Conan Exiles – Recensione

Nel 1932 lo scrittore Robert E. Howard diede vita al mondo fantastico di Conan, un mondo duro e spietato popolato da orride creature e violenti assassini. Ben 50 anni più tardi questo fortissimo personaggio arrivò al cinema interpretato da Arnold Schwarzenegger, un barbaro che dovette affrontare numerose prove e pericoli per imporsi sul male assoluto. […]

Scritto il 14.05.2018
da Sergio Bulfari

Nel 1932 lo scrittore Robert E. Howard
diede vita al mondo fantastico di Conan, un mondo duro e spietato
popolato da orride creature e violenti assassini. Ben 50 anni più
tardi questo fortissimo personaggio arrivò al cinema interpretato da
Arnold Schwarzenegger, un barbaro che dovette affrontare numerose
prove e pericoli per imporsi sul male assoluto. Conan approdò anche
nel mondo videoludico
grazie a titoli di combattimento ispirati
proprio alle pellicole cinematografiche e ponendo il proprio marchio
anche nei videogiochi che tanto amiamo. Dopo un periodo di gestazione
in early access
per gli utenti Steam, l’ultima fatica Funcom che, se
non l’avete ancora capito è ispirata proprio al mondo creato da
Howard e ai film di Arnold
, arriva alla versione 1.0 su console e pc,
pronto per essere giudicato nella sua versione finale.

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Dopo un filmato introduttivo piuttosto
evocativo
ci verrà chiesto di creare il nostro personaggio tramite
un editor piuttosto complesso. Oltre a poter scegliere sesso e tratti
somatici del nostro eroe potrete, e non sto scherzando, scegliere
anche la dimensione delle sue parti intime. La scelta dei
programmatori è sicuramente coraggiosa, ma dopotutto forse era
arrivato il momento di sdoganare definitivamente certi elementi, come
dire, piccanti
. La nostra avventura comincerà con il protagonista
appeso ad una croce e, dopo essere stati liberati da Conan in persona
(che comunque non somiglia per niente all’Arnold dei film), potremo
finalmente dedicarci al sopravvivere. Perché questo titolo è un
survival vero e proprio e pochi altri mondi come questo, duro e
spietato, avrebbero potuto accogliere meglio il senso di frustrazione
del sopravvivere alle avversità. Da subito potremo dedicarci a
raccogliere risorse
che ci serviranno per fabbricare armi, vestiti e
tutto quello che può servirci per restare in vita come, ad esempio,
un falò per cuocere il cibo (e fidatevi, mangiare carne cruda può
fare davvero male). Quindi tutto quello che dovremo fare sarà:
raccogliere risorse, costruire attrezzature, mangiare, bere, tenere
sotto controllo la temperatura e, naturalmente, evitare di rimanere
uccisi
. Perché nel mondo di Conan qualsiasi cosa tenterà di porre
fine alla nostra vita
e non dovremo sottovalutare nessun aspetto, che
sia una ferita o la semplice carenza di cibo.

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Se da una parte le possibilità di
morire sono infinite, dall’altra c’è una cosa che manca praticamente
del tutto. Stiamo parlando della quasi totale assenza di un filone
narrativo
, una storia che possa giustificare il nostro peregrinare
nella vastissima mappa di gioco cercando di salvare la pelle. Tutto
quello che avremo saranno degli obiettivi personali da portare a
termine come “mangiare una pietanza sostanziosa” o “fabbricare
un’arma” per raccogliere esperienza, ma niente che possa
giustificare l’avventura
(sarebbe bastato anche un “uccidi il
cattivone che ti ha condannato a morte”, non siamo così esigenti).
Purtroppo la quasi totale mancanza di una storia non è l’unico punto
negativo del gioco, e fin da subito vi accorgerete di una
realizzazione tecnica piuttosto deludente. Per quanto il mondo di
gioco risulti anche gradevole alla vista con montagne, corsi d’acqua
e strutture in rovina realizzate discretamente, non si può dire lo
stesso delle animazioni e della fattura delle creature del gioco,
umani compresi. I movimenti del protagonista sono legnosi e slegati
tra loro e molte animzioni sono approssimative e incomplete. Tanto
per farvi un esempio potrei dirvi che quando vi arrampicate su una
superficie (con un sistema preso di peso da Zelda: Breath of the Wild
per Nintendo Switch) non esiste un’animazione che, alla fine
dell’arrampicata, faccia vedere il personaggio che si rialza. Non
cerchiamo certo la perfezione, ma un minimo di collegamento tra le
animazioni
, giusto per dare quel tocco di realismo in più non
guasta. L’intelligenza artificiale delle creature lascia molto a
desiderare
e per certi versi sembra addirittura buggata. Se per
esempio provocate l’ira di una specie di tartaruga gigante che
incontrate poco dopo l’inizio del gioco (tra l’altro una delle poche
creature pacifiche del gioco), da quel momento in poi, tutte le
tartarughe giganti che incontrerete, anche a chilometri di distanza,
tenteranno di uccidervi, e questa cosa ha decisamente poco senso.

