno ad influenzare alcuni avvenimenti nella trama (non tutte chiaramente), come ad esempio telefonare ad alcuni personaggi per informarli o meno delle vostre indagini, fanno sì che il giocatore riesca ad immedesimarsi in un contesto che ha molto da dire, spingendolo a scoprire indizi che possono essere inseguiti anche in un secondo momento, e non tramite un metodo unico e lineare. Infine, i sensi felini come l’olfatto o la vista, ad esempio, potranno tornarvi utili per scovare tracce nascoste all’interno di uno scenario o più semplicemente per vedere John incamminarsi sul viale dei ricordi, attraverso quelli che sono i suoi più reconditi pensieri. Tutte piccolezze che aiutano a mantenere vivo l’interesse di chi gioca, chiaramente, ma che ad onor del vero potevano e dovevano essere meglio implementate.

Blacksad: Under the Skin - screenshot

Le incertezze tecniche di Blacksad: Under The Skin

Blacksad: Under The Skin alterna cose buone a cose venute fuori piuttosto male. Al netto di quelle che sono animazioni legnose ed inquadrature non sempre perfette, il gioco (seppur giocato su un PC prestante grazie ad un codice review) presenta diverse problematiche legate al frame rate, texture, stuttering e glitch vari. Ci è parso evidente sin da subito che questo tipo di lavoro avrebbe necessitato di ancor più tempo rispetto a quanto previsto, ma essendo già dannatamente in ritardo e avendo sicuramente una tabella di marcia da rispettare, non sappiamo quanto tutto ciò possa aver effettivamente inciso in casa Pendulo Studio e YS Interactive. Il titolo per larghi tratti appare vecchio, di una generazione fa almeno, e solo in alcuni scorci e in alcuni tagli registici si nota (eccome) la volontà da parte degli sviluppatori di voler osare. Forse solo un budget ridotto rispetto ad altre produzioni gli ha impedito di riuscirci. Peccato, perché le espressioni facciali dei protagonisti, l’atmosfera e tutto ciò che concerne il background originale visto nel fumetto, danno di per sé una spinta considerevole al prodotto, anche in virtù di un comparto tecnico che avrebbe potuto raffigurare meglio le fattezze dei personaggi e farli sembrare meno “plastici”.

Le voci, invece, ci sono parse azzeccatissime e come ce le immaginavamo mentre leggevamo il fumetto, con un John dalla voce rauca, capace di rispecchiarne perfettamente quella che è la sua identità felina. E che dire delle musiche? Semplicemente eccezionali, specie per chi come il sottoscritto ama la black music e l’anima jazz da ghetto, che permeava le strade statunitensi negli anni ’50. Un continuo farsi strada tra lo smog, la depravazione e l’odio razziale che grazie alle melodie di un sax hanno preso voce e urlato il proprio malessere; una voce per l’anima, dall’anima. Resta qualche tempo morto nell’istante in cui la musica finisce, concedendosi alcune pause senza senso, salvo poi ripartire subito dopo attraverso passaggi quasi innaturali (stonati verrebbe da dire), e che ci sono sembrati l’ennesimo problema tecnico con cui gli sviluppatori han dovuto fare i conti in sede di sviluppo. Poco male, il risultato generale è comunque godibile e non è sbagliato dire che la soundtrack anche da sola, avrebbe contribuito a mantenere vivo l’interesse sul gioco per tutta la sua durata.

John Blacksad

Le considerazioni finali su Blacksad: Under The Skin

I fan attendevano da tempo un titolo dedicato al noto gatto nero dei fumetti, questo è innegabile, perciò dispiace costatare come Under The Skin sia un prodotto pieno di “vorrei ma non posso”. Dopo l’ennesimo rinvio che da fine 2018 lo ha visto posticipato a fine 2019, ci saremmo onestamente aspettati qualcosa in più da MicroidsPendulo Studio e YS Interactive. Per carità, l’impegno c’è e si vede, anche nel voler provare in qualche modo a svecchiare una formula abusata con alcune trovate carine; purtroppo, complice forse anche il budget risicato messo a disposizione degli sviluppatori, ne è venuto fuori un gioco altalenante.

Ci sono momenti in cui si percepisce la volontà di osare, questo è evidente, ma toccherà ricredervi quando vedrete emergere problemi tecnici di varia natura che minano non poco l’esperienza. Diciamo che se sarete bravi a superare le prime due o tre ore (piuttosto lente e tediose) e a familiarizzare con i comandi, il resto dell’avventura scorrerà tranquillamente, specie perché sorretto da un plot narrativo comunque interessante, e da musiche dal grande impatto emotivo.

C’è sicuramente molto di più “sotto la pelle” del gatto ideato da Juan Diaz Canalez e Juanjo Guarnido e se saprete portare pazienza, a fine corsa ne uscirete comunque soddisfatti. Certo, in giro si trovano avventure dinamiche di una caratura diversa e ben più economiche, visto comunque qual è il prezzo di lancio del titolo, ma chissà, magari in un periodo di stanca e vogliosi di provare qualcosa di differente dai soliti titoli blasonati, Blacksad: Under The Skin potrebbe fare al caso vostro. Noi, avendo comunque messo a nudo le criticità e tenendo in considerazione lo sviluppo travagliato a cui è andato incontro, ci sentiamo comunque di premiarlo per il suo coraggio, consapevoli del fatto che per i fan sarà un titolo comunque da non perdere. Per tutti gli altri, invece, sarà una semplice alternativa da tenere in considerazione. Chissà, magari nei prossimi mesi verranno rilasciate delle patch correttive in grado di limare una buona parte dei difetti ora presenti; e allora si che lo spartito cambierebbe.

Valutazione di TopGamer
Pendulo Studio e i ragazzi di YS Interactive ce l'hanno messa tutta per portare su schermo quella che è l'atmosfera vista nel fumetto di Blacksad; a tratti riuscendoci pienamente. Un nuovo plot narrativo, un ottimo doppiaggio e delle musiche di grande impatto non bastano a mascherare una struttura ludica datata, afflitta da numerose problematiche e da un'amalgama di situazioni non perfettamente riuscite. Il gioco parte lento e, complice i numerosi problemi tecnici, potrebbe stancare immediatamente. Tuttavia, superata questa prima fase piuttosto tediosa e solo dopo aver familiarizzato con i comandi, Blacksad: Under The Skin potrebbe comunque lasciarvi soddisfatti, specie se siete dei fan del gattone nero.

Un titolo non per tutti, che forse con una maggiore cura e rifinitura (che potrebbe comunque arrivare successivamente grazie a delle apposite patch) poteva sicuramente dire di più. Inutile negarlo, di avventure dinamiche in giro se ne trovano di meglio ed anche a prezzi piuttosto ridotti. Il nostro consiglio è comunque quello di tenerlo in considerazione e chissà, magari una volta che sarà calato di prezzo e saranno state sistemate alcune problematiche, potrebbe rappresentare una gradita scoperta.
PRO
  • Un nuovo ed interessante plot narrativo
  • Stesse atmosfere del fumetto
  • OST di grande impatto
  • Buona longevità
CONTRO
  • Graficamente di una generazione fa
  • Diversi problemi nella struttura ludica
  • Numerosi problemi tecnici
  • Animazioni legnose
6.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
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