Children of Morta – Recensione

I ragazzi di Dead Mage sfruttano la formula rogue-lite unita ad un contesto GDR per dar vita a Children of Morta. Avranno fatto centro? Scopriteo nel corso della recensione

Scritto il 23.09.2019
da Enrico Vanni
Children of Morta - Recensione

Questioni di famiglia

Un videogioco di ruolo hack ‘n slash è ormai qualcosa che si vede spesso negli ultimi anni, basti pensare alle decine di produzioni indie e anche tripla A. I ragazzi di Dead Mage hanno creato nel contesto un titolo veramente interessante, Children of Morta, sfruttando la formula dei rogue-lite. Con questo il possibile divario con altre opere non si allarga, ma esistono alcuni elementi all’interno del gioco che lo rendono abbastanza valido da farlo spiccare. Si pensi ad esempio alla questione della famiglia, che vi spiegheremo più avanti nella recensione. Sicuramente hanno strizzato l’occhio ai titoli più validi del genere come Diablo, dal quale prendere ispirazione.

Il nostro mondo vive in pace e armonia con la famiglia dei Bergson che fa da guardia al monte Morta. La tranquillità della loro vita subisce una brusca fermata quando la Corruzione, un male che si presenta sotto forma di poltiglia viola, inizia a espandersi per il mondo. La prima a rendersene conto è la nonna. A questo punto la famiglia dovrà scoprire la fonte del male per estirparlo e, allo stesso tempo, mandare avanti le loro vite. È interessante notare che il forte legame famigliare sarà anche motivo alcuni interventi all’interno dei dungeon. Non mancheranno infatti i momenti di cooperazione fra i membri, quando si gioca in solitaria, per portare a termine obbiettivi secondari e via dicendo.

Dal momento che il grosso della narrazione viene fatta da una voce fuori campo, non sappiamo se gli avvenimenti che vediamo siano momenti del presente o del passato. La voce narrante è veramente coinvolgente; è calda e tranquilla e anche se il parlato è in inglese si riesce lo stesso a comprendere il significato di tutte le frasi. Per certi versi, questo tipo di narrazione ricorda molto Bastion, un hack ‘n slash isometrico uscito qualche anno fa su più piattaforme. Il narratore fuori campo, dal canto suo, aiuta molto nella comprensione dei fatti che smuovono la trama e le relazioni fra i familiari. Senza questa non potremmo mai avere un quadro generale di ciò che accade in questo mondo.

Children of Morta

Tutto nelle mani del caso

L’ambientazione fantasy, un po’ dark, fa da sfondo a tutte le vicende in superficie. La famiglia Bergson vive in una villa gigantesca, composta da svariate stanze che hanno varie funzioni all’interno del titolo. Per esempio la stanza dello zio funge da zona d’ampliamento delle abilità, mentre il laboratorio della nonna ci permette di incrementare il potere delle skill passive e altro legato alle arti arcane. C’è da sottolineare che la villa funziona anche da hub principale per la storia. Infatti al di sotto si trovano tre teletrasporti che ci permettono di raggiungere i vari dungeon, ognuno da sbloccare sconfiggendo i boss guardiani. Qui entra in gioco la particolarità di questo prodotto, che poi non è singolare, ma viene ben evidenziata in fase di gameplay: anche il giocatore più esperto e abile può essere sconfitto all’interno dei vari livelli. Ogni grotta pullula di creature e nemici di vario tipo, dai semplici ragni e pipistrelli, ai potenti sciamani e orchi.

Ogni volta che verremo uccisi, saremo riportati all’interno della villa, dove potremo assistere a varie cutscene che aggiungono ulteriori dettagli alla trama. Inoltre, grazie all’oro rilasciato dai nemici in fase di morte, potremo aumentare il livello delle nostre abilità attive e passive. Ma non è finita qui; infatti, come abbiamo detto all’inizio, tutto è casuale in Children of Morta, per questo motivo anche gli eventi dentro la storia saranno casuali. Nel nostro caso ci è capitato di dover difendere un cucciolo di lupo dalla Corruzione che aveva ucciso sua madre; superata la prova, egli è diventato parte della famiglia, anche se non era un personaggio giocabile. In ulteriori casi, altri membri ci hanno chiesto il supporto per aiutare persone intrappolate all’interno delle grotte. Possiamo dire che questi eventi casuali siano missioni secondarie che ci aiutano ad approfondire sia il rapporto fra i vari famigliari che il senso della storia.

