Darksiders Genesis – Recensione

Lo spin-off prequel di Darksiders arriva in anteprima su PC e Google Stadia e noi lo abbiamo recensito per voi

Scritto il 04.12.2019
da Gennaro Schiavelli
Darksiders Genesis - Recensione

A circa un anno di distanza o poco più rispetto al terzo capitolo con protagonista la bellissima Furia, Darksiders torna sui nostri schermi grazie ad un nuovo episodio ambientato prima degli eventi narrati nell’originale, uscito su console di passata generazione (e in seguito su PC) nell’ormai lontano 2010. La formula tipica che da sempre accompagna questo brand è ancora una volta da ricercare nella parola “cambiamento”. Come già detto nella nostra anteprima, infatti, anche per questo nuovo spin-off si è pensato di rimescolare le carte in tavola e di proporre ai videogiocatori qualcosa di differente rispetto al passato. Ecco infatti fare il suo ingresso in scena per la prima volta nella serie una modalità cooperativa e un nuovo tipo di inquadratura, isometrica per l’occasione, che tanto s’ispira a titoli del calibro di Diablo e compagnia.

Ad ogni modo i ragazzi di Airship Syndacate non sono certo nuovi a questo tipo di approccio; parliamo infatti degli stessi ideatori che stanno dietro a Battle Chasers accompagnati, anche in questa occasione, dalla sapiente matita di Joe Madureira, tra l’altro anche creative director del gioco. Le somiglianze con il loro precedente lavoro chiaramente si notano a più riprese eppure, anche in questa sua nuova veste, Darksiders Genesis riesce a mantenere intatto quello che è il suo spirito, portando su schermo tutta la devastazione tipica della serie. Orde di demoni da sconfiggere, fasi platform e di puzzle solving, lunghe cavalcate… C’è tutto, ma proprio tutto, in questo prequel dove finalmente potrete prendere il controllo di Conflitto, l’ultimo dei Cavalieri dell’Apocalisse con cui ancora non avevamo avuto modo di giocare.

Darksiders Genesis

L’inferno di Lucifero

Come accennato poc’anzi, dunque, il nuovo Darksiders farà da prequel agli eventi narrati nel primissimo episodio e farà entrare in scena ben due (dei quattro) Cavalieri dell’Apocalisse. Per volere dell’Arso Consiglio, Guerra e Conflitto verranno inviati alla ricerca del demone Samael (Dio degli inferi) con lo scopo di annientarlo; quando però quest’ultimo gli rivelerà che Lucifero è alle prese con un qualcosa di più grande, la storia prenderà una piega ben diversa. Non si sa bene quali siano le reali intenzioni del Diavolo, e ai Cavalieri non resterà che unire le forze con alcuni demoni (tra cui proprio Samael) per tentare di scoprirlo.

Verrete quindi trasportati nel vuoto più assoluto per qualche assurdo motivo dove farete la conoscenza di Vulgrim (il mercante mangia-anime già visto negli altri tre capitoli) e Dis, sua schiava, imprigionata dallo stesso per via di un contratto stipulato precedentemente. La trama vi porterà a solcare terre pregne di corruzione, sfidando orde di demoni mossi dall’oscura mano del Diavolo e passando attraverso dialoghi brillanti, sorretti da un personaggio – Conflitto – davvero carismatico. Saranno infatti molti gli scambi di battute tra lui e il ben più burbero fratello, Guerra, capaci di strapparvi a più riprese sorrisi e introducendovi in un’atmosfera contrastante ma riuscita, com’è ormai da tradizione per la serie.

Darksiders Genesis

A-RPG (Action Role Play Game)

Non lasciatevi ingannare dal cambio di visuale, Darksiders Genesis conserva tutti quelli che sono gli stilemi tipici di un hack ‘n slash, mettendo a dura prova i vostri polpastrelli attraverso svariate combinazioni di tasti. L’aver introdotto un secondo personaggio giocabile rappresenta però la vera novità di questa produzione: alternare la fisicità e il limitato raggio di azione di Guerra, alla rapidità e agli attacchi dalla distanza di Conflitto, vi spingerà ad adottare diversi approcci in battaglia. Passare dalla frenesia delle schivate del gracile Cavaliere mascherato (che verte l’azione verso dinamiche tipiche da shoot’em up), alle possenti braccia del suo burbero fratello capace di scatenare potenti fendenti al suolo, sarà davvero immediato e dinamico. Questo fa sì che il gameplay risulti sempre fresco, divertente ed appagante, anche grazie ad un sistema di crescita che donerà ai protagonisti nuove mosse e diversi gadget da acquistare, o scovare in giro per i vari livelli.

Come dicevamo verrà in vostro aiuto Vulgrim che vi consentirà di acquistare alcuni oggetti volti a migliorare la vostra salute e non solo; sarà infatti possibile spendere anime anche per i cosiddetti Nuclei di Creature, ovvero delle sfere (racimolabili anche uccidendo i demoni), che incrementano passivamente i poteri dei Cavalieri andando ad agire su alcuni dei loro parametri, come ad esempio l’attacco e la collera. Questi nuclei, a loro volta, potranno essere equipaggiati mettendo il gioco in pausa e passando attraverso un apposito menu che ricorda vagamente la sferografia già vista nel decimo episodio di Final Fantasy. Ognuno di questi dovrà però necessariamente essere collegato all’altro per far si che venga attivato l’effetto; rimescolare le carte in tavola rimuovendone uno per sostituirlo con un altro, potrà portare il giocatore a trarne maggiore beneficio in battaglia. Vi è poi un secondo mercante, Dis, che vi consentirà invece di acquistare le tecniche di Conflitto e Guerra, permettendovi di dotare i vostri Cavalieri dell’Apocalisse di moveset che scoprirete essere sempre più devastanti. Come da tradizione, dunque, avrete un tasto dedito agli attacchi leggeri, uno a quelli pesanti, uno alla schivata, un altro ancora alla presa e così via.

Il tutto funziona come sempre ed il feeling è quello che i veterani della saga conoscono a memoria; proprio per questo motivo ci duole segnalare alcune imperfezioni e bug a cui il gioco è soggetto (nonostante alcuni aggiornamenti che hanno accompagnato le nostre partite in sede di review). Capiterà infatti (a volte) che non vedrete apparire il tasto apposito per effettuare la presa sul nemico di turno stordito o che Conflitto viva alcuni attimi di esitazione nello sfoderare le sue perfide pistole: Misericordia e Redenzione. Piccolezze, che sicuramente gli sviluppatori stanno tentando di risolvere prima della release, sia chiaro, ma è giusto segnalarle. La ruota dei potenziamenti potrà essere richiamata tramite la semplice pressione del tasto LB e, grazie ad essa, sarà possibile scegliere quale potenziamento abbinare all’attacco potente (Y) di Guerra, o che tipo di proiettili fare utilizzare a Conflitto. Inoltre, premendo contemporaneamente LB + X, LB + Y, LB + B si potranno utilizzare alcune tecniche che consumano Collera (accumulabile scatenando la vostra furia sui nemici), mentre premendo LB + A permette di alternare i personaggi, dando vita ad una catena che se ben utilizzata diverrà difficile da spezzare. Premendo invece LB + RT sarà infine possibile attivare la forma demoniaca di entrambi i personaggi, a patto però di aver riempito anche in questo caso l’apposita barra dedicata.

Darksiders Genesis

Il puzzle platform solving di Darksiders Genesis

Dopo aver analizzato la componente ruolistica di cui il titolo si fregia ed aver messo a nudo le peculiarità del combat system, è giusto soffermarsi su quelle che sono le sezioni platform e puzzle solving di Darksiders Genesis. Durante il corso dell’avventura verrete in possesso di alcuni oggetti che utili per superare diversi ostacoli, come ad esempio la Bomba del Vuoto, il Gancio Fantasma o la Lama Vorpal (selezionabili grazie alla croce direzionale). Alcuni di questi oggetti li avrete sicuramente imparati a conoscere grazie ai precedenti episodi, altri invece saranno del tutto inediti e apriranno al giocatore alcune situazioni differenti rispetto al passato causandogli, è il caso di dirlo, qualche grattacapo.

Ciò si verifica soprattutto nelle sezioni in cui dovrete utilizzare l’attrezzatura di cui Guerra è in dotazione, come appunto la Lama Vorpal. Grazie ad essa sarà possibile far esplodere le bombe di lava inattive ma, tuttavia, non esploderanno se prima quest’ultima non sarà completamente circondata dalle fiamme. Per far si che ciò avvenga, bisognerà attivare i relativi bracieri inattivi, facendoli ardere; solo dopo, mirando alle bombe e lanciando la lama sopra le fiamme tracciando la stessa traiettoria, esploderanno, liberandovi cosi il cammino ostruito dalla corruzione. Anche utilizzando l’attrezzatura di Conflitto purtroppo noterete qualche imprecisione, questa volta nei controlli, specie se dovete utilizzare la Bomba del Vuoto (che serve a teletrasportarvi da un punto A ad un punto B). Vi capiterà spesso di dover correggere il tiro e tentare più e più volte prima di riuscire a centrare il bersaglio evidenziato.

Capite che già solo a spiegare queste problematiche risulta piuttosto macchinoso, ma era doveroso e giusto mettervi al corrente che, specie per quanto concerne queste fasi appena descritte, avrete di che penare in almeno quattro o cinque situazioni. Non sempre infatti il gioco suggerisce in modo adeguato il da farsi in tali occasioni (e di certo non è un male o ciò che ci aspettavamo), ma il problema c’è ed è evidente, perciò ci preme evidenziarlo. Ciò si avverte proprio nelle sensazioni che alcuni enigmi trasmettono, lasciandovi con il dubbio che non tutto sia stato messo al proprio posto, come magari era stato inizialmente pensato. Ne è complice anche il tipo di inquadratura scelta, forse, che di certo non sempre offre una panoramica adeguata sull’enigma da risolvere così come non sempre si rivela comoda per le fasi platform, che in linea generale ci sono sembrate comunque riuscite.

Darksiders Genesis

Un viaggio nel gelido Vuoto

Il comparto tecnico così come quello artistico rendono onore ai personaggi e in linea generale contribuiscono a mantenere intatta la lore già ammirata in passato, questo grazie anche alla ritrovata collaborazione con il disegnatore che diede i natali ai Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, ovvero Joe Madureira. Gli scenari sono evocativi e, seppur la telecamera possa in qualche occasione fare i capricci per via di una regia non sempre impeccabile, il gioco saprà regalarvi comunque scorci e panorami davvero incredibili. La palette di colori utilizzata per questo viaggio negli inferi sorprende e stupisce a più riprese, dipingendo un mondo demoniaco diverso da quanto inizialmente preventivato.

La caratterizzazione dei sedici livelli che andranno a comporre la campagna principale è sempre unica e ricercata, così come come lo è il Vuoto: fungerà da Hub centrale, permettendovi di accedere ai Varchi Serpentini creati da Vulgrim, teletrasportandovi così in terre lontane. Foreste lussureggianti o distese desertiche saranno solo alcune di queste terre, tutte, o quasi, inframmezzate da lunghe cavalcate in sella ai propri destrieri. Anche l’illuminazione ambientale ci è parsa riuscita e contribuisce a rendere l’atmosfera cupa, ma al contempo magica e ricercata sposandosi perfettamente con i toni ironici che il titolo mette in scena.

Tecnicamente, ed avendo impostato tutto su settaggi ultra, Darksiders Genesis ci è parso solido, colmo di effetti particellari e dal frame rate granitico. Qualche lieve imprecisione l’abbiamo riscontrata nelle collisioni (come detto prima), in qualche bug sparso qua e là per l’avventura e in alcune texture non proprio nitidissime (specie quelle che vengono messe a fuoco in primo piano). Nulla di preoccupante ed anzi, grazie ad un comparto artistico ispirato, tutto quello che vi abbiamo appena descritto svanisce in una coltre di fumo senza lasciare traccia, grazie anche ad un OST di assoluto rispetto e dalle note epiche capace di esaltare i combattimenti e le scene su schermo. Così così invece il doppiaggio in italiano, simile a quello ascoltato nei precedenti Darksiders e a cui farete sicuramente l’abitudine via andando, ma che necessita assolutamente di alcuni ritocchi in fase di missaggio, per via di alcuni volumi sballati.

Il multiplayer co-op di Darksiders Genesis

L’ultima novità di Darksiders Genesis (come avevamo già accennato in apertura articolo) risiede nella possibilità di giocare in multiplayer tutta l’avventura assieme ad un altro giocatore, potendo così scegliere se cooperare in modalità offline oppure online. Se giocherete offline con un amico vedrete lo schermo suddividersi in due porzioni dedicate mano a mano che andrà ad aumentare la distanza tra di voi. Questo, seppur sulle prime possa risultare straniante e crearvi una leggera confusione, si rivelerà funzionale ai fini del gameplay e ben implementato poiché ogni giocatore potrà esplorare liberamente il livello senza restrizioni di sorta (quasi sempre dovute all’unica inquadratura).

Ciò non vale chiaramente per la modalità online che vi permetterà di giocare con altri giocatori connessi (magari dall’altro capo del mondo), godendo appieno di tutta la vostra porzione di schermo. Ad ogni modo, in entrambe le modalità basterà premere l’apposito tasto per far si che il vostro personaggio si teletrasporti all’istante nei pressi dell’altro giocatore, facendogli così risparmiare il tempo necessario a fare il percorso inverso. All’avventura principale si aggiungerà infine una modalità chiamata Arena che vi calerà all’interno di un livello in cui dovrete affrontare orde e orde di demoni, provando a resistere a tutte le ondate che il gioco vi metterà difronte.