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Tuttavia bisogna dire che il lato
survival del gioco è curato abbastanza bene
, mettendoci sempre di
fronte a situazioni pericolose, ma dandoci anche i mezzi per
superarle. Le cose da fare in questo senso sono davvero tante e tante
sono anche le combinazioni di materiali per ottenere risultati.
Potremo fabbricare da subito molti oggetti utili sia per cacciare che
per vestirci, per pregare la nostra divinità e anche per costruirci
una casa dove custodire oggetti. Con l’aumento di livello poi
raggiungeremo la maestria per fabbricare armi sempre più potenti e
vestiti più resistenti. Il problema è che per arrivare a questo
punto e cominciare a rendere il gioco interessante, dovrete sudare le
proverbiali sette camicie
. Inizialmente la cosa che farete di più
sarà scappare raccogliendo risorse in corsa e cercando luoghi più
sicuri dove usarle. Perché all’inizio dell’aventura sarete davvero
inermi e la cosa diventerà frustrante dopo poco, portandovi troppo
spesso alla morte nel tentativo di riuscire, almeno, ad uccidere
qualcosa
. Uno degli oggetti che potrete costruire sarà un giaciglio
che servirà da checkpoint
. Grazie a questo tecnologico strumento
fatto di foglie potrete evitare di ricominciare dall’inizio della
mappa. Tutto stà nel ricordarsi di costruirlo in mezzo alle tante
cose da fare. Quando morirete potrete quindi ripartire da questi
punti ma lo farete senza avere più nulla nel vostro inventario ma
tranquilli, perché potrete andare a cercare il vostro precedente
cadavere per recuperare le risorse già raccolte, e sempre se non vi
capiterà il bug per cui il cadavere sarà selezionato ma non potrete
interagire con esso
.

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Ma in questo titolo c’è anche qualcosa
di buono se avrete la pazienza e non vi farete abbattere dalla
frustrazione nel continuare a morire. Come già detto, con
l’avanzamento di livello potrete costruire attrezzature sempre più
potenti
e performani e, inoltre, sbloccherete abilità particolari
che vi permetteranno di resistere al duro ambiente che vi circonda.
Arrivati a questo punto sarete voi a dettare legge e non dovrete
avere più paura di morire per aver affrontato il mostro sbagliato.
Anche la colonna sonora è molto ben fatta e decisamente evocativa e ispirata,
anche se di contro restituisce effetti sonori mediocri e buttati lì
a caso
, ma la colonna sonora è comunque ben fatta. Le modalità di
gioco offerte permettono poi di affrontare il gioco in singolo o in
co-op con un amico
(il che potrebbe rendere le cose più facili e interessanti, almeno per la compagnia)
oppure potrete cimentarvi nelle modalità online. Quì avrete la
possibilità di collaborare con gli altri giocatori oppure buttarvi in una specie di battle royale in cui, oltre a guardarvi dai pericoli
del mondo, dovrete vedervela anche con avversari umani.

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Conan Exiles possiede una componente
survival molto curata e complessa
dove le cose da fare sono tante. Il
mondo di gioco è duro e spietato
e dovremo dare il meglio di noi per
riuscire a sopravvivere con le risorse a disposizione. Tuttavia i
programmatori non hanno riposto la stessa cura nella realizzazione
della parte tecnica
del titolo, creando un ambiente di gioco povero,
soprattutto dal punto di vista dell’intelligenza artificiale e di
quelle che sono le animazioni del nostro eroe e delle creature che
dovremo affrontare, portando tutto il gioco a superare di poco la
sufficienza
. La quasi totale mancanza di un filone narrativo lascia
pochi stimoli a proseguire nell’avventura e ad arrivare al punto più
interessante del titolo, ovvero il momento in cui con le nostre
abilità possiamo cominciare a dominare il mondo
che ci circonda. Un
vero peccato per quella che sembra essere un’occasione mancata di
avere tra le mani un titolo completo e appagante
che avrebbe potuto
coinvolgerci per molte ore.

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