Dark Souls™: The Breath of Andolus – recensione della saga a fumetti

Dark Souls è sicuramente un nome che si è ritagliato una fama internazionale. Un brand che è nato dalle ceneri del meraviglioso Demon’s Souls ed è stato in grado di regalare un lore unico ed un gameplay che è stato capace di ispirare un genere a sé, chiamato appunto souls-like. Per quanto ormai abbiamo già […]

Scritto il 27.02.2018
da Simone S. Marcocchi


Dark Souls è sicuramente un nome che si è ritagliato una fama internazionale.

Un brand che è nato dalle ceneri del meraviglioso Demon’s Souls ed è stato in grado di regalare un lore unico ed un gameplay che è stato capace di ispirare un genere a sé, chiamato appunto souls-like. Per quanto ormai abbiamo già avuto la conferma dalla stessa Bandai Namco che Dark Souls Remastered vedrà la luce il prossimo 25 maggionel caso qui potrete trovare un articolo di approfondimento -, sappiamo anche che la trilogia della saga nata in seno a From Software probabilmente ha chiuso i battenti proprio con il terzo capitolo… o almeno fino al prossimo titolo, o a una nuova trilogia, o chissà.

Il punto però è che qualora i tantissimi amanti del lore volessero approfondire ancora di più gli elementi così particolari della serie potrebbe attendere la versione nel nostro idioma di un libro chiamato Dark Souls: Beyond The Grave, di cui parleremo sicuramente molto più avanti e che è uscito alla fine dello scorso settembre, ma di cui non si conoscono ancora molti dettagli per portarlo in italiano. Questo volume affronta in modo capillare la serie, partendo proprio da Demon’s Souls fino ad arrivare a Dark Souls 2, curiosamente ignorando il terzo e di cui forse arriverà uno speciale a parte.

Nello specifico oggi però analizzeremo una serie, composta da quattro fumetti, edita da Titan Comics – la stessa che in questo periodo ci sta regalando Bloodborne, di cui potrete trovare la recensione del primo numero cliccando qui -, che porta il nome Dark Souls™con la specifica “The Breath of Andolus” per distinguerlo da altre due serie di cui parleremo prossimamente e non realizzate entrambe con la stessa qualità di quella che oggi vi suggeriamo. Se infatti Bloodborne ha saputo essere totalmente inserito nel contesto del videogame, peccando forse per una trama troppo sterile ed esageratamente orientata ad un aspetto più emozionale, rispetto ad una quantità di contenuti più alta, nel caso di questa edizione del fumetto gli aspetti si ribaltano interamente.

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Da una parte infatti abbiamo una storia che si dipana nell’arco di quattro albi, ben organizzata e caratterizzata da una forma ricca di idee originali e di vicende viscerali, che coinvolge i protagonisti, dall’altra sembra voler prendere grandemente le distanze da una logica dei Souls che ben conosciamo. La trama affronta il viaggio di una donna, chiamata Fira, che veste i panni di un cavaliere e della sua controparte Aldrich – ehi, fermi tutti, avete giocato a Dark Souls 3? Questo nome vi suggerisce qualcosa? -. Per quanto si avverta la costante insicurezza della morte potenziale, non è tanto questo su cui fanno leva lo scrittore Mann e il disegnatore Quah, bensì comprendere i pezzi del puzzle che compongono il passato di Fira e il ruolo Aldrich in questo viaggio, che gioca costantemente con l’essere una buona guida, un ottimo consigliere, ma non per questo meno sinistro. La colorazione e la qualità dei dettagli è davvero impressionante, molto superiore a quella di Bloodborne, anche se sicuramente qualcuno potrebbe parlare di differenze di stile, ad ogni modo la maniacalità per l’estrema ricercatezza nel dettagliare ogni singola scena è incredibile.

Moltissime le variant cover, pensate che se ne esistono circa quattro per i numeri dal due al quattro, ma sono addirittura nove per il primo. Tra queste è giusto segnalarne alcune che si rifanno direttamente al videogame, anche se una di queste in realtà richiama la cover di Demon’s Souls (lascio a voi scoprire quale), e una irresistibile con Solaire di Astora e il suo irrinunciabile “Praise the Sun”, ormai diventato icona e meme della serie. Il “cavaliere del sole” poi farà la sua comparsa proprio nel primo volume, anche se in una veste particolare, ma non voglio rovinarvi nulla della storia.

Prima di chiudere, e per amor della precisione, avendo fatto una panoramica generale di molte produzioni su Dark Souls, vi segnalo un fumetto che più italiano di così non si può, pur rispettando in pieno il canone del videogame giapponese. L’autore del fumetto è il bravissimo Giuseppe Candita che ha realizzato il numero zero di un albo chiamato Knight in the Nightvi posto anche il link della pagina Facebook se volete altre delucidazioni in merito – che ricalca da vicino, anzi probabilmente ancora di più rispetto ai fumetti Titan Comics, il mood dei Souls e per altro (cosa che a voi non fregherà minimamente) ho la mia bella copia autografata.

Se siete interessati a portarvi a casa l’opera omnia, comprensiva dei quattro volumi, vi basterà cliccare qui, in questo modo vi potrete scaricare la versione Kindle o farvi arrivare quella cartacea, tenendo conto che entrambi sono disponibili solamente in inglese. La particolarità della versione Kindle, come già detto nella recensione di Bloodborne, è quella di poter scaricare l’app su qualunque dispositivo mobile o computer, per poter godere di meravigliosi colori che compongono l’opera di Mann/Quah.

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