Blasphemous – Recensione

Blasphemous è l'ultima fatica del team di sviluppo The Game Kitchen. Dopo la prova alla Gamescom, ecco il nostro verdetto in sede di recensione

Scritto il 09.09.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca
Blasphemous - Recensione

Et cessabit fortes et virtutis Dei

Durante la prova alla Gamescom, l’ultima fatica targata The Game Kitchen ci aveva fatto una notevole impressione. Si tratta di un titolo indie dalle forti influenze metroidvania e souls-like, caratterizzato da un’estetica ed uno stile artistico di gran rilievo. Blasphemous basa tutta la sua esperienza sull’esplorazione, raccontandoci passo dopo passo una storia inizialmente criptica, ma che diventa sempre più chiara proseguendo in quest’avventura nella quale redimersi dai propri peccati. Non sappiamo chi siamo (o perlomeno a non saperlo è colui che gioca), né tantomeno quali siano le terribili macchie del nostro oscuro passato. Eppure il personaggio da noi interpretato pare sia colpevole di qualcosa di grosso e condannato ad un crudele destino. Riconosciuto da tutti come Il Penitente. ultimo sopravvissuto della congrega denominata “La Pena Silenziosa“, puniti e gettati nell’abisso de “L’Eterno Dolore“.

Il contesto storico, l’ambientazione, la lore e tutto ciò che fa da cornice alla narrativa di Blasphemous pianta le sue radici in tematiche dallo sfondo religioso, con la presenza di alcuni elementi ripresi dal latino. Considerando lo stile cruento, brutale, il character design e la direzione artistica intrapresa, potremmo classificare il gioco come un dark fantasy (per certi versi medievale). Andiamo dunque a vedere nel dettaglio il lavoro svolto da The Game Kitchen e scopriamo insieme se vale la pena tenerlo in considerazione.

Blasphemous Requiem Aeternam

Paenitentia et Infernum

Ambientato a Orthodoxia, Blasphemous si colloca durante l’Era della Corruzione. L’Alto Pontefice, disgustato dai fedeli sempre meno devoti dinanzi al suo cospetto e alla religione sempre più contorta, decide di sedersi sul trono dorato all’interno della Cattedrale, restando fermo, immobile. Col passare degli anni iniziarono ad emergere secchi rami morenti dalle estremità delle sue dita, trasformandosi via via in un grande albero avvizzito, bruciando per novanta giorni e novanta notti, diventando così un’enorme montagna di cenere. Il trono rimase così incustodito e i fedeli della chiesa provarono ad arrampicarsi sul cumulo di cenere formatosi per raggiungerlo e assumere il comando, bramosi di potere. Fu così che lo stesso monte di polvere inghiottì ogni anima presente nella cattedrale, tramutandosi in bestie feroci e orribili, assetate di sangue, ma con la devozione alla fede inalterata.

Questo è a grandi linea il contesto narrativo che fa da sfondo alle vicende di Blasphemous e vede la figura de Il Penitente chiamata ad affrontare il male venutosi a creare con la formazione dell’Albero. Un modo, questo, di estromettere i propri peccati. La narrativa in Blasphemous gioca quindi un ruolo fondamentale e ogni tassello del suo mondo ci racconta frammenti di storia, grazie ad una lore ben delineata, nel pieno stile Dark Souls, potremmo azzardare. Abbiamo trovato la profondità dell’opera e le tematiche affrontate di ottima caratura, trainanti per la fruizione del titolo. Un elemento che va ad arricchire senza dubbio un prodotto di per sé già avvincente per gameplay ed offerta ludica. Questo perché Blasphemous riesce con semplicità a incuriosire il giocatore che, ignaro di tutto ciò che lo circonda, vuole e deve sapere l’origine degli avvenimenti, i peccati che hanno condannato il protagonista e tutto quello che riguarda Orthodoxia.

Blasphemous screenshot

Vocat enim sanguis sanguinem

In Blasphemous sangue chiama sangue, il sistema di combattimento è galvanizzante, spingendo il giocatore a volerne sempre di più. Questo perché, come appurato anche dallo sviluppatore durante il nostro provato alla Gamescom, il gioco è realizzato pixel per pixel e frame per frame, quindi le animazioni risultano accurate in maniera maniacale, garantendo una fluidità pazzesca per un titolo in 2D. I movimenti de Il Penitente ma anche di tutti coloro che incontrerà durante il suo cammino sono animati con eleganza e maestria. La cura per il comparto tecnico dell’opera di conseguenza rende il combat system spettacolare, crudo, sanguinolento e spietato, donando soprattutto un feedback dei colpi semplicemente eccezionale. Pad alla mano si avverte la potenza di ogni colpo assestato ed è una vera e propria goduria a lungo andare, soprattutto quando potremo avvalerci di tecniche e skill avanzate.

Insomma, la produzione di The Game Kitchen non solo è solidissima a livello tecnico (raramente abbiamo intravisto qualche calo), ma è anche un gran bel vedere dal punto di vista estetico. Le ambientazioni che ci ritroveremo ad esplorare sono tutte sapientemente realizzate da un design impeccabile e da una colorazione efficace. La direzione artistica è molto ispirata ed enfatizza appieno il contesto religioso. Nella scena indie un dark fantasy di questa elevata caratura tecnica e stilistica difficilmente si è visto e questo non fa altro che avvalorare Blasphemous, il quale resta comunque un titolo di gran classe e spessore in termini prettamente qualitativi. Non da meno la colonna sonora, formata da brani molto classici e dalle note cupe che vanno a donare un’atmosfera dalle tinte malinconiche, quasi come a farci avvertire il flagello e la condanna de Il Penitente alla ricerca della redenzione. Un lavoro indubbiamente certosino che rende ancor più piacevole muoversi nella spietata Orthodoxia, morendo e rimorendo ancora e ancora.

