Bloodborne – recensione del fumetto

Titan Comics, editore che forse non sarà conosciutissimo come DC Comics e Marvel, ha portato alla luce numerosi fumetti basati su licenze originali, come Star Trek e The Walking Dead, l’ultimo dei quali si è trasformato in un vero e proprio successo mediatico, anche e soprattutto grazie alla serie tv che ha reso vivi (o […]

Scritto il 23.02.2018
da Simone S. Marcocchi


Titan Comics, editore che forse non sarà conosciutissimo come DC Comics e Marvel, ha portato alla luce numerosi fumetti basati su licenze originali, come Star Trek e The Walking Dead, l’ultimo dei quali si è trasformato in un vero e proprio successo mediatico, anche e soprattutto grazie alla serie tv che ha reso vivi (o morti, a seconda) i personaggi disegnati. Nel corso del tempo e anche grazie alla diffusione dei videogames, si sono dedicati alla pubblicazione di opere basate su alcuni brand videoludici, tra le sue fila infatti si possono annoverare Quake Champions e Warhammer: Dawn of War, ma anche Tekken, Little Nightmares e Blood Bowl.

[Se qualcuno tra voi fosse interessato ad approfondire l’argomento, anche sfogliando il ventaglio di proposte della stessa casa editrice, potrete cliccare direttamente qui.]

A febbraio di quest’anno però, come largamente anticipato nei mesi scorsi – ne parlammo in questa occasione – è uscito il primo volume di quella che sembra essere una serie composta da quattro numeri, o almeno così si evince cercando in rete. Tralasciando che tutti (o almeno io in primis di sicuro), stiamo aspettando una potenziale uscita o almeno l’annuncio di Bloodborne 2, di cui ad ora tutto tace in casa Sony, ma di cui abbiamo la certezza uscirà un TOTAKU del cacciatore il 23 marzo prossimo – sono le statuette in stile Amiibo dei brand Sony, ma senza alcuna “utilità” intrinseca all’interno dei videogiochi che richiamano -, questo mese ci si può trastullare anche con il primo numero del fumetto ufficiale.

Sicuramente uscirà anche la variante cartacea e tradotta nel nostro idioma. Ricordiamo che oltre alla copertina classica, sono presenti anche altre tre cover variant, per un totale di quattro copertine e una di queste è proprio l’immagine scelta per il videogioco stesso.

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IL DESTINO DEL SANGUEPALLIDO

Da non confondere con la “lingua pallida” che era uno degli elementi da farmare in Dark Souls 3, il sanguepallido ha un ruolo fondamentale in questa storia, ma non vi rovinerò la vicenda facendo alcuno spoiler in merito. Sicuramente i disegni sono abbastanza dettagliati, con un uso pastoso delle matite/colori che ben sintetizzano le atmosfere di Bloodborne. Curiosamente però non è, almeno in questa prima storia, esageratamente orientato ad avere atmosfere cupe o particolarmente tetre, salvo le tematiche, per ovvie ragioni. C’è molta luce, forse anche perché in buona parte delle vicende il fuoco divampa nella città, ma anche le tonalità di grigio o di colori pallidi, risultano molto accesi. Ci sono molti elementi rubati all’iconografia orientale dei manga, per sottolineare molte delle scene d’azione, che non stonano mai e anzi rendono ancora più viva la parte dei combattimenti. La colorazione digitale con un uso particolarmente marcato di ombre, avvicina moltissimo questo fumetto ai tratti di altre produzioni, tra cui anche lo stile irresistibile del videogame Darkest Dungeon. Le trenta pagine di questo fumetto scorrono molto rapidamente e lo script non offre una storia particolarmente densa di dettagli, spunti o dialoghi, ma si lascia leggere piacevolmente. Di sicuro viene data molta enfasi all’azione e ai dettagli abbastanza truculenti di un brand che fa del gore un leitmotiv.

Qualora voleste acquistare il fumetto di Bloodborne in versione originale, quindi in lingua inglese, e solo in digitale, potrete andare direttamente qui. Ricordo inoltre che per poter eseguire il download dello stesso dovrete scaricare l’app di Amazon Kindle per dispositivi mobili o computer/Mac, eseguire il login con il vostro account Amazon e poter avviare lo scaricamento dei vostri acquisti in digitale. L’app su tablet è davvero ben fatta, tra l’altro evidenziamo anche la particolarità di poter eseguire un “doppio tap” in un riquadro del fumetto per vederne la versione ingrandita a tutto schermo e scorrerne uno alla volta, così da assaporare al meglio dei dettagli ogni singola scena, come non potreste mai fare, per ovvie ragioni, con la versione cartacea. Nella speranza che ci sia al più presto anche in versione fisica, anche solo per una questione collezionistica, ci diamo appuntamento a marzo ormai imminente per vedere il seguito della storia, ben sapendo che la zona in cui il protagonista si sta avventurando è sicuramente ben nota… l’avete riconosciuta?


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