Code Vein – Recensione

Abbiamo esplorato il mondo vampiresco e sanguinario di Code Vein. Ecco il nostro verdetto

Scritto il 02.10.2019
da Mirko Proietti
Code Vein - Recensione

Vampirismo GDR in salsa souls-like

Dopo un periodo di gestazione di un anno e diverse demo non del tutto convincenti (così come il network testing) che hanno tramortito l’hype iniziale per il titolo, finalmente il soul-slike di Bandai Namco è giunto tra le nostre mani nella sua forma completa, fatta di sangue e speranza. Annunciato originariamente nel 2017, Code Vein attirò subito l’attenzione per lo stile della produzione che univa il comparto visivo di un anime giapponese a quello strutturale di un GDR – souls-like. Nonostante tutte le problematiche iniziali, maggiormente di natura tecnica, Bandai Namco e Shift – già autori della serie God Eater – riescono a confezionare un prodotto estremamente godibile contro ogni aspettativa, che oltrepassasse la mera curiosità. Noi ci siamo addentrati in questo mondo fatto di sangue, vampirismo e redivivi, tentando di cogliere appieno la natura di questa nuova produzione che ha nel DNA quel leggendario genere coniato da Miyazaki, e questa è la nostra recensione di Code Vein.

La trama Vampirica di Code Vein

Ambientato in un mondo post-apocalittico, Code Vein si presenta con una trama dai temi cupi, capace di angosciare e far riflettere sulle relazioni tra esseri anche dopo una grande catastrofe. La grande rovina, così chiamata nell’universo di gioco, rappresenta il decadimento della società che ha dato origine a una serie di esperimenti volti alla rianimazione dei caduti, impiantando al loro interno una variante di un parassita. Questo porta alla nascita dei Redivivi, soggetti capaci di tornare alla vita più volte – a patto che non vengano colpiti  al cuore – al prezzo di un costante bisogno di sangue umano per vivere, perdendo inevitabilmente frammenti di memoria ad ogni rinascita. Queste creature sono state impiegate in battaglia contro la Regina che minacciava l’umanità; una volta sconfitta ha causato un ulteriore nuovo disastro: una barriera di Foschia Rossa impenetrabile ha circondato un’area che ha forzatamente bloccato umani e redivivi al suo interno. Una convivenza ostica e piena di conflitti fino a quando un tale chiamato Silva non ha ideato un piano tributario per la distribuzione di sangue all’interno del perimetro che di fatto lo ha reso un sovrano per i conviventi.

Nel mondo di Code Vein sono presenti inoltre i vischi, da cui i Redivivi attingono per il sostentamento di sangue, preparandosi al contempo all’estinzione prossima della razza umana, evitando così la pazzia, e da cui rinascono infinite volte. I vischi hanno anche una funzione essenziale nel gameplay di Code Vein, in quanto fungono letteralmente da falò per i conoscitori di Dark Souls, in cui è possibile ripristinare i propri punti salute o consumabili ricaricabili, nonché teletrasportarsi tra i vari vischi rigenerati nelle varie aree di gioco e infine potenziare il proprio livello o sbloccare gli attributi del proprio codice sanguigno, ma lo vedremo nel dettaglio più avanti. L’assenza di sangue umano nel corpo di un redivivo comporta irrimediabilmente alla trasformazione di esso in Corrotto. I Corrotti sono le creature che ci ritroveremo a sconfiggere durante il nostro cammino, mosse esclusivamente dalla sete di sangue e senza capacità cognitive, ormai prede della follia.

Code Vein

Altre lotte interne prenderanno piede all’avanzare del miasma prosciugante che vedranno dei conflitti tra redivivi erranti e fedeli del sistema ideato da Silva; sembra sempre più concreta l’idea che le sorgenti di sangue siano solo un ricordo che anticipi l’estinzione totale, quando dal nulla spunta il nostro protagonista, dotato dell’anomalo potere di purificare il miasma e rigenerare i vischi appassiti sparsi per il mondo di gioco. La storia inizia con il nostro avatar, privo di memoria, che grazie alla propria capacità attirerà l’attenzione di un redivivo di nome Louis, a capo di un piccolo gruppo di erranti che cerca una via di sopravvivenza migliore per i propri simili. Si scopre in seguito che le sorgenti sanguigne potrebbero essere collegate tutte ad una potenziale fonte inesauribile di sangue sotterranea, capace dunque di saziare tutti i redivivi, che non avrebbero in tal caso più bisogno dei tributi umani. Grazie al potere purificante del nostro avatar, potremo finalmente avanzare alla ricerca della suddetta fonte.