Abilità dei Bergson

A prescindere dai legami, la vita in sé va avanti fra i Bergson, quindi durante le varie cutscene potremo assistere ai momenti di crescita dei vari personaggi, i quali diventeranno poi selezionabili, a seconda dei casi. Infatti ogni volta che ricominciamo i dungeon potremo scegliere quale membro della famiglia utilizzare. Ogni personaggio, ovviamente, si differenzia per armi utilizzate, abilità, bonus e malus. Nel nostro caso abbiamo sempre usato il padre, che poi è il primo PG utilizzabile fin sa subito. Si tratta del classico guerriero con spada e scudo, per cui i suoi attacchi e le sue abilità si basano interamente su queste due armi, più altri magici, come l’evocazione di una pioggia di frecce o un potente attacco di furia, che sbalza via i nemici facendo loro danni ingenti.

All’interno dei vari livelli troveremo diverse tipologie di oggetti, partendo dalle pozioni di guarigione e l’oro, rilasciati spesso dai nemici sconfitti, fino a veri artefatti che garantiranno abilità passive o attive per tutta la durata della nostra permanenza all’interno del dungeon. Le abilità possono esser permanenti, disponibili per un tempo limitato, oppure ricaricabili. Solitamente quelle a tempo e quelle permanenti ci consentono di incrementare i punti esperienza, la classe armatura, l’attacco, le probabilità di critico, etc. Quelle a ricarica sono invece abilità di attacco, come ad esempio una spirale che sbalza via i nemici e li danneggia, oppure di difesa, come scudi magici o poteri che li rallentano. Oltre a tutto questo, potremo imbatterci in oggetti che sbloccano degli aiutanti, che ci seguiranno nell’avventura e spesso avranno abilità offensive. Nel caso venissimo uccisi, tutte le abilità acquisite e gli oggetti trovati (escluso l’oro) andranno persi e dovremmo trovarli nuovamente, ricominciando il livello. All’inizio di quest’ultimo, oltre alla possibilità di scelta del personaggio, è possibile scegliere se giocare in cooperativa in locale.

Nel corso del gioco abbiamo sbloccato i due figli come personaggi giocabili. La figlia è esperta nell’uso dell’arco, quindi utile per attacchi a distanza che sono molto comodi contro gli sciamani e altri nemici difficilmente avvicinabili, mentre il figlio permette di utilizzare due pugnali, il cui punto di forza è l’agilità. Sono tutte caratteristiche che aiutano il giocatore a trovare il proprio stile di gioco. Questo servirà molto poiché nei vari livelli capiterà di morire diverse volte e dover ricominciare tutto da capo. Il che rende la cosa un po’ frustrante, ma anche gratificante quando riusciamo a finire tutti i dungeon e sbloccare i successivi.

Il sistema di combattimento è ben concepito e prende spunto dallo standard della maggior parte dei titoli di questo genere. Un attacco base, parata, e varie skill che permetto affondi, scatti, attacchi magici, etc. Molto fluido, per nulla difficile da apprendere, e gratificante quando si imparano a utilizzare le svariate combinazioni per sconfiggere i nemici. La tattica per affrontarli dipenderà dalla nostra strategia, infatti su qualcuno potremo usare un approccio offensivo, quasi alla ceca, mentre su altri dovremo restare sulla difensiva e stare attenti ai loro attacchi.

Children of Morta screenshot

Tirando le somme

Lo stile grafico che gli sviluppatori hanno scelto per Children of Morta è il pixel-art. Abbiamo visto un sacco di produzioni che negli ultimi anni hanno adoperato questo stile, ma quello proposto in Children of Morta ci ha stupiti (un po’ come Blasphemous), perché è veramente ricco di particolari. Il suo massimo lo da nell’area in superficie dove i dettagli sono curati nei minimi dettagli, mentre nei dungeon questi un po’ diminuiscono per lasciare il posto ad ambientazioni più sobrie, il che forse è un bene anche per contraddistinguere i nemici in mezzo al mucchio di pixel. Anche per i personaggi e i nemici questo stile offre buoni risultati, seppur su alcuni nemici sarebbe stata necessaria maggior cura, ma sono piccolezze sulla quale possiamo sorvolare.

Il comparto audio è arricchito da semplici colonne sonore, molto sobrie, che svolgono il loro compito senza voler strafare. Gli effetti sonori sono anch’essi semplici. Nel complesso Children of Morta è veramente ben fatto, lanciando il giocatore in un mondo che poco a poco viene devastato dal male. Anche i meno esperti del genere non avranno problemi a capirne le meccaniche e saranno sicuramente trascinati dalla narrazione fuori campo che è uno degli elementi fondamentali per la sua trama.

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Valutazione di TopGamer
Children of Morta è un GDR hack 'n slash con elementi ruoge-lite che riesce a trascinare e coinvolgere il giocatore nel suo contesto fantasy, contente anche alcune note dark. Riesce a spiccare fra gli esponenti anche grazie alla sua componente narrativa.
PRO
  • Stile grafico ben realizzato
  • Trama coinvolgente
  • Sistema di combattimento fluido
  • Un buon livello di sfida...
CONTRO
  • ... che pero può risultare un po' frustrante
8/10
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