Daymare: 1998 – Recensione della versione console

La versione console di Daymare 1998 non si allontana molto da quella uscita tempo fa per PC, ma presta il fianco a qualche critica extra.

Scritto il 28.04.2020
da Filippo Facchetti
Daymare 1998 - Recensione

Daymare: 1998 – Introduzione

L’anno scorso il team di Invader Studios ha realizzato il proprio sogno, portando a termine un progetto nato come semplice sfida amatoriale mossa dalla passione e trasformatosi miracolosamente in qualcosa di ben più grande.

Dopo anni di lavoro su un remake non ufficiale di Resident Evil 2, questo gruppo di appassionati di survival horror aveva attirato l’attenzione di CAPCOM, spingendola a invitare il team in Giappone per incontrare i miti della propria infanzia e… parlare di affari.

Forti della sicurezza generata dall’esperienza giapponese e dopo essere stati invitati a interrompere i lavori sul remake di RE2 a causa dell’imminente annuncio di una sua versione ufficiale, questi appassionati italiani hanno trasformato anni di impegno e fatica in Daymare: 1998, una lettera d’amore ai survival horror degli anni ’90, uscita su PC poco più di sei mesi fa.

Oggi parlerò della versione console del gioco che, di fatto, va a coronare l’ennesimo sogno degli sviluppatori: vedere il frutto del proprio lavoro approdare in versione fisica su altre piattaforme, per essere venduto in tutti i negozi di videogiochi. Ma il passaggio su Xbox One e PlayStation 4 sarà stato indolore?

Meccaniche e Gameplay

La versione console di Daymare: 1998 riprende le stesse meccaniche già viste su PC e descritte ampiamente nella nostra prima recensione. È innegabile che la fonte d’ispirazione principale di Invader Studios sia stata la popolare saga CAPCOM sugli zombie, ma non è solo al RE dei survival horror che il team italiano ha più volte strizzato l’occhio.

L’impostazione generale riprende molto da vicino quella dell’ottimo Dead Space, che a sua volta aveva reso più moderni i controlli di Resident Evil 4, adattandoli a un mercato più dinamico. Se i riferimenti a Dead Space si limitano a parte del sistema di controllo, quelli alle avventure dei membri della S.T.A.R.S. sono innumerevoli.

Dalla narrazione classica a base di documenti e indizi sparsi nelle ambientazioni alla possibilità di combinare gli oggetti per ottenerne di nuovi, Daymare pesca a piene mani dai giochi di terrore usciti negli ultimi 30 anni. Fortunatamente gli sviluppatori non si sono accontentati di realizzare una copia carbone dei loro titoli preferiti, ma hanno fatto lavorare il cervello per proporre nuove interpretazioni di meccaniche non sempre invecchiate a dovere.

L’esempio migliore del lavoro di perfezionamento è la gestione della ricarica manuale, qui prevista sia in versione rapida che in una variante più lenta, durante la quale il personaggio ripone il caricatore vuoto nell’inventario invece di farlo cadere a terra. Si tratta di un’ottima intuizione, che si sposa a dovere con i ritmi variegati dell’intera avventura.

La medesima cura è stata offerta nella gestione dell’inventario, studiata per favorire l’uso rapido degli oggetti anche nelle situazioni più concitate. Come accadeva nell’interessante Zombi di Ubisoft, infatti, aprendo l’apposito menu l’azione non si mette in pausa. Si tratta di un dettaglio che contribuisce ad accrescere l’ansia, costringendo a non abbassare mai la guardia e ad alimentare un costante senso di insicurezza.

Durante le circa 10 ore necessarie per portare a termine l’avventura nella “ridente” cittadina di Keen Sight si vestono i panni di tre protagonisti differenti. Quest’espediente permette di vivere la storia da vari punti di vista e ha aiutato gli sviluppatori a sperimentare approcci diversi in base al personaggio controllato.

A questo si affiancano un level design curato e funzionale, che può tranquillamente essere considerato uno degli elementi più riusciti dell’intero progetto, e una buona varietà di enigmi ben studiati, che intrattengono i giocatori senza mai diventare frustranti.

Purtroppo, però, anche su console si ripresentano i problemi della versione originale. Il bilanciamento generale non è dei più riusciti, complice l’eccessiva resistenza dei nemici, soprattutto dei boss. Dover vomitare una pioggia di piombo contro avversari apparentemente inarrestabili non sarebbe un problema, se non si dovessero riempire ogni volta i caricatori con nuove munizioni rendendosi vulnerabili per consultare l’apposito menu.

Per ovvi motivi, anche la qualità della storia è rimasta inalterata rispetto alla prima versione del gioco, ripresentando anche qui tutte le incertezze del caso, dagli stereotipi troppo marcati di alcuni personaggi alla distribuzione poco incisiva dei colpi di scena.

Rispetto a quanto visto su PC, inoltre, in questa incarnazione di Daymare sono presenti nuove problematiche legate al cambio di hardware. Durante l’avventura ho riscontato alcuni bug che causavano un fastidioso sfarfallio dei testi, oltre a dover lottare con un ritardo evidente nella risposta di alcuni comandi.

Sul fronte audiovisivo i risultati ottenuti su Xbox One e PlayStation 4 sono altalenanti. La colonna sonora e la gestione degli effetti ambientali sono ancora una volta fra gli aspetti tecnici più riusciti. Lo stesso non si può dire per il doppiaggio e il comparto grafico. Quest’ultimo, in particolare, è flagellato da un frequente ritardo nell’aggiornamento delle texture delle ambientazioni.

Il pensiero dell’autore: Filippo

La versione console di Daymare: 1998 non si allontana molto da quella già vista in azione su PC. L’esperienza proposta dai ragazzi di Invader Studios è piacevole e coinvolgente, al netto di alcune leggerezze dettate dall’inesperienza del team.

Stiamo infatti parlando di un gruppo di appassionati che, da un giorno all’altro, è salito su un palcoscenico importante con un progetto originale partito come un semplice remake. Il prodotto nato da questa favola bizzarra si assesta su un buon livello qualitativo, in particolar modo per essere un titolo Indie creato da una manciata di persone, e rappresenta un valido punto di partenza per un’interessante realtà italiana.

Anche se ormai sono passati diversi mesi dall’uscita ufficiale del gioco, i contenuti di questa conversione sono gli stessi della versione originale e non sono state apportate correzioni utili a migliorare un’esperienza carica di passione, ma piuttosto grezza.

Eppure, nonostante gli innegabili problemi legati a un budget ridotto e a uno sviluppo non certo agevole, è impossibile non voler bene a un prodotto con un cuore enorme. Perché quando una texture si carica in ritardo rivelando un omaggio a 1997: Fuga da New York, è difficile non amare l’opera di Invader Studios.

Valutazione di TopGamer
La versione console di Daymare 1998 non si allontana molto da quella uscita tempo fa per PC, ma presta il fianco a qualche critica extra. I lunghi tempi di risposta di alcuni comandi e il caricamento lento di alcune texture appesantiscono l’esperienza, rendendola meno godibile di quella originale.
PRO
  • Level design interessante
  • Tante citazioni per gli appassionati
  • Comparto sonoro convincente
CONTRO
  • Scontri con i boss poco ispirati
  • Controlli poco reattivi
  • Tecnicamente datato
7/10
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