Una bella sfida dunque che vi premierà (se portata a termine) con delle ricompense non indifferenti. Un luogo dove mettere a dura prova l’alchimia sin lì raggiunta con il vostro compagno e che, a differenza dell’avventura principale, non vi consentirà di impostare il livello di difficoltà.

In conclusione su Darksiders Genesis

La forza di questa serie – lo ribadiamo – risiede sempre nella capacità di cercare una via diversa rispetto a quanto visto in passato e Darksiders Genesis, esattamente come i suoi predecessori, è tra questi. Il nuovo cambio di inquadratura giova al comparto ludico, presentandoci un titolo a metà tra un hack ‘n slash ed uno shoot’em up introducendo una modalità multiplayer nuova di zecca, vero fiore all’occhiello di questa produzione. Il feeling con i comandi e con le azioni di gioco è rimasto invariato e non farete fatica a riconoscerne ogni tratto, seppur siano presenti alcune sbavature che speriamo possano essere risolte in tempo per la release. Durante il corso della vostra avventura affronterete infatti anche diverse boss battle, tutte ispirate artisticamente ma non sempre riuscite a livello ludico, vuoi per la ripetitività dell’azione, vuoi per qualche imprecisione nei comandi.

L’introduzione di un personaggio come Conflitto ha dato poi una verve non indifferente alla produzione, grazie al suo singolare modo di fare e di esprimersi, capace di strapparvi più di un sorriso durante le circa quindici ore che impiegherete per completare la campagna principale. Campagna che potrete ricominciare ad un livello di difficoltà maggiore ma che non è dotata (quantomeno al momento), di una modalità New Game Plus. Poco male, le cose da fare all’interno del gioco sono tante e potrete dedicarvi all’Arena, a scoprire gli eventuali segreti rimasti irrisolti, o a racimolare anime con l’intento di sbloccare tutti i potenziamenti e i gadget lasciati indietro, anche dopo averlo portato a termine. All’interno di ogni livello saranno presenti missioni principali e secondarie più alcuni obiettivi da completare che di certo non mancheranno di soddisfare la vostra fame di Darksiders.

Insomma, un capitolo nuovo a tutti gli effetti, che fa da prequel agli eventi narrati per la prima volta su schermo nel lontano 2010 e che, seppur identificato sotto l’etichetta di spin-off, gode di un’identità tutta sua senza per questo snaturarsi. Conflitto e Guerra rappresentano infatti due personalità continuamente in contrasto tra loro ma che si sposano alla perfezione, dando vita ad un’avventura capace di restare sicuramente impressa nella vostra mente. Dispiace solo per qualche difetto di programmazione sparso qua e là, specie per quanto concerne le fasi di puzzle solving che potevano e dovevano essere pensate meglio. Forse la vera grande lacuna di un gioco che nulla ha da invidiare ai propri fratelli maggiori. La via della misericordia e della redenzione è stata comunque tracciata, ora starà a voi, e a voi soltanto, decidere da quale parte schierarvi.

Valutazione di TopGamer
Seppur Darksiders Genesis rappresenti il prequel degli eventi narrati nel primo Darksiders e venga etichettato come un mero spin-off della saga, a conti fatti non lo è. Tutti gli stilemi tipici che hanno dato vita all'immaginario di questa serie li ritroverete intatti, con l'aggiunta di importanti novità. Grazie all'introduzione di due personaggi come Conflitto e Guerra, il titolo si colloca a metà strada tra un hack 'n slash ed uno shoot'em up, dando vita ad un'alchimia contrastante che funziona a dovere. L'aver scelto di utilizzare un'inquadratura isometrica ha da un lato facilitato il compito agli sviluppatori nell'andare ad inserire un comparto multiplayer ben fatto (online e locale), dall'altro ha però complicato qualcosa a livello ludico per quanto concerne fasi platform e puzzle solving. Peccato, perché forse con un po' di attenzione e di lavoro in più si sarebbero ottenuti risultati decisamente migliori. Ad ogni modo, Darksiders Genesis diverte e intrattiene, forte anche di una rigiocabilità elevata e di un gameplay che, seppur non privo di qualche sbavatura, risulta bello ed appagante, oggi più di ieri, anche grazie a tante piccole trovate interessanti.
PRO
  • Due personaggi giocabili
  • Multiplayer online e locale
  • Buona longevità e rigiocabilità
  • Artisticamente bellissimo
  • OST epica
CONTRO
  • Alcune fasi puzzle solving
  • Qualche imprecisione nelle fasi platform
  • Boss fight artisticamente sublimi ma ludicamente poco ispirate
  • In rari casi si manifesta qualche bug nei controlli
8/10
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