Blasphemous entrata dungeon

Sciens quam ut moriatur

Ciò che caratterizza il cammino in Blasphemous è sicuramente la morte. Il titolo è infatti piuttosto difficile (o forse sarebbe meglio dire, impegnativo) e non saranno poche le volte in cui invocherete invano qualche Blasphemoustemmia. Morire e rimorire è una prerogativa dell’opera, ma senza far avvertire quasi mai quel senso di frustrazione che ormai pervade il panorama videoludico quando si parla dei souls-like e dello stesso Dark Souls di FromSoftware. Non si muore frequentemente per scelte infelici di programmazione, per nemici eccessivamente potenti e per colpe del game design. In Blasphemous, a parte per qualche rara sbavatura o situazione meglio gestibile, la morte è la conseguenza di disattenzione, poco impegno o di un errore fatale. Il titolo dà risalto maggiormente alla sfida e all’impegno. Non si avrà mai vita troppo facile durante l’avventura e sarà necessario sempre tenere gli occhi aperti per scamparla da ogni pericolo. L’unica critica che possiamo muovere a Blasphemous è che in alcuni passaggi non si riescono a vedere bene le piattaforme poste in basso, nel caso il giocatore voglia tornare indietro. Questo a causa di una telecamera che non riesce ad inquadrare tutto, nemmeno usando l’analogico destro. Tuttavia, si tratta di situazioni sporadiche che abbiamo riscontrato in alcuni passaggi del monte innevato e in pochissimi altri punti.

L’opera di The Game Kitchen si fa comunque forte di un level design imbastito a regola d’arte e di un’esplorazione sempre avvincente, che premia il giocatore: ovunque andrete, ci sarà sempre qualcosa di utile per il cammino de Il Penitente; che sia un potenziamento, un oggetto chiave o qualche collezionabile che va ad arricchire la lore del titolo (ogni oggetto ha un racconto e una descrizione che è possibile leggere nel menu). Oltre ad un combat system di ottimo livello e molto vicino alla scuola hack ‘n slash, con tanto di parata e contrattacco, in Blasphemous ritroviamo un sistema di potenziamenti, ma soprattutto di reliquie. Con esse cambia il modo in cui vediamo il mondo di gioco, dall’apparizione di elementi non presenti normalmente su schermo e che ci permettono di raggiungere piattaforme prima invalicabili, parlare con gli spiriti e molto altro ancora.

Il pellegrinaggio de Il Penitente garantisce quindi ore ed ore di divertimento. Forse l’avventura potrebbe risultare un pochino breve se non ci si dedica anche a tutte le attività secondarie e alla riesplorazione dei vari luoghi con skill e reliquie nuove. In ogni caso parliamo di un minimo di sette-otto ore (potrebbero variare in base alle abilità del giocatore) che vanno a moltiplicarsi con gli svariati extra. Considerando la bontà del titolo e la sua realizzazione tecnica meticolosa, pixel per pixel, frame per frame, si può comunque chiudere un occhio, anche perché Blasphemous non si pone l’obiettivo di essere un metroidvania complesso, lungo e dispersivo; prende solo in prestito la struttura del genere per offrire la sua esperienza. Essendo meno complesso e articolato, ritroviamo un map design ben gestito, situazioni di gioco notevoli, un buon platforming, molteplici ostacoli da sormontare, combattimenti sempre adrenalinici e una piacevole progressione in un’avventura affrontabile anche con una libertà piuttosto possente per un titolo dalle fondamenta narrativa. Blasphemous è insomma una gradita sorpresa e può coinvolgere diverse tipologie di videogiocatori al suo cospetto.

Blasphemous Ponte

Valutazione di TopGamer
The Game Kitchen ha fatto decisamente centro con Blasphemous. Un'opera appagante sotto tutti i punti di vista e che fa del suo comparto tecnico e stilistico un valore aggiunto nel gameplay, grazie ad una fluidità strepitosa che rende il combat system piacevolissimo e adrenalinico, dal feedback magnifico.

Quella di Blasphemous è un'esperienza variegata e molto ispirata che basa tutto su una forte progressione narrativa da scoprire tassello dopo tassello, proseguendo nel gioco e scovando elementi che ne vanno ad arricchire la lore della storia. Per alcuni potrebbe durare forse poco, ma meglio così che non un'esperienza ripetitiva e dall'eventuale backtracking ridondante.

Ritroviamo invece un ottimo ritmo e una progressione sempre efficace, grazie ad un tasso di esplorazione che premia sempre e comunque il fruitore dell'opera. A prescindere che vi piacciano o meno i metroidvania e i souls-like, Blasphemous è un titolo che vi consigliamo caldamente, in quanto sfrutta due tipologie di esperienze per dar vita ad una sua mirabolante visione.
PRO
  • Componente narrativa solida
  • Artisticamente straordinario
  • Fluidità e animazioni eccezionali
  • Buon ritmo e progressione
  • Combat system e feedback dei colpi
  • Esplorazione appagante
CONTRO
  • Qualche calo sporadico in rarissime occasioni
  • Alcuni passaggi gestiti non benissimo
  • Durata che potrebbe non deliziare tutti
  • Pochi boss
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
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