Cadence of Hyrule – Recensione

Ecco il nostro verdetto sul miglior crossover dedicato a The Legend of Zelda

Scritto il 22.06.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca

Crypt of the NecroDancer e The Legend of Zelda si incontrano per dar vita ad un crossover inaspettato

Se qualche anno fa mi avessero detto che Nintendo avrebbe concesso ad un team indipendente di lavorare su un crossover dedicato a The Legend of Zelda, di sicuro sarei scoppiato a ridere. Nintendo che lascia un’IP di questo calibro in mano a sviluppatori indie? Ma su, non scherziamo. E invece è successo. Per di più attraverso un crossover con Crypt of the NecroDancer; non che si discuta il titolo in sé, ma è ben lontano dall’immaginario Zeldiano. Eppure, Brace Yourself Games è riuscita nell’intento di unire la natura action adventure di Zelda con quella roguelike e rhythm della loro creatura, dando così vita ad una formula di gameplay decisamente sensazionale. La ricetta perfetta che mette sul piatto il buon Cadence of Hyrule: Crypt of the NecroDancer featuring The Legend of Zelda. Sin dai primi trailer ci era sembrato un prodotto interessante, ma mai ci saremmo aspettati una qualità così alta.

Nintendo ci ha visto giusto e pur trattandosi di un’opera di natura indie, il livello raggiunto dalla produzione non ha nulla da invidiare ad altri crossover e non temiamo assolutamente di affermare che sia di gran lunga superiore a quanto fatto con Hyrule Warriors. Due prodotti totalmente differenti, lo sappiamo, ma pur sempre crossover che cercano di ricreare un connubio avvincente tra due brand e Cadence of Hyrule lo fa di gran lunga meglio. Volete saperne di più? Allora non vi resta che proseguire con questa recensione, a ritmo di musica.

Cadence of Hyrule boss

Esplorando e combattendo seguendo il ritmo

Sprofondati in un sonno eterno causato dal liuto magico del malvagio Oktavo, Link e Zelda sono fuori dai giochi e il regno di Hyrule è finito nelle mani del crudele antagonista che ne ha conquistato il castello. Tutto sembra ormai perduto e con i nostri eroi impossibilitati a reagire cosa ne sarà del regno? Così appare dal nulla Cadence, giunta dal suo mondo attraverso circostanze sconosciute, cade nel vuoto ritrovandosi ad Hyrule. Tutto è quindi nelle mani dell’eroina di Crypt of the NecroDancer, l’unica in grado di risvegliare LinkZelda dal sonno eterno per dar vita a questa ritmica avventura. Il pretesto narrativo è molto semplice come da tradizione del brand Nintendo, ma il gioco si rivelerà tutt’altro che poco approfondito. Nel regno di Cadence of Hyrule, proprio come in Crypt of the NecroDancer, è possibile muoversi seguendo il ritmo della musica, qualora ci siano nemici nelle vicinanze. Nonostante il tutorial iniziale nei panni di Cadence, non subito si prende dimestichezza col titolo; ma piano piano, assimilandone le meccaniche il tutto diventa una vera e propria droga e staccarsi si fa via via più difficile, perché il gameplay crea dipendenza.

Sia i movimenti che i combattimenti si svolgono a ritmo di musica, per cui al giocatore son richiesti buoni riflessi, rapidità di esecuzione e… muoversi a tempo. Proprio come in Crypt of the NecroDancer, con la differenza che ritroviamo un mondo di gioco unico (sebbene cambi ad ogni nuova partita) da esplorare proprio come fosse un capitolo di Zelda con tanto di segreti nascosti, frammenti di cuore e percorsi invalicabili senza gli strumenti giusti. Non mancano nemmeno i minigiochi, come da tradizione del brand Nintendo, nonché quei piccoli rompicapi che da sempre hanno contraddistinto la rispettiva serie, come blocchi da spostare, crepe da far esplodere, cespugli da incendiare, strumenti da trovare. Lo spirito, insomma, è quello di Zelda a tutto tondo e ai fan non può che far piacere. Cambierà il modo di combattere, ma non la sostanza.

Cadence of Hyrule ovviamente non ripesca da Crypt of the NecroDancer soltanto le battaglie a ritmo di musica, ma anche la struttura simil roguelike (in questo caso più roguelite). Alcuni strumenti come la pala per scavare (che oltre ad essere uno dei classici strumenti di Zelda è anche l’arma di Cadence) o potenziamenti vari non sono permanenti. Essi possono infatti distruggersi per usura o dopo aver subito degli attacchi in particolare; in caso di morte, tipico dei giochi roguelike, si perde tutto, comprese le rupie ottenute sino a quel momento. Altra caratteristica di questa tipologia di giochi è la proceduralità e in Cadence of Hyrule i dungeon vengono generati casualmente ad ogni ingresso. Tranne l’atrio che vanta un level design pensato ad hoc, i piani inferiori risulteranno sempre differenti. Qui arriviamo alla prima nota stonata del titolo: i dungeon sono piacevolissimi da affrontare, però risultano un pelino troppo brevi (ad esclusione di quello finale) ed essendo tutti caratterizzati dalla medesima struttura, accusano un po’ di ripetitività. Siccome tutto è stato svolto in maniera egregia nell’overworld, mantenendo gli elementi tipici di Zelda è un vero peccato che proprio nei dungeon questi vengano meno. Indubbiamente il team di sviluppo voleva enfatizzare anche le caratteristiche del loro prodotto (si tratta pur sempre di un crossover), però dando uno sguardo al dungeon finale comprendiamo che era possibile fare qualcosa in più. Fortunatamente, a ripagarci ci sono simpaticissime ed avvincenti boss battle; non particolarmente difficili, ma divertenti anche se forse un po’ troppo veloci da terminare. Altro piccolo neo consiste invece negli strumenti: tutti utili in battaglia, ma difficilmente ne utilizzerete ognuno e pure i rompicapi à la Zelda non danno modo che essi vengano sfruttati appieno. Per il resto, il titolo si comporta più che bene e l’offerta ludica risulta nel complesso solida e avvincente.

Cadence of Hyrule overworld

Musica e direzione artistica

Cadence of Hyrule è anche un rhythm game, quindi era chiaro che la musica giocasse non solo un ruolo fondamentale, ma che fosse pure caratterizzata da una colonna sonora meravigliosa. Ritroviamo i remix di una moltitudine di brani appartenenti alla saga di The Legend of Zelda; il risultato finale è incredibilmente delizioso e di elevato spessore. Ogni traccia ha quattro varianti, a seconda della situazione del gioco. La reinterpretazione dei brani in chiave metal è riuscitissima e per un fan di Zelda è un immenso piacere riascoltare molti dei suoi temi preferiti in questa inedita veste che riaffiora intensi e piacevoli ricordi. Per tutti gli altri che del brand Nintendo hanno giocato poco o nulla, avranno modo di farsi una bella infarinatura delle migliori musiche di Zelda. Avere infatti a disposizione una raccolta di tracce appartenente a più episodi fa sì che non ci sia assolutamente nulla sottotono. Ritroviamo davvero parecchi brani storici, quasi come fosse un best of delle colonne sonore di tutta la saga. Aggiungete al tutto dei remix riuscitissimi e di grande impatto ed ecco che il piacere di giocare Cadence of Hyrule consiste già solo nell’ascoltare buona musica. Se poi la stessa è anche elemento preponderante di gameplay con tanto di minigiochi nei quali replicare alcuni brani caratteristici di The Legend of Zelda, non possiamo che gioirne.

Dal punto di vista grafico, il titolo non si comporta affatto male. Ritroviamo una direzione artistica che si rifà indubbiamente di più alla serie della grande N, ma comunque con uno stile piuttosto peculiare e ancora una volta un pochino diverso da quanto visto sino ad oggi. Cadence of Hyrule è vivace e colorato ed è una gioia audiovisiva. La varietà dei luoghi è elevata e il team di sviluppo ha cercato di riporre in ogni luogo una certa cura nei dettagli. Hyrule è quindi, ancora una volta, bellissima e i fan di Zelda si sentiranno sicuramente a casa, seppur in un prodotto diverso dai canoni classici, ma comunque fedele nell’essenza e nello spirito. Ritroviamo persino alcuni elementi e nemici di Breath of the Wild che sono stati riproposti con gran classe, in 2D. Insomma, un lavoro semplicemente gustoso da tutti i punti di vista.

Valutazione di TopGamer
Cadence of Hyrule è un indie game, ma anche uno dei migliori crossover mai concepiti inerenti a The Legend of Zelda. Il connubio con Crypt of the NecroDancer è azzeccatissimo e il risultato finale decisamente splendido. Ritroviamo infatti un gameplay di grandissimo spessore che unisce le meccaniche e lo spirito dei due rispettivi brand in una maniera eccezionale. Il tutto accompagnato da una colonna sonora composta da remix strepitosi e una direzione artistica con i fiocchi.

Il gioco si porta a termine in poche ore, specie se non ci si concentra nell'esplorazione, ma voler fare tutto moltiplica indubbiamente il tempo per il dovuto completamento. Cadence of Hyrule si fa forza della sua rigiocabilità grazie alla natura tipica roguelite, offrendoci molteplici possibilità come ad esempio affrontare tutta l'avventura con la permadeath attiva oppure con un solo personaggio (ognuno vanta caratteristiche diverse). Ritroviamo anche sfide giornaliere e tutta una serie di impostazioni atte a farci ritornare almeno un altro paio di volte nella Hyrule a ritmo di musica di questo bellissimo crossover. E voi, vi lascerete travolgere dal ritmo?
PRO
  • Connubio perfetto tra i due brand
  • Miglior crossover di The Legend of Zelda
  • Remix dei brani musicali stupendi
  • Notevole tasso di esplorazione
  • Molto rigiocabile
CONTRO
  • I dungeon risultano un po' troppo corti e simili tra loro
  • Si potevano enfatizzare meglio gli strumenti appartenenti alla serie Zelda
8.5/10
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