CONTROL – La recensione della nuova IP targata Remedy

Ecco il nostro verdetto su CONTROL, l'ultima fatica di Remedy pubblicata da 505Games. Sarà stata in grado di conquistarci? Scopritelo nella nostra recensione.

Scritto il 30.08.2019
da Gennaro Schiavelli
Control - Recensione

Dagli sbagli si impara

Alzi la mano chi, anche per un solo istante, non abbia intravisto in CONTROL (sin dal suo primo trailer) quanto di buono Remedy aveva già fatto con il sottovalutato Quantum Break, qui espanso all’ennesima potenza. Crediamo, fortemente, nessuno tra i qui presenti. La critica maggiore mossa all’esclusiva Microsoft risiedeva più che altro nell’enorme potenziale di cui il titolo disponeva e che provava ad esprimere senza però riuscirci completamente. Forse per colpa del publisher, forse per colpa della stessa Remedy che tra uno spezzone di gameplay e l’altro aveva introdotto episodi in pieno stile serie TV. Chi lo sa. Fatto sta che la software house sembra aver imparato dai propri (?) errori prendendo di peso quelle meccaniche già sperimentate nell’opera precedente e portandole verso una dimensione più consona ed uniforme, trovando finalmente una quadra.

Nasce così CONTROL (ciò che sarebbe dovuto essere Quantum Break in principio o forse no), un action adventure come solo Remedy è in grado di concepire. Sarà stato in grado di conquistarci? Scopritelo insieme a noi nel corso della recensione.

Control screenshot

Asimov chi?

Il gioco ci metterà nei panni di Jesse Faden (interpretata dalla bellissima Courtney Hope), una ragazza dotata di poteri soprannaturali in cerca del fratello disperso anni or sono. Il Federal Bureau of Control (FBC), un’organizzazione segreta governativa che si occupa di tenere a bada e studiare i vari fenomeni soprannaturali, è stato invaso da un’entità finora sconosciuta. Jesse, attraverso uno strano rituale, viene eletta direttrice e messa a capo di questa organizzazione, con lo scopo di guidarla attraverso i misteri che affliggono la struttura (l’Oldest House). Ossessionata dai ricordi a dalle visioni continue dell’ex direttore Zachariah Trench (interpretato da James McCaffrey), dovrà trovare il modo di sconfiggere questa terribile entità ultraterrena, scoprire la verità sul proprio fratello scomparso e riportare così tutto alla normalità.

La trama avrà quindi quel sapore forte, fantascientifico e distopico, tipico delle opere di Isaac Asimov, incentrata in modo particolare su argomentazioni scientifiche e spinta anche da un comparto audiovisivo (su cui torneremo più avanti) che rimanda all’immaginario descritto nelle opere dell’autore. Bisogna ammettere che il risultato ottenuto è un bel mix: la trama è ben narrata attraverso cutscene e non solo (saranno davvero molti i collezionabili da raccogliere in grado di arricchire il background) ed inoltre capace di tenere vivo l’interesse di chi gioca senza risparmiarsi qualche piccolo colpo di scena. Forse è risultata essere leggermente ingarbugliata e criptica nelle battute iniziali, salvo poi divenire più nitida con il progredire dell’avventura. C’è da dire comunque che da questo punto di vista Remedy non si è risparmiata, mettendo in scena un action game inquietante per larghi tratti e in grado di strizzare l’occhio a pellicole dai toni thriller, addirittura horror, se vogliamo.

Control

You take my self, you take my self CONTROL

Come dicevamo in apertura d’articolo, CONTROL è, a conti fatti, l’erede spirituale di Quantum Break, un titolo che faceva della manipolazione temporale il suo nucleo vitale. L’idea di gameplay alla base del titolo vedeva infatti il protagonista intento a manipolare a proprio piacimento lo scorrere del tempo, accelerandolo e rallentandolo durante gli scontri a fuoco e non solo. Ebbene, concettualmente, la nuova IP targata Remedy poco si discosta da questa formula, annoverando tra le proprie meccaniche diverse similitudini. La bella Jesse sarà infatti capace di usare un potere “simile” alla telecinesi, facendo levitare così a proprio piacimento cose o persone.