Un’incipit narrativo che all’inizio ci è sembrato un po’ confuso, anche a causa delle scarse nozioni forniteci, ma progredendo anche di poco, il tutto assume una dimensione più chiara e decisamente più intrigante. La ricerca della fonte, contornata da alcune side-story dei comprimari che conosceremo, rende piacevole la progressione narrativa, con una costante curiosità e sete di conoscenza nei confronti di questa originale narrativa di circa 40 ore, fatta di vampirismo, conflitti e sopravvivenza.

Soulslike Code Vein

Gameplay Sanguigno

Code Vein si presenta come un action RPG in terza persona, souls-like, dove però vi è un’ampia possibilità di approccio agli scontri e gestione del personaggio. Prima di iniziare la nostra avventura, però, dovremo creare il nostro avatar, potendo sfruttare un interessante editor estremamente completo e curato per ogni necessità, per dare vita al nostro alter-ego in stile anime. Inizieremo il nostro viaggio da un tutorial in cui apprenderemo le basi del combattimento e la gestione dei menu, nonostante ci voglia un po’ più di tempo per tutto ciò che la produzione ha messo in gioco. Pad alla mano, il feeling del titolo ricorda estremamente quello di un Dark Souls o di un Bloodborne, ma progredendo riusciamo a capire quanto il titolo abbia anche del suo e di God Eater (qui la recensione dell’ultimo capitolo) a più riprese.

Le armi rappresentano il fulcro del gameplay, attraverso le quali le meccaniche di gioco si dispiegano. Tra gli armamenti a disposizione abbiamo spade leggere, spadoni, martelli, asce, alabarde e baionette per i colpi a distanza. Ogni tipo di arma dispone di un attacco leggero e pesante che possono essere più o meno vari, anche in base alle caratteristiche dell’arma stessa. L’uso degli attacchi e delle schivate influirà sul vigore, è quindi necessario approcciare agli scontri con parsimonia tattica. Potremo equipaggiare due armi alla volta e cambiarle in combattimento con la semplice pressione di un tasto, creando così delle combinazioni di equipaggiamento offensivo in base alle necessità che andranno a completarsi con il corredo di meccaniche originali del titolo. Code Vein spicca infatti per la particolare funzionalità dei Codici Sanguigni. Il nostro personaggio, essendo un Tipo Vuoto, ha la capacità di assorbire il sangue e di conseguenza il rispettivo codice di altri redivivi, che gli garantiscono le relative statistiche e abilità. Ogni redivivo ha il proprio codice univoco e noi, forti di questo potere, potremo raccogliere i codici tra i più di 20 presenti nel gioco e impostarlo come principale. Questo sistema funge da classe per il nostro avatar e ci garantirà anche alcune abilità (chiamate Doni), attive e passive di varia natura come buff, colpi speciali e incantesimi, da sbloccare e impostare attraverso una griglia. Nello specifico potremo impostare fino a 4 abilità attive e 4 passive contemporaneamente in base alle nostre esigenze. I doni potranno inoltre essere interiorizzati e padroneggiati dal nostro personaggio per utilizzarli anche in caso si decida di cambiare codice, creando così dei sistemi ibridi a piacere del giocatore. Parliamo di circa 170 doni complessivi tra attivi e passivi, quindi è facile intuire come le combinazioni possano essere di un numero assai elevato.

