Cuphead – Recensione

C’erano una volta i cartoni animati anni ’30, grotteschi, inquietanti ma realizzati con una cura maniacale. A quel tempo non esistevano i computer ad aiutare i disegnatori, a quel tempo si disegnava tutto a mano, tavola dopo tavola, e i risultati erano stupefacenti per l’epoca. Personaggi strani, che sembravano usciti da un incubo dopo aver […]

Scritto il 05.10.2017
da Sergio Bulfari

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C’erano
una volta i cartoni animati anni ’30, grotteschi, inquietanti ma
realizzati con una cura maniacale. A quel tempo non esistevano i
computer ad aiutare i disegnatori, a quel tempo si disegnava tutto a
mano, tavola dopo tavola, e i risultati erano stupefacenti per
l’epoca. Personaggi strani, che sembravano usciti da un incubo dopo
aver mangiato peperonata appena prima di andare a dormire, prendevano
vita in storie al limite dell’assurdo ma che sapevano fare presa sia
sui giovani che sugli adulti, contribuendo ad un genere che si è
evoluto all’inverosimile nel corso degli anni. MDHR Studio si deve in
qualche modo sentire molto legata a quell’epoca e, dando fondo a
tutte le risorse a disposizione (soprattutto economiche), ha dato
vita a quel gioiello che è Cuphead.

La
storia comincia quando i 2 protagonisti decidono di giocare al casinò
contro il diavolo in persona. Ovviamente la posta in gioco non può
essere altro che l’anima
che… i 2 perderanno senza neanche
sforzarsi troppo. Bisogna dire però che il diavolo sa essere anche
ragionevole
e i nostri ragazzi-tazza avranno la possibilità di
salvare la propria preziosa anima recuperando quelle di altri
personaggi sparsi per il gioco e che hanno precedentemente firmato un
contratto con il diavolo. A questo punto non ci resterà altro da
fare se non girare per la mappa di gioco parlando con personaggi
decisamente strani, come ad esempio un pesce seduto sulla riva di un
fiume che passa il suo tempo… pescando. Girando per la mappa avremo
modo di affrontare i vari livelli del gioco e i boss sparsi quà e là
per arrivare all’obiettivo finale che sarà sempre portare a casa la
pellaccia
.


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Cuphead
è un classico
shoot
‘em up a scorrimento orizzontale

per uno o due giocatori come ai vecchi tempi, che prende spunto da
classici intramontabili come Metal Slug e Contra, e come allora la
difficoltà regnerà sovrana per tutto lo svolgimento del gioco. I
programmatori non hanno voluto andarci tanto per il sottile e hanno
confezionato un titolo davvero tosto. Proseguire attraverso i livelli
sarà un’impresa ardua che richiederà una grande dose di: pazienza,
precisione e concentrazione
. Non ci saranno checkpoint sparsi per lo
stage di turno e quindi preparatevi al peggio, perché morire
significherà ricominciare il livello dall’inizio, anche se sarete ad
un pelo dalla sua fine. Ma tutto questo non rende il gioco odioso o
da evitare come la peste, perché l’alta difficoltà crea piuttosto
una sfida appassionante, dove rifare uno stage dal principio sarà
solo un altro modo per migliorare la propria performance fino alla
perfezione. Saranno presenti livelli in cui procedere a piedi e altri
in cui voleremo su aerei
, ma in nessuno di questi potremo stare
tranquilli. Anche i boss sapranno darci del filo da torcere e
sconfiggerli potrebbero richiedere numerosi tentativi, ma alla fine
rimarrete molto soddisfatti. Perché sia con i nemici nei livelli che
con i boss, Cuphead non presenterà una particolare intelligenza
artificiale che si adatterà al nostro modo di giocare rendendoci la
vita impossibile. In Cuphead tornano di prepotenza gli schemi tanto
cari e tanto odiati dai giocatori di vecchio stampo
. Ogni nemico che
incontreremo sul nostro cammino rispetterà uno schema d’attacco ben
preciso che ripeterà ad intervalli regolari. Starà a noi impararli
tutti e contrattaccarli in sequenza, mantenendo precisione e sangue
freddo
in tutto il marasma che si svilupperà durante uno stage o
contro un boss.


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Graficamente
il titolo di MDHR Studio è davvero un capolavoro
. tutti gli sfondi e
tutti i personaggi presenti nel gioco sono stati disegnati a mano
proprio come si faceva una volta (pur facendolo su un computer) e la
particolarità del titolo è che non solo ogni livello ha il suo
particolare fondale, ma ogni livello presenta dei nemici che
troverete solo lì e non in nessun altro stage. In ogni livello
troveremo personaggi assurdi e numerose citazioni ai cartoni animati
anni ’30 su cui è basata l’intera produzione. Una su tutte è la
presenza di un personaggio molto simile a Woody Woodpecker che noi
conosciamo come Picchiarello. Anche il comparto sonoro raggiunge
livelli molto alti, presentanto musiche che sembrano provenire
direttamente dal passato e che si sposeranno perfettamente con ogni
situazione. Saranno presenti in tutto 3 isole da esplorare, 2 livelli
per ogni isola
e un buon numero di boss che dovrebbero portare la
longevità globale sulle 6 ore
, e se considerate che il gioco costa 20€, capirete da soli che ne vale davvero la pena. Se vi può sembrare poco dovete però
considerare che il gioco offre un sistema di valutazione basato sul
tempo e sugli errori fatti, e i più tenaci tra gli utenti potrebbero
decidere di cercare di ottenere dei record in ogni livello,
aumentando esponenzialmente la durata complessiva.

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Complessivamente
Cuphead non delude le aspettative e si propone come il miglior
titolo Indie sul mercato
e uno dei migliori giochi mai usciti.
Graficamente realizzato in maniera impeccabile colpisce per l’impegno
dei programmatori che trasuda da ogni schermata. L’alta difficoltà
che costringe il giocatore ad impegnarsi in ogni livello rende poi la
sfida estremamente appassionante
. Per i neofiti del genere potrebbe risultare frustrante, ma un tentativo andrebbe comunque
fatto per uno dei titoli più belli e ispirati della nostra epoca.

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