Sarà dunque possibile scagliare oggetti contro i malcapitati indebolendogli quelle che sono le loro difese; creare uno scudo protettivo contro il fuoco nemico facendo levitare le rocce; volare ed effettuare rapidi scatti in modo da schivare i proiettili in arrivo; manipolare mentalmente e prendere il controllo dei nemici indeboliti e così via. Le soluzioni sono molteplici e vanno tutte a beneficio di un gameplay in costante evoluzione, che non permette pause ed anzi pone l’enfasi sulla frenesia e la caoticità degli scontri. Il tutto passa anche attraverso un albero delle abilità che vi consente di potenziarvi e migliorarvi spendendo i punti abilità guadagnati nei vari punti di controllo sparsi in giro per la mappa.

La protagonista sarà comunque dotata di un’arma (una pistola per la precisione), in grado di mutare la propria forma ogni qualvolta lo desideriate (a patto di averne sbloccato la relativa modifica), diventando persino simile ad un mitra o un fucile a pompa che dir si voglia. Come utilizzarla sarà quindi a vostra completa discrezione, tenendo però ben a mente che ne saranno equipaggiabili soltanto due per volta. Non sarà tuttavia necessario raccogliere proiettili in giro per poterla ricaricare. Il sistema scelto dai designer in fase di sviluppo, per ricaricare le armi di Jesse prende ispirazione dalle armi soggette al surriscaldamento. Sarà infatti possibile sparare all’impazzata finché le munizioni non si esauriranno, salvo poi dover attendere un determinato lasso di tempo per vederle ricaricarsi automaticamente e poterle così riutilizzare. Una scelta curiosa ma che a conti fatti si rivela vincente e funzionale. L’azione è talmente frenetica (grazie anche alla buona IA nemica) che il doversi eventualmente concentrare anche nella spasmodica ricerca di munizioni, avrebbe sicuramente spezzato il ritmo.

Vincente è anche la scelta di ricaricare la barra della salute raccogliendo l’energia fatta cadere dai nemici, così come quella di inserire la stamina per l’uso dei controlli telecinetici. Il tutto garantisce quell’adrenalina poc’anzi citata, proponendo scontri al cardiopalma in grado di esaltare il giocatore e spingerlo ad utilizzare tutte le armi di cui Jesse è dotata. Non raggiunge certamente la velocità di un DOOM (per essere del tutto chiari), ma ci si avvicina molto. La verticalità dei livelli e il poter volare (seppur per un limitato lasso di tempo) porta infine a sfruttare i movimenti della protagonista a tutto tondo, per un controllo a trecentosessanta gradi, mai così totale. I nemici lasceranno inoltre (una volta sconfitti) cadere delle MOD (modifiche), con cui poter potenziare i poteri telecinetici o la pistola, aggiungendo anche quella profondità tipica degli RPG e che in titoli di questo stampo viene spesso a mancare.

Control metroivania sì o no?

Metroidvania si, oppure no? Nì

Vero è che durante i mesi successivi al primo trailer rilasciato in occasione dell’E3 2018 sul palco di Sony le informazioni su CONTROL si sono susseguite di mese in mese, ma c’era frenesia nel costatare con mano la natura action del titolo, capace di legarsi con un filo diretto alla filosofia tipica che sta dietro ai metroidvania. L’opera ha infatti destato curiosità tra addetti ai lavori e giocatori proprio grazie a questa sua peculiarità. Siamo spesso abituati a giochi di questo stampo volti perlopiù ad offrire un’esperienza a livelli (magari fatta di macroaree) mentre così a caldo, che io ricordi, sono quasi del tutto inesistenti quelli che abbracciano questa filosofia (salvo qualche vecchia gloria passata). Diciamo quindi che CONTROL a conti fatti si è rivelato una via di mezzo e un ottimo esperimento, ma nulla di più. Il perché? È presto detto: non è un perfetto metroidvania. Tutte le aree che compongono il Bureau non sono esattamente interconnesse tra loro (o meglio, lo sono, ma non come ci saremmo aspettati).

L’Holdest House è chiaramente una struttura disposta su più livelli (e dotata di un comparto artistico seppur poco vario, davvero evocativo) ed è quindi stato semplice andare incontro ad alcune limitazioni, purtroppo e con nostro sommo rammarico. I vari livelli sono sì interconnessi tra loro, ma solo tramite un ascensore che collega i piani; ascensore che, quando utilizzato, fa partire una schermata di caricamento (cosa che sinceramente un po’ smorza l’immersione). La struttura à la metroidvania va perciò in parte a farsi benedire e resta limitata solo ai vari piani che si andranno a visitare, senza che questi siano realmente connessi l’uno all’altro tra di loro (come avviene invece in Dark Souls, ma anche in Darksiders III, ad esempio).

Anche la gestione dei checkpoint (o punti di controllo) e del teletrasporto non è sempre brillante e, seppur in rare occasioni, ci siamo indispettiti non poco per tali scelte. Per concludere, la mappa non ci è apparsa proprio di facile lettura, generando in noi più di qualche perplessità e facendoci perdere la bussola più e più volte. Certo, con il passare del tempo ci si abitua, ma solo perché si viene a conoscenza dei vari percorsi e non per meriti di quest’ultima. Sinceramente, dall’esplorazione nuda e cruda ci si aspettava qualcosina in più, poiché a tratti ci è sembrata funzionare alla grande mentre in altri, un po’ meno. È vero, ci sono molti oggetti e collezionabili da trovare, così come missioni secondarie in quantità, ma anche la gestione di quest’ultime non è sempre chiara e ben spiegata. Peccato, perché quando CONTROL decide di fare sul serio ponendo l’enfasi anche su questo aspetto, esalta come pochi. Magari con un’apposita patch si potrebbe andare a migliorare la mappa e renderla quantomento più efficiente, salvo riuscire a correggere il tiro su qualcun altro di questi aspetti appena elencati, ma ne dubitiamo.

Ray Tracing

Il prezzo del Ray Tracing

Un altro degli aspetti che faranno discutere di CONTROL riguarda sicuramente il comparto tecnico. Sappiamo tutti oramai che su PC il gioco, anche grazie all’introduzione di questa “nuova” tecnologia chiamata Ray Tracing, raggiunge picchi qualitativi encomiabili. Ma a che prezzo? Ebbene, noi abbiamo giocato l’intera avventura su Xbox One X (non certo l’ultimo dei catorci), e dobbiamo purtroppo evidenziarne alcune criticità. La prima è quella che riguarda la risoluzione. Scordatevi i 4k reali (o upscalati, fate voi), l’immagine (a detta dell’analisi di Digital Foundry) raggiunge una risoluzione di 1440p sulle console Microsoft e Sony più performanti, mentre i 720p o poco più su quelle base. In ogni caso, anche su console premium, abbiamo avuto come la sensazione che l’immagine fosse ancora troppo sfocata rispetto ad altri titoli che magari propongono la stessa risoluzione ed appaiono più nitidi. Un’impressione forse dovuta alla particolare palette di colori presente nel titolo? Probabile. Fatto sta che si avverte.

Così come si avvertono vistosi cali nel frame rate ed effetti di pop up in lontananza, anche se sotto il cofano si ha il motore più potente. Nelle fasi più concitate, dopo aver deselezionato il menu di pausa e in prossimità di aree ancora non esplorate, ci è capitato spesso di passare dai trenta fotogrammi garantiti dal gioco, ai venti (per essere magnanimi), e non osiamo immaginare sulle console più anzianotte. In un paio di occasioni abbiamo dovuto fare i conti persino con dei freeze che ci hanno obbligato a dover riavviare il gioco. Insomma, il Ray Tracing sì, è bello, e forse CONTROL è il titolo che meglio ne mostra le potenzialità (o era Minecraft?), ma a che prezzo? Valeva davvero la pena sacrificare la fluidità in favore di questa tecnologia che in un titolo come questo risulta di fondamentale importanza? Noi crediamo di no. Bastava mantenere quei favolosi effetti particellari visti durante il nostro giocato e quella quasi definitiva distruttibilità ambientale per avere forse un’esperienza più pulita e gratificante.

Niente supporto infine per quanto riguarda l’HDR o la possibilità di cambiare nei menu la risoluzione ed il frame rate, scelta alquanto impopolare di questi tempi.

Distruttibilità totale

Nelle cuffie un sonoro che spacca

Le composizioni musicali (la cosiddetta OST) che faranno da sottofondo alle peripezie di Jesse & Co. sono composte da Martin Stig Andersen, il quale ha già lavorato ad INSIDE e Wolfenstein II: The New Colossus, affiancato per l’occasione da Petri Alanko, autore di quelle che sono le musiche ascoltate in Alan Wake e Quantum Break. I due compositori hanno unito le forze per dar vita a una soundtrack in grado di esaltare i tratti soprannaturali dell’ultima fatica di Remedy e renderla più dinamica possibile (questo almeno è quanto emerso da un precedente video-diario rilasciato dalla stessa compagnia).

Lasciatevi dire che il risultato è da applausi e in ogni occasione la musica accompagna in modo magistrale lo svolgersi dell’azione. Due, in particolare, i momenti topici capaci di esaltarci come pochi altri titoli sono riusciti a fare e che credo ci resteranno impressi nella mente praticamente a vita.

Ottimo anche il doppiaggio (esclusivamente in inglese) che vede il coinvolgimento di quelle che sono le voci originali di ognuno dei protagonisti, così come gli effetti sonori. Questi ultimi, per buona parte dell’avventura saranno pronti a insidiarsi nella vostra testa, generando tensione e pompando adrenalina quando richiesto. Un bel mix che insieme alle OST non stonano mai e si rivelano quasi sempre precisi e impeccabili, trasportandovi nel limbo dei lamenti fin nel più vuoto e assurdo, spazio assordante. Da esperienza cinematografica, verrebbe da dire.

Control

Il nostro verdetto su CONTROL

Abbiamo terminato il gioco in circa venti ore totali, tralasciando nella seconda parte dell’avventura alcune missioni secondarie (quelle, a nostro modo di vedere, un po’ meno riuscite) e possiamo dirvi che: se il vostro scopo è quello di dar fiducia alla nuova IP Remedy, non ve ne pentirete affatto. Al netto di quelle che sono tutte le problematiche analizzate in sede di recensione, non possiamo che consigliarvelo caldamente. La frenesia del gameplay ed al contempo la sua indubbia qualità e varietà, donano a CONTROL quella completezza che forse in Quantum Break mancava. Certo, ci sono alcune incertezze figlie di un comparto tecnico che forse vuole osare sin troppo senza riuscirci completamente, così come ci sono alcuni passaggi a vuoto nel level design; ma si tratta più di ingenuità che ci sentiamo di perdonare, piuttosto che di vere e proprie lacune.

Vi ritroverete tra le mani un’avventura longeva il giusto, capace di raddoppiare le proprie ore qualora voleste dedicarvi a tutti quegli aspetti secondari che il titolo mette a disposizione del giocatore, facendovi proseguire il vostro cammino da dove si era interrotto, una volta visti i titoli di coda. Vi innamorerete (perché no?) della bella Courtney Hope cercando di svelare i misteri del Bureau attraverso una storia che non risparmia qualche colpo di scena e vi divertirete a padroneggiare un gameplay mai così dinamico e adrenalinico (per un action game). La perfetta sintesi di tutti i titoli finora partoriti da Sam Lake e il suo team, oseremmo dire.

Il loro progetto migliore? Chissà.

Solo il tempo saprà dircelo.

Nel frattempo, è arrivato il momento di prendere il controllo di voi stessi.

Vi sentite pronti?

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Valutazione di TopGamer
A conti fatti, CONTROL si è rivelato un gioco di tutto rispetto. Al netto di quelli che sono gli evidenti problemi tecnici (che speriamo vengano risolti) e di un'anima metroidvania non completamente sfruttata, il gioco offre una varietà di gameplay e una dinamicità d'azione non indifferente. Potremmo affermare di trovarci di fronte alla perfetta sintesi di tutti quelli che sono i giochi Remedy fin qui usciti. Un'alchimia quasi perfetta che forse, con un po' di accortezza in più, poteva diventare il capolavoro a cui forse la stessa software house aspirava. Poco importa, un eventuale secondo episodio non potrà che fare ancora meglio. Almeno è quello in cui noi tutti speriamo.
PRO
  • Trama non priva di colpi di scena
  • Gameplay frenetico e dinamico
  • Comparto audio magistrale
  • Ottima longevità
  • Buon comparto tecnico con molti effetti particellari ed utilizzo del ray tracing...
CONTRO
  • Un'anima metroidvania non completamente riuscita
  • Mappa delle aree da rivedere
  • ... ma che soffre di vistosi cali di frame rate
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
5,00/5
1 voti
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