Code Vein screenshot

Inizieremo solo con 3 codici a disposizione: quello del Ranger, del Combattente e dell’Occultista; tutti diametralmente opposti tra loro, dove il combattente predilige gli scontri melee e il ranger sfrutta maggiormente i colpi a distanza. Progredendo ed esplorando i dungeon labirintici della produzione otterremo altri codici da sfruttare. Ogni qualvolta entreremo a contatto con il sangue di un redivivo caduto o con quello dei nostri compagni, rivivremo i loro ricordi, andando a conoscere a fondo il passato del possessore originario. Un’ottima feature, che innesta al meglio le side-story presenti in Code Vein e permette una visione più profonda dei background narrativi di ogni personaggio. Alternare i codici sanguigni a seconda delle situazioni si rivela fondamentale per la sopravvivenza contro i corrotti, che, seppur manchino di una concreta varietà, avranno sempre qualche nuova mossa da utilizzarci contro mano a mano che proseguiremo con la nostra avventura.

Proprio il sistema dei codici va a sostituire la necessità di incrementare delle statistiche specifiche, poiché ogni classe ha le proprie caratteristiche. Incrementare il livello attraverso l’utilizzo della Foschia (la controparte delle anime di Dark Souls) eleverà esclusivamente l’attacco, i punti vita e il vigore. La Foschia stessa ci sarà utile per qualsiasi mansione in gioco, tra l’acquisto di oggetti, armi, veli di sangue, potenziamenti e per lo sblocco dei doni di ciascun codice sanguigno. L’utilizzo dei doni in battaglia richiede il consumo di Icore, un valore simile al mana, ricaricabile ad ogni riposo presso i vischi e attraverso degli attacchi prosciuganti. Questi ultimi variano per animazione e raggio e vengono conferiti dalle armature del gioco, denominate veli di sangue, tutti dall’aspetto accattivante. Sarà possibile caricare un colpo prosciugante tra i 4 disponibili per velo, per colpire un nemico e ricaricare l’icore, ma anche per infliggere molti danni. Il tipo di attacco varierà dal velo di sangue indossato al momento e ovviamente ci conferirà dei valori specifici di difesa e assorbimento danni. Lo stesso tipo di attacco è possibile anche colpendo un nemico alle spalle, sia senza farsi vedere che durante un combattimento acceso. Questo tipo di colpo darà il via ad una spettacolare animazione da esecuzione in base al velo che si indossa, che infliggerà una gran quantità di danni e assorbirà dell’icore, nonché terrà bloccato il nemico per un po’. Una meccanica questa che semplifica notevolmente gli scontri quando va a segno e che si tende ad abusare per avere la meglio contro i nemici più difficili, perché ripetibile un numero infinito di volte senza limitazione alcuna. La stessa mossa può essere scatenata anche se si effettua una parata speciale al momento giusto dell’attacco nemico, mentre le parate classiche con le armi imbracciate al momento devieranno semplicemente una parte dei danni inflitti.

Code Vein

Un’ altra funzionalità interessante riguarda lo stato di Concentrazione, peculiare per ogni redivivo, alleato o nemico, che conferisce un buff sullo sbilanciamento nei confronti dei nemici, facendoli tentennare durante i colpi, e una difesa contro lo sbilanciamento a nostro favore quando siamo noi i colpiti. Il suddetto stato è indicato da una barra posta sopra quella della salute che si riempie quando si schivano o si subiscono attacchi e perdurerà per qualche secondo. Avremo a disposizione inoltre, e a nostra discrezione, un compagno d’avventure che ci affiancherà nelle nostre traversate, il quale non brilla per intelligenza artificiale, ma che almeno nelle prime fasi di gioco fornisce un grande aiuto contro i nemici, giusto il tempo di farci abituare al comparto ludico di Code Vein. Più in avanti, il nostro compagno, scelto nell’hub di gioco tra i nostri amici disponibili, diverrà essenzialmente un kamikaze improntato all’attacco e non di rado perirà contro i boss più forti.

In molti potrebbero porsi la domanda: quanto c’è effettivamente di Dark Souls nella produzione? La risposta è abbastanza. Nonostante l’impronta sia evidente per molteplici elementi, tra cui anche i consumabili, il sistema dei codici sanguigni funziona bene e aggiunge un’interessante varietà ai combattimenti che farebbe ricredere coloro che gridano alla copia spudorata in stile anime giapponese delle produzioni di Hidetaka Miyazaki. Anche una certa permissività in alcuni scontri semplifica di molto l’esperienza in confronto a un Souls purosangue, basti pensare che gli alleati e noi stessi disponiamo di un’abilità specifica per condividere i punti salute, utilizzabili anche quando veniamo sconfitti in battaglia, cosa che ci rigenera nel bel mezzo di un combattimento e può essere utilizzata più volte, a patto di avere salute sufficiente da condividere e il cooldown della suddetta abilità azzerato. Nonostante questo, i problemi di Code Vein sono ben altri e nello specifico riguardano il lato tecnico del titolo e il level design.

Souls-like

Grafica e Tecnica Cremisi

Di Code Vein non stupisce di certo il lato tecnico, con texture poco definite e una serie di asset dei livelli ripetuti un numero incalcolabile di volte per dungeon. Questo purtroppo anche a causa di una scelta di design delle aree non sempre soddisfacente. Tutte quelle che ci ritroveremo ad esplorare sono pur sempre evocative, ma nascondono una ripetitività di fondo che non dà punti di riferimento chiari. Nella nostra prova ci siamo ritrovati a vagare a vuoto in alcuni dungeon, impiegandoci molto tempo per trovare la via d’uscita. Colpa anche di un level design ripetitivo ed estremamente labirintico e binario, dove ogni tipologia di dungeon che affronteremo saprà di già visto per quanto riguarda struttura e approccio da utilizzare. Nulla da dire invece per la direzione artistica generale, intrigante e in puro stile anime, dove il dark è prediletto e le forme femminili vengono, forse, eccessivamente risaltate, e ancora, dove gli abiti di scena dei personaggi sono davvero ispirati e in armonia con il tema dell’opera. Uno stile davvero azzeccato in un’atmosfera ben costruita, che però si scontra con una grafica generale non eccelsa e un level design dimenticabile.

Lode invece per il comparto audio, sempre in auge in ogni occasione e accompagnerà dolcemente i momenti più calmi, infondendo una notevole dose di energia durante i combattimenti e alcune cutscene movimentate; quest’ultime realizzate molto bene. Un peccato invece per il lip sync, non sempre azzeccato con il doppiaggio in inglese. Adattamento dei dialoghi e traduzioni in italiano, invece, di buon livello. Nonostante tutto, il titolo si presenta stabile, almeno nella versione PC da noi provata, dove il frame rate è piuttosto solido, fatta eccezione per il passaggio tra le varie aree di gioco dove vi sono dei cali vistosi. I contenuti non mancano decisamente alla produzione di Bandai Namco, dove è presente anche una modalità multiplayer online, nella quale il giocatore potrà richiedere soccorso a chiunque si trovi nella stessa area. Si gioca in massimo 2 persone alla volta in aggiunta al compagno controllato dalla IA.

Screenshot del souls-like Bandai Namco

Valutazione di TopGamer
Code Vein è un buon titolo sotto molti aspetti. Complesso da valutare poiché sussistono più parti in esso, che se eccellono dal lato ludico, peccano da quello tecnico. Al netto di un fanservice dal valore soggettivo, la produzione mette in scena un prodotto che sul fronte contenutistico e ruolistico ha davvero tanto da dire, ma che manca quasi completamente sotto il profilo grafico e tecnico, ma non stilistico. La produzione vampiristica dei ragazzi di Shift è piacevole, divertente e si lascia giocare tranquillamente, pur soprassedendo a quanto detto sopra. Se non siete amanti degli anime giocati potreste prendere un abbaglio, ma se da veterani del genere non vi spaventa provare un nuovo GDR souls-like ricolmo di stile e qualche funzionalità originale, Code Vein potrebbe stupirvi su più di qualche fronte.
PRO
  • Trama e atmosfera intriganti
  • Artisticamente ispirato
  • La struttura souls-like unita alle novità GDR introdotte funziona bene
CONTRO
  • Tecnicamente scarno
  • Level design troppo lineare e a tratti frustrante
  • Un fanservice molto vistoso che non tutti potrebbero apprezzare
8/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
Vota tu
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5
Loading...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi