Call of Duty: WWII – Recensione

Titolo: Call of Duty: WWII Genere: FPS (Sparatuttoin prima persona) Sviluppatore: Sledgehammer Games Data d’uscita: 3 novembre 2017 Sicuramente il brand di Call of Duty  è sempre stato uno di quei giochi che a livelli di vendita ha sempre avuto un successo incredibile, capace di raggiungere cifre esorbitanti.  Ma non è oro tutto ciò che […]

Scritto il 06.11.2017
da Zoom

Titolo: Call of Duty: WWII

Genere: FPS (Sparatuttoin prima persona)

Sviluppatore: Sledgehammer Games

Data d’uscita: 3 novembre 2017



image

Sicuramente il
brand di Call of Duty  è sempre stato uno
di quei giochi che a livelli di vendita ha sempre avuto un successo
incredibile, capace di raggiungere cifre esorbitanti.  Ma non è oro tutto ciò che luccica, infatti
gli ultimi capitoli della saga hanno creato nei fan una sorta di malcontento,
basti vedere Call of Duty: Infinite Warfare. Già da un po’ di tempo si sentiva
il bisogno di cambiare qualcosa, rinnovarsi anzi c’era quella necessità di
tornare sui vecchi passi, abbandonare l’ambiente futuristico dove i soldati
compievano salti inumani e corse sui muri grazie all’ausilio di tute speciali
(Exo).

Così che Sledgehammer prende in mano la
situazione e ci riporta indietro nel tempo, in uno scenario storico importante:
La seconda Guerra Mondiale.

Ritorno
alle origini

Considerando i
precedenti capitoli, c’era bisogno di una campagna che riuscisse in qualche
modo a coinvolgere i videogiocatori, puntando su argomento già scritto, le
conseguenze potevano essere positive o negative, ma i ragazzi di Sledgehammer
già dalle prime battute di gioco, durante lo sbarco in Normandia sono riusciti
a far provare quella sensazione, come se fossimo là con il soldato Daniels e gli altri membri della prima divisione
della fanteria degli USA, in quella spiaggia che man mano che i corpi cadono si
tinge di rosso.

Parliamoci chiaro,
forse a rendere chi lo gioca più sensibile è il fatto che gli argomenti
trattati sono ispirati a fatti realmente accaduti, ma parlare di un conflitto
così importante come la seconda guerra mondiale non è sempre facile, e
soprattutto mantenere un ritmo che emozioni durante tutta la campagna non è
semplice. Ma questa volta Call of Duty ci ha visto giusto e non solo sotto il
punto di vista emozionale, ma anche il comparto tecnico non è da meno, certo come già detto scene già viste, ma il tutto è stato riproposto in modo mai
banale durante tutta la durata del single player che va dalle 7-8 ore,
ovviamente il tempo varia a seconda della skill del giocatore, oppure se
decidiamo di affrontare la campagna a difficoltà più alta, o ancora  se decidiamo di perdere tempo a raccogliere i
collezionabili presenti all’interno del gioco.

Ci sono poi alcuni
cambiamenti nel gameplay, come ad esempio quando saremo feriti, non basterà
mettersi al riparo
e aspettare che la salute si rigeneri automaticamente, ma
dovremo cercare nella mappa di gioco dei medikit, o semplicemente chiedere a un
specifico compagno di lanciarcene uno, stessa cosa vale per le munizioni,
granate sempre un altro compagno potrà evidenziare per noi i nemici presenti
nella zona con un binocolo a posta, inoltre possiamo richiedere il lancio di
fumogeni per bombardare una zona occupata dalle forze nemiche. Non sempre
queste funzioni saranno subito disponibili. Durante la campagna non mancherà la
varietà di situazioni, ci ritroveremo infatti a sfrecciare con una jeep per
raggiungere in tempo una data posizione, e non solo.

La difficoltà del
gioco rimane sempre sui soliti livelli, personalmente ho iniziato subito la
campagna a modalità veterano e non ho trovato grosse difficoltà, magari
inizialmente può sembrare scomoda la scelta di eliminare la rigenerazione
automatica della salute, ma poco dopo ci si abitua.

Un argomento non
nuovo, ma riproposto più volte da molti, ma la seconda guerra mondiale
raccontata da Sledgehammer, riesce a centrare il bersaglio sotto molti aspetti

Come
ai vecchi tempi..

Eccoci a parlare
della modalità più giocata delle tre proposte da Call of Duty, perché si sa che
la maggior parte delle persone che acquistano da sempre il gioco, lascia da
parte la campagna o nel migliore dei casi la inizia per poi non portarla a
termine, e solo pochi giocano la modalità Zombie (di cui andremo a parlare
dopo).

Intanto c’è da
dire che nel multiplayer ritroviamo le classiche modalità a cui siamo sempre
stati abituati, Deathmatch a squadre, Cerca e distruggi, Dominio, Cattura la
Bandiera e ovviamente uccisione confermata.

Bene cosa c’è di
nuovo nel multiplayer?
Intanto, non troviamo più i Wall Run, e i mega salti a cui alcuni si erano abituati negli
ultimi capitoli, che rendevano il tutto più caotico.  Perciò ritorna un gameplay più pulito e
tecnico, ma lasciando Call of Duty: WW II il classico sparatutto Arcade sempre
frenetico.

Di veramente nuovo
c’è il quartiere generale, dove i giocatori possono sfidarsi negli 1vs1,
partecipare a mini giochi e mostrare agli altri il proprio equipaggiamento.

Un’altra modalità
interessante è Guerra, dove si
alternano attacco e difesa, in cui il lavoro di squadra è cruciale per vincere
la partita. Sicuramente la modalità convince offrendo molto divertimento e una
ventata di aria fresca. Al lancio avremo la possibilità di giocare questa nuova
aggiunta su tre mappe.
 Una di queste si svolge dove inizia la campagna in single player, ovvero sulle spiagge della Normandia. Giocando nei panni degli alleati il compito sarà quello di conquistare uno dei due bunker sotto controllo dei tedeschi, il compito non sarà affatto facile infatti saremo bersaglio delle mitraglitrici dei crucchi. Invece nei panni dei tedeschi il compito sarà più semplice e divertente dato che ci ritroveremo a difendere i due bunker.

Questa è solo una, come ho scritto sopra, delle tre mappe disponibili al lancio, ma sicuramnete nel corso di questo e del prossimo ne arriveranno altre ancora.

Prima di giocare la
prima partita, dobbiamo scegliere la divisione, altra novità. Le Divisioni hanno lo scopo di offrire
bonus passivi che guadagneremo facendo salire di livello la Divisione scelta
grazie all’esperienza che andremo a guadagnare in partita. Questi bonus comprendono:
Caricatori extra, resistenza agli esplosivi ecc ecc e variano da una divisione
all’altra.

Insomma un multiplayer vario, con aggiunte interessanti, se poi si
decidesse di spolparlo sino all’osso, ha da offrire molto, un mutiplayer in
grado di sfamare i fan di vecchia data e anche chi si avvicina per la prima
volta al brand.

E
infine gli Zombie nazisti

Non poteva mancare
di certo la modalità Zombie, che è riuscita nel corso degli anni, a guadagnarsi
un certo numero di fan che amano sfidare le orde di non morti, arrivando a
round sempre più alti, o semplicemente scoprire i vari Easter Eggs, che questa
modalità ci ha sempre regalato.

Anche qui troviamo
qualche piccola novità: come nella campagna, l’aspetto è più cinematografico e
un’atmosfera più horror, rendono questa modalità più convincente. Invece alcune
novità legate al gameplay sono: (ad esempio) se prendiamo uno dei classici perk che
troviamo all’interno della mappa (corazza, rianimazione veloce, corsa ecce ecc),
nel momento in cui veniamo atterrati ed un compagno ci rianima in tempo,
manteniamo le specialità acquistate in precedenza. Altra piccola nota è
l’impossibilità di riparare le finestre.

Avviando una
partita su Nazi Zombie, avremo la possibilità di scegliere uno dei quattro personaggi
che vede tra le sue fila attori come David Tennat e Ving Rhames, quattro
classi diverse con vari bonus passivi e un’abilità speciale, da utilizzare in
situazioni particolari, sono presenti anche dei consumabili. Infine ora gli
obiettivi principali sono segnati in un modo più chiaro evitando così quel
senso di smarrimento e di non sapere cosa fare.

Commento
finale

Insomma questo
nuovo COD ci riporta indietro nel tempo, facendoci rivivere un momento storico
importante, offrendo una campagna varia e intensa, un multiplayer divertente e
immediato con aggiunte sicuramente molto riuscite e azzeccate, molto gradita
anche la modalità Zombie, che torna con più carattere e con qualche piccola
novità. La serie ha ancora da migliorarsi, ma finalmente un passo verso la
direzione giusta è stato fatto.

 

 

Valutazione lettori
1,00/5
1 voti
Vota tu
1 vote, average: 1,00 out of 51 vote, average: 1,00 out of 51 vote, average: 1,00 out of 51 vote, average: 1,00 out of 51 vote, average: 1,00 out of 5
Loading...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi